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DPR 29 maggio 2003, n.240; Regolamento concernente il funzionamento amministrativo contabile e la disciplina del servizio di cassa delle soprintendenze dotate di autonomia gestionale.
2003-08-29
Gazzetta Ufficiale N. 200 del 29 Agosto 2003




IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87 della Costituzione;
Visto il regio-decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive
modificazioni e integrazioni, concernente Nuove disposizioni
sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilita' generale
dello Stato;
Visto il regolamento di cui al regio-decreto 23 maggio 1924, n.
827, e successive modificazioni, concernente Regolamento per
l'amministrazione del patrimonio e per la contabilita' generale dello
Stato;
Vista la legge 1 marzo 1975, n. 44, recante Misure intese alla
protezione del patrimonio archeologico, artistico e storico
nazionale;
Vista la legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni,
concernente Riforma di alcune norme di contabilita' generale dello
Stato in materia di bilancio;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003,
n. 97, concernente amministrazione e contabilita' degli enti
pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70;
Visto l'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400, e successive modificazioni, concernente Disciplina
dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.
367, e successive modificazioni, concernente il Regolamento recante
semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e
contabili;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, ed in particolare l'articolo
13, comma 1, in cui si dispone che gli schemi di regolamento di cui
al comma 4-bis dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400,
sono trasmessi alla Camera dei deputati ed al Senato della Repubblica
per l'espressione del parere delle commissioni parlamentari
competenti in materia;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15
marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante
Istituzione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, ed
in particolare l'articolo 8, comma 1, con il quale si prevede la
possibilita' della trasformazione delle soprintendenze di cui
all'articolo 30, comma 1, lettere a), b) e c), del decreto del
Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, in
soprintendenze dotate di autonomia scientifica, finanziaria,
organizzativa e contabile;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
Riforma dell'organizzazione del Governo;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante
testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni
culturali e ambientali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 2000,
n. 441, concernente il Regolamento recante norme di organizzazione
del Ministero per i beni e le attivita' culturali;
Visto in particolare, l'articolo 12, comma 3, del citato decreto
del Presidente della Repubblica n. 441 del 2000, il quale prevede che
alla realizzazione dell'autonomia della soprintendenza e delle
gestioni autonome si provvede con decreto ministeriale ai sensi
dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto
1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante Norme
generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 agosto 2001, n.
384, recante Regolamento di semplificazione dei procedimenti di
spese in economia;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 20 dicembre 2002,
e ritenuto di adeguarsi allo stesso;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 31 gennaio 2003;
Acquisisti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica, espressi in data 12 marzo
2003;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 9 maggio 2003;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

E m a n a

il seguente regolamento:

Art. 1.
Bilancio di previsione, esercizio finanziario
1. La gestione finanziaria della soprintendenza speciale si svolge
in base al bilancio annuale di previsione redatto in termini di
competenza e di cassa.
2. L'esercizio finanziario inizia il 1 gennaio e termina il
31 dicembre dello stesso anno; ad esso si riferiscono il bilancio di
previsione ed il conto consuntivo.
3. Il bilancio di previsione e' composto dal preventivo finanziario
decisionale, dal preventivo finanziario gestionale, dal quadro
generale riassuntivo della gestione finanziaria e dal preventivo
economico. Costituiscono allegati al bilancio di previsione annuale
il bilancio pluriennale, la relazione programmatica, la tabella
dimostrativa del presunto risultato di amministrazione e la relazione
del collegio dei revisori dei conti.
4. Tutte le entrate e tutte le spese debbono essere iscritte in
bilancio nel loro importo integrale.
5. Per ciascun capitolo di entrata e di spesa il bilancio di
previsione indica:
a) l'ammontare presunto dei residui attivi e passivi alla
chiusura dell'esercizio precedente;
b) l'ammontare delle entrate che si prevede di accertare e delle
spese che si prevede di impegnare nell'esercizio cui il bilancio si
riferisce;
c) l'ammontare delle entrate che si prevede di incassare e delle
spese che si prevede di pagare nello stesso esercizio senza
distinzione tra operazioni in conto competenza ed in conto residui.
6. Nel bilancio di previsione e' iscritto come prima posta
dell'entrata l'ammontare presunto dell'avanzo di amministrazione
all'inizio dell'esercizio cui il bilancio si riferisce.
7. Gli stanziamenti di spesa sono iscritti in bilancio sulla base
del programma annuale e delle concrete capacita' operative della
soprintendenza.
8. Il consiglio di amministrazione della soprintendenza, entro il
mese di settembre dell'anno che precede quello di riferimento,
delibera il programma annuale degli interventi e delle spese
ordinarie e straordinarie.
9. Il bilancio di previsione, redatto dal soprintendente, almeno
quindici giorni prima della delibera dell'organo collegiale, e'
sottoposto all'attenzione del collegio dei revisori che, a
conclusione del proprio esame, redige apposita relazione,
proponendone o negandone l'approvazione.
10. Il consiglio di amministrazione della soprintendenza, entro il
mese di ottobre dell'anno che precede quello di riferimento, delibera
il bilancio di previsione da inviare, nei quindici giorni successivi,
unitamente alle relazioni del soprintendente e del collegio dei
revisori dei conti e ad una copia della deliberazione del consiglio
stesso, al Ministero per i beni e le attivita' culturali e al
Ministero dell'economia e delle finanze per l'approvazione di
rispettiva competenza.
11. Quando l'approvazione del bilancio di previsione non interviene
prima dell'inizio dell'esercizio cui lo stesso si riferisce, il
Ministero per i beni e le attivita' culturali puo' autorizzare, per
non oltre quattro mesi, l'esercizio provvisorio sulla base dei dati
del bilancio del precedente anno finanziario, fissandone i limiti di
importo.
12. La gestione finanziaria della soprintendenza e' assoggettata al
controllo successivo della Corte dei conti.


