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Interpellanza sul Museo Archeologico di taranto (5-00546)
2006-12-21

Interrogazioni a risposta in Commissione:
– FOLENA, DE SIMONE, DURANTI, GUADAGNO detto VLADIMIR LUXURIA.
– — Al Ministro per beni e le attivita` culturali.
– — Per sapere – premesso che:
– la ristrutturazione e messa a norma del Museo archeologico di Taranto ha radici nel lontano 1987 quando i fondi F.I.O. e della legge n. 449 finanziarono il progetto del cosiddetto « Polo museale di Taranto »;
per tale ristrutturazione si rendeva necessaria la rimozione dei reperti archeologici del museo, collocandoli provvisoriamente presso il complesso monumentale dell’ex carcere di Sant’Antonio di Taranto;
a tale scopo fu prevista e finanziata una somma di circa due miliardi di lire. Fu commissionato il progetto di ristrutturazione di un’ala del complesso di Sant’Antonio, regolarmente pagato dalla Soprintendenza per una somma di circa duecento milioni di lire, purtroppo mai reso esecutivo.
– A quanto risulta agli interroganti, tutto cio` avveniva in assenza della concessione da parte dell’Intendenza di Finanza di Taranto, in quanto il complesso in oggetto fa parte del demanio dello Stato;
– l’assenza di tale concessione precludeva l’accesso al Sant’Antonio da parte della Soprintendenza e quindi l’impossibilita` a dare inizio ai lavori. Il mancato interessamento del soprintendente Andreassi, finalizzato a sbloccare l’intoppo burocratico tra Ministero dei beni culturali e Ministero delle finanze, fece sý` che, trascorsi piu` di tre anni, il finanziamento dei due miliardi andasse in perenzione (e quindi non piu` finanziato). Il trasloco a Sant’Antonio dei reperti archeologici del museo non fu piu` effettuato, e di conseguenza non furono piu` iniziati i lavori di ristrutturazione dello stesso;
– una successiva ispezione dei funzionari del CIPE, a causa del mancato inizio dei lavori, blocco` il cospicuo finanziamento previsto per la ristrutturazione del museo di Taranto. I rabberciati magazzini di Sant’Antonio, furono realizzati successivamente nel 1996/1998 usando il capannone gia` esistente presso il museo e con fondi ordinari del Ministero dei beni culturali; la struttura dell’ex carcere necessita ancora oggi di importanti lavori di consolidamento strutturale;
– il museo di Taranto nel frattempo e` stato interessato da vari appalti che hanno portato ad una ristrutturazione parziale con lunghi periodi di sosta tra i vari stralci di lavoro. E` notizia di questi giorni dell’affidamento del quinto ed ultimo stralcio di lavori, consistente, per una parte, di interventi sostanziali che comprendono l’ultimazione di meta` del primo piano, di tutto il secondo piano e dell’allestimento museale;
– da ormai cinque anni, si leggono annunci e dichiarazioni ufficiali rilasciate ai giornali dal soprintendente Andreassi, che assicurano, ancora una volta, l’imminente restituzione alla cittadinanza dell’intero primo piano del museo; ultimamente si e` aggiunto l’annuncio del soprintendente di chiudere la sede « provvisoria » di Palazzo Pantaleo, quella che nelle promesse doveva essere una soluzione per pochi mesi, nella realta` si protrae da almeno sei anni. Desta preoccupazione l’imminente chiusura di Palazzo Pantaleo, immobile di proprieta` comunale in comodato d’uso alla soprintendenza, che ha comunque assicurato la continuita` dell’offerta museale a Taranto –:
– se il Ministro sia a conoscenza della situazione di emergenza venutasi a creare in vista della scadenza del comodato sopra citato (dicembre 2006);
se il Ministro ritenga di prendere in considerazione l’ipotesi sostenuta da tutte le sigle sindacali, consistente nel sollecitare la richiesta di una proroga del provvedimento di comodato o, ove non fosse possibile, allestire le collezioni archeologiche attualmente fruibili al Pantaleo, nell’attuale piano terra della sede storica di San Pasquale, utilizzando tutti gli spazi espo- sitivi disponibili affinche´ non venga chiuso neppure per un giorno il Museo Nazionale e per garantire, nel contempo, continuita` lavorativa ai dipendenti della ditta « Novamusa » che gestiscono la biglietteria e la vendita di gadgets a Palazzo Pantaleo. (5-00546)

legxv.camera.it


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