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INTERROGAZIONE - Problematiche relative alla alienazione di parte del patrimonio immobiliare di interesse culturale del comune di Catania. 2-00428
2007-03-29

(Problematiche relative all'alienazione di parte del patrimonio immobiliare di interesse culturale del comune di Catania - n. 2-00428 )

CASTAGNETTI Pierluigi , Presidente. L'onorevole Licandro ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00428 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 3 ) .


ORAZIO ANTONIO LICANDRO . Signor Presidente, torniamo a sollevare una questione che non esitiamo a definire, ancora una volta, imbarazzante e sconcertante. Qualche settimana fa, avevamo ricevuto rassicurazioni da parte del rappresentante del Governo che, su nostra sollecitazione, era venuto a rispondere al riguardo. Però, dopo quel passaggio, in merito a tale vicenda, purtroppo, si è registrata un'ulteriore escalation . Infatti, appena cinque giorni dopo l'emanazione della nota della sovrintendenza del 22 febbraio, con la quale si dichiarava la nullità giuridica dell'intera operazione e, soprattutto, dell'atto di trasferimento della proprietà di alcuni edifici monastici e conventuali risalenti al XVI secolo, atto di trasferimento stipulato in violazione delle norme generali e specifiche in materia, il comune di Catania ha approvato all'unanimità la deliberazione n. 157. Con tale deliberazione del 25 febbraio 2007, in maniera assolutamente irrituale e senza alcun precedente, si rivolgeva ad altra amministrazione, cioè al governo regionale, perché si adottassero provvedimenti punitivi - la deliberazione è chiara, nel suo tenore - nei confronti della sovraintendenza. Appena qualche giorno dopo, la sovrintendente di Catania, responsabile di quella parte dell'amministrazione, era rimossa dall'incarico. Si è tentato di nascondere, per così dire, l'operazione attraverso una rotazione. Tuttavia, come anche l'opinione pubblica ha percepito in maniera abbastanza chiara, a proposito della dottoressa Branciforti si è trattato di una vera e propria rimozione, non essendo stata designata ad altro incarico.
Questa è la ragione della nostra interpellanza che vuole sollecitare il Governo ad intervenire con la massima urgenza. Chiediamo se i commissari del Ministero del tesoro, inviati per verificare la reale situazione economico-finanziaria del comune di Catania, già siano all'opera. Tutta questa operazione, infatti, presenta diversi profili di illegittimità e anche - lo ricordo, nel caso il Governo lo ignori - di evidente rilevanza penale. Alcuni di quegli immobili addirittura erano di proprietà di altri enti, in particolare della ASL, e nell'atto di trasferimento di proprietà sono riportate false dichiarazioni rivolte al notaio e relative alla inesistenza di vincoli.
Dunque, la vicenda presenta alcuni profili di estrema gravità sui quali, ovviamente, è compito della magistratura intervenire.


Alcuni altri, però, riguardano la politica e soprattutto il rispetto delle leggi e, quindi, è necessario un intervento del Governo. La dottoressa Branciforti ha avuto una sola responsabilità, quella di avere ricordato che in questo Stato non ci sono zone franche e che qualunque norma italiana si applica anche in Sicilia e nella città di Catania.
In conclusione, vorrei dire al rappresentante del Governo che in base a notizie di stampa - ma non ho informazioni ufficiali al riguardo - sembrerebbe rientrata la rimozione della dottoressa Branciforti a seguito dell'applicazione della recentissima sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della parte della legge cosiddetta Frattini relativa allo spoil system nella pubblica amministrazione.
La rimozione della dottoressa Branciforti infatti era priva di alcuna motivazione e rispondeva a logiche di altro tipo, come esplicitamente dichiarato dall'assessore regionale, secondo il quale tale provvedimento rientrava nell'ambito dello spoil system attuato nella ricerca di determinati equilibri politici. Tuttavia, ciò non cambia l'urgenza della nostra interpellanza perché chiediamo al Governo di fornire notizie sull'impegno assunto con l'invio dei commissari per arrestare una situazione del tutto opaca in cui sistematicamente sono commesse violazioni di legge. Qualora infatti questa operazione non sia arrestata, siamo preoccupati del fatto che si possa aprire un pericolosissimo varco per forme di speculazioni immobiliari che fuoriescono dal controllo delle istituzioni.