Art. 2.
Preventivo economico
1. Il preventivo economico, redatto in conformita' al regolamento
per l'amministrazione e contabilita' degli enti pubblici di cui alla
legge 20 marzo 1975, n. 70, approvato con il decreto del Presidente
della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97, espone il saldo finanziario
di parte corrente e le poste attinenti ai fatti economici non
finanziari aventi incidenza sulla gestione. Il conto economico e'
articolato per centri di costo nei casi in cui l'organizzazione dei
servizi della soprintendenza contempli tale articolazione.


Art. 3.
Entrate e spese
1. Per le entrate e per le spese il consiglio di amministrazione
determina la denominazione e la numerazione dei capitoli in relazione
alle esigenze funzionali ed organizzative della soprintendenza.


Art. 4.
Riscossione delle entrate, ordinazione e pagamento delle spese
1. Le entrate pervengono alla soprintendenza mediante ordini di
pagamento del competente centro di responsabilita'.
2. Le altre entrate da proventi diversi sono riscosse dalla banca
che gestisce il servizio di tesoreria o di cassa mediante reversali
di incasso.
3. Al fine di consentire il riequilibrio finanziario nell'ambito
delle soprintendenze speciali ed autonome, il Ministro per i beni e
le attivita' culturali puo' annualmente disporre con proprio decreto
che una quota non superiore al trenta per cento delle entrate di cui
al comma 2 sia versata in conto entrata del bilancio dello Stato e
riassegnata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
allo stato di previsione della spesa del Ministero per i beni e le
attivita' culturali. Tale quota e' ripartita tra le soprintendenze
interessate con decreto del Ministro per i beni e le attivita'
culturali in relazione alle rispettive esigenze finanziarie.
4. Le entrate eventuali pervenute direttamente alla soprintendenza
sono annotate nel registro di cassa di cui all'articolo 7 e versate
alla banca che svolge il servizio di tesoreria entro il giorno
lavorativo successivo alla loro riscossione, previa emissione della
reversale d'incasso.
5. Le reversali di incasso, numerate in ordine progressivo e munite
del numero del capitolo di entrata, devono essere firmate dal
soprintendente o da un suo delegato.
6. Il pagamento delle spese e' disposto mediante l'emissione di
mandati di pagamento, numerati in ordine progressivo e muniti del
numero del capitolo del bilancio sul quale grava il relativo onere.
7. Ogni mandato di pagamento deve essere corredato della
documentazione giustificativa della spesa.
8. I mandati di pagamento sono firmati dal soprintendente o da un
suo delegato.
9. I mandati non pagati alla fine dell'esercizio finanziario sono
restituiti, tramite la banca tesoriere, alla soprintendenza per il
trasferimento dal conto della competenza al conto dei residui o per
il loro annullamento.


Art. 5.
Fondi di riserva
1. Nel bilancio annuale sono iscritti, in appositi capitoli, un
fondo di riserva per le spese impreviste ed uno per le nuove e
maggiori spese che si verificano nel corso della gestione.
2. Gli stanziamenti iscritti nei fondi di riserva di cui al comma 1
possono essere utilizzati previa delibera del consiglio di
amministrazione e non possono superare complessivamente il tre per
cento delle spese correnti di competenza previste nel bilancio di
previsione.


