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7 Commissione Senato, 14 GIUGNO 2006, 2 Seduta (antimeridiana)
2006-06-14





Presidenza della Presidente
Vittoria FRANCO

Interviene il sottosegretario di Stato per l'universit e la ricerca Modica.

La seduta inizia alle ore 11.

IN SEDE CONSULTIVA
(379) Conversione in legge del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri
(Parere alla 1 Commissione. Esame e rinvio)


In apertura di seduta, la presidente Vittoria FRANCO (Ulivo) rivolge un affettuoso saluto al sottosegretario Modica, che interviene per la prima volta ai lavori della Commissione, ricordandone l'appassionato impegno in favore dei temi dell'istruzione e della ricerca in qualit di membro di questa stessa Commissione nel corso della XIV legislatura.

Ella riferisce indi alla Commissione sul provvedimento in titolo, osservando anzitutto che esso volto a conferire un nuovo assetto all'organizzazione di Governo, al fine di renderne l'azione pi efficace e funzionale alla realizzazione del programma dell'Unione.
Si sofferma quindi sulle parti del provvedimento che riguardano le competenze della Commissione, a partire dall'articolo 1, commi 7 e 8, che prevede l'istituzione, rispettivamente, del Ministero dell'istruzione e del Ministero dell'universit e della ricerca, ai quali vengono trasferite, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, le funzioni attribuite al Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca dall'articolo 50, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo n. 300 del 1999. Al riguardo, ricorda infatti che tale decreto unificava in ununica struttura ministeriale le funzioni facenti capo ai preesistenti Dicasteri della pubblica istruzione, da un lato, e delluniversit e della ricerca scientifica e tecnologica, dallaltro.
Ella d indi conto del comma 9, che attribuisce al Ministero per i beni e le attivit culturali le competenze in materia di turismo, nonch dei commi 16 e 17, che riguardano la denominazione dei nuovi Ministeri. Comunica peraltro che un emendamento del Governo, presentato presso la Commissione di merito, volto a ripristinare la denominazione di "Ministero della pubblica istruzione".
Richiama infine la lettera a) del comma 19, che trasferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri le funzioni in materia di sport che invece il decreto legislativo n. 300 del 1999 attribuiva al Ministero per i beni e le attivit culturali.
Entrando nel merito delle modifiche, ella esprime l'opinione che la ripartizione delle funzioni in materia di Istruzione e Universit e ricerca in due Ministeri distinti corrisponda a nuove esigenze rispetto al passato.
Se l'unificazione operata dal decreto legislativo n. 300 corrispondeva a un giusto concetto di unitariet della formazione dalla scuola dell'obbligo all'alta formazione universitaria, ella ritiene infatti che le due strutture non si siano mai integrate veramente, rimanendo distinte anche se il Ministro era unico. Inoltre, sottolinea l'esigenza di dare pi forza e funzionalit ai singoli settori, anche per creare strumenti migliori per raggiungere gli obiettivi di Lisbona, rispetto ai quali l'Italia notoriamente molto in ritardo. Del resto, nella filiera della formazione il Ministero unico, da un lato, ha esaltato la relazione fra scuola e universit ma, dall'altro, ha sacrificato la ricerca e l'innovazione, il cui rafforzamento invece oggi diventato tanto pi necessario rispetto al bisogno di accrescere la competitivit del Paese.
N vanno dimenticate le importanti funzioni di collegamento fra i due Ministeri che comunque permangono, fra cui quelle della formazione degli insegnanti e dell'orientamento degli studenti.
Passando allo scorporo dal Ministero per i beni e le attivit culturali delle competenze sullo sport, la Presidente relatrice osserva che il suddetto Ministero esercitava esclusivamente un ruolo di controllo sul CONI e sullIstituto per il credito sportivo, motivato dalla sola necessit di vigilare sullimpiego delle risorse pubbliche da parte di quegli istituti.
Gi da tempo, invece, aperto un dibattito sulla pratica sportiva e sulle sue peculiari e fondamentali funzioni di carattere educativo, sociale e formativo e sui suoi effetti in materia di tutela della salute e prevenzione di diverse patologie, nella consapevolezza di riconoscere allo sport un ruolo di importanza fondamentale ai fini dello sviluppo della societ e della crescita dei giovani. Questo nuovo approccio rende necessari, a suo avviso, la programmazione e lattuazione di vere e proprie politiche generali ed un rilancio dellazione pubblica per il sostegno e lo sviluppo delle pratiche sportive e delleducazione motoria, a partire dalleducazione sportiva nelle scuole, troppo spesso del tutto inesistente anche per lendemica carenza di strutture adeguate allinterno degli edifici scolastici. Risulta pertanto sempre pi evidente l'esigenza di un coordinamento delle politiche in materia di sport con quelle in favore dei giovani.
Quanto all'attribuzione al Ministero per i beni e le attivit culturali delle competenze sul turismo, ella sottolinea il fatto che la vocazione italiana al turismo culturale e di qualit rende necessarie accorte politiche di salvaguardia e di valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed ambientale ed azioni per la realizzazione delle infrastrutture e dei servizi di qualit che consentano di implementare leconomia del turismo in base a principi di sviluppo sostenibile e compatibile con i bisogni di preservazione del patrimonio stesso. Considerato che le politiche di governo dei territori, nonch le azioni relative allo sviluppo ed alla promozione turistica, sono prerogative dei governi locali e regionali, giudica quindi opportuna una sede nazionale di coordinamento e di collaborazione, che possa essere anche il luogo per la definizione dei criteri generali della compatibilit tra le politiche di promozione turistica e le irrinunciabili esigenze di conservazione dei beni culturali e paesaggistici. Si tratta di una scelta che pu fornire alle regioni e agli enti locali gli ausili tecnici e scientifici necessari per compiere nei territori di competenza interventi che favoriscano il turismo culturale e la promozione della qualit.
Per tali ragioni, propone l'espressione di un parere favorevole, con le osservazioni suesposte.

