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Intervento Turroni, Sull'iter dello schema di decreto legislativo in materia ambientale
2006-01-12

Legislatura 14 - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 935 del 12/01/2006


Bozze non corrette redatte in corso di seduta



Sull'iter dello schema di decreto legislativo in materia ambientale e su notizie di stampa in ordine ai lavori del Consiglio di Presidenza


TURRONI (Verdi-Un). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facolt.


TURRONI (Verdi-Un). Signor Presidente, lei ricorder benissimo una questione che abbiamo dibattuto a lungo. Lei ieri, nella mattinata, ha risposto ad un mio intervento che riguardava la delega ambientale con le seguenti parole: non ho nessuna ragione per cambiare l'opinione che ho gi espresso: il provvedimento stato assegnato con riserva e niente fino a questo momento ancora accaduto. Non ho nozione di pareri pervenuti e, pertanto, si procede come stabilito dalla legge.

Successivamente a ci, signor Presidente, noi questa mattina abbiamo votato certo non un parere, ma semplicemente un'autorizzazione ai relatori a scrivere tale parere.

Ieri arrivata una lettera, di cui ho avuto cognizione, del Ministro per i rapporti con il Parlamento nella quale si fa presente che la Conferenza unificata ha fatto inutilmente decorrere il termine per l'espressione del proprio parere. Ebbene, Presidente, qui sorge un piccolo problema perch lei giustamente - ed ho apprezzato quello che lei ieri ha detto - ha fatto riferimento alla legge e quindi si procede come essa stabilisce. E la legge prevede che la Conferenza si pronuncia entro 20 giorni, decorso tale termine, i provvedimenti recanti attuazione di direttive comunitarie sono emanati anche in mancanza di detto parere.

Ora, la legge n. 308 del 2004 molto precisa a proposito della tipicit dell'atto, indicando che si tratta di un atto assolutamente diverso dal recepimento di direttive comunitarie, tant' vero che uno schema di decreto legislativo che reca norme in materia ambientale. La stessa legge stabilisce che il Governo delegato ad adottare norme che riordinano, coordinano e integrano le disposizioni legislative nei settori che vengono elencati e l'unico riferimento che si fa al testo, Presidente, una disposizione assai generica dopo numerosi altri commi che stabiliscono come deve essere fatto il decreto, quali materie deve riguardare, in che maniera lo si deve esaminare. Infatti, il comma 8 dell'articolo 1 di tale legge recita: "I decreti legislativi di cui al comma 1 si conformano," - e ci mancherebbe - "nel rispetto dei princpi e delle norme comunitarie e delle competenze per materia delle amministrazioni statali, nonch delle attribuzioni delle regioni e degli enti locali, come definite ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione (...)".

Essa pertanto non indica, signor Presidente, in alcun modo, che questo un provvedimento di recepimento di direttive comunitarie o che al suo interno debba comunque svolgere tale attivit. Si tratta di un decreto legislativo di riordino, di completamento e di integrazione di disposizioni legislative e quindi non ha quella tipicit di atto che potrebbe consentire un'interpretazione della legge nel senso che, trattandosi di attuazione di direttive comunitarie, si pu procedere anche in assenza del predetto parere.

Ora, signor Presidente, questa mattina noi abbiamo operato senza peraltro conoscere alcuna sua diversa valutazione, perch non ci risulta - e non risulta a nessuno - che sia pervenuto alcun parere. E' vero ci che lei diceva: non sono pervenuti altri pareri e quindi si deve procedere secondo quanto previsto e stabilito dalla legge. Questa mattina invece ci siamo trovati di fronte ad una forzatura, ma credo che, anche qualora lei abbia deciso di consentire questa forzatura, essa sia dovuta soprattutto ad un atteggiamento di talune parti del Ministero dell'ambiente e del mondo imprenditoriale: sia ieri che oggi ho citato gli esempi del capo di gabinetto Togni e dell'imprenditrice Marcegaglia. Costoro hanno voluto, per interessi enormi che riguardano il settore delle bonifiche, questa forzatura al fine di garantire interessi economici rilevanti e poco chiari a questi settori arretrati del nostro mondo imprenditoriale, consentendo il riutilizzo delle aree, anche se pesantemente inquinate, contro la salute dei cittadini per tutelare gli interessi degli speculatori immobiliari, a differenza di ci che avviene nei Paesi pi avanzati e di quanto avveniva fino ad oggi da noi.

