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S. 3613-B: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006)
2005-12-22

Stralci del testo modificato dalla Camera e in discussione al Senato


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5. A decorrere dallanno finanziario 2006, i maggiori proventi derivanti dalla dismissione o alienazione del patrimonio immobiliare dello Stato sono destinati alla riduzione del debito. A questo fine i relativi proventi sono conferiti al Fondo di ammortamento del debito pubblico di cui allarticolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n. 432. Leventuale diversa destinazione di quota parte di tali proventi resta subordinata alla previa verifica con la Commissione europea della compatibilit con gli obiettivi indicati nellaggiornamento del programma di stabilit e crescita presentato agli organi dellUnione europea.

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17. Nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali istituito un fondo da ripartire per le esigenze correnti connesse con la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali, con una dotazione, per lanno 2006, di 10 milioni di euro. Con decreti del Ministro per i beni e le attivit culturali, da comunicare, anche con evidenze informatiche, al Ministero delleconomia e delle finanze, tramite lUfficio centrale del bilancio, nonch alle competenti commissioni parlamentari e alla Corte dei conti, si provvede alla ripartizione del fondo tra le unit previsionali di base interessate del medesimo stato di previsione


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237. I Ministeri per i beni e le attivit culturali, della giustizia, della salute e lAgenzia del territorio sono autorizzati ad avvalersi, fino al 31 dicembre 2006, del personale in servizio con contratti di lavoro a tempo determinato, prorogati ai sensi dellarticolo 1, comma 117, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Il Ministero delleconomia e delle finanze pu continuare ad avvalersi fino al 31 dicembre 2006 del personale utilizzato ai sensi dellarticolo 47, comma 10, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.
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400. Ai fini del concorso al perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica previsti nel patto di stabilit e crescita, favorendo la dismissione di immobili non adibiti ad uso abitativo attribuiti in forza di legge ad enti privati e fondazioni, compresi gli enti morali, e non pi utili al perseguimento delle esigenze istituzionali, la cessione degli stessi comporta lapplicazione dellarticolo 29, comma 1, terzo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e fa venire meno leventuale vincolo di destinazione precedentemente previsto. Restano fermi in ogni caso losservanza delle prescrizioni urbanistiche vigenti, nonch gli eventuali vincoli storici, artistici, culturali, architettonici e paesaggistici sui predetti beni. A tal fine, allatto della cessione, il cedente provvede allistanza di cui allarticolo 12, comma 2, del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
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482. Fermo quanto previsto ai sensi del comma 5, il Ministero della difesa Direzione generale dei lavori e del demanio, di concerto con il Ministero delleconomia e delle finanze Agenzia del demanio, individua con apposito decreto gli immobili militari da alienare secondo le seguenti procedure:
a) le alienazioni, permute, valorizzazioni e gestioni dei beni, in deroga alla legge 24 dicembre 1908, n. 783, e successive modificazioni, e al regolamento di cui al regio decreto 17 giugno 1909, n. 454, nonch alle norme della contabilit generale dello Stato, fermi restando i principi generali dellordinamento giuridico contabile, sono effettuate direttamente dal Ministero della difesa Direzione generale dei lavori e del demanio che pu avvalersi del supporto tecnico-operativo di societ pubblica o a partecipazione pubblica con particolare qualificazione professionale ed esperienza commerciale nel settore immobiliare;
b) la determinazione del valore dei beni da porre a base dasta decretata dalla Direzione generale dei lavori e del demanio, previo parere di congruit emesso da una commissione appositamente nominata dai Ministro della difesa, presieduta da un magistrato amministrativo o da un avvocato dello Stato e composta da esponenti dei Ministeri della difesa e delleconomia e delle finanze, nonch da un esperto in possesso di comprovata professionalit nella materia. Con la stessa determinazione, per i beni valorizzati sono stabiliti i criteri di assegnazione agli enti territoriali interessati dal procedimento di una quota, non inferiore ai 5 per cento e non superiore aI 15 per cento, del ricavato attribuibile alla vendita degli immobili valorizzati;