Nel dibattito interviene il senatore VALDITARA (AN), il quale ricorda anzitutto che per accorpare il Ministero della pubblica istruzione con quello dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica ci sono voluti due anni. Paventa pertanto che ce ne vogliano ora altri due per procedere allo scorporo, con conseguenti riflessi negativi sull'efficacia e l'efficienza dell'azione di governo. N egli giudica convincenti le osservazioni della Presidente relatrice, ritenendo al contrario che la separazione dei due Ministeri abbia l'effetto di indebolire l'autonomia della scuola e dell'universit. A differenza del Ministero unificato, che operava per grandi linee e grandi progetti, i due Ministeri separati interverranno infatti pi pesantemente nei settori di rispettiva competenza, contraddicendo palesemente l'indirizzo avviato nella XIII Legislatura dal Centro-sinistra e non smentito dal Centro-destra.
Egli critica poi il provvedimento sotto il profilo economico, attese le evidenti duplicazioni di costi che ne derivano.
Infine, sottolinea la grave condizione di incertezza in cui versa il personale, che rischia di vedere messi in discussione i riconoscimenti acquisiti nella scorsa legislatura.
Esprime pertanto una valutazione complessivamente assai negativa sul provvedimento, preannunciando fin d'ora il voto contrario del suo Gruppo.

Il senatore BUTTIGLIONE (UDC) si richiama solo brevemente alle considerazioni, gi ampiamente dibattute nella seduta di ieri dell'Assemblea, in ordine alla sussistenza dei presupposti costituzionali di necessit ed urgenza del decreto-legge n. 181, esprimendo l'opinione che nessuna esigenza di miglior funzionamento dell'Amministrazione pubblica imponesse tale provvedimento, ma solo ragioni di equilibri interni alla coalizione di Governo.
Egli ripercorre indi la ratio che condusse, nel 1999, all'approvazione della "riforma Bassanini" sul riordino dei Ministeri: l'istituzione di Dicasteri con funzioni di coordinamento, volti a raccordare la fusione di strutture ministeriali preesistenti al fine di dare maggiore continuit di governo ad aree contigue. In tale prospettiva, l'istituzione dei Vice ministri avrebbe dovuto assicurare a ciascun settore la propria specificit. Per rispondere alle problematiche evidenziate dalla Presidente relatrice in ordine all'effettivo funzionamento dell'unificazione operata dal decreto legislativo n. 300 sarebbe stato pertanto sufficiente - a suo avviso - nominare due Vice ministri con responsabilit, rispettivamente, sulla scuola da un lato e sull'universit e la ricerca dall'altro. Al contrario, la distribuzione degli incarichi di Vice ministro del presente Governo risulta del tutto arbitraria e distonica rispetto alle esigenze segnalate.
Si preferito cos separare i due Ministeri, nonostante che la prospettiva europea di Lisbona di un'economia della conoscenza e di un governo globale del sistema formativo avesse consigliato un diverso disegno riformatore, al quale il Centro-sinistra sembra ora abdicare in favore di una prospettiva assai pi confusa. N nel decreto-legge n. 181 n nell'esposizione introduttiva della Presidente infatti rintracciabile, a suo avviso, un compiuto disegno alternativo per il governo globale della formazione.
A ci si aggiunge la preoccupazione vivissima, prosegue, per l'organizzazione amministrativa, che solo ora cominciava ad assestarsi rispetto all'unificazione.
Egli esprime invece soddisfazione per il trasferimento delle competenze in materia di turismo presso il Ministero per i beni e le attivit culturali, in considerazione dell'intima connessione tra tale settore e la valorizzazione dell'immenso patrimonio storico-artistico del Paese.
Maggiore preoccupazione desta tuttavia lo scorporo dal predetto Ministero delle funzioni in materia di sport, in vista della creazione di una struttura ad hoc. Lo sport deve infatti restare libero e autoamministrarsi al di fuori di qualunque direzione politica. Allo Stato non possono che competere poteri di vigilanza, che non giustificano in alcun modo l'istituzione di una struttura amministrativa specifica.

Il senatore ASCIUTTI (FI) ritiene che il decreto-legge n. 181 confermi la correttezza dell'analisi a suo tempo compiuta dal Centro-destra in ordine alla "riforma Bassanini" del 1999, laddove fu ritenuto che essa accorpava molti Dicasteri solo in previsione della presumibile vittoria della Casa delle Libert alle elezioni politiche del 2001.
La stessa Presidente relatrice ha riconosciuto del resto, prosegue, che l'unificazione del Ministero della pubblica istruzione con il Ministero dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica corrispondeva a un giusto concetto di unitariet della formazione dalla scuola dell'obbligo all'alta formazione universitaria, cos com' senz'altro vero che le due strutture ministeriali non si siano ancora propriamente fuse. A suo avviso, sarebbe stato tuttavia assai preferibile garantire al processo un fisiologico tempo di assestamento anzich dare avvio ad un altro processo, di segno nettamente opposto. In questo modo si contraddice infatti l'esigenza - condivisa invece da tutte le forze politiche - di un'azione di governo unitaria, che risulter assai difficile garantire a livello di Consiglio dei Ministri.
N risulta in alcun modo realistico ipotizzare una tale riforma assicurando l'invarianza della spesa. Con solo riferimento allo scorporo delle funzioni in materia di sport, osserva ad esempio che l'istituzione di una nuova struttura per la realizzazione di compiti gi svolti da dipartimenti preesistenti, che non vengono smantellati in considerazione delle loro altre competenze, non potr non determinare aggravi di spesa.
Preannuncia pertanto un convinto voto contrario sul provvedimento, la cui unica motivazione risiede a suo avviso nel tentativo di accogliere il maggior numero possibile di richieste di incarichi ministeriali da parte di una coalizione eterogenea e conflittuale. Si riserva poi di approfondire in sede di dichiarazioni programmatiche dei diversi Ministri gli effettivi intendimenti di merito del nuovo Governo.

