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Deliberazione n. 25/2005/G, Corte dei conti, Indagine sulla gestione sui servizi dassistenza culturale e dospitalit per il pubblico negli istituti e luoghi di cultura dello Stato, Parte II
2005-12-28

4. Laccesso ai luoghi darte e cultura e laffidamento in concessione dei servizi connessi alla vendita dei biglietti.

Si detto in precedenza delle norme che disciplinano laccesso ai musei , ai monumenti ed ai siti archeologici dello Stato.
Al settore stata, nel passato, dedicata lattenzione della Corte dei conti, che, nellesercizio dei suoi compiti di controllo sulla gestione, con una specifica indagine (deliberazione n. 2/2002/G) ha riferito al Parlamento sullattuazione dei progetti adottati dallAmministrazione per assicurare lapertura prolungata dei monumenti, musei, siti archeologici, archivi di Stato e biblioteche pubbliche statali; in tale occasione stato anche dato conto degli andamenti dei flussi di visitatori nellarco temporale 1997-2001.
Si forniscono, ora, alcuni dati daggiornamento che sono, ovviamente calibrati con riferimento al pi ristretto ambito di riferimento della presente indagine. In particolare oggetto danalisi sono soltanto quegli istituti il cui accesso legato (anche solo in via ipotetica) al pagamento di un biglietto dingresso; restano, pertanto, esclusi dalla rilevazione sia gli archivi di Stato, sia le biblioteche.
q Su un totale, nel 2004, di 458 luoghi darte aperti al pubblico, il pagamento del biglietto dingresso previsto in 268 (58,5%) di essi.
q Laffidamento in concessione del servizio di biglietteria, sino al 2005, avvenuto per 100 istituti (indicati nellallegato I) nella seguente progressione:
tab. 14
Andamento temporale dattivazione della biglietteria in affid. esterno
1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004
Attivazioni nellanno 11 24 4 18 16 12 9 6
Progressivo 11 35 39 57 73 85 94 100
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati forniti dallamm.ne

A favore dei concessionari del servizio di vendita dei biglietti previsto un corrispettivo regolamentato dalla circolare ministeriale n. 4412 del 1 agosto 2000; corrispettivo la cui misura massima fissata nel 15 per cento degli introiti effettivamente percepiti.
Dallesame di tutte le convenzioni stipulate si rileva che la media (aritmetica) dellaggio corrisposto, si attesta su una percentuale del 13,6 per cento, con picchi minimi del 7,17 per cento con riguardo ai contratti stipulati da cinque istituti (museo Boscoreale, scavi di Ercolano, scavi di Oplonti, scavi di Pompei) tutti compresi nella competenza della Soprintendenza archeologica di Pompei. Per converso, il tetto massimo (15%) applicato in sette istituti: (museo archeologico di Reggio Calabria, museo e parco archeologico di Sibari, museo archeologico nazionale di Crotone, museo archeologico nazionale di Vibo Valentia, parco di Capodimonte, pinacoteca nazionale di Siena, Cappella Bacci di Arezzo).
Un ultimo approfondimento riservato al flusso di visitatori nei luoghi darte. E, infatti, da considerare che lattivazione presso musei, monumenti e siti archeologici dei servizi di assistenza ed ospitalit per il pubblico finalizzata a migliorare la qualit dellofferta, ma, anche, a favorire una pi diffusa conoscenza del patrimonio artistico.
Le tabelle che seguono (15 e 16) danno conto dellandamento dei visitatori nei luoghi darte nellarco degli anni 1998-2004, con riguardo al complesso dei siti la cui gestione affidata allAmministrazione statale (tab. 15) e con riferimento ai soli luoghi darte presso i quali siano stati attivati nel periodo considerato i servizi aggiuntivi (tab. 16).


tab. 15
Affluenza visitatori nei siti culturali dello Stato
1998 paganti 13.871.465 27.729.369
gratuiti 13.857.904
1999 paganti 13.492.783 27.295.568
gratuiti 13.802.785
2000 paganti 15.487.773 30.175.293
gratuiti 14.687.520
2001 paganti 15.729.599 29.543.020
gratuiti 13.813.421
2002 paganti 15.821.429 31.042.971
gratuiti 15.221.542
2003 paganti 15.149.189 31.160.056
gratuiti 16.010.867
2004 paganti 15.884.075 32.960.875
gratuiti 17.076.800
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati SISTAN.



grafico E


grafico F

elaborazione grafici: Corte dei conti

tab. 16
Regione Visitatori nei siti con servizi aggiuntivi
1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004


Abruzzo 19.431 17.305 23.067 24.406 37.359 33.789 78.707

Basilicata - - - - - 6.989 16.125





Calabria 183.641 209.718 220.703 222.725 235.176 226.276 561.676












Campania 3.242.302 3.090.719 3.301.353 3.781.774 3.265.659 4.112.831 5.575.964









Emilia Romagna 777.892 505.549 541.958 504.303 671.285 629.194 579.456

Friuli V.G. 236.100 208.536 240.349 245.709 258.925 234.309 259.323






























Lazio 6.252.801 6.011.795 6.360.585 6.744.710 6.174.984 6.542.912 6.671.211



Liguria 70.971 69.899 85.284 64.458 65.529 57.034 124.928



Lombardia 708.766 656.624 730.125 751.420 869.584 727.106 742.334


Marche 301.060 336.766 410.510 448.048 433.670 404.370 395.678





Piemonte 513.489 372.753 423.685 378.488 401.939 395.778 414.927












Puglia 265.296 284.941 346.825 365.481 445.662 415.855 404.149



Sardegna 86.899 65.791 76.458 54.256 63.590 60.626 149.137





























Toscana 5.240.472 5.377.801 5.546.725 5.589.283 5.191.433 4.872.153 4.736.654

Umbria 80.809 115.155 107.855 96.039 91.223 90.034 177.852



Veneto 391.831 443.956 438.794 461.626 439.309 505.963 604.207
Totale 18.373.758 17.769.307 18.856.276 19.734.727 18.647.329 19.317.222 21.492.328
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati SISTAN.

