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VII Commissione Camera seduta del 26 luglio 2006 (DL n. 223/2006: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, C. 1475 Governo, approvato dal Senato)
2006-07-26

VII Commissione Camera seduta del 26 luglio 2006 (DL n. 223/2006: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, C. 1475 Governo, approvato dal Senato

D.L. n. 223/2006: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonch interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.
C. 1475 Governo, approvato dal Senato.

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo il 26 luglio 2006.
Nicola BONO (AN) esprime contrariet al decreto in esame che reca in realt solo delle false privatizzazioni, nonch pesanti e devastanti norme tributarie con un aggravamento degli adempimenti, un incremento della pressione tributaria e, soprattutto, disposizioni confuse e pasticciate, come le norme sulla tassazione degli immobili.
Ribadisce quindi che non vero che vi sono disposizioni per lo sviluppo, la crescita e la promozione della concorrenza e della competitivit, la tutela dei consumatori. Per quanto riguarda il merito delle competenze della Commissione cultura, rileva che del tutto insufficiente l'incremento del FUS di 50 milioni euro, specie per gli anni 2007 e 2008. Ritiene anzi comico definire la misura in termini di discontinuit, basti vedere i finanziamenti del passato quinquennio del FUS, oltre alle provvidenze assunte a sostegno dello spettacolo extra FUS con il Fondo Lotto, l'ARCUS e cos via. Aggiunge che per quanto riguarda il settore dell'editoria appare particolarmente grave il mantenimento del taglio ai relativi stanziamenti, soprattutto alla luce delle assicurazioni che il sottosegretario Levi aveva inteso fornire nel corso della sua audizione in Commissione. Si tratta di un calo che rischia di mettere in discussione l'esistenza di alcuni tra i pi significativi protagonisti del panorama editoriale nazionale.
Sottolinea che si tratta di un provvedimento che, tra l'altro, doppiamente penalizzante e contraddittorio, perch al calo delle risorse, corrisponde un incremento della platea dei beneficiari, se vero, come vero, che il Senato ha inserito all'articolo 20, il comma 3-bis che estende a decorrere dal 1o gennaio 2002 il contributo alla stampa italiana all'estero. Rileva che si tratta di una norma giusta, che, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, condivide, ma che non pu certo essere approvata a fronte di risorse calanti. Considera inoltre incomprensibile l'inserimento del comma 3-ter, del medesimo articolo che introduce la fattispecie del contributo a organi di stampa di partito non rappresentati in Parlamento. Ritiene infatti necessario non solo che non siano intaccati i contributi all'editoria, ma che vadano senz'altro incrementati proprio per consentire di fare fronte alle nuove fattispecie da sostenere. Non si comprende poi il senso, anche alla luce del risibile risparmio previsto, della norma di soppressione del parere del CUN sulle procedure di valutazione comparativa per posti di ricercatore universitario, di professore ordinario e associato, nonch per le procedure di conferma in ruolo dei professori e dei ricercatori.
Ribadisce quindi che appaiono del tutto insufficienti per il rilancio della ricerca scientifica le norme per una pi efficace detrazione delle quote di ammortamento del costo di alcuni beni immateriali, delle spese relative a studi e ricerche. Ritiene inoltre gravissimi i tagli di cui agli articoli 22 e 25, che non solo vanno in direzione opposta al contenuto dei programmi esposti dai Ministri di nostro riferimento, ma anche perch alcuni comparti dell'amministrazione pubblica, tra cui l'edilizia scolastica, gli interventi per la tutela dei beni culturali, in particolare, il settore archivistico; hanno raggiunto dei livelli di risorse di totale insostenibilit al raggiungimento degli obiettivi minimi di istituto.
Alla luce di tali considerazioni ribadisce, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il giudizio totalmente negativo sul provvedimento in esame.
Il presidente Pietro FOLENA propone, prima che abbiano inizio le votazioni in Assemblea, di procedere allo svolgimento delle audizioni informali, rinviando il seguito dell'esame del decreto-legge n. 223 del 2006 al termine delle votazioni pomeridiane dell'Assemblea.
La Commissione concorda
La seduta, sospesa alle 15.20, ripresa alle 18.