La senatrice SOLIANI (Ulivo) ritiene del tutto legittimo che l'organizzazione del Governo abbia oggi esigenze diverse rispetto a qualche anno fa. N il rapporto fra visione globale e articolazione dell'azione di governo si esaurisce nel decreto-legge in esame, che peraltro a suo avviso non contraddice affatto la necessit di una direzione politica unitaria.
Se da un lato il Paese sollecita con vigore la coalizione uscita vincitrice dalle elezioni di aprile a governare, ed in tal senso il decreto-legge n. 181 trova piena giustificazione, dall'altro il principio della conoscenza come processo unitario non infatti in alcun modo messo in discussione. La coalizione di Centro-sinistra ritiene tuttavia che a tal fine non sia affatto sufficiente un Ministero unitario, bens sia indispensabile una cultura politica che se ne faccia interprete. Finora invece, nonostante l'unificazione dei due Dicasteri preesistenti, vi stato un mero accostamento degli interventi, che non ha garantito un'efficace azione di governo del sistema. Ella ritiene pertanto che, acquisita la visione globale e assicurando vigilanza costante affinch essa non venga smentita, occorrano ora interventi pi efficaci e mirati sui problemi, affiancati da una forte capacit di raccordo e coordinamento. Ci non postula, a suo avviso, il ripristino di misure centralistiche o lesive dell'autonomia; al contrario, valorizza gli altri centri di responsabilit, quali le istituzioni scolastiche autonome, gli enti territoriali, la dimensione regionale. In tale ottica, gli interpreti del coordinamento non sono tanto i Vice ministri, bens i Ministri stessi, che devono garantire un'efficace assunzione di responsabilit, sulla quale la Commissione non mancher peraltro di esercitare il proprio ruolo di controllo.
Dopo aver espresso vivo apprezzamento per la scelta, contenuta nell'emendamento del Governo alla Commissione di merito, di ripristinare la denominazione di "Ministero della pubblica istruzione", ella nega poi che lo scorporo delle funzioni in materia di sport dal Ministero per i beni e le attivit culturali rischi di compromettere l'autonomia del settore e registra con favore la scelta innovativa di trasferire invece al predetto Ministero il settore del turismo.
Conclude affermando che, a suo giudizio, la presenza in ogni luogo di Governo di rappresentanti delle diverse forze politiche della maggioranza conferma l'impegno di tutti gli schieramenti in favore del programma con cui l'Unione si presentata agli elettori, nel pieno rispetto dei principi democratici. Preannuncia pertanto un convinto voto favorevole sul provvedimento.

Anche la senatrice CAPELLI (RC-SE) preannuncia il voto favorevole del suo Gruppo, dichiarando anzitutto di condividere l'emendamento del Governo che ripristina la denominazione di "Ministero della pubblica istruzione", quale riassunzione esplicita di responsabilit rispetto ai compiti di educazione e formazione.
Quanto al merito del riordino dei Ministeri, ella ritiene che si tratti di un processo coerente con il programma dell'Unione che, sui temi della conoscenza, molto vicino alla societ civile e alle rappresentanze sindacali.
N la separazione fra Istruzione e Universit contraddice il principio della societ globale della conoscenza, che ha spinto gli stessi operatori interessati ad unificare le proprie competenze per procedere nel cammino di integrazione europea. Essa investe infatti un livello diverso, corrispondendo all'esigenza di riorganizzazione delle strutture ministeriali che, malgrado il decentramento amministrativo partito dal 2000, non hanno potuto finora superare un forte impianto accentratore. Occorre pertanto distinguere fra globalit della conoscenza, che postula un grande coordinamento fra istruzione, universit e ricerca, ed esigenze di efficacia strutturale, nel rispetto di una coerente logica organizzativa. N tale riordino risulta, a suo avviso, lesivo dell'autonomia scolastica, nel cui ambito - non va dimenticato - si svolge un'ampia fetta di ricerca.