Art. 6.
Variazioni al bilancio annuale di previsione
1. Il consiglio di amministrazione, previo parere del collegio dei
revisori dei conti, delibera le opportune variazioni alle iniziali
previsioni di bilancio qualora nel corso della gestione gli
stanziamenti risultino insufficienti per le effettive esigenze della
soprintendenza.
2. Tutte le proposte di variazione al bilancio di previsione sono
deliberate dal consiglio di amministrazione non oltre il 31 ottobre
dell'esercizio finanziario cui il bilancio si riferisce e trasmesse,
per l'approvazione, al Ministero per i beni e le attivita' culturali
ed al Ministero dell'economia e delle finanze.
3. In ogni caso, le spese complessivamente impegnate non possono
superare le entrate complessivamente accertate.


Art. 7.
Scritture contabili
1. Le scritture finanziarie relative alla gestione del bilancio
devono consentire di rilevare per ciascun capitolo, sia per la
competenza che per i residui, la situazione degli accertamenti di
entrata e degli impegni di spesa a fronte dei relativi stanziamenti,
nonche' la situazione delle somme riscosse e pagate e di quelle
rimaste da riscuotere e da pagare.
2. Le scritture patrimoniali devono consentire la dimostrazione
dello stato dei beni di cui all'articolo 10.
3. Il sistema di scritture della soprintendenza si compone dei
seguenti registri:
a) un partitario delle entrate, contenente per ciascun capitolo
lo stanziamento iniziale e le variazioni, le somme accertate, quelle
riscosse e quelle rimaste da riscuotere;
b) un partitario delle spese, contenente per ciascun capitolo lo
stanziamento iniziale e le variazioni, le somme impegnate e quelle
rimaste da pagare;
c) un partitario dei residui, contenente per ciascun capitolo e
per esercizio di provenienza, la consistenza dei residui all'inizio
dell'esercizio, le somme riscosse o pagate, le somme rimaste da
riscuotere o da pagare;
d) un giornale cronologico sia per le riversali che per i mandati
emessi, con indicazioni separate delle riscossioni e dei pagamenti in
conto residui;
e) i registri degli inventari.
4. Le scritture contabili di cui alle lettere d) ed e) devono
essere effettuate su registri numerati e vidimati dal soprintendente
o dal suo delegato. Nell'ipotesi di scritture tenute con
l'utilizzazione di sistemi di elaborazione automatica dei dati deve
essere comunque garantita l'inalterabilita' dei dati archiviati.


Art. 8.
Conto consuntivo
1. I risultati della gestione dell'anno finanziario sono riassunti
e dimostrati nel conto consuntivo redatto in termini di competenza e
di cassa.
2. Il conto consuntivo e' redatto secondo la classificazione di cui
all'articolo 1.
3. Il rendiconto finanziario espone i risultati conseguiti durante
l'esercizio in ordine al bilancio di previsione della soprintendenza.
Esso e' redatto secondo la stessa articolazione del bilancio di
previsione ed espone i relativi dati distintamente per la competenza
e per i residui secondo lo schema di cui al regolamento per
l'amministrazione e contabilita' degli enti pubblici di cui alla
legge 20 marzo 1975, n. 70, approvato con il decreto del Presidente
della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97.
4. Il conto economico, redatto in conformita' al preventivo
economico di cui all'articolo 2, deve dare la dimostrazione dei
risultati economici conseguiti durante l'esercizio finanziario. Sono
vietate compensazioni tra componenti positivi e negativi del conto
economico.
5. Al conto consuntivo e' annessa la situazione amministrativa che
deve evidenziare i risultati di cassa e della gestione dei residui
secondo lo schema di cui al regolamento richiamato nel comma 3.
6. Il conto consuntivo, redatto dal soprintendente, e' sottoposto,
unitamente ad una nota illustrativa del soprintendente stesso,
all'esame del collegio dei revisori dei conti, che redige apposita
relazione, almeno quindici giorni prima della riunione fissata dal
consiglio di amministrazione per la deliberazione di competenza.
7. Il consiglio di amministrazione delibera il conto consuntivo
entro il mese di aprile successivo alla chiusura dell'esercizio
finanziario.
8. Entro quindici giorni dalla delibera il conto consuntivo e'
trasmesso, unitamente alle relazioni di cui al comma 6, ad una copia
dell'estratto conto della banca tesoriere ed alla deliberazione del
consiglio di amministrazione, al Ministero per i beni e le attivita'
culturali e al Ministero dell'economia e delle finanze, per
l'approvazione di competenza.