Antonio PALMIERI (FI) esprime la propria contrariet in ordine al provvedimento in esame per ragioni di metodo e di merito. Sotto il profilo del metodo, ritiene che il Governo abbia sostituito al metodo della concertazione il sistema dello schiaffone preventivo, atteso che le misure previste nel decreto-legge rischiano di arrecare pi danni che benefici ai cittadini, come dimostra anche il fatto che il Governo sia stato costretto a tornare indietro rispetto a talune disposizioni contenute nel testo originariamente presentato. Per quanto attiene il merito, segnala che il decreto-legge sortisce l'effetto di colpire categorie sociali senza, nel contempo, contribuire al rilancio del sistema economico. Si provvede, infatti, a inasprire misure di carattere fiscale, che penalizzeranno i consumatori: il caso, ad esempio, della disposizione che obbliga il consumatore a ricorrere a determinati sistemi di pagamento al di sopra di una certa soglia nelle transazioni commerciali, il che si tradurrebbe in un indubbio vantaggio per il settore bancario. Ritiene quindi che il Governo abbia sostanzialmente trascurato i grandi temi nella strategia politica, dal DPEF alle missioni internazionali.
In conclusione, nel ribadire la contrariet sul decreto-legge e preannunciando che l'opposizione contraster duramente il provvedimento nel seguito dell'esame, invita il Governo a un cambiamento radicale di impostazione culturale nella sua strategia.
Paola GOISIS (LNP) si sofferma sulle disposizioni del provvedimento, che attengono i profili di pi stretta competenza della Commissione, con riferimento all' universit e all'editoria.
Con riguardo al settore universitario, reputa profondamente sbagliata la disposizione di cui all'articolo 23, che sopprime il parere del Consiglio universitario nazionale sulle procedure di valutazione comparativa previsto all'articolo 14, comma 4, del decreto legislativo n. 164 del 2006. Ricorda che tale disposizione aveva individuato nel Consiglio nazionale universitario l'organo di rappresentanza del sistema universitario nettamente distinto dalla Conferenza dei rettori, consentendo di dare maggiore autorevolezza a tale organo attraverso l'attribuzione della competenza ad esprimere un parere obbligatorio sugli atti delle commissioni giudicatrici, allo scopo di garantire una piena trasparenza degli atti concorsuali. Per tale ragione, ribadisce che l'articolo 23 del presente decreto si traduce di fatto in una svalutazione dell'organismo pi autorevole nel mondo universitario, a vantaggio della Conferenza dei rettori: un simile tentativo era stato gi esperito, a tale proposito, nella XIII legislatura.
Per quanto riguarda l'editoria, esprime il suo disaccordo relativamente alla riduzione all'autorizzazione di spesa per il settore dell'editoria prevista dall'articolo 20 del decreto-legge, considerato che si colpisce un settore che dovrebbe invece essere rilanciato e valorizzato. Osservato che la predetta disposizione rappresenta un grave colpo al pluralismo dell'informazione, sottolinea che il taglio dei fondi si ripercuoter negativamente sulle imprese del settore editoriale, soprattutto quelle di piccola dimensione. Tali difficolt si vanno ad aggiungere a quelle in cui versa attualmente il mercato editoriale, anche a causa dello squilibrio della raccolta pubblicitaria e dell'aumento dei costi di produzione. Ricorda che l'opposizione aveva avanzato la proposta di non toccare i fondi destinati all'editoria, proponendo la contestuale abrogazione del comma 3 dell'articolo 18 del provvedimento. L'opposizione ha quindi manifestato la volont di trovare soluzioni alternative al taglio dei fondi, ad esempio prospettando l'erogazione dei contributi, per gli anni dal 2002 al 2005, sulla base del bilancio di competenza in luogo della media dei costi risultanti dai bilancio degli ultimi due esercizi. Nel ribadire quindi che l'opposizione, a differenza del Governo, propone soluzioni concrete per fronteggiare la crisi del settore editoriale al fine assicurare che le provvidenze del mercato editoriale vengano erogate ai soggetti che correttamente svolgono il proprio lavoro e prospettando quindi soluzioni pi attente alla reali necessit di un settore che ha bisogno di sostegno e valorizzazione, esprime, a nome del suo gruppo, un giudizio negativo sul provvedimento in esame.