Vi sarebbero tante altre questioni, signor Presidente, ma il Parlamento ha gi rinunciato, grazie alle due fiducie poste, ad esaminare il provvedimento nella sua interezza, facendolo redigere dai cosiddetti 24 saggi e nel corso dell'esame del decreto legislativo che stato sottoposto alla nostra attenzione non si ascoltata neanche una parola dagli esponenti della maggioranza.

Le chiedo, Presidente, perch c' stata una modifica di questo atteggiamento e soprattutto uno scostamento cos netto rispetto a quanto previsto cos chiaramente dalla legge, considerato che non intervenuto nessun fatto nuovo ovvero - lo sottolineo ancora una volta - non pervenuto il parere prescritto e necessario secondo quanto dispone il comma 4 della legge n. 308, che regolamenta le modalit attraverso le quali si giunge all'espressione dei pareri sia da parte del Parlamento sia da parte della Conferenza unificata, prevista nel medesimo testo.

Signor Presidente,credo che con questa forzatura si sia fatta, come anche in occasione delle precedenti questioni di fiducia, una violenza nei confronti del Parlamento, soprattutto perch, questa mattina, e mi spiace che ci sia avvenuto, abbiamo votato senza conoscere alcun suo avviso diverso rispetto alle sue affermazioni di ieri e alla lettera che lei aveva voluto trasmetterci in data 6 dicembre, quando assegn con riserva l'esame di questo provvedimento alla 13a Commissione. Noi quindi abbiamo votato senza che vi fosse alcun atto depositato presso la Commissione prima dell'espressione del voto, tale da consentire alla Commissione medesima di procedere in tal senso.


TIRELLI (LP). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facolt.


TIRELLI (LP). Signor Presidente, prendo la parola solo per fare una segnalazione. Ho qui il "Corriere della Sera" di oggi. Come tutti sanno, c' stato ieri sera un Consiglio di Presidenza con un certo ordine del giorno. Non voglio entrare nel merito perch la sede idonea per farlo , appunto, quella del Consiglio di Presidenza, mi dispiace per che, in mancanza di un verbale ufficiale della riunione di ieri sera, i giornali ne conoscano il contenuto e i risvolti.

Penso che ci non sia giusto verso l'Istituzione, verso i membri del Consiglio di Presidenza, verso il Presidente e verso quest'Aula, anche perch la lettura di un verbale, invece che la raccolta di una testimonianza di parte, avrebbe forse reso meglio il senso della discussione, la quale, a quanto mi risulta, stata piuttosto equilibrata e comunque, nel corso della stessa, sono state rese note posizioni che non vengono affatto nascoste ma che saranno riportate nel verbale.

Invito pertanto la Presidenza a far s, in primo luogo, che non accadano pi fatti del genere e, in secondo luogo, a deplorare questo episodio, che discende da informazioni comunque fornite al di fuori dell'ufficialit del verbale, che l'unico a rendere testimonianza della riunione. (Applausi dal Gruppo LP).


VALLONE (Mar-DL-U). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facolt.


VALLONE (Mar-DL-U). Signor Presidente, anch'io desidero intervenire sulla sua dichiarazione di ieri, che abbiamo accolto a garanzia di quanto lei, gi in premessa, con la lettera del 6 dicembre, comunicava alla 13a Commissione permanente. La sua dichiarazione di ieri ci garantiva circa i lavori che avremmo poi esplicato in Commissione.

Questa mattina si verificata una forzatura da parte della maggioranza e del Presidente della Commissione in merito all'approvazione di un atto, in assenza di una sua comunicazione ufficiale. C' stato detto che sarebbe pervenuta una lettera, ma non vi stato modo di vederla perch la lettera non c'. Evidentemente o c' stata una cattiva informazione o lei ha modificato le sue dichiarazioni di ieri. Ci sembra strano che si possa addivenire all'approvazione di un atto cos importante senza che vi sia la documentazione necessaria.

Chiedo pertanto anch'io che venga chiarito questo aspetto, cos come lei ieri correttamente ci aveva garantito.


IOVENE (DS-U). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facolt.


IOVENE (DS-U). Signor Presidente, anch'io mi associo alle richieste di chiarimento e alle valutazioni dei senatori Turroni e Vallone, perch nella riunione della Commissione ambiente che si appena conclusa, nella quale si deciso unilateralmente da parte della maggioranza di votare il parere sullo schema di decreto legislativo di riordino della normativa ambientale, le forze dell'opposizione avevano chiesto preliminarmente di venire a conoscenza delle sue valutazioni e indicazioni, tenuto conto, appunto, che il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni non era ancora pervenuto e quindi che l'esame del provvedimento era legato e vincolato, nei suoi termini, all'arrivo di tale parere.

