LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

VII Commissione Cultura seduta del 25 luglio 2006 (Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2005)
2006-07-25

VII Commissione Cultura seduta del 25 luglio 2006 (Rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2005.
La Commissione inizia l'esame del provvedimento.
Fulvio TESSITORE (Ulivo), relatore, nello svolgere alcune considerazioni sul quadro generale delineato dai provvedimenti in titolo, cui far seguito un'analisi di dettaglio sulle parti di competenza della VII Commissione, rileva che le previsioni iniziali - stabilite con la legge 30 dicembre 2004 n. 312 - per effetto delle variazioni intervenute nel corso della gestione, sono venute a modificarsi dando luogo a previsioni definitive di entrata e di spesa, rispettivamente, per 686.799 e 687.168 milioni di euro in termini di competenza e per 714.791 milioni di euro e 713.262 milioni di euro in termini di cassa. Nel complesso, le previsioni definitive rispetto alle previsioni iniziali sono cresciute del 6,4 per cento contro un incremento del 6,8 per cento registrato nel 2004, il 48,4 per cento del PIL contro il 51,8 per cento del 2004. Evidenzia che le entrate si riferiscono ad operazioni finali e ad accensione di prestiti patrimoniali, rispettivamente, per milioni di euro 427.238 e 259.561 in conto competenza e per milioni di euro 416.529 e 298.262 in conto cassa. Le spese, viceversa, si riferiscono ad operazioni finali ed a rimborso di passivit finanziarie, rispettivamente per milioni di euro 485.684 e 201.484 in conto competenza e per milioni di euro 502.570 e 210.692 in conto cassa. Delle spese finali, interessano la parte corrente 437.873 milioni di euro in conto competenza e 446.293 milioni di euro in conto cassa; 47.811 milioni di euro in conto competenza e 56.276 milioni di euro in conto cassa riguardano, invece, il conto capitale. Sottolinea, pertanto, che a livello di previsioni definitive il differenziale fra entrate e spese complessive risulta pari a - 369 milioni di euro per la competenza ed a + 1.529 milioni di euro per la cassa.
Ricorda, quindi, che il risultato complessivo dell'assestamento di bilancio 2006, secondo quanto emerge dalla relazione illustrativa, evidenzia un peggioramento del saldo netto da finanziare in termini di competenza di 1,5 miliardi di euro, con un impatto trascurabile sull'indebitamento netto. Il saldo, al netto delle regolazioni contabili e debitorie e compreso l'impatto degli atti amministrativi, si colloca invece intorno ai 38,5 miliardi, rispetto alla previsione iniziale di 36,7 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il rendiconto del Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, ricorda che la legge di bilancio per il 2005 prevedeva una dotazione di competenza pari a 51.420 milioni di euro e autorizzazioni di cassa per 52.342,6 milioni di euro. Le variazioni intervenute nel corso dell'anno hanno determinato invece una dotazione definitiva di competenza pari a 51.604,2 milioni di euro, registrando un decremento di mezzo punto percentuale sul 2004, e autorizzazioni di cassa per 52.725,9 milioni di euro. Aggiunge che i residui accertati al 1o gennaio 2005 ammontano a 9.042,9 milioni di euro; conseguentemente la massa spendibile stata di 60.647,1 milioni di euro; relativamente alla gestione nel 2005 sono stati impegnati 51.834,9 milioni di euro in competenza e 8.887,9 milioni di euro in conto residui; i pagamenti ammontano invece a 51.695,6 milioni di euro; i residui al 31 dicembre 2005 ammontano a 9.027,2 milioni di euro, di cui 5.848,6 di nuova formazione. Ricorda quindi che l'incidenza percentuale del complesso dei mezzi finanziari utilizzati dal Ministero sulle spese finali del bilancio dello Stato stata nel 2005 dell'11,1 per cento, segnando un calo di mezzo punto rispetto all'11,6 per cento del 2004 (impegni di competenza); nel 2003 era stata invece dell'11,5 per cento. Secondo l'analisi economica, le categorie di maggiore consistenza finanziaria sono date dai redditi da lavoro dipendente, dai trasferimenti correnti alle amministrazioni pubbliche, dai contributi agli investimenti, dalle imposte pagate sulla produzione, dai consumi intermedi, che, insieme, assorbono circa il 98 per cento delle risorse in rapporto ai pagamenti totali; i redditi da lavoro dipendente, da soli, impegnano il 71 per cento dei mezzi finanziari, pari a 36.760 milioni.