Il senatore STORACE (AN) apprezza lo sforzo del Centro-sinistra per sostenere il decreto in esame. Osserva tuttavia come nel programma dell'Unione vi fosse l'impegno di abrogare la "legge Moratti", non la "riforma Bassanini".
Quanto all'obiezione mossa in questi giorni al Centro-destra, secondo cui anche la XIV Legislatura ha avuto inizio con un decreto-legge di riordino dei Ministeri, occorre rilevare che nel 2001 la "riforma Bassanini" non era ancora entrata in vigore, mentre ora essa ha conosciuto cinque anni di applicazione. Per modificarla sarebbe stato pertanto preferibile, a suo avviso, procedere per le vie ordinarie, senza ricorrere allo strumento d'urgenza. Del resto, la "riforma Bassanini" matur in tre anni (dalla legge di delega del 1997 al decreto legislativo del 1999) e, al momento dell'insediamento del governo Berlusconi del 2001, il Centro-destra accett quella sfida apportandovi solo limitate modifiche (quali l'istituzione del Ministero della salute), ora confermate dal Centro-sinistra.
Passando poi alla condizione del personale, egli invita la Presidente relatrice a tenere conto, nel parere che si accinge a redigere, dell'esigenza di non compromettere la posizione contrattuale dei lavoratori, anche alla luce dell'elevato numero di operatori coinvolti. Al riguardo, deplora peraltro che il Ministro per la funzione pubblica, ad un mese dall'emanazione del decreto-legge, non abbia ancora trovato il tempo di incontrare le organizzazioni sindacali interessate, ad evidente dimostrazione dell'insussistenza dei presupposti di urgenza del provvedimento.
Quanto all'emendamento presentato dal Governo in Commissione affari costituzionali, che ripristina la denominazione di "Ministero della pubblica istruzione", rileva che il servizio dell'istruzione senz'altro pubblico, a prescindere da chi lo esercita. Tuttavia, proprio perch si tratta di affermazione indiscussa, giudica superfluo doverlo rimarcare ed assicura un forte impegno del Centro-destra per evitare che possano essere poste limitazioni alla libert di scelta del cittadino rispetto ai percorsi educativi.
Soffermandosi indi sul trasferimento al Ministero per i beni e le attivit culturali delle competenze in materia di turismo, egli si esprime in senso favorevole, a condizione che il Ministro sia pienamente coinvolto nell'assegnazione delle relative risorse.
Con riferimento infine allo scorporo dal predetto Ministero delle competenze in materia di sport, egli deplora anzitutto l'aggravio di costi conseguente alla duplicazione delle strutture. Critica altres l'intenzione del Governo di affidare la vigilanza sull'Istituto per il credito sportivo alla competenza congiunta della Presidenza del Consiglio e del Ministero per i beni e le attivit culturali.
Invita conclusivamente la Presidente relatrice a redigere un parere articolato sul provvedimento, che dia conto dei profili di criticit manifestati.

Il senatore RANIERI (Ulivo) dichiara preliminarmente di condividere molte delle opinioni espresse dall'opposizione, fra cui in primo luogo l'esigenza di una forte integrazione della filiera del sapere e di un allargamento dei settori coinvolti, con particolare riferimento al Lavoro e allo Sviluppo economico. Auspica pertanto un proficuo lavoro comune nel corso della legislatura.
A suo avviso, il riordino dei Ministeri tuttavia necessario e trova la sua motivazione nel malfunzionamento dell'unificazione fra Ministero della pubblica istruzione e Ministero dell'universit e della ricerca scientifica e tecnologica in questi anni. L'integrazione non ha infatti dato esito positivo, essendo le due strutture sostanzialmente rimaste separate. N a tal fine risultata di utilit l'istituzione nella XIV legislatura di un Vice ministro per l'universit e la ricerca, atteso che proprio questo settore ha avvertito un'insostenibile emarginazione e ha posto in essere forti pressioni in favore dello scorporo.
Occorre dunque riportare ora i due settori su un piano di parit ed in tal senso egli giudica positivamente che proprio su questo punto non si siano registrate conflittualit analoghe a quelle verificatesi invece con riguardo ad altri segmenti del riordino.
La responsabilit della programmazione dell'offerta formativa, cos come l'integrazione di sistema, spetta del resto alle regioni, ed in tale ottica la coalizione di Governo, a differenza dell'ex ministro Moratti, ritiene che la Conferenza Stato-Regioni sia un completamento del processo anzich un intralcio all'attivit legislativa.
Preannuncia conclusivamente il voto favorevole sul provvedimento.

Il senatore STRANO (AN)nega che il decreto-legge avesse i requisiti costituzionali di necessit ed urgenza e ritiene che i suoi risultati non potranno che essere negativi. N gli consta che l'ex ministro Moratti non tenesse costanti consultazioni, in primo luogo con la Conferenza dei Rettori (CRUI). Certamente, ella aveva revocato in dubbio alcuni poteri consolidati, ma si trattava senz'altro di un'iniziativa condivisibile. L'attuale suddivisione del Ministero dell'istruzione da quello dell'universit rappresenta invece una scelta niente affatto funzionale, bens volta a restaurare un assetto discutibile.
Nel giudicare quindi speciose le motivazioni addotte dalla maggioranza a sostegno del provvedimento, egli osserva che anche l'accorpamento delle competenze in materia di turismo presso il Ministero per i beni e le attivit culturali presenta limiti oggettivi, atteso che sconta una grande sottovalutazione del settore. Proprio in questo caso, sarebbe stato infatti preferibile istituire una struttura ministeriale ad hoc, volta ad assicurarne un'adeguata valorizzazione.
Quanto invece all'istituzione di un Ministero per lo sport, esso manca completamente di una chiara indicazione delle competenze.
Ancora una volta, si tratta quindi - a suo avviso - della risposta alla diffusa brama di incarichi ministeriali della maggioranza, confermata dalla recente nomina di ulteriori tre sottosegretari, che consegna alla burocrazia segmenti crescenti di potere.
Preannuncia conseguentemente un convinto voto contrario sul provvedimento.