c) i contratti di trasferimento di ciascun bene sono approvati dal Ministero della difesa. Lapprovazione pu essere negata per sopravvenute esigenze di carattere istituzionale dello stesso Ministero;
d) le alienazioni e permute dei beni individuati possono essere effettuate a trattativa privata, qualora il valore del singolo bene, determinato ai sensi della lettera b), sia inferiore a quattrocentomila euro;
e) ai fini delle permute e delle alienazioni degli immobili da dismettere, con cessazione del carattere demaniale, il Ministero della difesa comunica, insieme alle schede descrittive di cui allarticolo 12, comma 3, del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, lelenco di tali immobili al Ministero per i beni e le attivit culturali che si pronuncia, entro il termine perentorio di quarantacinque giorni dalla ricezione della comunicazione, in ordine alla verifica dellinteresse storico-artistico e individua, in caso positivo, le parti degli immobili stessi soggette a tutela, con riguardo agli indirizzi di carattere generale di cui allarticolo 12, comma 2, del citato codice. Per i beni riconosciuti di tale interesse, laccertamento della relativa condizione costituisce dichiarazione ai sensi dellarticolo 13 dello stesso codice. Le approvazioni e le autorizzazioni previste dal citato codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004 sono rilasciate o negate entro novanta giorni dalla ricezione della istanza. Le disposizioni del citato codice di cui al decreto legislativo n. 42 del 2004, parti prima e seconda, si applicano anche dopo la dismissione.
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583. Al fine di promuovere lo sviluppo del turismo di qualit, i soggetti di cui al comma 586, di seguito denominati promotori, possono presentare alla regione interessata proposte relative alla realizzazione di insediamenti turistici di qualit di interesse nazionale, anche tramite concessione di beni demaniali marittimi, esclusi quelli sui quali sussistono concessioni con finalit turistico-ricreative gi operanti ai sensi dellarticolo 03, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, e anche mediante la riqualificazione di insediamenti e impianti preesistenti.
584. Ai canoni di concessione per gli insediamenti di cui al comma 583 non si applicano le disposizioni di cui al decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494. La misura del canone determinata dallatto di concessione. Una quota degli introiti dei canoni attribuita nella misura del 20 per cento alla regione interessata e nella misura del 20 per cento al comune o ai comuni interessati, proporzionalmente al territorio compreso nellinsediamento. Per quanto non determinato dai commi da 583 a 593, si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 36 a 49 del codice della navigazione.
585. Gli insediamenti turistici di qualit di cui ai commi da 583 a 593 sono caratterizzati dalla compatibilit ambientale, dalla capacit di tutela e di valorizzazione culturale del tessuto circostante e dei beni presenti sul territorio, dallelevato livello dei servizi erogati e dalla idoneit ad attrarre flussi turistici anche internazionali. In ogni caso gli insediamenti turistici di cui ai commi da 583 a 593 devono assicurare un ampliamento della base occupazionale mediante lassunzione di un numero di addetti non inferiore a 250 unit. La realizzazione e la gestione degli insediamenti per il turismo di qualit sono effettuate secondo le procedure di cui ai commi da 586 a 593 e ferme restando le disposizioni di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
586. Possono presentare le proposte di cui al comma 583 gli enti locali territorialmente competenti, anche associati, i soggetti di cui allarticolo 10 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, associati con gestori di servizi ed eventualmente consorziati e associati con enti finanziatori, nonch i soggetti dotati di idonei requisiti tecnici, organizzativi e finanziari, definiti da apposito regolamento da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Ministro delle attivit produttive, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro delleconomia e delle finanze e con il Ministro dellambiente e della tutela del territorio.