Fa presente, quindi, che le condizioni complessive della finanza pubblica hanno ridotto significativamente le possibilit di mettere a disposizione risorse aggiuntive. Tra le riduzioni segnala i casi dei fondi per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa nelle scuole e del piano programmatico per il finanziamento della riforma dei sistemi dell'istruzione e della formazione. Nel primo caso, lo stanziamento passato da 210 a 197 milioni, dei quali 7 risultano collocati tra le economie, portando il decremento ad un effettivo 9,5 per cento. Nel secondo caso, le risultanze del rendiconto rivelano che della assegnazione, pari a 110 milioni, oltre il 41 per cento ha costituito economie, 45,65 milioni. Quanto al Ministero per i beni e le attivit culturali, a fronte di una previsione di competenza pari a 2.200,6 milioni di euro e autorizzazioni di cassa per 2.519,4 milioni di euro, le variazioni intervenute nel corso dell'anno hanno determinato una dotazione definitiva di competenza pari a 2.408,3 milioni di euro e autorizzazioni di cassa per 2.506,9 milioni di euro.
Aggiunge che i residui accertati al 1o gennaio 2005 ammontano a 2.523,1 milioni di euro; conseguentemente la massa spendibile stata di 4.931,4 milioni di euro. Relativamente alla gestione nel 2005 sono stati impegnati 2.278,6 milioni di euro in competenza e 2.171,8 in conto residui; i pagamenti ammontano a 2.163,2 milioni di euro; i residui al 31 dicembre 2005, invece, a 2.287,1 milioni di euro, di cui 763,7 di nuova formazione.
Ricorda, quindi, che la relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello Stato per l'esercizio finanziario 2005, con riferimento al Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, reca alcune considerazioni positive in merito alla costituzione di due distinte amministrazioni dello Stato per l'istruzione e per l'universit e la ricerca, a condizione che si realizzi l'attuazione del raccordo tra i sistemi di istruzione, cos da ottenere i vantaggi derivanti da servizi qualitativamente migliori, a condizione che si verifichi la capacit della finanza pubblica di sostenere gli oneri dell'operazione. Con riferimento alla riforma degli ordinamenti scolastici e formativi, realizzata con la legge n. 53 del 2003, sottolinea che la Corte, a seguito di un'ampia analisi dedicata all'attuazione della legge, ha segnalato le difficolt derivanti dalla mancata determinazione di un quadro di riferimento certo in termini di risorse, la cui attribuzione risultata comunque inferiore alle previsioni del piano programmatico. La medesima Corte ha invitato poi l'Amministrazione a proseguire nel processo di informatizzazione anche ai fini della raccolta dei dati finanziari - il cui sistema di monitoraggio dei flussi considerato insufficiente - oltre che dei dati relativi agli studenti, ai docenti e alle istituzioni scolastiche. Evidenzia che per queste ultime viene inoltre proposto un vero e proprio sistema di controllo di gestione al fine di valorizzare l'autonomia scolastica. Ricorda in particolare che sotto il profilo qualitativo, la Corte riconosce la progressiva maggiore attenzione al servizio fornito; tale risultato stato raggiunto anche grazie all'opera dell'INVALSI, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione, e alla realizzazione dell'anagrafe degli studenti per tutti i livelli di istruzione e dei laureati, che potr fornire elementi di orientamento per le scelte politiche.
Evidenzia, ancora, che, in riferimento al sistema universitario, la Corte dei conti ha espresso preoccupazione per l'eccessiva espansione dell'offerta formativa degli atenei, arginata solo in parte dalla definizione di requisiti minimi da parte del Ministero. Ricorda, quindi, che particolare preoccupazione destano anche le convenzioni stipulate con le amministrazioni pubbliche per il riconoscimento di crediti formativi; su tale questione la Corte sollecita un intervento del Parlamento al fine di eliminare gli effetti distorsivi prodottisi. Preoccupazione viene espressa anche con riferimento alle universit telematiche che appaiono alla Corte non adeguatamente presidiate. Aggiunge che con riferimento alle nuove norme in materia di programmazione universitaria e di reclutamento, la Corte raccomanda un vigile