La senatrice GAGLIARDI (RC-SE), anche alla luce delle dichiarazioni del senatore Storace, conviene che sul ripristino della denominazione del "Ministero della pubblica istruzione" si manifesti un punto saliente di dissenso tra i due schieramenti. A suo avviso peraltro proprio su questo punto che il Governo di Centro-destra ha perso nella scorsa legislatura una partita significativa a tutti i livelli della formazione.
Quanto alle critiche mosse in ordine alla distribuzione degli incarichi nell'ambito della maggioranza di Governo, ella rivendica la natura composita dell'attuale Esecutivo, il cui pluralismo corrisponde alle diverse anime della societ civile. Le complesse mediazioni che ne conseguono rappresenta pertanto una sfida nuova che nulla ha a che vedere con il vecchio "manuale Cencelli".
Entrando nel merito del provvedimento, ella ritiene che l'esperienza pi recente abbia consapevolmente perseguito la negazione dell'autonomia della ricerca, nonostante le esigenze imposte dalla prospettiva internazionale. La prevista separazione del Ministero dell'istruzione da quello dell'universit volta pertanto a sostenere il Paese nel difficile recupero anzitutto a livello europeo, tanto pi che l'unitariet della conoscenza non pu certamente essere banalmente circoscritta alle sue modalit organizzative.


Il senatore AMATO (FI) sottolinea che l'accorpamento tra Turismo e Beni culturali rappresenta l'unico elemento condivisibile del provvedimento.
Richiamandosi alle critiche precedentemente illustrate, egli paventa poi il rischio di una contrazione dell'autonomia del settore sportivo, su cui ritiene necessario un chiarimento del Governo.
Sul profilo della separazione dei Ministeri dell'istruzione e della universit e ricerca, manifesta difficolt a comprendere la ragione sottesa a tale scelta, giudicando a tal fine insoddisfacente la presa d'atto della scarsa funzionalit dell'integrazione delle competenze precedentemente disposta. A suo avviso, la divisione dei due Ministeri corrisponde invece ad una precisa scelta politica, volta a dare visibilit a due corporazioni, quella della scuola e quella dell'universit, e risulta sostanzialmente funzionale al blocco sociale del Centro-sinistra.


Il senatore DAVICO (LNP), pur ritenendo legittima l'esistenza di un pluralismo di coalizione, invita a focalizzare l'attenzione sulla situazione conseguente al risultato elettorale e sulla spaccatura del Paese.
Intervenendo sul merito del provvedimento, egli richiama poi la distinzione tra un'azione di riordino - consistente nel semplice spostamento di alcune funzioni - e un'operazione di riforma - la quale presuppone invece una revisione dell'impianto generale di un settore.
Il senatore precisa inoltre che non bisogna trascurare i principali utenti di tale processo di riorganizzazione ministeriale, ovvero i giovani, per i quali sarebbero pi efficaci politiche di semplificazione atte ad assicurare loro una struttura unitaria di orientamento. Anche per quanto riguarda il tema delle competenze in materia di sport, esse avrebbero potuto pi utilmente confluire nell'ambito del Ministero unificato.
Si pronuncia peraltro favorevolmente sulla nuova denominazione "pubblica istruzione" riferita al Ministero in esame, come risultante dall'emendamento governativo.
In conclusione, egli valuta irrealistica la richiesta avanzata da alcuni senatori di promuovere a livello regionale un'azione di sintesi e di coordinamento delle competenze in tema di istruzione, a fronte della volont governativa di disperdere tali funzioni a livello centrale.

Il senatore MARCONI (UDC), rimarcando la complessit della coalizione di maggioranza - che ha determinato un incremento irrazionale delle posizioni di Governo - sottolinea la disonest intellettuale dell'attuale compagine governativa, che agisce in contrasto con gli impegni assunti in campagna elettorale.
Sul merito del provvedimento, il senatore manifesta le sue perplessit sulla reintroduzione dell'aggettivo "pubblica" riferito alla denominazione del Ministero dell'istruzione, in quanto foriera di possibili equivoci.
Per quanto attiene invece ai Beni e alle attivit culturali, auspica un riequilibrio della spesa destinata rispettivamente ai beni e alle attivit culturali, dato che negli ultimi anni c' stata una preponderanza delle seconde sui primi.
Infine, con riferimento al nuovo Ministero dell'universit e della ricerca, ritiene che esso non riuscir di per s a incentivare la ricerca, atteso che l'unico mezzo in grado di potenziare quest'ultima, con particolare riferimento a quella scientifica, da rinvenirsi nell'aumento dei fondi ad essa destinati.

Il senatore SCALERA (Ulivo) esprime apprezzamento la discussione in corso, che ha offerto indubbi spunti per un'utile riflessione, traendone l'auspicio di un proficuo lavoro comune.

