LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

7 Commissione Camera, Resoconto stenografico, II parte
2006-06-28








EMILIA GRAZIA DE BIASI. Signor ministro, ho apprezzato moltissimo la sua relazione. In particolare, ho apprezzato il metodo che lei ha cercato di illustrarci: un metodo che, mi pare di capire, valorizza molta il lavoro a rete e diventa interdisciplinare anche in relazione al sistema universitario e formativo, non esclusivamente a quello tradizionalmente culturale.
Ho apprezzato, altres, l'idea di puntare sull'innovazione, che significa una nuova qualit del personale, pi adatta ai tempi, e un'innovazione anche nei contenuti, nel metodo di lavoro.
Vorrei sottolineare soltanto alcuni punti. Il primo, che mi sta molto a cuore, quello dell'autonomia della cultura. Personalmente, vengo dall'esperienza lombarda e milanese, e devo dire che, in quella terra, l'autonomia della cultura un bene non sempre mantenuto ai livelli che si desidererebbero. In particolare, proprio per quel che riguarda ci che stata definita la lottizzazione, posso soltanto citare - essendo meno lieve del professor Tessitore - il caso per me emblematico dell'espulsione dal consiglio di amministrazione del Piccolo Teatro, anni fa, di uno dei pi grandi poeti italiani,



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 38

--------------------------------------------------------------------------------

Giovanni Raboni, per inserirvi, invece, personale legato alle maggioranze politiche.
Lo dico, evidentemente, non per spirito di polemica, ma perch ritengo si dovrebbe lavorare molto sull'autonomia della cultura, in relazione allo spoil system, per definire una sorta di zona franca della cultura stessa. In altre parole, nella definizione del sistema delle nomine e della valorizzazione delle competenze, credo si debbano individuare criteri nuovi rispetto al passato.
In secondo luogo, penso che un problema serio riguardi il profilo, il riconoscimento della professionalit e della funzione sociale degli operatori, non soltanto del sistema dei beni culturali ma anche di quello dello spettacolo e dello spettacolo dal vivo, che oggi, purtroppo, ancora molto fondato sulla buona volont e sulla passione.
In terzo luogo - procedo velocemente, per consentire al collega Giulietti di intervenire e per concludere il lavoro odierno -, quando si afferma la necessit di puntare sull'innovazione, penso al prodotto, ma anche all'elemento di divulgazione e di fruizione della cultura come forma di inclusione sociale e di crescita della cittadinanza. Vorrei che su questo punto ci fosse una riflessione particolare anche in Commissione, pensando agli avvenimenti di questi giorni e a tutto ci che riguarda la vicenda donne, immagine femminile, sistema e ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo. Credo che questo non sia un tema che pu appartenere solo ed esclusivamente a un comparto della comunicazione, ma che rientri nell'ambito di un ragionamento di crescita culturale del paese. Non penso soltanto alle pari opportunit, ma a una crescita della cittadinanza, del valore dell'individuo e del rispetto della persona nel sistema dei media complessivamente inteso, pubblico o privato che sia.



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 39

--------------------------------------------------------------------------------


Il quarto punto sul quale vorrei sollecitare la sua attenzione, signor ministro, quello del rapporto con i territori, di una capacit di agire in una concertazione non soltanto fra le grandi istituzioni nazionali, ma anche in una rete che comprende le regioni, in base alle competenze assegnate dal Titolo V, e il sistema dei comuni, che rischia di essere penalizzato ulteriormente dalla situazione economica, su cui non mi soffermo.
L'ultimo punto riguarda il sistema dei finanziamenti e il FUS. Penso ci si debba porre seriamente il problema di un ripristino del FUS. Si leggono sui giornali notizie alquanto inquietanti, circa le tabelle (C, D...), ma io spero che non ci sia una penalizzazione proprio in questo campo. Sono d'accordo sul fatto che sia necessario reperire nuovi finanziamenti, ma da questo punto di vista ritengo occorra intervenire, in primo luogo, attraverso la razionalizzazione di ci che abbiamo. Mi riferisco, in particolare, alla necessit di rivedere la legge sulle fondazioni e sugli enti lirici, ritenendo che quella sia una fonte di diseguaglianza molto profonda: penso al caso Scala, dove sappiamo che c' un finanziamento pubblico superiore al 75 per cento, un finanziamento privato esiguo, una maggioranza dei privati nel consiglio di amministrazione. Qualcosa, evidentemente, non funziona, al di l di chi diriga o meno la struttura. Penso che sia arrivato il momento di rivedere, in modo perequativo, l'idea del rapporto pubblico-privato nel campo dello spettacolo e, in particolare, degli enti lirici.
Come dicevo, sono d'accordo sull'idea di ricercare nuovi finanziamenti. Sappiamo, per, che esiste una differenza, nel campo della defiscalizzazione, tra sponsorizzazioni e partecipazione al fondo di dotazione di una fondazione. L'aleatoriet



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 40

--------------------------------------------------------------------------------

della sponsorizzazione comporta inevitabilmente un trattamento fiscale differente, il che apre nuovi problemi e nuovi scenari.
Sono concorde, altres, sulla necessit di mettere mano, finalmente, alla riforma dello spettacolo dal vivo, anche attraverso una semplificazione. Credo davvero che, in questo campo, la cooperazione sia molto importante e lo sia altrettanto definire nuove regole. Nella scorsa seduta, signor ministro, lei faceva cenno al premio della qualit, ma premiare la qualit nel campo dello spettacolo dal vivo - ad esempio, il teatro - comporta la definizione di una nuova tassonomia dei parametri. Mi pare che i parametri attuali rendano non semplice la ridefinizione di una griglia per i finanziamenti, in presenza soprattutto di una ritrosia dei privati rispetto al rischio di impresa.
Non credo che la cultura sia un'azienda, n che lo spettacolo possa essere trattato come un'azienda. Tuttavia, si tratta di un'impresa: un'impresa sociale, molto particolare, ma comunque un'impresa. Pertanto, credo che ci sia una dose di rischio che, esattamente come viene assunta dal pubblico, deve essere assunta anche dal privato. Non deve esistere il rapporto per cui il pubblico si accolla tutto e il privato si limita a intervenire in modo sussidiario. Se un rischio c', deve trattarsi di un rischio condiviso, anche con tutti gli ammortizzatori del caso.
Quello che mi interessa individuare alcune strade possibili di reperimento dei finanziamenti da parte del pubblico. Personalmente, ritengo che, anche nel campo della cultura, come nel campo del sociale, solo un pubblico di qualit determina un privato di qualit. Nel caso della cultura, questo principio ancora pi valido. Ha ragione, signor ministro, quando afferma che non c' paese, in Europa...



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 41

--------------------------------------------------------------------------------


FRANCESCO RUTELLI, Ministro per i beni e le attivit culturali. E nel mondo...

EMILIA GRAZIA DE BIASI. E nel mondo, in cui la cultura possa vivere senza l'intervento pubblico. Penso agli Stati Uniti, che pur avendo provato forme di fund raising, di fondazioni e partecipazione, mi pare stiano tornando indietro.
Quello che chiedo se nel reperimento delle risorse, in particolare per lo spettacolo dal vivo, non sia il caso di riprendere alcune idee, come la compartecipazione al finanziamento dello spettacolo da parte di enti e servizi pubblici (ad esempio, la RAI). In pratica, qualunque istituzione si avvalga dello spettacolo dal vivo pu avere una pertinenza nel finanziamento del medesimo, in modo da creare una dinamicit che, in questi anni in particolare, non abbiamo visto.
In altre parole, penso che tutto il campo della cultura richieda non compartimenti stagni, ma una grande capacit di lavorare in modo moderno, quindi un po' pi a rete.