monitoraggio e la perseveranza nella direzione di applicare formule di finanziamento che incentivino l'uso responsabile delle risorse. Si raccomanda comunque un'accelerazione nell'emanazione dei decreti di assegnazione delle risorse onde consentire alle universit una migliore gestione delle medesime. Evidenzia, inoltre, che la Corte segnala il sottofinanziamento del settore della ricerca, la cui spesa si ridotta del 10 per cento rispetto al 2004; in tale ambito la Corte richiama poi l'Amministrazione a dedicare attenzione al personale degli enti di ricerca che, insieme con il personale universitario e quello scolastico, ormai prossimo ad un massiccio pensionamento. Rileva quindi, che con riferimento al Ministero per i beni e le attivit culturali, la Corte segnala che anche nel 2005 proseguita, a causa delle condizioni della finanza pubblica, la riduzione delle risorse finanziarie che lo Stato destina alla cura del patrimonio culturale: l'indice espresso dall'incidenza della dotazione annuale di competenza del Ministero per i beni e le attivit culturali sulla spesa finale dello Stato attesta che dallo 0,61 per cento del 2001 si giunti allo 0,49 per cento del 2005; il 2004 aveva registrato lo 0,50 per cento. Nell'arco del quinquennio 2001-2005 alla dotazione del Ministero stata apportata, a valori correnti, una decurtazione dell'11 per cento.
Sottolinea, ancora, che con riferimento alle politiche di allocazione della spesa, la Corte pone particolare attenzione alla decisione, assunta nello scorcio della XIV legislatura, di finanziare, per circa 877 milioni, riferiti agli anni 2004-2007, la concessione di contributi a favore di interventi diretti a tutelare l'ambiente e i beni culturali, e comunque a promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio, individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze in coerenza con gli atti di indirizzo parlamentare. Evidenzia, in particolare, che la Corte rileva due criticit: la lesione del principio del buon andamento dell'amministrazione e delle competenze istituzionali del Ministero. La Corte si sofferma poi sulla societ ARCUS, sottolineando l'esigenza che la stessa - per divenire un reale fattore di sviluppo - sia finanziata con contributi aggiuntivi e non sostitutivi rispetto alle dotazioni del Ministero. Si auspica l'approntamento di un piano finanziario che, assicurando una pur contenuta provvista, consenta di operare in una prospettiva di certezza. Riguardo agli interventi di riorganizzazione che hanno investito l'amministrazione per i beni e le attivit culturali nell'arco degli anni 1998-2004, precisa che la Corte segnala che l'Amministrazione risulta tuttora slegata e in difficolt nel mettersi nelle condizioni che le consentano di esprimere un'azione unitaria, fondata sulla effettiva conoscenza dei servizi resi dagli uffici distribuiti sul territorio. In particolare, secondo quanto rilevato dalla Corte, le direzioni generali regionali, a causa delle carenze di personale, non sono in grado di poter corrispondere ai compiti di raccordo che il disegno organizzativo prescelto ad esse affida. In linea generale, la Corte ritiene necessario avviare un graduale programma di reclutamento avendo provveduto alla ricognizione ed all'aggiornamento del quadro delle professionalit. Infine, con riferimento alle modifiche introdotte dal decreto legge n. 181 del 2006, che ha trasferito le competenze in materia di turismo alla Presidenza del Consiglio e al Ministero per i beni e le attivit culturali e, contestualmente, ha sottratto a quest'ultimo le competenze in materia di sport istituendo un apposito dicastero, la Corte sottolinea la necessit di individuare soluzioni organizzative capaci di coordinare varie aree funzionali, tenendo conto che ad oggi tale coordinamento non sembra raggiunto tra il settore di beni culturali e quello dello spettacolo. Osserva che dai dati riferiti e dai commenti riportati appare evidente un quadro di notevole complessit e criticit, che, in particolare, sul piano normativo e regolamentare concerne il carattere congiunturale della tecnica dei tetti uniformi di spesa, che, se protratta nel tempo, non giova alla funzionalit dell'amministrazione n al conseguimento di effettive economie di bilancio, destinate, come si evince dall'assestamento, ad essere smentite da esigenze sopravvenienti.
