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7-00127 Villari: Affidamento in concessione di alcuni siti archeologici della Campania alla societ SCABEC. VII Commissione
2007-03-07

VII Commissione - Resoconto di mercoled 7 marzo 2007


RISOLUZIONI

Mercoled 7 marzo 2007. - Presidenza del presidente Pietro FOLENA. - Interviene il sottosegretario di Stato per i beni e le attivit culturali Andrea Marcucci.

La seduta comincia alle 10.

7-00127 Villari: Affidamento in concessione di alcuni siti archeologici della Campania alla societ SCABEC.
(Discussione e conclusione - Approvazione di un nuovo testo).

Riccardo VILLARI (Ulivo) illustra la risoluzione in discussione, proponendone una riformulazione finalizzata a rafforzare il rispetto delle procedure previste dal codice Urbani per la gestione dei beni culturali (vedi allegato).

Nicola BONO (AN) concorda con la risoluzione, come riformulata dal collega Villari, che sottoscrive. Si recepisce cos una esigenza che ha avuto modo di rappresentare personalmente e che ha seguito direttamente in qualit di sottosegretario per i beni e le attivit culturali del Governo Berlusconi, nella precedente legislatura. Ricorda in particolare che la societ ALES, che ha un numero di circa 900 dipendenti, ha il compito di gestire i beni culturali del patrimonio statale esistente nella regione Lazio e nella regione Campania. Non vorrebbe quindi che l'eventuale attribuzione alla societ SCABEC della gestione di tali beni potesse in qualche modo determinare una penalizzazione dell'attivit svolta finora dalla ALES Spa.



Il sottosegretario Andrea MARCUCCI rappresenta innanzitutto il proprio rammarico per il ritardo con cui ha preso parte ai lavori della Commissione, dovuto peraltro a cause da lui non dipendenti. Precisa quindi, in riferimento alla risoluzione in discussione, che il Ministero per i beni e le attivit culturali sta esaminando lo schema di convenzione stipulato con la regione Campania, la cui istruttoria sugli aspetti giuridico-formali ancora in corso di svolgimento. Rileva peraltro che la convenzione riguarda esclusivamente il Ministero per i beni e le attivit culturali e la regione Campania, per cui nessun soggetto terzo rispetto a quelli indicati potr prendere parte all'accordo.
Aggiunge che la finalit della convenzione, lungi dall'essere quella di sopperire a mancanze da parte degli uffici del Ministero, piuttosto di sperimentare forme di gestione e valorizzazione dei beni culturali da parte della regione Campania. Sottolinea quindi che in base alla convenzione, la regione sar garante della legittimit dell'attuazione della gestione e della valorizzazione dei siti culturali che comunque dovr essere svolta secondo parametri approvati dal Ministero. Rileva, inoltre, quanto alla pregiudizialit rispetto all'eventuale accordo del decreto previsto dall'articolo 114 del codice dei beni culturali, che fino alla fissazione dei livelli uniformi di qualit - alla quale sta peraltro lavorando un'apposita commissione - continuano a valere i criteri contenuti nel decreto ministeriale 10 maggio 2001. Ribadisce in ogni caso la disponibilit del Ministero a collaborare con le regioni e gli enti locali per la gestione di siti rilevanti dal punto di vista artistico e culturale.
Sottolinea, infine, in riferimento alla questione dell'ALES Spa evidenziata dal presentatore con la riformulazione della risoluzione, che vi di fatto una stabilizzazione dei relativi dipendenti, gi assunti a tempo indeterminato. Vi d'altra parte la precisa volont del Ministero di prevedere una rinnovata missione della societ rispetto al passato, in riferimento alla quale l'accordo stipulato con la regione Campania non comporter alcuna limitazione.

Nicola BONO (AN) prende atto della risposta del rappresentante del Governo che, peraltro, ritiene non esaustiva proprio in riferimento al tema relativo alla societ ALES Spa.
Preannuncia quindi, anche a nome dei deputati del gruppo cui appartiene, il voto favorevole sulla risoluzione in discussione come riformulata. Aggiunge peraltro che solo in conseguenza dell'accordo unanime della Commissione, il suo gruppo concorda sul fatto che la votazione della risoluzione avvenga nella medesima seduta in cui ne avviata la discussione.

Pietro FOLENA, presidente, ringrazia innanzitutto il sottosegretario Marcucci per aver voluto rappresentare il proprio rammarico per il ritardo con cui ha preso parte ai lavori della seduta odierna. Si tratta di un atto di rispetto verso tutti i componenti della Commissione per il quale esprime pieno apprezzamento. Si dichiara quindi soddisfatto del fatto che la risoluzione in discussione da lui fortemente voluta, con la riformulazione proposta dal collega Villari, abbia raccolto il consenso di tutte le forze politiche. Precisa che solo per questo motivo si proceder quindi alla sua votazione nella seduta odierna. Nel merito, intende ribadire, a costo di sembrare un conservatore, la sua ferma opposizione a qualsiasi forma di gestione da parte di privati dei beni e delle attivit culturali che deve invece a suo giudizio rimanere in capo allo Stato.