Con riguardo ai dati contenuti nella prima tabella, opportuno subito chiarire come lalto numero dingressi gratuiti (che nel 2004 supera quello dei paganti) quasi esclusivamente determinato da quei siti per i quali non attualmente previsto lingresso a pagamento; per il resto, salvo una lieve flessione nel 2001, landamento dei visitatori pu definirsi stabile con una tendenza, per, allincremento.
Quanto al flusso di visitatori nei siti presso i quali sono istituiti i servizi aggiuntivi, esso appare contraddistinto da un andamento pi netto nel senso di un incremento delle presenze, con una punta nel 2001 ed una flessione, per, altrettanto rilevante nel 2002, parzialmente assorbita nel corso dellanno successivo.
Per quanto attiene alle Soprintendenze ed ai poli museali dotati di autonomia finanziaria, i dati pi completi relativi allaffluenza di visitatori sono disponibili per la sola Soprintendenza archeologica di Pompei; essi sono riassunti nel prospetto che segue:

tab. 17
Soprintendenza archeologica di Pompei- visitatori e introiti della biglietteria -
Anno Visitatori Introiti Costo biglietto
1999 2.221.434 . 9.514.169,00 . 6,20
2000 2.412.938 . 14.132.960,00 . 8,26
2001 2.516.635 . 15.384.936,00 . 8,26
2002 2.490.620 . 17.493.794,00 . 10,00
2003 2.463.562 . 16.816.681,00 . 10,00
2004 2.664.427 . 18.492.270,00 . 10,00
Fonte: dati forniti dallAmministrazione

E, comunque, da considerare che tale incremento finanziario determinato non solo dallaffluenza di visitatori, ma anche dal costo del biglietto di ingresso che passa dai 6,20 del 1999, agli 8,26 euro del 2000/2001, ai 10 euro del 2002/2004.
La Soprintendenza archeologica di Roma ed i poli museali hanno, come gi detto, autonomia dentrata, alcuni dal giugno 2004, altri dal gennaio 2005. Di seguito si espongono i dati disponibili relativi al 2004.

tab. 18
Soprintendenza speciale Visitatori 2004 Introiti
paganti non paganti totale
Archeologica Roma 3.130.343 1.073.259 4.203.602 23.461.929,00
Polo museale romano 886.707 411.383 1.298.090 4.663.504,00
Polo museale napoletano 249.876 1.169.869 1.419.745 838.362,29
Polo museale fiorentino 3.489.688 1.115.378 4.605.066 19.581.801,50
Polo museale veneziano 321.070 139.772 460.842 1.967.246,75
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati SISTAN

Il riferimento alle Soprintendenze speciali, costituisce loccasione per formulare alcune considerazioni sulle prospettive del cespite dentrata del bilancio del Ministero per i beni culturali costituito dal provento dei biglietti di ingresso e (in misura pur minore) dei servizi aggiuntivi.
Si tratta, infatti, di somme (appena analizzate nella loro dimensione qualitativa e quantitativa) cui la legge impone un vincolo di destinazione alle esigenze generali dellAmministrazione (quali ladeguamento strutturale degli edifici, la sicurezza degli impianti, lespropriazione o lacquisto di beni culturali) e che solo in minima parte erano destinate alle esigenze degli istituti che avevano incassato i proventi in parola ( il caso dei servizi aggiuntivi, destinati per almeno il 50 per cento agli istituti di provenienza; cfr art. 117, comma 2 del testo unico del 1999, disposizione, peraltro, non ripresa dal codice del 2004).
Con lentrata a regime dellattivit delle Soprintendenze autonome e dei poli museali, la situazione appena descritta destinata a mutare in modo sensibile. E, infatti, da considerare che tali istituti comprendono la maggior parte dei siti culturali di eccezionale importanza e che sono ai primi posti nelle statistiche di visitatori (vedi tab. 19) , con la conseguenza che i rispettivi bilanci, sia quanto agli introiti dei servizi aggiuntivi, sia soprattutto dei biglietti di ingresso, sono destinati ad assorbire una quota preponderante delle relative entrate, che vengono cos ad essere sottratte alle pi generali finalit dellAmministrazione.

tab. 19
Denominazione Istituto Soprintendenza Visitatori Introiti
paganti gratuiti totale
Circuito Archeologico Colosseo e Palatino Archeologica Roma 2.709.185 814.130 3.523.315 21.084.550,00
Scavi Vecchi e Nuovi di Pompei Archeologica Pompei 1.672.182 587.474 2.259.656 16.276.516,70
Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano Polo museale fiorentino 1.164.301 265.245 1.429.546 7.350.066,75
Galleria dell'Accademia di Firenze Polo museale fiorentino 996.776 175.896 1.172.672 6.374.683,25
Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo Polo musealeromano 509.172 197.897 707.069 2.454.581,00
Galleria Palatina e Appartamenti Monumentali Palazzo Pitti Polo museale fiorentino 326.806 136.674 463.480 2.042.105,00
Villa d'Este Etruria meridionale 303.905 200.112 504.017 1.903.601,25
Museo e Galleria Borghese Polo musealeromano 300.825 156.962 457.787 1.864.545,00
Circuito Museale (Museo degli Argenti, Museo delle Porcellane, Giardino di Boboli) Polo museale fiorentino 473.859 203.669 677.528 1.756.074,00
Gallerie dell''Accademia Polo museale fiorentino 269.656 113.705 383.361 1.702.921,75
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati SISTAN

Il grafico che segue, mostra lincidenza delle entrate degli istituti autonomi, raffrontata al totale delle entrate per servizi aggiuntivi e biglietti di ingresso nel settore delle arti.



Elaborazione grafico: Corte dei conti su dati RGS e SISTAN.