Concluso il dibattito, agli intervenuti replica il sottosegretario MODICA, il quale assicura l'impegno del Governo a tenere nella massima considerazione il dibattito parlamentare.
Registra indi con soddisfazione il consenso pressoch unanime sull'accorpamento delle competenze in materia di turismo al Ministero per i beni e le attivit culturali.
Quanto all'istituzione di una struttura autonoma per lo sport, nega che essa sia lesiva dell'autonomia del settore. N ritiene che un mero spostamento di competenze potrebbe avere conseguenze siffatte. Al contrario, l'autonomia dello sport una scelta politica che il Governo di Centro-sinistra conferma pienamente. In tale ottica, l'attribuzione della delega in materia di sport ad un Ministro ad hoc, che associa le competenze in materia di politiche giovanili, rappresenta una scelta politica forte in favore dei giovani. N le scelte organizzative, che investono la sfera della gestione, compromettono in alcun modo l'unitariet della politica di indirizzo. Il Governo infatti pienamente consapevole che anche laddove le competenze sono distinte occorre assicurare unitariet di indirizzo.
Passando alla contestata separazione tra Istruzione e Universit e ricerca, osserva anzitutto che, se l'unitariet del sistema del sapere fuori discussione per tutti gli schieramenti politici, quest'ultimo si articola tuttavia in una filiera complessa, nell'ambito della quale qualunque suddivisione delle competenze opinabile. Occorre quindi affrontare la questione con pragmatismo, anche sulla base delle esperienze pi recenti. Al riguardo, egli rammenta che in passato il Ministero della pubblica istruzione aveva competenza anche sull'universit ma non, a partire dagli anni Settanta, sulla ricerca. Indi, nel 1989 fu deciso un diverso accorpamento delle competenze, che vide i settori dell'universit e della ricerca confluire in un'unica struttura ministeriale al fine di rafforzare il legame fra la formazione superiore e la ricerca e conferire conseguentemente maggiore autonomia a tale segmento. Prima ancora della cosiddetta "riforma Bassanini", il primo governo Prodi attribu peraltro al medesimo ministro Berlinguer la responsabilit dei due Ministeri distinti, verificando gi in quell'occasione sensibili difficolt di gestione.
Indi, nella scorsa legislatura, il ministro Moratti speriment per la prima volta la conduzione del Ministero unificato dimostrando tuttavia l'impossibilit di gestire i due settori allo stesso tempo.
Alla luce di queste esperienze, occorre prendere atto che nessuna buona pratica ha offerto soluzioni ottimali. L'attuale Governo si pertanto assunto la responsabilit di separare i due Ministeri, ritenendo di conferire cos maggiore importanza al settore, e chiede il conforto del Parlamento su tale scelta. Egli informa peraltro che intenzione dell'Esecutivo assicurare una costante concertazione fra i due Ministri, unitamente a quelli responsabili in materia di innovazione, sport e sviluppo economico, al fine di dare unitariet al sistema.
N va dimenticato, come invece accadeva nel precedente sistema, che l'universit non solo il punto di arrivo della filiera del sapere, ma anche il primo della filiera della ricerca, rappresentando il luogo principale della ricerca curiosity driven.
Inoltre, il nuovo Ministero dell'universit avr maggiormente modo di dedicarsi agli enti di ricerca, che hanno invece perso larghi spazi di autonomia nell'assetto precedente. In tal senso, sottolinea che il Ministero unitario non si rivelato in alcun modo garanzia di autonomia.
Rispondendo indi analiticamente agli intervenuti nel dibattito, replica anzitutto al senatore Valditara, di cui condivide le preoccupazioni relative al personale. Assicura pertanto la massima attenzione del Governo su tale punto. Quanto ai tempi del riordino, egli osserva che l'adozione di uno strumento di urgenza era conseguente all'esigenza di assicurare una sollecita azione di Governo.

In una breve interruzione, il senatore VALDITARA (AN) precisa che la propria preoccupazione era connessa ai tempi necessari per la conduzione a termine del nuovo riordino, visto che per la precedente unificazione sono stati necessari ben due anni. Ribadisce pertanto il rischio che ce ne vogliano altri due per la separazione, con conseguenti inefficienze e ritardi burocratici.

Il sottosegretario MODICA conviene che si tratti di una sfida ed assicura pertanto un fattivo impegno per il sollecito compimento della riforma.
Al senatore Buttiglione risponde osservando che l'esperienza dei Vice ministri non risultata positiva.
Il rapporto tra scuola e universit del resto bidirezionale, atteso che la scuola alimenta l'universit e quest'ultima forma i docenti. L'universit alimenta tuttavia anche il sistema della ricerca e ne alimentato. I doppi legami sono quindi molteplici e l'organizzazione delle competenze tutt'altro che scontata.
Quanto all'affermazione del senatore Asciutti, secondo cui l'attuale provvedimento confermerebbe la pretestuosit della "riforma Bassanini", egli rileva che il Centro-sinistra non ha demolito affatto l'intero impianto di quella riforma, mantenendone invece in vigore parti significative fra cui ad esempio l'accorpamento di competenze fra Economia e Finanze.
Il rispetto dell'invarianza della spesa invece un impegno che il Governo ha preso con il Parlamento ed il Paese.
Conviene poi con la senatrice Soliani che occorre dedicare la massima attenzione onde evitare ogni rischio di neo centralismo ed assicurare che i due nuovi Ministeri si muovano nella direzione della responsabilit nelle materie di rispettiva competenza.
Si tratta del resto, prosegue, di un rischio paventato anche dalla senatrice Capelli, alla quale assicura altres l'impegno del Governo a riconoscere le attivit di ricerca svolte anche nella scuola e negli altri settori della societ.
Ribadisce indi al senatore Storace che il Governo non ha abrogato l'intera "riforma Bassanini". Quanto al ripristino della denominazione del "Ministero della pubblica istruzione", conviene che l'istruzione sia un servizio pubblico a prescindere dalla pluralit di soggetti che partecipano al settore. La materia del resto chiaramente disciplinata da una legge dello Stato, che nessuno intende revocare in dubbio. Al contrario, il mancato ripristino della denominazione del Ministero aveva provocato un vasto dissenso.

In una breve interruzione, il senatore STORACE (AN) prende atto con soddisfazione delle rassicurazioni fornite dal Sottosegretario, lamentando tuttavia l'enfasi con cui stato presentato l'emendamento di ripristino.