Art. 9.
R e s i d u i
1. Le entrate accertate e non riscosse entro il termine
dell'esercizio costituiscono residui attivi.
2. Le spese impegnate e non pagate entro il termine dell'esercizio
costituiscono residui passivi.
3. Annualmente e' compilata, distintamente per esercizio di
provenienza e per capitoli di bilancio, la situazione dei residui
attivi e passivi riferiti agli esercizi anteriori a quello di
competenza. La situazione dei residui deve indicare la consistenza al
1 gennaio, le somme riscosse o accreditate nel corso dell'anno di
gestione, quelle eliminate perche' non piu' realizzabili, nonche'
quelle rimaste da riscuotere o da versare.
4. La variazione dei residui attivi e passivi deve formare oggetto
di apposita deliberazione del consiglio di amministrazione. Sulle
variazioni dei residui il collegio dei revisori dei conti e' tenuto
ad esprimere il suo parere.
5. La situazione dei residui e la deliberazione di cui al
precedente comma sono allegate al conto consuntivo.
6. Costituiscono economia le minori spese sostenute rispetto
all'impegno assunto nel corso dell'esercizio.
7. Ai fini della perenzione amministrativa si applica la disciplina
dettata per le spese iscritte nel bilancio dello Stato.


Art. 10.
Disciplina dei beni d'uso
1. I beni della soprintendenza appartengono al patrimonio dello
Stato e sono concessi in uso alla soprintendenza stessa.
2. Per tali beni si osservano le disposizioni sull'amministrazione
del patrimonio e sulla contabilita' generale dello Stato, nonche'
quelle emanate in merito dal Ministero dell'economia e delle finanze
- Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
3. I beni sono assunti in consegna, con debito di vigilanza, dal
soprintendente. La consegna si effettua per mezzo degli inventari.
4. Quando il soprintendente cessa il suo ufficio, il passaggio di
gestione avviene mediante ricognizione generale dei beni, in
contraddittorio tra il consegnatario uscente ed il consegnatario
subentrante, con l'intervento di un funzionario incaricato dal
Ministero per i beni e le attivita' culturali. Per le gestioni dei
consegnatari e dei cassieri si osservano le disposizioni contenute
nel regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica
4 settembre 2002, n. 254.


Art. 11.
Consiglio di amministrazione
1. Il consiglio di amministrazione della soprintendenza speciale od
autonoma si riunisce in via ordinaria una volta al mese ed e'
convocato in via straordinaria dal presidente o su richiesta degli
altri due componenti.
2. Per la validita' delle sedute del consiglio di amministrazione
e' necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori in
carica. Le deliberazioni sono adottate con il voto favorevole della
maggioranza dei presenti.


Art. 12.
Disciplina del servizio di tesoreria o di cassa
1. Il servizio di tesoreria e' affidato, mediante procedura ad
evidenza pubblica, ad un'unica banca di cui all'articolo 13 del
decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e svolto secondo le
modalita' indicate in un'apposita convenzione approvata dal consiglio
di amministrazione.
2. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1 della legge
29 ottobre 1984, n. 720, e successive modificazioni ed integrazioni.
3. La banca tesoriere o cassiere della soprintendenza e'
incaricata:
a) di riscuotere le entrate;
b) di pagare le spese stanziate in bilancio.


Art. 13.
Anticipazioni in contanti
1. All'inizio di ciascun esercizio finanziario il consiglio di
amministrazione delibera l'assegnazione al soprintendente o ad un suo
delegato di un fondo cassa.
2. Con il fondo di cui al comma 1 si puo' provvedere esclusivamente
al pagamento delle minute spese di ufficio, delle spese per piccole
riparazioni e manutenzioni, delle spese postali, nonche' al pagamento
di piccoli acconti per spese di viaggio e per indennita' di missione.
3. Le eventuali integrazioni al fondo cassa devono essere
deliberate dal consiglio di amministrazione.


Art. 14.
Attivita' contrattuale
1. In relazione alle specifiche materie e nei limiti di valore
correlativi, l'attivita' negoziale e' svolta con l'osservanza delle
disposizioni emanate in attuazione della normativa comunitaria e di
quella nazionale vigente in materia.
2. Le spese da farsi in economia sono disciplinate secondo il
regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica
20 agosto 2001, n. 384.
3. I contratti sono stipulati dal soprintendente e approvati dal
consiglio di amministrazione.


Art. 15.
R i n v i o
1. Il presente regolamento si applica esclusivamente alle
soprintendenze che hanno competenza su complessi di beni distinti da
eccezionale valore archeologico, storico, artistico e architettonico
riconosciute speciali o autonome ai sensi dell'articolo 8, comma 1,
del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e dell'articolo 12,
comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre
2000, n. 441.
2. Per quanto non previsto dal presente regolamento si rinvia alle
disposizioni contenute nel regolamento per l'amministrazione e la
contabilita' degli enti pubblici di cui alla legge 20 marzo 1975, n.
70.
3. Si applica, per quanto compatibile, la disciplina recata in
materia di approvazione dei bilanci degli enti pubblici istituzionali
dal decreto del Presidente della Repubblica 9 novembre 1998, n. 439.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.


Registrato alla Corte dei conti il 13 agosto 2003
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 4, foglio n. 308



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