587. Le proposte devono comprendere lo studio di fattibilit ambientale, il piano finanziario degli investimenti, ladeguamento del sistema complessivo dei servizi che interessano larea, in particolare nel settore della mobilit, nonch la previsione di eventuali infrastrutture e opere pubbliche connesse, e sono redatte secondo modelli definiti dal regolamento di cui al comma 586. La realizzazione di infrastrutture e di servizi connessi pu essere affidata allo stesso soggetto realizzatore dellinsediamento turistico. In tale caso si applicano le disposizioni stabilite dallarticolo 104, comma 4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.
588. Le proposte sono valutate dalla regione sotto il profilo della fattibilit e della qualit costruttiva, urbanistica e ambientale, nonch della qualit progettuale, della funzionalit, del costo di gestione e di manutenzione, dei tempi di ultimazione dei lavori per la realizzazione degli impianti e delle infrastrutture e opere pubbliche connesse. Sono comunque valutate in via prioritaria le proposte che prevedono il recupero e la bonifica di aree compromesse sotto il profilo ambientale e di impianti industriali dismessi.
589. La regione, entro trenta giorni dalla presentazione, verifica lassenza di elementi ostativi e, esaminate le proposte stesse, anche comparativamente, e sentiti i promotori che ne facciano richiesta, provvede, entro i successivi sessanta giorni, ad individuare quelle che ritiene di pubblico interesse e a trasmettere documentazione ai comuni e alle province competenti per territorio, al Ministero delleconomia e delle finanze, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministero delle attivit produttive, al Ministero dellambiente e della tutela del territorio, al Ministero per i beni e le attivit culturali e a tutte le altre amministrazioni competenti a rilasciare permessi e autorizzazioni di ogni genere e tipo.
590. Le amministrazioni interessate rimettono le proprie valutazioni alla regione entro il termine perentorio di trenta giorni dalla ricezione della documentazione relativa alla proposta, ovvero, in caso di procedura ad evidenza pubblica ai sensi del comma 592, entro trenta giorni dalla aggiudicazione. Entro lo stesso termine le amministrazioni interessate possono presentare motivate proposte di adeguamento o richieste di prescrizioni. La mancata presentazione, entro il termine previsto, di osservazioni o richieste di prescrizioni ha leffetto di assenso alla proposta. La regione promuove, entro i successivi quarantacinque giorni, la stipula fra le amministrazioni interessate di un accordo di programma, ai sensi dellarticolo 34 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
591. La stipula dellaccordo di programma sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominato, consente la realizzazione e lesercizio di tutte le opere, prestazioni e attivit previste nella proposta approvata, e ha leffetto di determinare le eventuali e conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici e di sostituire le concessioni edilizie, nel rispetto delle condizioni di cui al citato articolo 34 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000. Restano comunque ferme le disposizioni di cui al codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
592. Nel caso di pi proposte relative alla stessa concessione di beni demaniali la regione, prima della stipula dellaccordo di programma, indice una gara da svolgere con il criterio dellofferta economicamente pi vantaggiosa, ponendo a base di gara la proposta presentata dal promotore, secondo le procedure di cui allarticolo 37-quater della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni.
593. Per promuovere la realizzazione degli insediamenti di cui ai commi da 583 a 592, i comuni interessati possono prevedere lapplicazione di regimi agevolati ai fini del contributo di cui allarticolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonch lesenzione, ovvero lapplicazione di riduzioni o detrazioni, dallimposta comunale sugli immobili di cui allarticolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
595. Per gli anni 2006 e 2007 alle fondazioni lirico-sinfoniche fatto divieto di procedere ad assunzioni a tempo indeterminato. Fino al medesimo termine il personale a tempo determinato non pu superare il 20 per cento dellorganico funzionale approvato.
596. Per lanno 2006 i contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati nellanno 2005 dal Ministero per i beni e le attivit culturali, ai sensi dellarticolo 6, comma 2, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, sono trasformati in rapporto di lavoro a tempo determinato nel limite massimo di 95 unit.
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