Il parere della Conferenza unificata Stato-Regioni non mai arrivato e dalle notizie che abbiamo la Conferenza sta ancora lavorando per definirlo, mentre la maggioranza, su indicazione del Governo, ha chiesto di stringere i tempi essendo oramai a ridosso della conclusione della legislatura.

Riteniamo grave che questa forzatura sia intervenuta su una materia cos rilevante e su un atto cos importante. Mi associo, pertanto, alla richiesta dei colleghi per conoscere esattamente quale sia la sua valutazione.


SPECCHIA (AN). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facolt.


SPECCHIA (AN). Signor Presidente, bene che sulla questione la maggioranza dica come stanno le cose. Mi meravigliano molto gli interventi del senatore Turroni e di altri colleghi perch credo sarebbe stato pi giusto - e mi rivolgo ai colleghi membri della Commissione ambiente - dare atto del lavoro egregio che siamo riusciti a svolgere in un periodo anche difficile come quello delle festivit.

bene che tutto il Parlamento - e in particolare il Senato - sappia che abbiamo lavorato intensamente e che, con il nostro impegno e senza, peraltro, ricevere grande aiuto dall'opposizione, che si limitata ad avanzare critiche di fondo, soprattutto politiche, non supportate dal contenuto del decreto, abbiamo elaborato un parere molto articolato, che contribuir a migliorare un provvedimento che, come alla fine potremo vedere tutti, sar positivo.

In Commissione si dato atto al presidente Novi di aver condotto i lavori in maniera egregia. Noi della maggioranza abbiamo dato atto al presidente Novi di essere uomo di parola: infatti, quando egli ha riferito di una lettera che, in data 11 gennaio, la Presidenza del Senato aveva predisposto affinch noi si potesse andare avanti, gliene abbiamo dato atto, ritenendolo uomo di parola. Mi spiace che i senatori dell'opposizione si siano invece messi su una posizione diversa, quasi che lo stesso presidente Novi avesse precostituito un artificio, un inganno, una sorta di truffa, di strumento truffaldino, pur di arrivare al voto.

Siamo arrivati al voto e siamo soddisfatti per aver contribuito a migliorare un provvedimento importante.


NOVI (FI). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facolt.


NOVI (FI). Signor Presidente, in realt, mi era stato assicurato che si trattava soltanto di una fase di transito, di una comunicazione della Presidenza del Senato che recava la data dell'11 gennaio e quindi io mi sono attenuto a questo tipo di comunicazione; anzi, nel corso dei lavori, ho affermato che, qualora la data fosse stata del 12 gennaio, avrei riconvocato la Commissione nel pomeriggio. Soltanto per questo ho indetto la votazione per il parere.

Per quanto riguarda la conduzione della Commissione, sempre questa mattina ho sottolineato che da parte mia vi stata una grande flessibilit nell'applicazione del Regolamento ai lavori della Commissione, tant' vero che, a proposito del contingentamento dei tempi, i colleghi dell'opposizione sono intervenuti non per venti minuti, ma il senatore Turroni per pi di un'ora e non una sola, ma pi volte.

Quindi, da parte della Presidenza di questa Commissione c' stata un'applicazione del Regolamento quanto mai flessibile, in termini di grande apertura verso le esigenze dell'opposizione: tutto il contrario di quanto si affermato poco fa. Questo per ristabilire la verit.


ROLLANDIN (Aut). Domando di parlare.


PRESIDENTE. Ne ha facolt.


ROLLANDIN (Aut). Signor Presidente, sempre a proposito del dibattito che ha visto impegnati anche i colleghi sul merito della procedura seguita in Commissione per arrivare all'espressione del parere, vorrei specificare che non , come ha sottolineato il collega Specchia che siamo intervenuti, per mancanza di fiducia nel presidente Novi (a cui riconosciamo, lo vorrei sottolineare, una gestione corretta della Commissione), ma per chiedere che ci fosse data la possibilit di verificare se nella lettera in data 11 gennaio 2006, della cui esistenza non dubitiamo, ci siano le specifiche che sono stati superati i fatti ostativi all'approvazione legati ai pareri espressi: pareri espressi dalle Regioni, come previsto dalla legge, che a noi risultano non essere ancora stati emessi formalmente. Ci sono state delle indicazioni date dal coordinatore, che cosa ben diversa dal parere previsto dalla legge n. 308 del 2004.