5. I profili finanziari

Si analizzano, in questo capitolo, gli andamenti finanziari degli introiti erariali derivanti dallaffidamento in concessione dei servizi daccoglienza e di ospitalit, intesi in una accezione ampia, cos da comprendere sia i proventi derivanti dalluso e dalla riproduzione dei beni culturali, sia quelli conseguenti alla vendita dei biglietti dingresso.
In tale ultima ipotesi i dati che si forniscono concernono lintero importo del costo del biglietto, qualora il servizio di vendita sia gestito direttamente dallAmministrazione, oppure la minor somma versata nel capitolo di entrata del bilancio dello Stato, nellipotesi in cui il servizio di biglietteria sia gestito in concessione, con conseguente diritto ad un aggio da parte del concessionario.
Si detto in precedenza come i regolamenti ministeriali del 1997 di disciplina dei servizi aggiuntivi (n. 139) e dei biglietti dingresso agli istituti di cultura (n. 507) prevedano lobbligo per il concessionario di far affluire i proventi in parola alla competente Sezione della tesoreria dello Stato o sul conto corrente bancario aperto da ciascun responsabile di istituto o luogo di cultura presso un istituto di credito, con onere, a carico di questi, di versarli alla tesoreria provinciale entro cinque giorni dalla riscossione. Regolamentazione, questa, recepita senza variazioni di ordine sostanziale nellart. 110 del codice dei beni culturali.
Si anche detto come i proventi in parola siano dalla legge qualificati come entrate di scopo, sicch le somme versate nei capitoli di entrata del bilancio dello Stato, sono dal Ministero delleconomia riassegnate al Ministero per i beni culturali per andare ad incrementare i capitoli di spesa da esso indicati.
Con pi precisione, la stessa legge a disporre in merito alla destinazione di tali proventi. Il testo unico del 1999, recependo le disposizioni precedentemente vigenti, prevedeva un duplice regime: a) gli introiti conseguenti ai servizi aggiuntivi erano destinati, nelle misura non inferiore al 50 per cento, agli istituti di provenienza (art. 117, comma 2); b) i proventi dei biglietti dingresso erano finalizzati, in genere, alladeguamento strutturale, agli interventi di sicurezza sui beni culturali, nonch allespropriazione ed allacquisto dei beni medesimi. Il codice del 2004 si limita, invece a disporre unicamente sulla destinazione degli incassi dei biglietti (art. 110, comma 3) confermando, nella sostanza, i vincoli posti dal testo unico.
Nella tabella che segue (tab. 20) sono indicati, per il periodo 2002-2004 lentit dei versamenti sul capitolo dellentrata del Ministero per i beni culturali (capitolo 2584 art 1, relativo ai biglietti dingresso e art. 3, relativo ai servizi aggiuntivi), nonch le somme riassegnate (previa adozione di un decreto di variazione di bilancio del Ministro delleconomia) al Ministero medesimo e suddivise per destinazione di spesa.




tab. 20
Riassegnazione introiti
Esercizi finanziari 2002 2003 2004
Biglietti Versamenti in tesoreria cap. 2584, art. 1 - 59.218.357,54 59.050.660,72 30.552.203,25
Riassegnazioni nelle U.P.B. del Ministero B.C. 44.667.042,30 44.590.096,00 12.285.272,00
Destinazione della spesa parte corrente 567.068,70 580.180,00 -
parte capitale 44.099.973,60 44.009.916,00 12.285.272,00
Servizi aggiuntivi Versamenti in tesoreria cap. 2584, art. 3 - 11.655.469,97 9.991.430,59 8.236.920,23
Riassegnazioni nelle U.P.B. del Ministero B.C. 11.643.563,00 9.978.682,00 7.418.048,00
Destinazione della spesa parte corrente 11.198.724,00 870.130,00 -
parte capitale 444.839,00 9.108.552,00 7.418.048,00
Totale introiti Versamenti in tesoreria cap. 2584, artt. 1 e 3 - 70.873.827,51 69.042.091,31 38.789.123,48
Riassegnazioni nelle U.P.B. del Ministero B.C. 56.310.605,30 54.568.778,00 19.703.320,00
Destinazione della spesa parte corrente 11.765.792,70 1.450.310,00 -
parte capitale 44.544.812,60 53.118.468,00 19.703.320,00
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati forniti dal sistema RGS e dallAmministrazione

E da considerare che lAmministrazione per i beni culturali (in applicazione delle disposizioni del d.p.r. 10 novembre 1999, n. 469 ) avanza due volte lanno richiesta di riassegnazione delle entrate di cui si tratta: la prima, nel mese di novembre di ciascun anno, per le somme introitate nel periodo gennaio-ottobre, la seconda, nel mese di giugno, per il restante periodo.
I prospetti che seguono (tabb. 21 e 22) mostrano le riassegnazioni ai singoli centri di responsabilit e la loro ripartizione sui capitoli della spesa di parte corrente e in conto capitale, determinate nel loro importo effettivo riferito a ciascun esercizio.




tab. 21
Riassegnazioni entrate sul cap. 2584 art. 1 (biglietti)
Centro di responsabilit Titolo della spesa 2002 2003 2004
Segretariato parte corrente 567.068,70 580.180,00 -
parte capitale - - 12.285.272,00
totale 567.068,70 580.180,00 12.285.272,00
Arte parte corrente - - -
parte capitale 42.674.065,06 30.806.940,00 -
totale 42.674.065,06 30.806.940,00 -
Archivi parte corrente - - -
parte capitale 712.954,27 6.601.488,00 -
totale 712.954,27 6.601.488,00 -
Biblioteche parte corrente - - -
parte capitale 712.954,27 6.601.488,00 -
totale 712.954,27 6.601.488,00 -
Totale parte corrente 567.068,70 580.180,00 -
parte capitale 44.099.973,60 44.009.916,00 12.285.272,00
totale riassegnato 44.667.042,30 44.590.096,00 12.285.272,00
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati Amministrazione.

tab. 22
Riassegnazioni entrate sul cap. 2584 art. 3 (servizi aggiuntivi)
Centro di responsabilit Titolo della spesa 2002 2003 2004
Segretariato parte corrente 1.312.200,00 - -
parte capitale 390.815,00 1.272.781,00 1.135.687,00
totale 1.703.015,00 1.272.781,00 1.135.687,00
Gabinetto parte corrente 50.500,00 - -
parte capitale - - -
totale 50.500,00 - -
Arte parte corrente 8.910.470,00 796.754,00 -
parte capitale 54.024,00 6.781.925,00 5.159.936,00
totale 8.964.494,00 7.578.679,00 5.159.936,00
Archivi parte corrente 204.061,00 73.376,00 -
parte capitale - 243.195,00 357.404,00
totale 204.061,00 316.571,00 357.404,00
Biblioteche parte corrente 721.493,00 - -
parte capitale - 810.651,00 765.021,00
totale 721.493,00 810.651,00 765.021,00
Totale parte corrente 11.198.724,00 870.130,00 -
parte capitale 444.839,00 9.108.552,00 7.418.048,00
totale riassegnato 11.643.563,00 9.978.682,00 7.418.048,00
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati Amministrazione.