CASTAGNETTI Pierluigi , Presidente. Il sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca, Nando Dalla Chiesa, ha facoltà di rispondere .


NANDO DALLA CHIESA , Sottosegretario di Stato per l'università e la ricerca . Signor Presidente, rispondo all'interpellanza urgente in sostituzione del collega competente per i beni culturali.
Occorre innanzitutto evidenziare che, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 30 agosto 1975, n. 637, recante norme di attuazione dello statuto della regione siciliana in materia di tutela del paesaggio e di antichità e belle arti, l'amministrazione regionale esercita sul territorio della regione tutte le attribuzioni delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato in materia di antichità, opere artistiche, musei, nonché di tutela del paesaggio. Tutti gli atti concernenti le materie sopra indicate sono adottati dall'amministrazione regionale, che è tenuta a dare comunicazione bimestrale per conoscenza al Ministero per i beni e per le attività culturali. Nonostante ne sia stata fatta richiesta, non risultano pervenute al suddetto ministero comunicazioni da parte della regione siciliana in ordine ai fatti menzionati nell'interpellanza.
Il Ministero dell'economia e delle finanze, dipartimento della ragioneria generale dello Stato, ha comunicato di avere individuato gli ispettori incaricati dell'acquisizione di informazioni sulla situazione di bilancio del comune di Catania, in applicazione dell'articolo 28, comma 1, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, i quali provvederanno a breve ad intraprendere l'attività ispettiva. La prefettura di Catania, ufficio territoriale del Governo, ha comunicato di avere inviato una segnalazione in ordine ai fatti oggetto dell'interpellanza all'assessorato alla famiglia, politiche sociali e delle autonomie locali della regione siciliana per le determinazioni che riterrà di adottare in ordine all'opportunità di disporre apposita indagine ispettiva.
Questa è la risposta del Ministero competente all'interpellanza dell'onorevole Licandro, sottoscritta anche da altri due deputati.


CASTAGNETTI Pierluigi , Presidente. L'onorevole Licandro ha facoltà di replicare .