GIUSEPPE GIULIETTI. Signor ministro, svolger poche considerazioni, soprattutto sul metodo. Sono convinto che esiste un problema di reperimento dei fondi, sollevato da molte colleghe e colleghi, ma sono anche convinto che lo si possa affrontare con un lavoro intelligente, all'interno del Governo. Trovo di grande rilievo che sia un Vicepresidente del Consiglio ad avere questa delega, perch ci fa di questo comparto un grande investimento dal punto di vista della cultura e, secondo me, anche dell'impresa culturale.
Ritengo fondamentale risuscitare un certo entusiasmo, signor ministro. Questo non ha niente a che vedere con la cancellazione n con le liste di proscrizione, ma con il recupero dei migliori talenti della musica, del teatro, del cinema e dell'arte italiana, che si sentono partecipi di uno



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 42

--------------------------------------------------------------------------------

sforzo internazionale. Altro che cacciare qualcuno! Almeno ristabiliamo talvolta - il collega Bono sar d'accordo con me - la centralit del congiuntivo in settori chiave come il cinema: o conosci la grammatica del cinema o non puoi amministrare!. Ci sono straordinarie figure di intellettuali della destra italiana. Si utilizzi il meglio dei talenti, ma ripartendo da regole e criteri nuovi!. Il cinema italiano non pu restare in questo stato, pena la sua sopravvivenza.
Quanto al tema del metodo, dobbiamo stabilire se si tratta di un metodo che suscita il meglio nel paese o se un metodo chiuso. So che anche dall'altra parte c' chi vuole ragionare in questa direzione e questo mi appassiona in maniera particolare. Al riguardo citer alcuni esempi, signor ministro. Nei giorni scorsi accaduto un episodio che risulter significativo a chi conosce il settore della musica, e il deputato Rositani, ad esempio, lo conosce meglio di me, avendo lavorato con garbo e intelligenza ad una proposta a riguardo (non importa se fossero diversi i percorsi, il Parlamento che si confronta). Ebbene, per la prima volta il mondo della musica, delle associazioni industriali, imprenditoriali, ma anche della cooperazione e del mondo giovanile della musica, ha rivolto un appello per arrivare finalmente a una legge condivisa e per avviare una serie di politiche di promozione del prodotto musicale nelle reti internazionali e nazionali, di commercializzazione del prodotto, di educazione musicale nella scuola. Questo sarebbe il federalismo intelligente, quello di cui mi piacerebbe discutere: non solo il decentramento dei dialetti, ma anche della creativit, per far emergere il meglio delle nostre regioni (Commenti della deputata Aprea)!. Vorrei che si mettessero insieme il dialetto e l'inglese, non le contrapposizioni. La tragedia quando non si fa n l'uno n l'altro! Ad ogni modo, questo un discorso che esula dall'argomento che



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 43

--------------------------------------------------------------------------------

stiamo discutendo. Mi interessa rivolgermi al ministro per interpellarlo su altre questioni. Rispetto a una proposta condivisa che emerge dal settore della musica, il ministro ritiene, ad esempio, di aprire porte e finestre non alla concertazione, ma all'audizione e all'ascolto di queste intelligenze, per recuperare i migliori talenti nel governo di questo settore?
Vi una seconda questione che riguarda la musica, signor ministro. Ricordo che lei, nell'Europarlamento, segu con attenzione questi temi. Lei sa che c' una lunga questione, che non va impostata in modo demagogico - io non lo feci con il precedente Governo -, che riguarda il problema dell'IVA sulla produzione culturale. possibile riprendere quell'attivit di concertazione, in sede europea, che porti a una nuova direttiva? So che un problema delicato, anche di concertazione con i vari ministeri. Come sa bene l'onorevole Bono, anche nella precedente finanziaria stato contrapposto a questo problema quello della necessaria copertura. Tuttavia, io lancio una proposta di merito, quella di verificare con il ministro - d'intesa ovviamente con il Ministero corrispondente, essendovi il richiamato problema della copertura - se sia possibile una progressiva riduzione dell'IVA al consumo su alcuni prodotti. Come sapete, in particolare nel consumo multimediale, non solo musicale, si pone un problema drammatico di costo. Del resto, inutile alzare la voce se qualcuno scarica dalla rete. Non possiamo, nello stesso tempo, imporre prezzi pi alti e fare i poliziotti nella rete. Dobbiamo decidere su questo argomento, davvero strana una societ libertaria e liberale a corrente alternata.
Un'altra questione, qui condivisa, riguarda la legge sul libro e la lettura, sulla quale dobbiamo sapere che non siamo riusciti a portare a compimento nulla di concreto. Ci fu un



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 44

--------------------------------------------------------------------------------

impegno molto forte anche del sottosegretario Bonaiuti, che mi piace riconoscere, e un lavoro fatto di intesa; tuttavia, da dieci anni - si sono alternato diversi Governi - la legge sul libro ferma in un cassetto.
Vede, signor ministro, alcune questioni chiamano in ballo il problema della spesa. Altre, per, come la promozione del libro, il libro nelle reti, il libro in televisione, l'invito all'abitudine alla lettura, non sono una questione di spesa, ma di atteggiamento, che dobbiamo favorire, in un modo o in un altro. Se si vive in una monocultura televisiva, il libro un disvalore; se si condivide che il libro fondamentale, in una comunit seria e forte, la promozione diventa fondamentale. Cito un esempio banale, che riguarda il contratto di servizio RAI. Ha mai notato, signor ministro, che nella fiction, in tutta la produzione nazionale, l'oggetto libro e l'oggetto giornale sono spariti, come se non facessero parte degli atti quotidiani? molto pi importante, come dicono gli esperti del settore, reintrodurre abitudini quotidiane a costo zero che non soltanto intervenire sul finanziamento. Spero di essere stato chiaro. La legge sul libro dovrebbe essere portata fuori dal cassetto insieme alla legge sull'editoria, d'intesa con il sottosegretario all'editoria, e credo che qui troverebbe un'accoglienza positiva. Certo, sappiamo bene che questo dovrebbe avvenire per gradi, sapendo che esiste un problema di copertura.
Mi permetto, ora, di affrontare sotto un altro versante la questione del cinema. Quello che mi sta pi a cuore non solo un problema di soggetti, ma un problema di oggetti, ossia capire la missione che viene assegnata alla produzione cinematografica italiana, la missione che viene affidata a Cinecitt e all'Istituto Luce. Come lei, sa, oltre a Cinecitt e all'Istituto Luce - qualche struttura andrebbe chiusa, avendo solo il