Sia gli introiti relativi ai biglietti dingresso, sia quelli relativi ai servizi aggiuntivi, sono, dunque, ripartiti allinterno dei centri di responsabilit (beni storico-artistici, paesaggistici ed archeologici, biblioteche e archivi) secondo criteri proporzionali che, nel primo caso, assicurano il medesimo rapporto tra biblioteche ed archivi, nel secondo, invece, sono maggiormente calibrati su una ricognizione delle effettive esigenze di ciascun centro di responsabilit. E, infatti, da considerare come le entrate da servizi aggiuntivi siano state, nel periodo in questione, riassegnate agli istituti di provenienza in una percentuale che, in alcuni casi, arriva sino al 100 per cento.
Sempre con riguardo ai proventi derivanti da servizi aggiuntivi va evidenziato come (il fenomeno rilevante soprattutto nel 2002) i tempi procedimentali della riassegnazione sui capitoli di parte corrente dello stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le attivit culturali abbiano determinato limpossibilit di impegnare le relative somme (le somme andate in economia ammontano, sempre nel 2002, a . 9.616.947,00 pari circa all 82 per cento del totale).
E questa, si presume, la ragione per la quale negli esercizi successivi il Ministero abbia richiesto lassegnazione dei fondi in parola prevalentemente sui capitoli in conto capitale, in ci - da dire - agevolato sia dallassenza (contrariamente a quanto disposto per i proventi derivanti dai biglietti di ingresso) di una norma che ne preveda una specifica finalizzazione, sia da una denominazione dei vari capitoli di parte corrente e di parte capitale di contenuti spesso assai generali e tra loro sovrapponibili.
Quanto alle entrate riguardanti gli introiti dei biglietti dingresso, agevole rilevare il drastico abbattimento, a partire dal 2004, delle relative riassegnazioni determinato dallavvio del regime di autonomia riconosciuto alle Soprintendenze speciali e ai poli museali.

Su un fenomeno particolare occorre, ora, soffermarsi. E quello dei versamenti effettuati sul capitolo 2584 (artt. 1 e 3) non nella competenza dellesercizio di riscossione, bens in conto residui.
Le tabelle che seguono (tabb. 23 e 24) danno conto del fenomeno e della sua incidenza percentuale rispetto ai versamenti di competenza.


tab. 23
Esercizio finanziario Versamenti cap. 2584 art. 1 % incidenza residui sul tot.
Competenza Residui
2001 57.128.796,63 1.802.170,51 3,1%
2002 58.386.792,85 831.564,69 1,4%
2003 58.286.212,02 764.448,70 1,3%
2004 29.490.258,61 1.061.944,64 3,5%
Fonte: dati sistema integrato RGS-CdC



tab. 24
Esercizio finanziario Versamenti cap. 2584 art. 3 % incidenza residui sul tot.
Competenza Residui
2001 10.370.207,08 1.847,11 0,018%
2002 11.653.050,98 2.418,99 0,021%
2003 9.989.893,50 1.537,09 0,015%
2004 8.235.631,80 1.288,43 0,016%
Fonte: dati sistema integrato RGS-CdC


Si tratta, dunque, di importi che, soprattutto negli esercizi 2001 e 2004 sono di una qualche rilevanza. Ebbene, da dire che di tali somme lAmministrazione per i beni culturali non risulta aver mai richiesto la riassegnazione a termine delle disposizioni recate dal gi citato regolamento n. 469/1999 che, nellindicare la tempistica delle richieste di riassegnazione delle entrate di scopo sui capitoli della spesa, non fa distinzioni o differenze tra versamenti in conto competenza o in conto residui.
Il fenomeno riguarda, come si visto, gli introiti relativi ai biglietti dingresso e, in misura minore, quelli derivanti dai servizi aggiuntivi.
Se, dunque, si in presenza di unoggettiva carenza di attenzione da parte dellAmministrazione nella gestione della tipologia delle entrate di scopo in discorso, necessario interrogarsi sulle ragioni stesse dellesistenza di siffatti residui attivi. In tal senso da considerare come, in forza delle vigenti disposizioni (d.m. n. 507/1997, art. 2, comma 7; d.l.vo n. 41/2004, art. 110, comma 2), i proventi della vendita dei biglietti dingresso debbano essere versati in tesoreria (anche tramite conto corrente postale) nei cinque giorni dalla riscossione, con la conseguenza che la fisiologia vorrebbe estremamente limitato il fenomeno dei residui. Ci non si verifica (in percentuale maggiore per le tesorerie di Roma: 38%; Napoli: 13%; Firenze: 27%) per una molteplicit di ragioni, alcune delle quali, peraltro, non addebitabili allAmministrazione.
Tra queste ultime sono da annoverare i versamenti effettuati, nel mese di dicembre, sui conti correnti postali intestati alle tesorerie provinciali (contabilizzati anche a molti mesi di distanza dalla effettuazione dei versamenti postali) e, pi in generale, tutti i versamenti relativi a riscossioni avvenute negli ultimi giorni dello stesso mese, che si traducono nella contabilizzazione sul capitolo dellentrata nei primi mesi dellanno successivo.
Meno giustificabili sarebbero, invece, le iscrizioni di somme a residui che derivassero da ritardi nei versamenti addebitabili ai competenti istituti (che riscuotono i biglietti) o ai concessionari. Da una verifica effettuata, si tratta, peraltro, di fenomeno, pur esistente, ma molto contenuto. Stando, infatti, alle risultanze del sistema informativo della Corte dei conti (SICDC) i ritardi accertati nei versamenti, rispetto al termine dei cinque giorni, sono assai lievi e non superano, di norma i dieci giorni.
Nonostante ci appare opportuno richiamare lattenzione dellAmministrazione sulla necessit che, con puntualit, vengano effettuati controlli attenti e periodici sulla regolarit e tempestivit dei versamenti di tale tipologia di entrate da parte, sia degli Uffici periferici della stessa Amministrazione, sia dei concessionari.
E, infatti, da considerare che le disposizioni normative in materia prevedono, con particolare incisivit quanto alle entrate da biglietti dingresso, verifiche ed ispezioni sugli agenti della riscossione. Ebbene, occorre ribadire come non risulti che siffatti controlli siano stati, sinora, attivati dallAmministrazione con la necessaria attenzione e continuit.