ORAZIO ANTONIO LICANDRO . Signor Presidente, signor sottosegretario, ancora un volta prendiamo atto di una risposta del Governo che evidenzia attenzione. Tuttavia, con molta chiarezza vorrei dire che non comprendiamo i motivi di tutta questa prudenza. Avete ovviamente chiesto chiarimenti
all'assessorato e all'amministrazione regionale, che però non sono arrivati. Mi pare che vi sia materia - pur nel rispetto delle competenze che il nostro ordinamento assicura all'autonomia della regione siciliana tramite la Carta costituzionale e le leggi costituzionali - per far valere i principi costituzionali dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione. Si tratta di principi generali che valgono anche per la Sicilia. Inoltre, esiste un ulteriore principio, ovvero quello in base al quale l'adozione di ciascun provvedimento preso dalla pubblica amministrazione deve essere motivata, pena l'illegittimità del provvedimento stesso.
Dispiace dover dire queste cose e registrare soltanto una notarile comunicazione delle diverse competenze riferibili allo Stato e alle regioni a statuto speciale. Conosciamo tali competenze. Ci aspettiamo ben altro e cioè che il Governo intervenga su questi fatti vantando un interesse superiore generale dello Stato.
Infatti, noi ci siamo rivolti a ben quattro ministri per avere il materiale relativo a tutta l'operazione in questione: il ministro dell'interno, il ministro dell'economia e delle finanze, il ministro dei beni e delle attività culturali e, infine, il ministro per gli affari regionali. Lei avrà modo, signor sottosegretario, di recuperare tutta la documentazione: questa operazione è stata condotta negli ultimi quattro giorni dell'anno con passaggi assolutamente non trasparenti, con quattordici perizie aventi ad oggetto quegli immobili tra cui quattro ex impianti monastici di pregio e di assoluta rilevanza. Si tratta di quattordici immobili in tutto, di cui otto giudicati dalla sovrintendenza come di particolare importanza. Le leggo la nota della sovrintendenza, anche se lei ne sarà già in possesso, dispiacendoci ancora una volta di constatare l'inerzia del governo regionale e, al tempo stesso, l'inerzia anche del Governo centrale. La nota così riporta con riferimento agli immobili: «(...) tra questi l'ex caserma Malerba, già convento San Domenico (secolo XVIII); l'ex monastero Santa Chiara (secoli XVI-XVIII); l'ex monastero di sant'Agata (secolo XVIII), gli immobili di via Manzoni (...)», eccetera; la stessa nota poi continua: «(...) sono di eccezionale interesse storico ed artistico, in quanto mirabili opere dei più noti architetti e lapidum incisores dell'epoca». Si tratta di esempi straordinari, signor sottosegretario, di quel fenomeno senza precedenti che fu la ricostruzione tardo-barocca della Val di Noto. Peraltro, l'arte del barocco catanese è riconosciuta dall'UNESCO «patrimonio mondiale dell'umanità».
Di fronte a queste cose, francamente, occorre un'azione più forte a tutela del patrimonio immobiliare. Si tratta di un patrimonio che si è costituito nel corso di generazioni e di cui i catanesi potrebbero vedersi deprivati. Soprattutto, ciò che noi non accettiamo è anche l'elusione di un altro principio costituzionale sancito dall'articolo 119, che vieta il ricorso all'indebitamento, se non per gli investimenti. Qui non siamo dinanzi ad investimenti, ma ad una operazione - così com'è stata definita dal parere del collegio di difesa - volta a far cassa per ripianare, negli ultimi quattro giorni dell'anno, il debito consolidato del 2003 che si aggirava intorno ai 50 milioni di euro.
Si tratta di un fatto molto grave rispetto al quale il Governo ha più volte sollecitato ed offerto altre garanzie. Adesso lei, signor sottosegretario, ci ha rassicurato su un ulteriore passo in avanti - tuttavia non particolarmente celere -, con l'indicazione dei commissari che dovrebbero - o avrebbero dovuto - essere già sul luogo per verificare ciò che sta accadendo.
Chiunque abbia voglia di assumere informazioni generali sullo stato economico-finanziario del comune di Catania, avrebbe davvero difficoltà a capire. Dunque, noi sollecitiamo un intervento, ormai non più procrastinabile, del Governo.
Anche quest'ultimo passaggio, di cui ho appreso notizia questa mattina da organi di stampa, ossia la revoca del provvedimento di rimozione della dottoressa Branciforti, in base ad una recentissima sacrosanta sentenza della Corte costituzionale,
pare sia avvenuto seguendo una procedura che, sul piano del diritto amministrativo, sembra particolarmente tortuosa e non lineare. Esiste un provvedimento di revoca di quella rimozione che, tuttavia, non ha effetto immediato, essendone l'efficacia dilazionata al decorso di dieci giorni.
Francamente non riusciamo a capire. Nel frattempo, anche il collegio di difesa del comune di Catania era intervenuto esprimendo enormi perplessità e chiedendo la sospensione della deliberazione del consiglio comunale del 30 dicembre 2006.
Bisogna capire, quindi, cosa si intenda per sospensione di una delibera comunale, che non mi consta essere una soluzione amministrativa rigorosa. Se la delibera risalente al 30 dicembre 2006, che ha trasferito la proprietà di questi immobili, era priva dei presupposti giuridici, in quanto l'oggetto del contratto di compravendita era viziato non essendo i beni del tutto svincolati, dal momento che non era stata seguita la procedura di verifica prevista dall'articolo 12 del cosiddetto codice Urbani (ossia, la sovrintendenza non aveva dato l'assenso e non si è data la possibilità di esercitare il diritto di prelazione per l'acquisto di tali immobili da parte della regione), l'atto deliberativo del consiglio comunale di Catania è nullo e privo di efficacia. Dunque, il comune di Catania, sin dal 31 dicembre 2006, si trova tecnicamente in una situazione di dissesto finanziario.
Sono state effettuate quattordici perizie non da un tecnico, ossia da un ingegnere, un architetto o un geometra, ma da un ragioniere. Si tratta di quattordici delibere su beni immobiliari di enorme consistenza fisica e anche di enorme pregio. Sa, signor sottosegretario, quando sono state adottate? Sono state adottate tutte in una sola giornata, il 28 dicembre 2006.
Occorre altra materia perché il Governo, con forza e determinazione, nel rispetto ovviamente delle competenze fissate dalla Costituzione e dalle altre leggi costituzionali, possa intervenire? Credo di no. L'opinione pubblica catanese lo chiede con forza e l'esigenza insopprimibile della trasparenza amministrativa lo impone.


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