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 45

--------------------------------------------------------------------------------

significato di una proliferazione di posti -, abbiamo un grande ente come la Biennale di Venezia, la Casa del cinema di Torino, e sono nate varie strutture regionali.
Il punto non soltanto capire chi governer, ma qual la missione generale del cinema italiano. Il cinema italiano guarda in casa o guarda all'estero? Qual la commercializzazione possibile? Nel contratto di servizio della RAI - torno al punto - non sarebbe il caso di prevedere, finalmente, che grandi questioni come la fiction nazionale, il cinema nazionale, la produzione per l'infanzia (penso ai ruoli che potrebbero avere e che non hanno Milano e Torino) diventassero fabbriche di produzione nazionale colta e di qualit? Sono operazioni possibili se insediate nel passaggio chiave, che il contratto di servizio, come accade in Francia e in altri grandi paesi. Questo potrebbe essere, signor ministro, un momento di confronto, in cui due ministeri si aprono all'ascolto delle diverse realt regionali e produttive, per arrivare a ipotizzare un modello di contratto di servizio che, senza sovraccarichi clientelari, sviluppi la produzione in una certa direzione.
mai possibile, signor ministro, che in Italia siamo ancora nell'era dei telegiornali divisi a seconda dello spazio pi o meno grande assegnato alla destra o alla sinistra e che non ci sia un telegiornale della cultura? mai possibile che non possiamo ipotizzare una grande campagna di produzione culturale? Non parlo solo della RAI, signor ministro - pericoloso ragionare solo sulla RAI -, mi riferisco anche al ruolo che potrebbe avere SKY nella presentazione della produzione culturale italiana all'estero. Si pensi a che cosa stata la rete ARTE per la produzione franco-tedesca. Insomma, dobbiamo ragionare sulla TV in modo diverso, chiederci



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 46

--------------------------------------------------------------------------------

come utilizzare le reti nazionali e internazionali per l'affermazione di qualcosa che non solo estetica, ma anche vita della nostra comunit.
Credo che questo possa essere un appuntamento, se lei lo condivider. In questo senso, come dicevo, non c' solo costo aggiuntivo, ma pu esserci concertazione, convinzione, recupero delle risorse e proposte di questa natura.
Ricordo a tutti noi che gli stati generali della cultura, in Italia, negli ultimi anni - a volte anche con un rapporto positivo con i precedenti Governi ed altre in conflitto -, sono diventati una grande realt, dagli autori ai produttori del cinema. In queste ore, tanta parte del cinema italiano sta reclamando la nostra attenzione: preoccupata per il futuro del cinema e dell'audiovisivo italiano, reclama un netto passaggio, una netta inversione di tendenza - in questo ha ragione, a mio giudizio - soprattutto da un punto di vista metodologico. Mi domando, dunque, se non potrebbe essere un'idea da lei condivisa quella di riascoltare - come fu detto in campagna elettorale - gli stati generali, non solo a Roma, ma anche a Milano. Tanta parte della produzione culturale italiana meriterebbe di avere un ascolto molto attento. Sarebbe opportuno, quindi, prima di presentare le proposte, dedicare un momento all'ascolto di questa grande realt che ha messo insieme produttori e autori in tutta Italia.
Concludo, signor ministro, con un complimento postumo al sottosegretario Bono (sto entrando anch'io in una fase decadente della vita, dunque introduco un elemento di buonismo disgustoso). Il sottosegretario Bono, quando era in carica, pose una questione - rientra sempre nel contesto degli interventi possibili a costo zero - della rivisitazione del patrimonio dell'Unesco in Italia, non solo nelle sue forme tradizionali dei siti protetti, con tutto quello che ne consegue, ma con riguardo



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 47

--------------------------------------------------------------------------------

a quelli che venivano chiamati i beni immateriali. Si tratta della certificazione delle grandi feste di tradizione secolare, di alcuni momenti di tutela della tradizione nel senso pi alto e di un elenco che comprenda questa sorta di rete della tradizione europea, intesa non come contrapposizione, ma come valorizzazione reciproca.
So che, al riguardo, era stato avviato un lavoro presso il ministero. Trattandosi di un lavoro degno di attenzione e degno di essere portato avanti, che peraltro ha richiamato anche un interesse in sede internazionale, credo che varrebbe la pena di non lasciarlo cadere nel vuoto.

NICOLA BONO. Colgo l'occasione per ringraziare l'onorevole Giulietti e per sottolineare che si tratta della ratifica della lista del patrimonio immateriale dell'Unesco. Una ratifica che ancora non stata fatta dal nostro paese, ma che occorrerebbe sollecitare al pi presto, in quanto il ministero ha gi in avanzata fase di istruttoria la certificazione di parecchi siti di patrimonio immateriale.
Ho chiesto di intervenire brevemente - la ringrazio, signor presidente, di avermi dato la parola - perch mentre siamo impegnati nell'audizione sono arrivate le conferme ufficiali di ci che avvenuto a Cinecitt Holding. Questo argomento emerso in diversi interventi - in maniera incidentale ne ha parlato, con riferimento molto sfumato, il collega Rositani, in maniera pi puntuale e precisa ne ha parlato l'onorevole Giulietti - ed io credo che, in fase di replica, su un fatto cos rilevante sarebbe utile capire qual l'orientamento del ministero.
Innanzitutto, chiediamo come si sia potuto operare, all'interno di una normativa che comunque disciplinata in gran parte dal codice civile, con sue regole e suoi limiti di intervento, e poi se questo sia semplicemente un aperitivo



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 48

--------------------------------------------------------------------------------

rispetto ai piatti forti preparati per l'eventuale introduzione del principio dello spoil system in tutti gli altri enti strumentali del ministero.

WLADIMIRO GUADAGNO DETTO VLADIMIR LUXURIA. Sar brevissima, presidente, essendo gi intervenuta nella scorsa audizione. Voglio solo precisare che accolgo con felicit la notizia che Rumesh non morto. Mi piacerebbe accogliere con la stessa felicit la notizia che la figura istituita da quel comune, il vigile anti writer, armato di pistola, in borghese, con auto civetta, stata abolita.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al ministro Rutelli per la replica, vorrei fare qualche brevissima considerazione, pi che altro qualche riflessione a voce alta, scaturita dal dibattito che abbiamo sviluppato nel corso di questa audizione.
Credo che, al di l delle posizioni politiche opposte che si confrontano all'interno della Commissione, ci sia data obiettivamente una forte opportunit, derivante dalla circostanza - non casuale - che il ministro dei beni culturali sia anche Vicepresidente del Consiglio. Se nell'attuale compagine di Governo sono molti i dicasteri impegnati sul fronte culturale - fatto che costringe la Commissione ad un importante lavoro di audizione (sono cinque i ministri interessati cui si aggiunge il sottosegretario delegato all'editoria, Richi Levi) -, tale circostanza offre obiettivamente, al di l delle competenze specifiche del Ministero per i beni culturali, l'opportunit di costruire un discorso in rete sulla cultura, e sulla cultura italiana, capace di superare alcune compartimentazioni troppo rigide, forse perfino insuperabili, in rapporto alla struttura ministeriale, amministrativa, dello Stato italiano (cos come organizzato) e, in qualche modo, delle regioni, per ci che riguarda tutte le competenze assunte da queste e dagli enti



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 49

--------------------------------------------------------------------------------

locali. Il fatto che l'onorevole Rutelli sia anche ministro con delega al turismo, settore su cui ha competenza anche la Commissione attivit produttive della Camera dei deputati, obiettivamente rafforza questo tipo di considerazione.
Ho riletto una parte importante degli atti della passata legislatura, non avendo fatto parte di questa Commissione e dovendo recuperare, con un corso accelerato, un gap di informazione circa il lavoro svolto. Nel farlo ho constatato in tale ambito uno spirito di collaborazione che non ha caratterizzato tutti i settori di competenza della VII Commissione. Lo auspicheremmo anche sulla scuola, sull'universit, ma non v' dubbio che, in questi settori, dal mio punto di vista, fazioso, di parte, si confrontano comunque grandi idee generali, e si confrontano con passione (la stessa che avremo nei prossimi giorni, a partire da domani, quando riceveremo il ministro Fioroni in questa sede).
Sul tema dei beni culturali, invece, sebbene non siano mancati punti di vista anche molto diversi, devo dare atto che nella scorsa legislatura si registrato un certo spirito bipartisan, per usare un termine che, per cultura politica, per esperienza e per collocazione, non mi entusiasma. Capisco, per, che questo termine possa risultare adeguato quando si tratta di una materia come il bene culturale, che per sua definizione bene comune. Quella di beni comuni una terminologia che ci viene dal mondo anglosassone - common good -, ma tutta la riflessione politica, culturale, anche filosofica, sui beni comuni, a mio modo di vedere va esplorata
La riflessione sui beni comuni una riflessione che, a mio modo di vedere, pu interessare tanto la sinistra quanto la destra, tanto il centrosinistra quanto il centrodestra, e riguarda non tanto il tema della propriet del bene, n, come diceva giustamente il collega Tessitore, della vendita, molto