6 Conclusioni

6.1 Gli aspetti istituzionali.
La strada seguita dallAmministrazione per i beni culturali verso una gestione pi moderna ed efficace del patrimonio culturale dello Stato, si muove lungo direttrici diverse. Tutte, comunque, convergono su un unico obiettivo che quello, predicato dallart. 9 della Costituzione, di conservare i beni culturali del Paese.
Cos, se da una parte si assistito negli ultimi anni ad una riforma, anche profonda, delle leggi di tutela del 1939, con norme che rivisitano categorie importanti quali lindividuazione dei beni culturali, il regime della tutela cui essi sono sottoposti, la possibilit e le condizioni che legittimano la loro circolazione, dallaltra, con interventi legislativi pi di settore sono stati riformati aspetti di rilievo dellAmministrazione dei beni culturali. Basti pensare, solo a titolo di esempio, al d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 30 di disciplina dei lavori sui beni culturali, con il quale il legislatore nel proseguire il percorso dellart. 7 della l. n. 166/2002, riconosce al settore un regime sensibilmente diverso da quello comune a tutte le opere pubbliche.
Lungo la stessa direttrice si muovono le disposizioni sullesternalizzazione delle attivit per la gestione dei beni culturali, anchesse contraddistinte dal fine ultimo della ricerca di una maggiore efficienza, in questo caso, attraverso lalleggerimento dellAmministrazione statale, ricorrendo a forme di cooperazione tra il pubblico e il privato o alla creazione di societ pubbliche, ovvero anche il caso dei servizi di assistenza ed ospitalit al pubblico, che occupano questo report con laffidamento a privati, in modi e forme diverse, di servizi pubblici.
Non si inteso, qui, condurre unanalisi dei risultati ottenuti in applicazione delle leggi che hanno autorizzato le forme di gestione in parola. Sicuramente i modelli delineati dallart. 10 della l. n. 368/1998 e recepiti, nella sostanza, dalle disposizioni dellart. 115 del codice del 2004 (secondo i quali il Ministero per i beni culturali, ai fini del pi efficace esercizio delle sue funzioni ed in particolare per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, pu stipulare accordi con Amministrazioni pubbliche e con soggetti privati e costituire o partecipare ad associazioni, fondazioni o societ) non hanno avuto un avvio particolarmente facile. Per quanto dato conoscere, lunica esperienza sinora realizzatasi quella della fondazione per il museo Egizio di Torino, che vede la partecipazione, in qualit di fondatori, del Ministero per i beni culturali, della regione Piemonte, della provincia e del comune di Torino e di fondazioni bancarie.
Per quanto attiene, poi, agli interventi sui beni culturali appartenenti (anche) allo Stato o ad altri soggetti pubblici, per mezzo di societ in mano pubblica, ormai operativa lARCUS spa prevista dallart. 2 della l. 16 ottobre 2003, n. 291, sostitutivo dellart. 10 della l. n. 352/1997, che aveva previsto listituzione della SIBEC spa, peraltro rimasta inattuata cui sono affidati, tra laltro, compiti di promozione e sostegno finanziario, tecnico-economico e organizzativo di progetti e altre iniziative di investimento per la realizzazione di interventi di restauro e recupero dei beni culturali. A tale scopo stato previsto (d.l. 22 marzo 2004, n.72) che il Ministero per i beni culturali stipuli apposita convenzione con lARCUS spa (intervenuta il 9 luglio 2004) per lattuazione di programmi di intervento da realizzare con le risorse provenienti da mutui da stipulare con la cassa depositi e prestiti o altri istituti finanziatori, e rimborsabili dal Ministero per i beni culturali attraverso lutilizzazione dei limiti di impegno provenienti dalle risorse stanziate dallart. 60 della l. finanziaria 2002, che destina il tre per cento degli stanziamenti per le infrastrutture ad interventi per i beni e le attivit culturali .
Non risulta, invece, aver ancora trovato attuazione la disposizione della legge n. 368/1998 (art. 10, comma 1, lett. b bis) che legittima il Ministero a dare in concessione a soggetti diversi da quelli statali la gestione dei servizi relativi ai beni culturali di interesse nazionale. E ben evidente come con tale disposizione il legislatore ha riferimento ad un oggetto e ad un ambito della convenzione ben pi ampio di quello considerato dai servizi di assistenza ed ospitalit al pubblico nati con la l. Ronchey. Si ha riguardo, infatti, anche alle questioni relative ai restauri e alla manutenzione dei beni oggetto del servizio, a criteri, regole e garanzie per il reclutamento del personale, ai parametri di offerta al pubblico e di gestione dei beni culturali. In definitiva, ci che nellipotesi normativa in parola viene in rilievo la concessione, non di un singolo servizio, bens della gestione del bene culturale nella sua unitariet (sia esso un sito, un monumento, unarea archeologica).
Tutto ci per dire che i servizi di assistenza culturale ed ospitalit al pubblico, nella pi limitata concezione recepita dallart. 117 del codice dei beni culturali del 2004, costituiscono, da soli o congiuntamente allaffidamento dei servizi di biglietteria per lingresso ai luoghi di cultura, lesperienza pi viva e consolidata di affidamento a soggetti privati di attivit, in misura maggiore o minore, riconducibili ai compiti di gestione e di valorizzazione dei beni culturali che competono al Ministero di settore.
Si dice in misura maggiore o minore, in quanto i servizi aggiuntivi coprono una tipologia dattivit molto ampia ed anche disomogenea, avendo a riferimento interventi che sono strettamente legati alla valorizzazione del bene culturale ed alla sua efficiente gestione (cos i servizi di accoglienza o di guardaroba, le biblioteche museali, i servizi di riproduzione negli archivi dello Stato, lorganizzazione di mostre ed attivit culturali) ed, interventi, che, invece, non possono che essere affidati a soggetti estranei allAmministrazione (i servizi di caffetteria o di ristorazione, per fare solo gli esempi pi evidenti) pur essendo, anchessi, finalizzati ad una fruizione pi efficiente e confortevole del bene culturale.
Un confronto con le principali esperienze straniere nellattivit del merchandising nei musei consente di dire che quello dellaffidamento a terzi dellattivit in parola unesperienza soltanto italiana. I principali musei europei (Runion des muses nationaux, in Francia; British museum, nel Regno Unito) e statunitensi (Metropolitan museum e Museum of modern art) gestiscono, infatti, in proprio sia pure, in alcuni casi, con il ricorso a societ pubbliche controllate i nostri servizi aggiuntivi. Quegli istituti , per, da considerare -godono di un grado di autonomia assai diverso (ad esempio la Runion des muses nationaux, unico gestore dei musei statali francesi, un ente pubblico economico), cosicch ogni comparazione assume valore molto relativo.
Tornando al nostro Paese, il grado di implementazione dei servizi aggiuntivi , come s detto in precedenza, assai diverso nei tre principali settori di competenza del Ministero per i beni culturali: beni storico-artistici ed archeologici, beni archivistici, beni librari.
In questi due ultimi settori, infatti, lo sviluppo dei servizi aggiuntivi affidati a soggetti estranei allAmministrazione stato molto modesto e si riduce a soli cinque casi, per quanto attiene agli archivi e a 22 casi per le biblioteche dello Stato.
Per converso, di rilievo stata lattuazione dei servizi in parola nel settore delle arti, sia per il numero di quelli attivati, sia per quanto attiene ai risultati finanziari conseguiti.
Particolarmente significativo si , poi, rivelato il fenomeno delle concessioni dei servizi di biglietteria per lingresso ai musei, ai monumenti ed ai siti archeologici. A tale opportunit hanno fatto ricorso ben cento istituti; tra questi sono compresi praticamente tutti quelli di maggiore importanza e che vedono il pi rilevante afflusso di visitatori (cfr. all.to I).
I dati pi significativi su tali andamenti, sono riassunti nei grafici che seguono, relativo, il primo, ai servizi aggiuntivi (grafico H), il secondo ai servizi di biglietteria in outsourcing (grafico I).