Riprendendo la propria replica, il sottosegretario MODICA risponde al senatore Ranieri, convenendo sul ruolo del sistema regionale nel processo di integrazione.
Quanto alle osservazioni del senatore Strano sul contrasto che l'ex ministro Moratti avrebbe condotto nei confronti di poteri consolidati in ambito universitario, ritiene che esso nulla abbia a che vedere con una diversa articolazione delle competenze. Assicura comunque che uno degli obiettivi prioritari del Governo quello di evitare poteri diversi dal riconoscimento del merito.
Egli conviene poi con la senatrice Gagliardi sull'insuccesso del precedente processo di integrazione fra i due Ministeri, ribadendo che l'attuale assetto risulta pi vicino alla realt.
Ritiene altres di aver gi risposto a buona parte delle osservazioni del senatore Amato, al quale conferma di ritenere che - anche alla luce dell'esperienza pregressa - la separazione fra i due Ministeri pu assicurare risultati migliori dell'unificazione.
Conviene indi con il senatore Davico in ordine alle speranze alimentate dal Ministero unificato con particolare riferimento ad un pi efficace svolgimento dei compiti di orientamento dei giovani. Occorre tuttavia prendere atto che ci non accaduto.
Al senatore Marconi, che aveva lamentato una sostanziale disonest intellettuale del Centro-sinistra, laddove non avrebbe dichiarato con chiarezza agli elettori l'intenzione di separare i due Ministeri, replica che nel programma dell'Unione vi sono comunque precise indicazioni in ordine alla necessit di una gestione attenta alle esigenze dei due settori.

Agli intervenuti replica altres la presidente relatrice Vittoria FRANCO (Ulivo), la quale illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni (pubblicato in allegato al presente resoconto).

Per dichiarazione di voto contrario interviene il senatore VALDITARA (AN), il quale - pur ringraziando il sottosegretario Modica per l'analitica risposta - ritiene che il dibattito abbia evidenziato numerose incongruenze anche negli interventi di maggioranza.
Anzitutto, ritiene che il pluralismo della coalizione non possa legittimare lo spreco di risorse. Inoltre, prende atto che il Centro-sinistra ha inteso sostanzialmente rinnegare la "riforma Bassanini", abrogandone segmenti significativi.
Quanto al merito del provvedimento, egli non pu non deplorarne le conseguenze negative sul piano finanziario e amministrativo, tanto pi che il personale sar ora impegnato, per un altro lungo lasso di tempo, nella ridefinizione delle competenze anzich nell'espletamento delle proprie funzioni. N la Presidente relatrice ha a suo avviso fornito adeguate assicurazioni, nel parere illustrato, rispetto alle preoccupazioni espresse in ordine alla posizione contrattuale del personale, con particolare riferimento alle indennit riconosciute dal precedente Governo.
Quanto al favore che sarebbe stato accordato, nella precedente gestione, alla ricerca applicata, osserva che si trattava esclusivamente dell'esigenza di riguadagnare posizioni rispetto alla media europea.
La prevista separazione fra i Ministeri finisce invece per mortificare la scuola, relegandola ad un ruolo secondario.
Lo stesso sottosegretario Modica ha del resto riconosciuto, prosegue, che il provvedimento si prefigge lo scopo di assicurare interventi pi incisivi nei vari settori, ponendosi quindi nell'ottica della gestione e non in quella dell'indirizzo.
Esprime pertanto il convinto voto contrario del suo Gruppo sullo schema di parere della Presidente relatrice, deplorando che i due Ministri a cui stata attribuita la responsabilit dell'istruzione, dell'universit e della ricerca non abbiano alcuna competenza specifica nei rispettivi settori. Si tratta pertanto di una mera spartizione di incarichi fra diverse componenti della maggioranza, di cui il decreto-legge in esame rappresenta la base giuridica pur ponendosi in netto contrasto con lo stesso programma elettorale dell'Unione e provocando l'effetto di un sensibile aggravio della spesa pubblica.

Il senatore ASCIUTTI (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, chiede che il seguito dell'esame del provvedimento in titolo sia rinviato alla seduta gi convocata per le ore 15 di oggi.

La senatrice SOLIANI (Ulivo) esprime invece l'avviso che l'esame del provvedimento possa essere concluso nella seduta in corso.

Il senatore BUTTIGLIONE (UDC) lamenta la ristrettezza dei tempi dedicati all'esame di un provvedimento cos importante, che testimonia lo scarso rispetto del Centro-sinistra nei confronti della scuola e dell'universit, ovvero del Parlamento.

La presidente relatrice Vittoria FRANCO (Ulivo) nega che vi sia stata alcuna compressione dei tempi, come testimonia l'ampio dibattito svoltosi e l'analitica replica del sottosegretario Modica.

Il senatore STORACE (AN) riconosce alla Presidente una equilibrata conduzione dei lavori. Chiede tuttavia che alla Commissione sia assicurato il tempo necessario per predisporre eventuali emendamenti allo schema di parere avanzato.

La presidente relatrice Vittoria FRANCO (Ulivo) ricorda di aver sempre avuto presente l'esigenza di assicurare tempi congrui al dibattito, convocando fin dall'inizio due sedute per la trattazione del provvedimento in titolo.
Quanto all'esigenza manifestata dal senatore Storace, ricorda che sugli schemi di parere non ammessa la presentazione di emendamenti formali. Possono tuttavia essere avanzati suggerimenti e richieste di modifica, il cui accoglimento rimesso alla valutazione del relatore.

Il senatore VALDITARA (AN) rinnova la propria richiesta di integrazione dello schema di parere con riferimento alle esigenze del personale coinvolto dalla separazione dei Ministeri.