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 50

--------------------------------------------------------------------------------

improbabile, del Colosseo - pi probabile, come diceva il collega, di qualche palazzetto storico di qualit - per rimpinguare le casse molto dimagrite della pubblica amministrazione. Quella sui beni comuni, dunque, una riflessione che non riguarda tanto il tema della propriet e neanche solo il tema della gestione. Ci sono stati importantissimi convegni, in questi giorni, sulla questione della governance, cui ha partecipato anche il ministro Rutelli. Esistono scuole di pensiero anche molto diverse sulla gestione dei beni culturali. Debbo dire che, al di l delle discussioni di principio, sento la concretezza di quanto ancora il collega Tessitore ha detto, di come in tante esperienze concrete la presenza dei privati non abbia rappresentato quel volano che il legislatore si attendeva al momento in cui sono state fatte le riforme.
Non entro nel tema del finanziamento, delle sponsorizzazioni, della partecipazione diretta dei privati, della gestione, ma entro su un terreno di carattere pi generale che dovrebbe ispirare la nostra attivit legislativa: la cultura non una merce. Questo non vuol dire, evidentemente, che non ci sia un consumo culturale, che non ci sia un'attivit culturale che anche mercato e che non ci sia un'industria culturale nella quale il pubblico potrebbe intervenire, come il collega Giulietti ha detto con grandissima efficacia, riferendosi in modo particolare al rapporto con la RAI. Sicuramente, se si guarda, sulla carta, qual l'industria pubblica culturale che potenzialmente ha il nostro paese, ebbene la RAI rappresenta un volano e un'opportunit ancora straordinaria, pur con la crisi che sappiamo. Di questo, oltre che con il ministro Rutelli, discuteremo nei prossimi giorni con il ministro Gentiloni.
Credo che abbiamo sicuramente un comune interesse nel sostenere il ministro Rutelli - non dico in un braccio di ferro, perch non di questo si tratta, con il ministro dell'economia,



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 51

--------------------------------------------------------------------------------

ma sicuramente all'interno dell'azione di governo - nel rivendicare il fatto che, per ci che riguarda la cultura, non si applichino meccanicamente dei criteri che possono essere validi per il complesso della pubblica amministrazione. Inoltre, pur in una tendenza che avr di fronte margini molto limitati - ne siamo tutti consapevoli - nel breve periodo, ci piacerebbe che alla fine della legislatura su questo terreno l'Italia riuscisse a marcare, con una presenza pubblica e con una diversa presenza privata, un salto di qualit rispetto a quanto avvenuto.
Ci sono, poi, delle emergenze, sottolineate dai colleghi dell'opposizione e della maggioranza, come quella del taglio al FUS, su cui intendiamo collaborare, spingere, lavorare per sopperire agli effetti drammatici che tutto questo comporta. Inoltre, sottolineo la volont della Commissione di intervenire per ci che riguarda le ristrutturazioni, gli interventi, le nomine. In proposito, c' stata una discussione e si parlato di tagliare le teste, di cancellare, e via dicendo. Devo dire che non sempre auspici legittimi, come quelli di questa Commissione - lo dico senza vis polemica -, hanno ispirato le scelte del precedente Governo in questo campo, che si comportato, in molti settori, secondo la logica di tagliare le teste e i talenti.
Sottolineo il valore dell'appello espresso dal collega Giulietti a riconoscere il merito e il talento. Lo sottolineo in particolare in rapporto ai giovani talenti e, in generale, a ci che fuori dalle istituzioni culturali consolidate. Il collega Garagnani ha sollevato un problema che ha un grosso fondamento, facendo riferimento a una serie di istituzioni culturali che storicamente hanno consolidato un loro rapporto con le istituzioni pubbliche. Tuttavia, non c' dubbio che il sistema, cos come organizzato e pensato oggi, favorisce la conservazione di ci che esiste e difficilmente d la possibilit di valorizzare un



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 52

--------------------------------------------------------------------------------

nuovo dinamismo culturale, associativo, di istituti, di fondazioni. Parliamo adesso di giovani talenti, ad esempio nel campo musicale. L'onorevole Giulietti ha citato il tavolo delle associazioni e delle imprese sulla musica, che ho incontrato nei giorni passati, che ha predisposto una sorta di disegno di legge quadro sulla musica italiana. Bisogna discuterne e capire se si tratta di un percorso da prendere in considerazione. In ogni caso, come Commissione, penso che dovremo rapidamente incontrare questi soggetti e, in raccordo col ministro, capire quali scelte dobbiamo operare in questo settore.
Infine, io credo - esprimo un'opinione personalissima, che il collega Palmieri conosce, e del resto con grande garbo si riferito a queste mie posizioni, che ho sostenuto in Parlamento nella passata legislatura - che si debba riflettere seriamente sul valore straordinario che ha la libera circolazione del sapere e il libero accesso al sapere nella societ di oggi.
Un conto la lotta alla pirateria e alla criminalit organizzata, che costituisce un'imprenditoria illegale che compete slealmente con l'imprenditoria sana, altro conto la spinta, che ha anche qualcosa di libertario, di anarchico, ma ha di per s una connotazione positiva, alla libera circolazione del sapere. A mio modo di vedere, dobbiamo trovare il modo - contemperandolo con una riforma, che non comprima in alcun modo il diritto d'autore - di aprire le porte a questa libera circolazione del sapere, che avviene soprattutto all'interno della rete, che una straordinaria opportunit per tutti, in particolare per i giovani, che ne fanno un uso straordinario. Del resto, tutti noi siamo stupiti dalla facilit con cui i giovani, i nostri figli, accedono alla rete. Credo che questo meriti, da parte nostra, un'attenzione non conservatrice, senza evidentemente far pagare il prezzo della domanda di libera circolazione della cultura e del sapere, per esempio, agli autori, che



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 53

--------------------------------------------------------------------------------

invece vanno assolutamente tutelati. Il tema della tutela degli autori oggi si pone con grande forza. A mio parere, alcune grandi multinazionali - sia detto senza spirito ideologico - che si occupano di contenuti culturali hanno pensato di usare a proprio vantaggio il diritto d'autore, con uno spirito pi da copyright statunitense che da diritto d'autore italiano, che una cosa diversa. Questo rischia di metterci di fronte a una sorta di privatizzazione dell'accesso alla cultura.
Penso, invece, che tale libero accesso alla cultura debba essere garantito. Mi piacerebbe molto - non so se esista e, in tal caso, chiedo scusa - che potesse esistere un portale del Ministero dei beni culturali o comunque delle istituzioni, che mettesse, ad esempio, in rete tutti i musei. Non penso solo ai musei statali, ma a tutti i musei presenti in ogni piccolo comune. Dovremmo riuscire, per quanto riguarda il rapporto con la storia e con la memoria, a fare un'operazione che potrebbe, credo abbastanza rapidamente, aiutarci nella direzione di agevolare una forte socializzazione di beni culturali, oggi largamente sconosciuti. In questo senso, la rete una grande opportunit anche per noi.
Do ora la parola al ministro Rutelli per la replica.