grafico H


grafico I
Elaborazione grafici: Corte dei conti su dati SISTAN


In entrambe le ipotesi, ma con un trend pi marcato nei servizi aggiuntivi, si nota con tutta evidenza come a partire dallanno 2000 il numero delle attivazioni di nuovi servizi sia in progressiva, rapida diminuzione.
Le ragioni di un tale andamento sono state in precedenza scrutinate ( si v. cap. 2), e, tra queste, particolare rilievo assume quella relativa alla lamentata, insufficiente convenienza economica per le societ private ad investire risorse in questo settore .
Al fine di porre rimedio ad una situazione che con il suo perdurare si ripercuoterebbe sulla possibilit stessa di mantenere i livelli qualitativi oggi assicurati nella fruizione dei luoghi darte, il Ministero per i beni culturali ha posto allo studio alcune iniziative di natura regolamentare atte ad introdurre a favore dei concessionari pi favorevoli condizioni da porre a base di gara. Si tratta in buona sostanza della previsione di una maggiore flessibilit nella individuazione delle soglie minime di aggio, da calibrare, anche, in relazione alle diverse esigenze territoriali. Altre misure hanno riguardo alle modalit di versamento degli introiti (con riferimento, in particolare, agli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti dingresso) delle quali assunta leccessiva dispendiosit per i soggetti concessionari.
In linea generale da dire che reale lesigenza di creare le condizioni perch il settore dei servizi aggiuntivi possa attrarre un nuovo interesse da parte dellimprenditoria privata, soprattutto con riguardo ai siti culturali di minori dimensioni, per i quali pi difficile la ricerca dellequilibrio tra le esigenze della valorizzazione nella fruizione e la convenienza economica per il soggetto che investe in esse. Da una recente indagine commissionata dal Ministero per i beni culturali, risulterebbe che solo otto societ concessionarie gestiscono oltre il 90 per cento dei servizi nei musei, delle quali una soltanto presente in ben 24 musei, con ricavi che si avvicinano al 24 per cento degli introiti totali.
In tale percorso, le questioni che vengono in rilievo sono diverse e diversa la loro natura, cos come, si detto innanzi, differenti tra loro sono le tipologie dei servizi che lAmministrazione pu affidare in concessione.
La disciplina vigente pi puntuale quella relativa allaffidamento in concessione dei sistemi di emissione, distribuzione e vendita dei biglietti dingresso (decreti ministeriali 24 marzo 1997, n. 139 e 11 dicembre 1997, n. 507; circolare 103, del 1 agosto 2000). Tali disposizioni stabiliscono sia la misura massima dellaggio spettante ai concessionari, sia il regime giuridico cui gli stessi sono assoggettati.
E proprio il decreto ministeriale n. 507 del 1997 stato di recente oggetto di modificazioni ad opera del decreto ministeriale n. 222 del 28 settembre 2005 (in Gazzetta Ufficiale S.O. n. 225 del 2 novembre 2005) in due principali direzioni. Da una parte (art. 1, comma 5) viene ridefinita la misura dellaggio riconoscibile a favore del concessionario del servizio di biglietteria attraverso la modifica del limite massimo che passa dal 15%, previsto dal d.m. 507/97, al 30%. Lindividuazione in concreto dellaggio demandata alle singole convenzioni da stipularsi tra lAmministrazione e il soggetto concessionario (in esito a procedure di gara) in applicazione di parametri che tengono conto dellammontare complessivo degli incassi dellanno precedente, dei costi di gestione dei servizi e degli interventi proposti dal concessionario per il miglioramento dei servizi medesimi e per lattivazione o limplementazione di strumenti informatici e telematici. Dallaltra (art. 1, comma 6) disposto lampliamento dei tempi a disposizione del gestore per riversare gli incassi allentrata del bilancio dello Stato: dai cinque giorni successivi alla riscossione, previsti dal d.m. 507/97, agli attuali trenta giorni. E inoltre prevista lerogazione di una sanzione per il caso in cui il versamento non venga avvenuto alla scadenza di questo pi ampio lasso temporale.
Cos come per i biglietti di ingresso, appare auspicabile che lamministrazione, anche con riguardo a tutte le tipologie di servizi aggiuntivi, impartisca, alla luce di una esperienza ormai decennale, disposizioni generali che possano orientare gli istituti periferici nella stipula delle convenzioni, garantendo, cos, criteri omogenei su comuni linee di indirizzo per tutto il territorio nazionale .
In un altro settore , poi, urgente che lAmministrazione intervenga con una nuova disciplina. E quello delluso strumentale e precario dei beni culturali in consegna al Ministero. Si tratta di una serie di attivit di varia natura che vanno dalle riprese cinematografiche, fotografiche, alle edizioni a stampa o pubblicazioni, sino alle concessioni per luso occasionale degli spazi, ancora regolamentate, nella misura dei canoni e dei corrispettivi spettanti allAmministrazione da un regolamento del 1994, la cui sopravvivenza, peraltro, dovuta ad una norma transitoria contenuta nellart. 8, comma 6 del d.m. (regolamento) n. 139/1997 che impone la fissazione di nuovi, pi aggiornati importi minimi. Occorre, inoltre, che lAmministrazione, nel porre mano ad una nuova regolamentazione della materia, prenda anche in considerazione gli strumenti, legati al progresso tecnologico, utilizzabili per la riproduzione del beni culturali, primo tra tutti il ricorso alle risorse digitali .