Pietro FOLENA (RC-SE), presidente, rileva che era stata fornita dal sottosegretario Levi, nel corso della sua audizione in Commissione, una rassicurazione circa l'annuncio dei tagli all'editoria, chiarendo che si trattava di un errore tecnico. Evidenzia che l'errore tecnico, invece, non stato riparato e nel corso dell'esame del provvedimento al Senato stato invece approvato un emendamento che rischia di allargare l'ampia platea dei beneficiari diretti dei contributi, incrementando quindi il fabbisogno di risorse per tutto il settore.
Ribadisce, quindi, l'opportunit che nel corso dell'esame del provvedimento si individuino le modalit necessari affinch il Governo si impegni a invertire la tendenza di riduzione dei tagli al settore dell'editoria gi in occasione della prossima legge finanziaria.
Antonio PALMIERI (FI) osserva che potranno essere presentati emendamenti nel corso dell'esame del provvedimento in sede referente e in Assemblea.
Fabio GARAGNANI (FI), intervenendo sull'ordine dei lavori, rileva la necessit che un rappresentante del Governo sia presente ai lavori della Commissione.
Pietro FOLENA (RC-SE), presidente, fa presente che il sottosegretario Dalla Chiesa ha comunicato di poter assicurare a breve la sua presenza in Commissione.
Emilia Grazia DE BIASI (Ulivo), relatore, illustra una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 4). Nel ringraziare i deputati dell'opposizione intervenuti nel dibattito per aver fornito osservazioni che, seppur non condivisibili, denotano una volont di collaborazione su talune tematiche, intende svolgere alcune considerazioni di carattere generale. Ritiene, in primo luogo, che il provvedimento in esame sia particolarmente importante, in quanto traduce un cambiamento di impostazione generale, il cui effetto sar quello di sbloccare il sistema economico del Paese, che soffre di strozzature a motivo della mancanza di pari opportunit, che non consentono di premiare i meriti, ma si basano su logiche consortili e nepotistiche. Per tale ragione, condivide pienamente la filosofia di base del provvedimento. Occorre, per, tenere conto delle esigenze del bilancio dello Stato e del fatto che in alcuni casi alla riduzione delle risorse non ha corrisposto una nuova metodologia di interventi. Precisa, pertanto, che la proposta di parere parte da tali considerazioni affinch in sede di legge finanziaria si possano adottare interventi concreti volti a ripristinare i capitoli di spesa concernenti beni archivistici e architettonici e il taglio del 10 per cento dei consumi intermedi, che va a colpire le universit. Nel sottolineare pertanto che in quella sede occorrer valutare l'esigenza di individuare risorse per l'adeguamento degli edifici scolastici, invita tutti i membri della Commissione a lavorare insieme, al fine di individuare misure ad hoc per il mercato editoriale e per far fronte alla riduzione dei fondi, che rischia di ripercuotersi in maniera negativa sugli organi di stampa.
Wladimiro GUADAGNO detta Vladimir Luxuria (RC-SE) preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore. Rileva, in primo luogo, che l'integrazione della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo di cui all'articolo 18, comma 3, rappresenta un segnale importante nella direzione di valorizzare lo sviluppo culturale del Paese, e soprattutto delle categorie pi deboli in tale settore. Pur essendo consapevole della situazione critica in cui versa la congiuntura economica, esprime preoccupazione per la riduzione degli stanziamenti destinati all'editoria; in tal senso, avverte che presenter un ordine del giorno nel corso dell'esame in Assemblea, allo scopo di impegnare il Governo a una maggiore sensibilit nei confronti di un settore strategico, nella convinzione che la cultura deve essere una risorsa accessibile a tutti.