FRANCESCO RUTELLI, Ministro per i beni e le attivit culturali. Ringrazio molto il presidente e tutti i colleghi presenti. Sono un parlamentare con una certa esperienza, quindi conosco bene la differenza tra un dibattito che durato circa cinque ore, proprio di una battaglia parlamentare - nella quale non sempre spiccano gli argomenti, chiunque la conduca -, e un dibattito come questo, nel quale non si sprecato nemmeno un minuto. Intendo dire che tutti gli interventi hanno avuto un carattere specifico, sia per la visione d'assieme,



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 54

--------------------------------------------------------------------------------

sia per gli argomenti estremamente puntuali che sono stati sollevati (in molti casi, si trattato di argomenti tecnici di primaria grandezza).
Penso che il resoconto stenografico delle due sedute debba costituire una base per il lavoro che cercheremo di portare avanti nella legislatura in corso e che cercheremo di svolgere in comune, tendendo di rintracciarne temi e priorit nel corso del tempo, per verificarne i risultati progressivi. Questa va intesa come premessa, ma anche come sottolineatura dell'estrema difficolt di una replica.
Di quanto tempo dispongo, presidente?

PRESIDENTE. I lavori dell'Aula non sono ancora ripresi, ma in ogni caso non incombono votazioni immediate. Sono state annunciate dai gruppi dell'opposizione ventisei dichiarazioni di voto sull'IRAP.

FRANCESCO RUTELLI, Ministro per i beni e le attivit culturali. Cercher di rispondere nel merito e tuttavia, evidentemente, spero di farlo in modo non disordinato. Ricordo che, nella prima seduta, ho svolto una breve replica - non brevissima - che riguardava i temi principali che erano stati sollevati da pi voci. Tuttavia, vi sono ancora alcuni temi - spero di non trascurarne troppi - rimasti insoddisfatti nel dibattito della seduta precedente.
Ripercorrendo l'ordine degli interventi svolti e partendo dall'onorevole Bono, comincer dal tema del rapporto tra risorse private e risorse pubbliche. Non c' dubbio che dobbiamo mettere mano ad una priorit fondamentale, quella di accrescere le risorse pubbliche. Questo il compito che abbiamo e che ci accomuna. Come stato correttamente ricordato dalla collega che ha evocato il professor Settis, soltanto un'elevata qualit del pubblico porta con s un'elevata



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 55

--------------------------------------------------------------------------------

qualit del concorso dei privati per la promozione della cultura. La nostra responsabilit di creare le premesse perch vi sia la prima e conduca con s la seconda.
C' una serie di iniziative cui dobbiamo mettere mano. Il collega Bono - nel corso della replica affronter anche il tema di ARCUS -, ad esempio, ha citato il 5 per mille. Non c' dubbio che il 5 per mille ha una platea eccessiva. Tireremo le somme dopo i risultati delle dichiarazioni dei redditi in corso, ma non sfugge a nessuno che se i soggetti abilitati a fare ricorso al 5 per mille sono decine di migliaia, l'effetto inconcludente. Comunque, dobbiamo ragionarci sopra.
Ricordo - accenno a un tema che affronter con pi precisione in seguito - che abbiamo deciso di varare una commissione, insieme Ministero dell'economia e Ministero per i beni e le attivit culturali, proprio per favorire il reperimento di risorse aggiuntive attraverso modifiche normative.
Il collega Bono mi ha chiesto di quale intervento si tratter a proposito del FUS. Credo che dobbiamo cercare di recuperare almeno una quota limitata di risorse. Ho chiesto al ministro dell'economia che nella prossima manovra innanzitutto non ci siano tagli, che sarebbero insostenibili per un Ministero che ha toccato il fondo quanto alla disponibilit di risorse. Tagli, quindi, non possono esserci semplicemente perch non si tratterebbe di operare riduzioni di spese inutili o economie di gestione, ma di scatenare una crisi, in questo comparto veramente non sostenibile.
Il mio augurio che ci sia la possibilit di iniziare un'inversione di tendenza gi nelle prossime settimane. Non c' dubbio - raccolgo indicazioni che sono venute da pi parti - che l'inversione di tendenza deve essere accompagnata da una riforma che riguardi tutti i principali settori dello spettacolo.



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 56

--------------------------------------------------------------------------------


Debbo una risposta sul festival di Roma, definito antropofago dal collega Bono. A Venezia, dove ho incontrato il sindaco Cacciari e i responsabili della Biennale e della Mostra del cinema, ho detto che le iniziative di qualit non devono essere temute come concorrenziali e, tantomeno, distruttive di altri eventi culturali.
In Italia conosciamo i rischi e le conseguenze concrete derivanti dalla proliferazione, ad esempio, di premi letterari (non sempre la quantit soccorre il buon esito). Tuttavia, se parliamo di iniziative di vertice, di livello internazionale - certo, vanno studiate per quanto riguarda i tempi di programmazione e per quanto riguarda un'auspicabile non concorrenzialit, ma complementariet - penso sinceramente che nel nostro paese ci siano le condizioni per avere una Biennale pi forte e una Mostra del cinema pi forte, ma anche un'eccellente iniziativa come quella promossa dal comune di Roma e dalle istituzioni del territorio nel contesto nell'auditorium, che si terr tra pochi mesi. Lo vedremo, lo verificheremo, ma io sono certo che questo potr avvenire e che possiamo lavorare tutti per qualificare, specializzare e rendere autorevoli le iniziative maggiori della cultura italiana.
Sul tema del libro, che stato affrontato dall'onorevole Bono e da altri colleghi, torner pi avanti. L'onorevole Bono intervenuto anche sull'archivio multimediale per il Mediterraneo, a proposito del quale posso confermare che si tratta di un'iniziativa interessante. L'idea di individuare dei percorsi tematici dentro l'enorme mole dei documenti conservati negli archivi dello Stato offre opportunit importanti sia di fruizione, sia di valorizzazione di questo enorme patrimonio documentario. Approfondiremo con spirito molto costruttivo anche questa idea.



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 57

--------------------------------------------------------------------------------


Per quanto riguarda il tema del maggior numero di siti per il patrimonio dell'Unesco, sottolineo questo come un bilancio positivo della passata legislatura e anche dell'azione del precedente Governo. Naturalmente questo comporta anche alcune preoccupazioni, nel senso che l'ampliamento del numero di siti che costituiscono patrimonio mondiale della cultura, secondo la classificazione dell'Unesco, comporta anche interventi di tutela e di protezione, oltre che di valorizzazione. Comporta anche, secondo me, una certa attenzione nello sceverare iniziativa pubblica da iniziative private, che non sempre sono perfettamente coerenti con quelle finalit, e comporta infine che l'Italia prosegua una sua azione di promozione di questo cammino. Del resto, se ci riferiamo alla dimensione precedente, era insufficiente la qualificazione dei nostri siti nazionali rispetto alla dimensione e alla qualit reale che essi hanno nel nostro territorio. Questo, quindi, un impegno che manteniamo, con alcuni caveat, a qualcuno dei quali abbiamo fatto riferimento.
Il collega Adornato - diversa stata l'opinione del collega Ciocchetti - si riferito alla omogeneit del Ministero alla luce dei cambiamenti. Ho ascoltato bene molte delle considerazioni svolte e direi che, forse, la pi articolata quella espressa dal collega Li Causi sulla relazione tra turismo e politiche della cultura. una novit importante, che generalmente viene apprezzata. Ho spiegato nella scorsa audizione - e non ci ritorno - quali possono essere i rischi, vale a dire che sia il turismo a trainare le politiche per la cultura e non, piuttosto, le politiche della cultura a qualificare l'industria turistica nazionale. Penso che sia il secondo indirizzo quello che dobbiamo seguire.
Voglio ricordare che ormai molto difficile distinguere turismo culturale da altri segmenti. Ho ricordato, l'altra volta,