Per quanto attiene specificamente al Ministero dell'universit e della ricerca, ritiene particolarmente preoccupante il fatto che la legge n. 53 del 2003 non abbia previsto la copertura dei decreti legislativi, demandandola alle leggi finanziarie degli anni di attuazione di essi. Ci ha comportato la difficolt di valutare la complessiva funzionalit della legge, in quanto si determinata una differenza tra i principi della stessa legge e il volume effettivo delle risorse, con conseguente riduzione dell'operativit complessiva del processo di riforma, almeno quanto alla sua incidenza sul sistema nazionale d'istruzione e formazione, come si osserva a prescindere dalle valutazioni di merito che possano darsi della legge n. 53 del 2003. In particolare, segnala la riduzione delle dotazioni assegnate per il 2006, che, a valori costanti, risulta del 5,46 per cento rispetto al 2005 e del 6,88 per cento rispetto al 2003. Ritiene preoccupante inoltre la previsione dei fondi di ricerca per il 2006 che risultano ridotti del 10,5 per cento; egualmente ridotti del 2,5 per cento sono i residui, che, come si sa, consentono possibili erogazioni negli anni successivi. Riguardo poi al disegno di legge di assestamento per l'anno finanziario 2006, per il Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, rispetto alle previsioni di bilancio, registra, quanto alle previsioni di competenza, un incremento di 1.630,4 milioni di euro; quanto alle autorizzazioni di cassa, un incremento di 1.665,3 milioni di euro, con un aumento percentuale pari a circa il 3,2 per cento.
Ricorda, ancora, per quanto riguarda la competenza, che le variazioni pi significative disposte con atto amministrativo riguardano la ricerca applicata. Tali variazioni sono determinate in relazione a quanto disposto per il 2006 dalla delibera CIPE n. 20 del 2004 e, secondariamente, dalla delibera CIPE n. 35 del 2005. Aggiunge che le variazioni pi rilevanti disposte con il disegno di legge di assestamento interessano le spese per il personale - ed in primo luogo quelle per le supplenze - delle unit previsionali di base di parte corrente strutture scolastiche dei singoli uffici scolastici regionali. Nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attivit culturali, rispetto alle previsioni di bilancio, il disegno di legge di assestamento registra un incremento assai modesto, pari a 38,5 milioni di euro quanto alle previsioni di competenza e 37,3 milioni di euro quanto alle autorizzazioni di cassa, con un incremento percentuale pari a circa il 2 per cento. Per quanto riguarda la competenza, le variazioni pi significative disposte con atto amministrativo riguardano le spese per il patrimonio culturale statale, pari a 26,2 milioni di euro, cui si aggiungono 7,2 milioni di euro relativi alle risorse per il pagamento dei mutui contratti dalla ARCUS s.p.a. La variazione pi rilevante disposta con il disegno di legge di assestamento l'aumento di 3,8 milioni di euro per oneri di personale, derivante dall'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro.
Si riserva di presentare una proposta di relazione nel prosieguo dell'esame. Ritiene opportuno in ogni caso segnalare da subito al Governo la necessit di creare, con una netta inversione di tendenza, le condizioni organizzative ed economiche per consentire il migliore funzionamento dei due Ministeri derivanti dal Ministero dell'universit e della ricerca, garantendo operativit anche agli uffici di diretta dipendenza dal Ministro. In via generale indispensabile assicurare compiuta efficacia ai processi di sviluppo dell'istruzione, della formazione e della ricerca per realizzare la auspicata, riconosciuta centralit di essi nella politica nazionale. Ritiene si tratti di una finalit alla quale un notevole contributo deve derivare anche dall'azione del Ministero dei beni e delle attivit culturali, in considerazione del ruolo che esso svolge nella difesa, nel potenziamento e nello sviluppo della identit culturale e civile del Paese.
Pietro FOLENA, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 12.40.



news

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

15-10-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 15 OTTOBRE 2017

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

05-07-2017
Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

Archivio news