Fabio GARAGNANI (FI), nel condividere le considerazioni del deputato Palmieri, osserva che la relazione della collega De Biasi, pur essendo condivisibile per alcuni aspetti, dimentica uno dei fattori che penalizzano il settore dell'istruzione, ossia la struttura del Ministero dell'istruzione, che necessita di una seria ristrutturazione. Nel rilevare che il Governo di centro-destra non ha potuto fare di pi, in quanto ostacolato da alcune lobby, osserva che la riforma Moratti ha di fatto fornito una risposta al problema del precariato. Osservato che anche i rappresentanti dell'attuale Governo hanno ammesso che il Ministero dell'istruzione soffre di una struttura eccessivamente gerarchica e piramidale, rileva che occorre procedere a una riflessione generale sulla disciplina vigente relativa al Fondo unico per lo spettacolo, al fine di definire una nuova legge sugli interventi pubblici nel settore: ritiene che la Commissione dovr impegnarsi al pi presto in un dibattito su tale riforma.
Preannuncia quindi, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto contrario sulla proposta di parere del relatore.
Roberto GIACHETTI (Ulivo), nell'esprimere apprezzamento per le considerazioni svolte dal relatore, preannuncia, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore.
Vito LI CAUSI (Pop-Udeur) preannuncia il proprio voto favorevole sulla proposta di parere del relatore. Pur riconoscendo che l'integrazione della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo rappresenta un segnale importante, fa presente che occorrer riflettere sulle modalit per far fronte alla riduzione dei tagli nel settore editoriale gi in occasione dell'esame del provvedimento.
Carlo COSTANTINI (IdV) preannuncia il voto favorevole sulla proposta di parere del relatore.
Il sottosegretario Nando DALLA CHIESA rappresenta preliminarmente di non aver potuto garantire tempestivamente la propria presenza nel corso della seduta per altri impegni istituzionali. Quanto al merito del provvedimento, condivide le preoccupazioni emerse nel dibattito con riferimento al settore universitario e ai fondi per l'editoria. Aggiunge che il Ministero sta predisponendo un progetto concernente il rilancio delle iniziative destinate al sostegno del libro alle quali assegna grande rilevanza.
La Commissione approva quindi la proposta di parere favorevole con osservazioni del relatore (vedi allegato 4).
La seduta termina alle 18.40.
ALLEGATO 4
D.L. n. 223/2006: Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonch interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La VII Commissione Cultura,
esaminato, per le parti di propria competenza, il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonch interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale;
premesso che la Commissione ritiene necessario che nella prossima legge finanziaria si individuino le risorse per incrementare i finanziamenti di alcuni settori interessati dalle misure dei contenimento della spesa recate dal provvedimento in esame, quali:
l'edilizia scolastica, che necessita un piano nazionale di messa in sicurezza e adeguamento strutturale degli edifici scolastici;
le universit e gli enti di ricerca, le cui condizioni economiche e finanziarie sono ad oggi di particolare gravit e per i quali la contrazione del 10 per cento delle spese per consumi intermedi riguarda servizi essenziali;
i beni archivistici ed architettonici, che vivono condizioni di effettive e protratte ristrettezze economiche;
ritenuto che l'integrazione di 50 milioni di euro della dotazione del Fondo unico per lo spettacolo rappresenti una forte discontinuit rispetto al quadriennio 2002-2006 ed una scelta significativa per lo sviluppo culturale ed economico del Paese, finalizzata a valorizzare lo spettacolo dal vivo, scelta da consolidare nella prossima legge finanziaria con un ulteriore incremento della dotazione del FUS;
esaminato in particolare l'articolo 20 recanti misure in materia di editoria, che, al comma 2, prevede che con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri siano rideterminati i contributi e le provvidenze per l'editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250;
rilevata l'opportunit di inserire al citato comma 2 dell'articolo 20, i criteri per l'emanazione del predetto decreto del Presidente del Consiglio dei ministri contenuti nella relazione tecnica;
sottolineata l'urgenza di individuare i fondi per garantire sopravvivenza e sviluppo di moltissime piccole e medie imprese che operano nel settore della carta stampata attraverso finanziamenti che diano l'avvio ad un processo di cambiamento culturale volto a dare, tra l'altro, rilievo e promozione del libro e della lettura;
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
a) appare opportuno individuare adeguate forme integrative di finanziamento per il settore dell'editoria, a partire dai contributi diretti;
b) si valuti altres l'opportunit di inserire all'articolo 20, comma 2, i criteri per l'emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri contenuti nella relazione tecnica.



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