Riccardo VILLARI (Ulivo) si dichiara moderatamente soddisfatto delle indicazioni rappresentate dal sottosegretario Marcucci. Rileva in particolare che da esse sembra trasparire una forma di dismissione globale dei siti archeologici dello Stato, senza che questo avvenga con il coinvolgimento delle amministrazioni locali. Aggiunge che appare d'altra parte insidioso il riferimento fatto nello schema di convenzione alla possibilit di trasferire beni e siti culturali dello Stato alla stessa societ SCABEC. Preannuncia quindi che continuer a seguire con profonda attenzione la vicenda, riservandosi di intervenire in tutte le sedi parlamentari e con gli idonei strumenti amministrativi, affinch non sia messo in alcun modo in pericolo nella regione Campania il principio della titolarit dei beni culturali in capo allo Stato.

La Commissione approva quindi la risoluzione Villari n. 7-00127, nel testo riformulato, che assume il numero 8-00038 (vedi allegato).
-------------
ALLEGATO

7-00127 Villari: Affidamento in concessione di alcuni siti archeologici della Campania alla societ SCABEC.


TESTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE

La VII Commissione,
premesso che
risulta che sia in via di definizione un'intesa istituzionale di programma tra il Ministero per i beni e le attivit culturali e la Regione Campania, avente ad oggetto il trasferimento dallo Stato alla Regione Campania di alcuni siti archeologici e altri beni culturali di propriet statale e insistenti nell'area regionale campana, finalizzato alla gestione dei medesimi siti;
l'indicato trasferimento di siti troverebbe fondamento sul discutibile presupposto che i soprintendenti di settore nel 2001 avrebbero dichiarato la propria incapacit alla gestione e valorizzazione dei siti loro assegnati;
l'eventuale richiamo all'accordo del 2001 apparirebbe deviante perch in quella data la valorizzazione dei beni culturali di propriet dello Stato era affidata unicamente al Ministero ed alle sue articolazioni periferiche;
il ricorso alla intesa con la Regione Campania per accedere ai fondi comunitari era dettato unicamente dalla insufficienza dei fondi ministeriali dal momento che l'intervento previsto nell'accordo del 2001 stato adottato sotto forma di un cofinanziamento tra Stato e Regione;
l'ipotesi di valorizzazione solo quella prevista dal vigente Codice dei beni culturali approvato con decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
nessun adempimento volto alla gestione dei beni culturali stato adottato in Campania con formale aderenza applicativa del codice vigente, come ampiamente gi illustrato nella interrogazione a risposta in Commissione n. 5-00547 svolta nella seduta del 25 gennaio 2007;
senza l'applicazione corretta del codice n. 42 del 2004 si corre il serio rischio di un massiccio trasferimento di beni del patrimonio culturale nazionale alle singole regioni, acriticamente ed in assenza di precisi criteri di valutazione;
la paventata ipotesi tradirebbe lo spirito e la portata della modifica costituzionale che si arrestata di fronte alla eventualit del trasferimento delle funzioni del Ministero per i beni culturali alle regioni;
nel caso di specie, trattandosi di beni di propriet dello Stato, il procedimento per la scelta della forma di gestione disciplinato dal gi citato decreto legislativo n. 42 del 2004, articolo 114, comma 2, in base al quale il Ministero adotta un proprio decreto per fissare i livelli di qualit della valorizzazione secondo le procedure di cui al comma 1 del medesimo articolo 114;
tale decreto fondamentale per individuare gli standards qualitativi e confrontarli con quelli raggiunti, nei singoli monumenti, con l'attuale gestione fidata allo Stato;
il risultato cos verificato pu determinare lo Stato a proseguire la gestione diretta secondo le previsioni dell'articolo 115, comma 2, del medesimo Codice, o a prevedere la gestione in forma indiretta, ai sensi del comma 3, mentre nel caso di specie non risulta sia stata presa in considerazione l'ipotesi gestionale dell'affidamento diretto a istituzioni, fondazioni, associazioni, consorzi, societ di capitali o altri soggetti, costituiti o partecipati, in misura prevalente, dall'amministrazione pubblica cui i beni pertengono;
nel prevedere l'eventuale gestione in forma diretta, il direttore regionale della Campania avrebbe dovuto accertare previamente il grado di insufficienza del livello di qualit di valorizzazione raggiunto dall'attuale gestione dei siti interessati, anche in considerazione del fatto che lo stesso direttore regionale, professor De Caro, stato, per lunghi anni, responsabile della gestione di quei siti;
nell'intesa istituzionale in questione, la gestione dei siti archeologici e di altri beni culturali individuati, tra l'altro senza l'osservanza di quanto previsto dall'articolo 112 del Codice dei beni culturali, verrebbe affidata, di fatto, ad una societ mista Regione Campania-privati denominata SCABEC, piuttosto che alla Regione Campania, configurando in tal modo una modalit di affidamento non prevista dall'articolo 115,


impegna il Governo:

a) ad adottare tutte le iniziative idonee a verificare che la Regione Campania ponga in essere preventivamente tutte le forme di gestione diretta o indiretta che garantiscano comunque, quale ineludibile riferimento, la presenza istituzionale del Ministero dei beni e delle attivit culturali, anche attraverso una societ partecipata pubblica;
b) a non dare esecuzione ad ipotesi di convenzione con la Regione Campania non rispettose delle procedure e della istruttoria previste dal vigente Codice dei beni culturali;
c) a stabilizzare il personale precario della societ ALES SpA.
(8-00038) Villari, Folena, Colasio, Filipponio Tatarella, Barbieri, Goisis, Li Causi, Froner, Garagnani, Razzi, Ghizzoni, Giulietti, Rusconi, Bono.

http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/bollet/200703/0307/html/07/frame.htm?campo=//www.camera.it/_


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