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 58

--------------------------------------------------------------------------------

le cifre sulla crescita del turismo culturale delle citt d'arte, ma evidente a tutti noi che il nostro paese ormai diviene un fattore attrattivo anche per gli altri segmenti turistici, che impossibile distinguere autonomamente. Non si pu dire che il turismo balneare, per non parlare di quello congressuale, di quello dei viaggi incentive, di quello religioso, possano essere qualificati come estranei, se non in misura minima, all'attrattivit dei nostri luoghi d'arte e del territorio italiano. una scelta, quindi, che viene prima.
In tal senso vorrei rassicurare sia il collega Adornato, per un verso, sia il collega Ciocchetti. Noi intendiamo effettivamente la cultura come corso di una narrazione, di una continuit della storia del paese o, come ha detto correttamente il collega Tessitore, come un fattore di identit di un paese che policentrico, pluralista e pluralistico nelle sue espressioni culturali. La conoscenza e la valorizzazione del territorio diffuso, quello che la cultura pi avveduta definisce scientificamente il contesto, l'obiettivo fondamentale del nostro lavoro, e in fondo si rintraccia gi nella Costituzione, nel fondamento di tutela che viene attribuito alle funzioni a cui ci dedichiamo.
Abbiamo eliminato lo sport dal Ministero che ho l'onore di dirigere, ritenendo che fosse, francamente, disomogeneo rispetto alla struttura dei beni e delle attivit culturali. A mio parere, stato corretto attribuire, come avvenuto, al ministro Melandri la responsabilit di sport e politiche giovanili.
Vorrei sottolineare, en passant, a proposito di testo e contesto, una questione che mi sta molto a cuore e che vorrei riprendere, anche per il legame che i colleghi della Commissione hanno con il territorio. Mi riferisco all'idea, presentata in un libretto bellissimo da Umberto Eco, del museo di un solo quadro. Questo spunto, che non di oggi - Umberto Eco ha



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 59

--------------------------------------------------------------------------------

scritto diversi anni fa questo piccolo saggio -, oggi ha conquistato un'attualit straordinaria, e vale anche per la cultura scientifica, non soltanto per un fatto artistico specifico. Abbiamo visto, nel corso del tempo, il successo enorme di mostre incentrate su un solo manufatto, in quanto attorno a quel manufatto - non parlo soltanto del territorio, ma anche degli eventi, delle mostre - si costruisce un contesto, si analizzano le condizioni che lo hanno creato, la dialettica con cui ha vissuto, i contrasti e le contraddizioni che ha suscitato. Usando anche strumenti multimediali e riproduzioni, dunque non soltanto opere originali, questo un modo per introdurre il grande pubblico in una maniera decisamente efficace e la riflessione di Eco stata anticipatrice e significativa.
L'amico Del Bue ci ha stimolato, tra l'altro, a non essere romanocentrici. Sono d'accordo con lui e spero che anche le cose che ho appena detto gli permettano di avere fiducia nel lavoro che cercheremo di svolgere. giusto, altres, quello che il collega ha affermato a proposito del ruolo della lirica nel riparto delle somme del FUS: oggi siamo a circa il 48 per cento. chiaro che, in tempi di vacche grasse, non ci sottrarremmo a un aumento delle risorse, conoscendo peraltro qual la forza del bel canto e il suo significato. Non dobbiamo mai dimenticare che non sono tanti i momenti nei quali la lingua italiana viene pronunciata nel mondo, a parte quando il Papa, accettando la decisione del conclave, parla in italiano davanti a qualche miliardo di persone. Indubbiamente, a parte l'irriverenza, non ci sono molti altri momenti, oltre che il bel canto, in cui la lingua italiana viene ascoltata in Giappone, in Cina, negli Stati Uniti e in ogni parte del mondo.
Questa una delle motivazioni all'origine della nostra volont di tutela e continuativa promozione della lirica e della sua straordinaria tradizione. Non c' dubbio, per, che in



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 60

--------------------------------------------------------------------------------

tempi di vacche magre quel 48 per cento incide assai duramente sugli altri comparti: sul teatro, sul cinema, sulla danza, sulla musica concertistica, sulla musica contemporanea. Sappiamo, quindi, che il quadro molto preoccupante. Raccogliendo l'indicazione del collega Del Bue, dico con franchezza che esistono e si registrano anche sprechi nei settori che abbiamo citato. Penso che sia compito dello Stato e degli enti regionali e locali individuare una serie di criteri di valutazione. Noi siamo pronti a farlo insieme a questi soggetti.
Abbiamo convocato per una riunione - il 6 luglio, presso il Ministero - le categorie interessate: la mattina incontreremo le categorie di cinema e spettacolo, nel primo pomeriggio quelle di musica e lirica. l'occasione per iniziare a parlare anche di una revisione dei criteri. Non nascondo che, nel pieno rispetto dell'autonomia degli enti, le coproduzioni, quando riescono, danno molta soddisfazione. Ad esempio, nei giorni scorsi, i teatri di Genova e di Torino hanno segnato, con coproduzioni di successo, ottimi risultati, anche qualitativi.
Non vedo alcun motivo per cui il teatro di Trieste e il teatro di Cagliari - cito un esempio assolutamente casuale - non debbano prevedere coproduzioni. In particolare, possono farlo quei teatri che abbiano una struttura scenica compatibile. Quella delle coproduzioni una delle carte da giocare, sebbene non risolutiva. un contributo, non il criterio esclusivo. Altre iniziative possono e debbono essere messe in campo, tuttavia dobbiamo sapere che ci sono anche dei momenti eccezionali, in cui una realizzazione costa molto ed un grande evento, ma ha una sua traduzione mediatica qualificatissima, dunque va sostenuta.
Mi riconosco pienamente nelle considerazioni del collega Colasio, a partire dal concetto della strategicit del ruolo del patrimonio e della produzione culturale per il nostro paese.



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 61

--------------------------------------------------------------------------------

Condivido, altres, le sue notazioni critiche sugli aspetti del codice dei beni culturali e sull'incongruenza del silenzio-assenso. Apprezzo il fatto che il collega abbia ricordato l'inserimento del paesaggio, in relazione con i beni culturali, e anche l'elencazione dei punti critici che ancora permangono. Dobbiamo esaminarli e modificarli, Governo e Parlamento insieme. Alcuni passi in avanti sono stati fatti, di pi credo che si possa e si debba fare.
Condivido, inoltre, per quanto riguarda la struttura organizzativa del Ministero, la sottolineatura del collega Colasio circa l'eccessiva quantit di passaggi decisionali, che diventano perdita di qualit nel processo. Troverete un emendamento al decreto n. 181, quello sui Ministeri, che modifica addirittura la denominazione del ministero. In un primo momento lo avevamo ribattezzato Ministero dei beni e delle attivit culturali, ma siamo ritornati alla dizione originaria per una motivazione pratica: cambiare la dizione da per i beni e le attivit culturali a dei beni e delle attivit culturali avrebbe significato, innanzitutto, rifare le targhe e la carta intestata in tutta Italia. Ve lo dico per sottolineare come ci siamo atteggiati con grande pragmatismo, sulla base di quello che oggi esiste. Questo discorso vale anche per l'inquadramento del Ministero in quattro dipartimenti. Se mi chiedete se lo considero razionale, la risposta negativa. Penso che anche i miei predecessori avessero un'opinione non dissimile. Tuttavia, possiamo dare a questo Ministero, che ha gi conosciuto 2 o 3 elettroshock di riforma complessiva e non li ha ancora assorbiti, un ulteriore shock? Non mi sembrerebbe opportuno. Lavoriamo, dunque, con quello che c', lo modificheremo razionalmente nel tempo. Non vi sfugga, per, e mi riferisco alle considerazioni dell'onorevole Colasio, che troppi passaggi