Quindi, siamo qui a risottolineare che a nostro avviso, e non avendo documenti che smentiscano quello che noi abbiamo evidenziato, la procedura non corretta e volevamo che questa venisse rispettata. Lo dico per precisare che non che abbiamo mancato di fiducia nei confronti del presidente Novi, anzi, ma era un fatto legato all'impossibilit di verificare quanto da noi sostenuto.

Mi permetta, signor Presidente, visto che non prendo molte volte la parola sull'ordine del giorno, di unirmi alle considerazioni gi svolte dal collega Tirelli nel merito della notizia data, addirittura raccolta, nella comunicazione fornita a tutti i colleghi in merito a quanto riportato dal "Corriere della Sera" e riferita alla riunione di ieri sera del Consiglio di Presidenza. Che si inizi con "dicono", francamente vorrei capire chi ha riportato in modo falso e tendenzioso alcune situazioni, in alcuni aspetti fin troppo precisamente, ma non riferendo il vero contenuto della discussione.

Vorrei che su questo si tornasse: non una questione di non volere tagliare i vitalizi, come se fosse una regalia; no, Presidente, allora si dica tutto, altrimenti sembra che qualcuno sia molto bravo, ligio e sia quello che vuole fare risparmiare la politica, mentre tutti gli altri sono spreconi, gente legata solo a mantenere l'orticello.

Qui si trattato di vitalizi che, come abbiamo spiegato, sono assimilati alle pensioni; in maniera diversa, sono comunque forme collegabili alle pensioni e come tali noi abbiamo cercato di avviare un discorso che nel merito potesse essere sviluppato dando un certo mandato.

Di questo non si parla e me ne rammarico. Mi scusi, signor Presidente, se ho voluto insistere su questo problema.


PRESIDENTE. Senatore Rollandin, per quanto riguarda la prima questione sollevata dal collega Turroni e da altri senatori, confermo quello che ho detto ieri mattina in merito alla circostanza che al momento in cui stavo parlando nessun parere era arrivato e che perci il provvedimento rimaneva assegnato con riserva alla Commissione.

Successivamente, nella giornata di ieri, il Ministro per i rapporti con il Parlamento mi ha fatto sapere, con sua lettera, che la Conferenza unificata aveva inutilmente fatto decorrere il termine per l'espressione del proprio parere e perci chiedeva al Presidente del Senato di fare in modo che le competenti Commissioni esprimessero il parere di loro competenza.

Sempre nella giornata di ieri ho inviato una mia lettera con allegata la lettera del Ministro per i rapporti col Parlamento (e ne sono state immediatamente informate le Commissioni), dicendo che il Ministro chiedeva, a seguito della decadenza del termine, la ripresa dell'iter. Perci con la mia lettera ho dichiarato decaduta la riserva con la quale l'atto era stato deferito alla Commissione. Ci accaduto nella giornata di ieri.

Ritengo perci che la procedura sia stata rispettata e che sia corretta.


TURRONI (Verdi-Un). Assolutamente no.


PRESIDENTE. Per quanto riguarda l'altra questione sollevata dai senatori Tirelli e Rollandin, sono molto imbarazzato per la richiesta avanzata al sottoscritto in qualit di Presidente di deplorare un articolo pubblicato su un quotidiano.


TIRELLI (LP). Non questo che chiedo.


PRESIDENTE. La stampa esplica liberamente l'esercizio di cronaca e di commento, e certamente non mancheranno a voi gli strumenti per rivolgervi alla medesima e correggere eventuali interpretazioni.

Non compito del Presidente - cosa che, in ogni caso, non farei mai - sollevare obiezioni nei confronti della libera stampa. Perci sono anche stupito che ci si sia rivolti a me per procedere a questa operazione di correzione di informazione sulla stampa, cosa che voi potete fare liberamente.


TIRELLI (LP). Lo ripeto, non ho chiesto questo. Ho chiesto qualcos'altro.


PRESIDENTE. Senatore Tirelli, questo non un dibattito sul Consiglio di Presidenza. Lei ha avanzato nei miei confronti una richiesta ed io le ho dato una risposta. (Il senatore Tirelli fa ripetutamente cenno di voler intervenire). Credo che sia tutto quello che possiamo dire in questa sede.


TIRELLI (LP). Signor Presidente, vorrei intervenire per fatto personale.


PRESIDENTE. Senatore Tirelli, non credo esista in questo caso un fatto personale.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=hotresaula


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