Un tema delicato, infine, riguarda lorganizzazione di mostre e manifestazioni culturali, attivit, queste, inserite sin dalla legge Ronchey tra quelle che compongono i servizi aggiuntivi. In proposito da dire che laffidamento, a soggetti esterni allAmministrazione, del compito di curare, soprattutto nellambito di musei e gallerie dello Stato, alcuni almeno dei servizi legati allorganizzazione di mostre temporanee ed esposizioni pratica risalente nel tempo gestita, sotto il profilo amministrativo (per lo pi direttamente dalle Soprintendenze) in assenza di un quadro generale dindirizzo formatosi in sede centrale.
Gli elementi acquisiti, in particolare, presso le Soprintendenze per i poli museali consentono di delineare un sistema secondo il quale lideazione e la direzione culturale e scientifica delle mostre soprattutto di quelle di rilievo maggiore affidata alle Soprintendenze, mentre la cura degli aspetti organizzativi, degli allestimenti e della gestione amministrativa attribuita a soggetti terzi.
Questi ultimi, nella maggior parte delle ipotesi esaminate, sono individuati tra le societ che gi gestiscono in ambito locale i servizi aggiuntivi.
Si tratta, alcune volte, di affidamenti diretti che prescindono dalle regole dellevidenza pubblica dettate sin dalla legge Ronchey per la generalit delle tipologie che costituiscono i servizi aggiuntivi (cos il polo museale di Napoli).
Daltro canto deve essere rilevato come, anche nelle ipotesi in cui lAmministrazione (poli museali di Venezia e Firenze) abbia aggiudicato la materia delle mostre previo esperimento di una procedura concorsuale, le relative convenzioni contengono nulla di pi duna clausola generale, non meglio definita nei suoi contenuti. Questi, infatti, si concretizzano soltanto successivamente, allatto della effettiva individuazione delle iniziative culturali da porre in essere.
Un maggior grado di regolamentazione posto in essere dalla Soprintendenza archeologica di Pompei, in quanto la specifica convenzione generale per laffidamento allesterno delle mostre fa rinvio ad un apposito capitolato speciale.
Una procedura pi aderente alle regole dellevidenza pubblica richiede, comunque, che le gare vengano bandite previa individuazione della o delle mostre da organizzare in un determinato arco temporale, cos da poter lAmministrazione disporre di elementi obiettivi da porre a base dellofferta .
Pur con tali riserve, da dare atto ai poli museali di Venezia e Firenze di aver gestito lorganizzazione delle mostre con modalit apprezzabili sotto pi profili. In esito alla documentazione trasmessa, si , infatti, potuto verificare che tali Soprintendenze, nella politica di affidamento allesterno delle attivit in parola, hanno utilizzato non solo criteri omogenei e trasparenti sotto il profilo amministrativo, ma hanno, altres, particolarmente curato gli aspetti finanziari, ad esempio attraverso la costante predisposizione di un dettagliato piano dei costi e dei ricavi.
Per converso, deve essere rilevato come nel caso del polo museale romano (si v. cap. 2.2.1) numerose iniziative risultano affidate con atti o convenzioni impostate su criteri di scarsa trasparenza sotto il profilo dei reciproci obblighi assunti dalle parti e delle conseguenti ricadute finanziarie.
Non sembra, in definitiva, che il quadro disegnato prima dalla legge Ronchey, poi dal codice del 2004 sia valso finora a garantire, nel settore, regole uniformi ed indirizzi generali in analogia a quelli dettati per le altre categorie di servizi aggiuntivi. Deve, pertanto, costituire preciso impegno dellAmministrazione analizzare con attenzione le prassi seguite in materia dagli Uffici periferici, al fine di dettare linee dindirizzo che garantiscano trasparenza maggiore in un settore di rilievo tuttaltro che secondario.
In linea generale deve essere sottolineato come alcuni almeno dei problemi segnalati siano ben presenti allAmministrazione.
La Direzione generale per linnovazione tecnologica e la promozione (che ai sensi del d.p.r. 8 giugno 2004 ha competenza anche in materia dammodernamento dei servizi culturali con particolare riguardo a quelle del marketing culturale) sta elaborando modelli organizzativi di supporto agli Uffici operativi, sia sul fronte della tipizzazione degli atti (bandi, capitolati, ecc.), sia sul fronte della consulenza sui contenziosi.
Esiste infatti la consapevolezza che occorre rafforzare il ruolo centrale di riferimento per gli Uffici territoriali, anche attraverso la trattazione omogenea delle situazioni critiche ricorrenti.
Unultima questione riguarda il sistema dei controlli sullattivit dei concessionari, sia dei servizi di biglietteria che dei servizi aggiuntivi, sistema la cui efficienza condizione imprescindibile per ogni processo di esternalizzazione corretto e proficuo.
In sede istruttoria si potuto accertare come pur in presenza in tutti gli atti convenzionali di clausole che riguardano espressamente la vigilanza sulla gestione e sulla qualit delle prestazioni rese lattivit di controllo svolta in sede tanto centrale che periferica sia stata piuttosto carente, in quanto i controlli effettivamente svolti dallAmministrazione in questi ultimi anni sono stati, quando effettuati, episodici e svolti in assenza di indirizzi e criteri generali, impartiti in sede centrale, che potessero fungere da guida nella delicata materia.
E ci tanto pi desta perplessit ove si consideri che nel settore della gestione dei servizi di biglietteria, lesercizio del controllo sullattivit dei concessionari anche mediante verifiche ed ispezioni, costituisce preciso obbligo per lAmministrazione (cfr. d.m. 507/1997, art. 2, comma 9).
Solo di recente Il Ministero ha assunto pi organiche iniziative, intese a potenziare la funzione di monitoraggio e di vigilanza sui servizi aggiuntivi ed ha avviato un piano ispettivo presso le sedi museali e archeologiche interessate dalle concessioni.