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 62

--------------------------------------------------------------------------------

significano uno spreco amministrativo ed organizzativo, come credo possa testimoniare l'avvocato Palmieri, capo di gabinetto, che amabilmente mi assiste.
Lo ribadisco, dobbiamo lavorare con quello che c', cercando di introdurre una razionalizzazione. Sono d'accordo con il collega Ciocchetti quando dice che si tratta di ragionare non tanto su chi gestisce, quanto su come si gestisce. Questo mi fa entrare nel merito di una questione sollevata dal collega Rositani e dal collega Bono, e riguardo alla quale, nel merito, intervenuto il collega Giulietti: Cinecitt Holding. Ho trasmesso al presidente una copia dell'atto di indirizzo che questa mattina il ministro ha trasmesso a Cinecitt Holding Spa; se il presidente d'accordo, chiedo che venga trasmesso, per opportuna conoscenza, a tutti i membri della Commissione che fossero interessati.
Spiego rapidamente qual l'impostazione che abbiamo seguito. Noi non abbiamo applicato, lo spoil system, questa mattina, semmai stato applicato precedentemente, (ciascuno valuter se con riuscita pi o meno buona). Abbiamo fatto quello che, credo, il collega Giulietti ha ben riassunto, non intraprendendo, collega Bono, un'azione di giusta causa, ma applicando la legge Frattini. Se si aprisse un contenzioso, ci riserveremmo ogni azione necessaria.
Questa mattina abbiamo predisposto e presentato all'Assemblea un atto di indirizzo basato su tre pilastri. Il primo consta di dieci punti essenziali di valutazione critica - da parte del Ministero - sul bilancio di Cinecitt Holding. Come vedrete dal documento che vi trasmetto, si tratta di un'analisi esclusivamente tecnica, non legata a valutazioni politiche, concernente la missione pubblica di questa Spa.
Abbiamo poi formulato, secondo la nuova responsabilit, nuovi indirizzi, che pensiamo siano corrispondenti all'interesse



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 63

--------------------------------------------------------------------------------

pubblico e al dovere di questa importante istituzione. Si tratta di 14 punti, analitici, seri, precisi (confido che vengano considerati come tali), che indicano preliminarmente quello che dovrebbe essere il lavoro da fare negli anni a venire. Sulla base di queste due premesse - un giudizio critico analiticamente indicato su alcuni aspetti della gestione precedente e la formulazione contestuale di un atto di indirizzo positivo e propositivo - applichiamo la legge Frattini, la legge n. 145, del 15 luglio 2002, procedendo alla revoca del consiglio di amministrazione, senza dare corso a nomine politiche, ma alla nomina, come amministratore unico, del direttore generale per il cinema. Sto parlando del dottor Gaetano Blandini, persona universalmente stimata, tant' che anche i precedenti ministri lo avevano mantenuto, anzi accrescendone la posizione. Il dottor Blandini ha delegato contestualmente i suoi poteri di vigilanza ad un funzionario dirigente della direzione generale per il cinema, il quale svolger per 30 giorni - non oltre il 30 luglio 2006 -, a titolo gratuito, il compito di amministratore unico.
In questo mese il dottor Blandini dovr svolgere quattro attivit: effettuare una due diligence sulla situazione patrimoniale ed economica della holding e delle controllate; verificare, con la pi ampia consultazione di tutte le categorie interessate, la nuova missione, quella indicata nei 14 punti dell'atto di indirizzo, e proporre all'azionista - al ministro - un quadro coerente delle iniziative necessarie per attuare queste nuove linee programmatiche; avviare incontri con i vertici delle controllate - come sapete, ci sono alcune aziende direttamente controllate dal Ministero e altre con una partecipazione del Ministero - al fine di verificare la compatibilit con i nuovi indirizzi ed obiettivi e, soprattutto, fornire all'azionista ogni utile elemento di valutazione, con riferimento alle successive



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 64

--------------------------------------------------------------------------------

determinazioni da assumere; infine, tenere informato costantemente l'azionista delle iniziative che dovranno essere assunte per gestire le criticit che dovessero manifestarsi.
In conclusione, non abbiamo nominato la nuova leva fiduciaria del nuovo Governo e del nuovo ministro, ma abbiamo insediato, con un dialogo con le controllate esistenti, un'attivit di verifica motivata e orientata ad un nuovo piano culturale. Per quanto ci riguarda, il nostro problema non di fare un taglio di teste, ma di scegliere. Ci saranno sicuramente, all'interno dell'attuale situazione, persone che meritano di essere confermate nel loro incarico, e ci saranno sicuramente da inserire nuove energie, sulla base di una valutazione di qualit. Vi prego di leggere con attenzione l'analisi che abbiamo fatto sul bilancio di questi anni e le motivazioni che ci spingono a sollecitare un mutamento nella responsabilit.
Vengo alle considerazioni del collega Martella e ai dubbi su ARCUS. Come risulta dal programma dell'Unione, ARCUS non verr soppresso. Occorre, tuttavia, fare una valutazione critica su come ha funzionato questo strumento. Questa valutazione resa, ahinoi, pi urgente e pi pregnante a causa della decisione della Corte dei conti, che ha rimandato indietro al Ministero sia l'integrazione del programma 2006, sia il programma 2007, con osservazioni talmente critiche, in radice, da rendere per noi necessaria una valutazione estremamente attenta. La porter, signor presidente, davanti alla Commissione, perch le decisioni future siano coerenti ed utili, sapendo che non si tratta di sopprimere questa istituzione, ma di farla funzionare bene, coerentemente con gli indirizzi indicati dal Parlamento e, ovviamente, dal Governo.
Sempre il collega Martella ha fatto riferimento al tema dei giovani, ma ci torner in seguito, richiamando anche le considerazioni finali del presidente Folena.