Il senatore STORACE (AN) lamenta che non sia consentita la presentazione di emendamenti.

La presidente relatrice Vittoria FRANCO (Ulivo) ribadisce che in sede consultiva tale facolt non ammessa. Accede peraltro alla richiesta di rinviare alla seduta pomeridiana la conclusione del provvedimento in titolo.

Il seguito dell'esame quindi rinviato.

POSTICIPAZIONE DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA

La PRESIDENTE avverte che l'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentati dei Gruppi, gi convocato per oggi al termine della seduta antimeridiana, posticipato al termine della seduta pomeridiana.

Prende atto la Commissione.

La seduta termina alle ore 13,45.


SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA PRESIDENTE RELATRICE
SUL DISEGNO DI LEGGE N. 379

"La Commissione, esaminato il disegno di legge in titolo,

considerato che esso volto a conferire un nuovo assetto all'organizzazione di Governo, al fine di renderne l'azione pi efficace e funzionale alla realizzazione del programma dell'Unione,


esaminate in particolare le parti del provvedimento che riguardano le competenze della Commissione e quindi:


l'articolo 1, commi 7 e 8, che prevede l'istituzione rispettivamente del Ministero dell'istruzione e del Ministero dell'universit e della ricerca, ai quali vengono trasferite, con le inerenti risorse finanziarie, strumentali e di personale, le funzioni attribuite al Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca dall'articolo 50, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo n. 300 del 1999, che unificava in ununica struttura ministeriale (Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca) le funzioni facenti capo ai preesistenti Dicasteri della pubblica istruzione, da un lato, e delluniversit e della ricerca scientifica e tecnologica, dallaltro.
l'articolo 1, comma 9, che attribuisce al Ministero per i beni e le attivit culturali le competenze in materia di turismo;
l'articolo 1, commi 16 e 17, che riguarda la denominazione dei nuovi Ministeri;
l'articolo 1, comma 19, lettera a), che trasferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri le funzioni in materia di sport, che invece il decreto legislativo n. 300 del 1999 attribuiva al Ministero per i beni e le attivit culturali;


considerato anche favorevolmente che un emendamento del Governo presentato alla Commissione di merito intende ripristinare la denominazione di "Ministero della pubblica istruzione",


esprime, per quanto di competenza, parere favorevole con le seguenti osservazioni.


1. La Commissione valuta positivamente la ripartizione delle funzioni in materia di istruzione e universit e ricerca in due Ministeri distinti, corrispondente a nuove esigenze rispetto al passato. Se l'unificazione operata dal decreto legislativo n. 300 corrispondeva a un giusto concetto di unitariet della formazione dalla scuola dell'obbligo all'alta formazione universitaria, una realt, tuttavia, il fatto che le due strutture non si sono mai integrate veramente, rimanendo distinte anche se il Ministro era unico. Inoltre, la Commissione condivide l'esigenza di dare pi forza e funzionalit ai singoli settori, anche per creare strumenti migliori per raggiungere gli obiettivi di Lisbona, rispetto ai quali il nostro Paese notoriamente molto in ritardo. Ci, tanto pi alla luce delle importanti funzioni di collegamento che permangono fra i due Ministeri, fra cui quelle relative alla formazione degli insegnanti e all'orientamento degli studenti.
2. Circa lo scorporo dal Ministero per i beni e le attivit culturali delle competenze sullo sport, la Commissione rileva che il suddetto Ministero esercitava esclusivamente un ruolo di controllo sul CONI e sullIstituto per il credito sportivo, motivato dalla sola necessit di vigilare sullimpiego delle risorse pubbliche da parte di quegli istituti. A fronte del dibattito in corso sulla pratica sportiva e sulle sue peculiari e fondamentali funzioni di carattere educativo, sociale e formativo e sui suoi effetti in materia di tutela della salute e prevenzione di diverse patologie, vi invece la consapevolezza di riconoscere allo sport un ruolo di importanza fondamentale nello sviluppo della societ e nella crescita dei giovani. Si impongono pertanto la programmazione e lattuazione di vere e proprie politiche generali ed un rilancio dellazione pubblica per il sostegno e lo sviluppo delle pratiche sportive e delleducazione motoria, a partire dalleducazione sportiva nelle scuole ed in stretto raccordo con le politiche in favore dei giovani. La Commissione valuta quindi favorevolmente la delega di tali funzioni ad un Ministro senza portafoglio ad hoc.
3. Circa l'attribuzione al Ministero per i beni e le attivit culturali delle competenze sul turismo, la Commissione ritiene che la vocazione italiana al turismo culturale e di qualit rende necessarie accorte politiche di salvaguardia e di valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed ambientale ed azioni per la realizzazione delle infrastrutture e dei servizi che consentano di implementare leconomia del turismo in base a principi di sviluppo sostenibile e compatibile con i bisogni di preservazione del patrimonio stesso. Considerato che le politiche di governo dei territori, nonch le azioni relative allo sviluppo ed alla promozione turistica, sono prerogative dei governi locali e regionali, la Commissione ritiene quindi opportuna una sede nazionale di coordinamento e di collaborazione, che possa essere anche il luogo per la definizione dei criteri generali della compatibilit tra le politiche di promozione turistica e le irrinunciabili esigenze di conservazione dei beni culturali e paesaggistici. In tal senso valuta positivamente l'accorpamento presso il Ministero per i beni e le attivit culturali delle competenze in materia di turismo."



http://notes9.senato.it/W3/Lavori.nsf/vwRisRic/257AC4E904D71AF2C125718D0068DA9E?openDocument


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