6.2 Gli aspetti finanziari.
Nella tabella che segue (25) sono indicate, per il periodo 2002-2004, le somme effettivamente riassegnate al Ministero per i beni culturali a valere sulle entrate derivanti dai servizi aggiuntivi e dalla vendita dei biglietti di ingresso agli istituti darte (al netto, quindi, della quota spettante ai concessionari).

tab. 25
2002 2003 2004
Riassegnazioni da biglietti 44.667.042,30 44.590.096,00 12.285.272,00
Riassegnazioni da servizi aggiuntivi 11.643.563,00 9.978.682,00 7.418.048,00
Totale fondi riassegnati al M.B.C. 56.310.605,30 54.568.778,00 19.703.320,00
Fonte: elaborazione Corte dei conti su dati Amministrazione.


Si tratta, come si vede, di importi che assumono una qualche rilevanza soltanto con riguardo agli incassi derivanti dalla vendita dei biglietti.
E, poi, da considerare che, a partire dal 2004 con lavvio del regime di autonomia finanziaria e contabile delle sole Soprintendenze speciali di Firenze e archeologica di Roma, che si affiancano a quella di Pompei, autonoma gi dal 1997 una quota pari al 60 per cento delle entrate affluisce direttamente ai bilanci di quegli uffici.
Si tratta di importi che se, per un verso, vengono sottratti alle esigenze generali dellAmministrazione, per altro verso, trovano diretta destinazione per il soddisfacimento delle esigenze di funzionamento e di implementazione dei compiti istituzionali delle Soprintendenze che le stesse somme hanno incassato.
Sotto altro profilo, poi da considerare come tale speciale regime di autonomia garantisca una maggiore flessibilit nelle procedure di acquisizione di tali categorie di entrate, evitando, cos, che esse, come pi volte accaduto (anche per importi di un certo rilievo), si traducano in economie di spesa, per effetto dei complessi meccanismi che disciplinano le entrate di scopo del bilancio dello Stato (si veda cap. 5).
In linea generale comunque da richiamare lattenzione dellAmministrazione sulla necessit che per il futuro venga dedicata attenzione maggiore agli aspetti procedurali sottesi ai meccanismi di riassegnazione delle entrate: in questa indagine stato, infatti, rilevato come lAmministrazione non abbia mai provveduto a richiedere al Ministero delleconomia la riassegnazione dei versamenti effettuati dai concessionari in conto residui.
Generalmente si tratta di importi non particolarmente rilevanti (fatta eccezione per gli anni 2001 e 2004, in cui i residui ammontano rispettivamente a 1.802.170,51 e a 1.061.944,64) che comunque, considerata lampiezza dei compiti affidati al Ministero, in rapporto allesiguit delle risorse di bilancio, non appare giustificabile siano stati trascurati.

6.3 Le prospettive.
Con questo report si cercato di delineare, nei suoi aspetti istituzionali e nei risvolti finanziari, lo stato di attuazione di un limitato, ma significativo aspetto delle attivit poste in essere dal Ministero per i beni e le attivit culturali per migliorare la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali.
E stato anche messo in luce come lattivazione dei servizi di assistenza ed ospitalit per il pubblico rappresenti, a tuttoggi, lesperienza pi consolidata e diffusa di gestione indiretta (per usare la terminologia del codice per i beni culturali e paesaggistici del 2004) delle attivit di valorizzazione dei beni culturali dello Stato.
In tale settore, fuor dogni dubbio, che le strutture ministeriali sono state impegnate nellassolvimento di compiti nuovi e sono state chiamate ad affrontare problemi, talvolta, di non agevole soluzione. Basti pensare alle difficolt di compiere scelte intese a conciliare le esigenze della tutela con quelle del marketing culturale, quanto, ad esempio, agli spazi di ubicazione delle attivit in parola o alla necessit di assicurare uno sviluppo commerciale armonico con le funzioni dei musei o degli altri istituti culturali ove i servizi aggiuntivi sono attivabili.
Risultati positivi non sono mancati. Dopo comprensibili difficolt davvio, tra il 1997 ed il 2001 si assistito ad un incremento molto sensibile del numero dei servizi aggiuntivi attivi presso i musei e monumenti delle principali citt darte. Parallelamente si realizzato un consistente sviluppo dellaffidamento in concessione dei servizi di biglietteria, accompagnato dallutilizzo di strumenti elettronici, dallattivazione dei sistemi di prenotazione e prevendita e da forme integrate daccesso agli istituti (percorsi museali; biglietto unico per mostre o altre iniziative culturali).
Nel settore degli archivi di Stato, invece, risultato assai marginale il ricorso allesterno per la gestione dei servizi di assistenza ed ospitalit. Il servizio di gran lunga pi diffuso (presente in tutti gli 89 archivi monitorati) quello per la riproduzione dei beni, sempre gestito allinterno dellorganizzazione amministrativa.
Anche nelle biblioteche statali la fornitura dei servizi di riproduzione presente nella maggior parte degli istituti (in 30 biblioteche su 31 monitorate); servizio che in una percentuale pari quasi al 50 per cento affidato in gestione indiretta. Il servizio del prestito bibliotecario risulterebbe, invece, sempre gestito direttamente dallAmministrazione.
In linea generale e con riguardo particolare al settore delle arti - , per, da dire che, in questi ultimi anni, tale trend di sviluppo ha registrato una battuta darresto: dal 2002, infatti, oltre ad una crescita molto minore dei nuovi servizi attivati, si sono verificati anche presso istituti di particolare rilevanza (ad es. la Galleria nazionale darte moderna di Roma) - casi di dismissione di quelli in essere.
Sembra che il disegno della legge Ronchey del 1993, recepito senza modificazioni dordine sostanziale dal codice del 2004, abbia esaurito la sua spinta propulsiva e non sia pi in grado di dar luogo a sperimentazioni, innovazioni e miglioramenti idonei a mettere a punto un sistema di valorizzazione delle attivit e dei servizi culturali attraverso, anche, lallargamento delle iniziative di marketing culturale.
Occorre, pertanto, che lAmministrazione, facendo tesoro delle esperienze maturate; degli studi, anche recenti, compiuti sul fenomeno del merchandising culturale; dei rilievi e delle valutazioni contenute nella presente indagine metta a punto un nuovo sistema di valorizzazione delle attivit e dei servizi culturali in grado di superare da una parte un approccio, a volte passivo, della struttura ministeriale periferica e di puntare, dallaltra, su iniziative che mirino allallargamento del mercato, con riguardo sia allutente-consumatore, sia alla filiera produttiva dei servizi culturali a tutto vantaggio del miglioramento dellofferta culturale nel suo complesso.

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