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 65

--------------------------------------------------------------------------------


Collega Luxuria, molto giusto quello che lei ha detto sul fatto che i tagli non riguardano soltanto direttamente il mondo dello spettacolo. Molto spesso parliamo del bilancio della cultura, cos come del bilancio del turismo, per altri versi, riferendoci - mi si passi l'espressione - al core business, ma c' un indotto gigantesco, di artigianato, di servizi, di forniture, di know how. Quando parliamo dei tagli e delle loro implicazioni, dobbiamo pensare che quei tagli, purtroppo, vanno molto pi in profondit e toccano alcuni settori molto sensibili.
Sono anche d'accordo sul tema che riguarda l'acquisto di opere di giovani artisti. Non c' dubbio che l'arte contemporanea una delle frontiere tradizionalmente neglette, dal punto di vista della ricchezza del nostro patrimonio. certamente una banalit quella secondo la quale anche Leonardo da Vinci stato un grande artista contemporaneo, al suo tempo, ma contiene una verit fondamentale.
Quando sono diventato sindaco di Roma ho scoperto che la Galleria civica di arte moderna e contemporanea non faceva acquisti da quarant'anni. Uno dei primi impegni, dunque, stato quello di recuperare, ovviamente con costi enormi. evidente, infatti, che se si comprano opere di un artista contemporaneo quarant'anni dopo, quell'artista nel frattempo diventato Colla, Burri, D'Orazio, quindi le sue opere non valgono pi mille ma 400 mila euro. Tuttavia, bisogna acquistare quelle opere, per ricostituire continuit nelle dotazioni.
A riguardo, non c' dubbio che lo sforzo che si sta facendo con il MAXXI davvero notevole. Su questo tema chiedo un'alleanza della Commissione, anche nei confronti della Commissione trasporti, trattandosi di un'opera che viene finanziata direttamente dal Ministero dei lavori pubblici. Il MAXXI, dunque, sta acquistando opere, pur non essendo



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 66

--------------------------------------------------------------------------------

completata la struttura, affinch quando questa sar terminata possa esistere un museo nazionale del XXI secolo all'altezza delle esigenze.
Segnalo ai colleghi che il fatto che non ci siano risorse per completare i lavori ci costa milioni di euro buttati dalla finestra ogni anno. Ricordo che si tratta di un'opera tecnologicamente complessa, dell'architetto Zaha Hadid. Il fatto che i macchinari siano tenuti fermi e che i lavori non vadano avanti a pieno regime ci costa milioni di euro ogni anno. Penso che convenga assumersi un grande impegno per concludere quest'opera. Il Ministero si impegner e sono certo che avremo il sostegno del Parlamento.
Quanto al tema della promozione della cultura in TV, sono d'accordo con il collega Giulietti, oltre che con l'onorevole Luxuria, per quanto riguarda la spinta da effettuare nell'ambito del contratto di servizio con la RAI - vi prego di interpellare al riguardo il collega Gentiloni, anch'io ovviamente gliene parler - affinch siano presenti opportunit di divulgazione, di informazione, di conoscenza su eventi e patrimonio assolutamente propri della funzione di servizio pubblico. molto pi importante questa che tante altre azioni che possiamo intraprendere.
Ringrazio il collega Lainati per l'atteggiamento costruttivo che ha dimostrato nel sottolineare una disponibilit, che poi affiorata - voglio dirlo specialmente al collega Rositani - nell'intervento del presidente Folena, su una questione su cui davvero difficile litigare. Si pu litigare su Cinecitt o su altre vicende, ma non su Mantegna. Si pu discutere se Sgarbi, curatore delle mostre su Mantenga, abbia fatto tutto bene, se i sindaci di Mantova, di Verona e di Padova abbiano fatto tutto bene. In linea di principio, per, molto pi facile litigare su



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 67

--------------------------------------------------------------------------------

altri temi che non su materie che, alla fine, ci vedono fondamentalmente accomunati e su cui possiamo svolgere un ottimo lavoro.
Collega Tranfaglia, mi sembra un'ottima idea quella di mettere insieme le Commissioni esteri e cultura per programmare una reimpostazione delle finalit degli istituti italiani di cultura. un tema che affiorato a pi riprese, rispetto al quale io e i colleghi sottosegretari ci rendiamo volentieri disponibili. Voglio ricordare che avrete a che fare con i colleghi Montecchi, Mazzonis e Marcucci, che sono a disposizione vostra e del Parlamento. Vorrei sottolineare che le deleghe attribuite ai tre sottosegretari sono sicuramente pi ampie di quelle che si sono registrate da parte di precedenti ministri. Avrete a che fare, quindi, con sottosegretari che parlano a ragion veduta, avendo un settore di competenza effettivo.
Sono anche d'accordo sul tema dell'editoria. previsto un incontro del ministro con gli editori dei libri, sui cui esiti riferir in Commissione. L'ultima indagine realizzata dall'Associazione italiana editori nel 2005 evidenzia che i lettori in Italia sono solo il 41 per cento della popolazione, e questo un problema nazionale. Per lettori, peraltro, si intendono coloro che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi. Questo dato ci fa riflettere anche sull'enorme validit delle iniziative che allegano libri ai quotidiani. Tuttavia, questo non sposta il problema. vero che la diffusione dei libri tra i lettori di quotidiani indubbiamente non ha arrecato quel danno che molti paventavano al settore librario e alle librerie, ma ha significato una diffusione ulteriore, tuttavia sempre un segmento di lettori che sono gi tali, e anzi di lettori molto avvertiti. un tema importante, sul quale credo che la collaborazione con la Commissione sia necessaria.



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 68

--------------------------------------------------------------------------------


Condivido anche le considerazioni del collega Tranfaglia sulla partecipazione di base, su cui torner in seguito, a proposito della questione posta infine dal presidente Folena.
Sulla visibilit del patrimonio, collega Tranfaglia, si fatta molta strada. Quanto al tema dei cosiddetti magazzini, ricordo una bellissima mostra curata dal compianto assessore alla cultura del comune di Roma, assessore Battistuzzi, intitolata Invisibilia, che denunciava giustamente - parliamo di oltre 15 anni fa - il trionfo dei magazzini sulle sale e sugli spazi espositivi. Da questo punto di vista, in questi ultimi 15 anni si fatta molta strada, da parte dello Stato, dei musei civici, degli enti locali. Si sono aperti centinaia di nuovi musei. Permettetemi anche di sottolineare che si sta creando una cultura della rotazione, dell'alternanza, nelle esposizioni permanenti di opere dei magazzini. Non tutte le opere debbono essere esposte, non tutte le opere debbono essere in esposizione permanente... (Commenti del deputato Tranfaglia).
Sono d'accordo con le parole del deputato Tranfaglia, tuttavia, si sono fatti dei passi in avanti, dobbiamo riconoscere l'immenso lavoro che stato fatto dai responsabili scientifici e politico-amministrativi. Il tema esiste, ed esiste in particolare per il Mezzogiorno, collega Tranfaglia. Nel sud abbiamo una grave scarsit di personale, che ci sta portando a chiudere anche nuove acquisizioni, come le aree archeologiche, e abbiamo una quantit di musei e di spazi espositivi indiscutibilmente inadeguata. Abbiamo musei in costruzione da lunghissimo tempo.
La collega Goisis ha dato un'impostazione molto politica e politico-istituzionale, propria del suo partito, al rapporto tra centro e territorio. Posso assicurarle che il messaggio cui l'amministrazione si ispirer quello di un'armonizzazione tra



--------------------------------------------------------------------------------

Pag. 69

--------------------------------------------------------------------------------

le esigenze del territorio, come variamente emerso nel dibattito, e le responsabilit dell'amministrazione centrale.
Aggiungo una considerazione, rivolgendomi al collega Li Causi, che ha sottolineato specialmente il tema della cultura e delle ricchezze del mare, in particolare dei territori siciliani. Sappiamo che in Sicilia vi una speciale competenza della regione, dal punto di vista gestionale e amministrativo, ma questo un tema che considero tra i pi affascinanti. Saluto il gemellaggio che si avviato tra la regione Sicilia e la regione Sardegna per le rotte dei Fenici, per segnalare come molti dei luoghi ancora oggi praticati da grandi masse di turisti abbiano una radice profonda. Siamo pronti a fare del tema che il collega Li Causi ha sollecitato uno degli argomenti principali di questa sinergia, che lui stesso ha richiamat

http://www.camera.it/chiosco.asp?cp=2&source=http%3A//www.camera.it/organiparlamentarism/242/4413/45


news

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

15-10-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 15 OTTOBRE 2017

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

05-07-2017
Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

Archivio news