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INTERROGAZIONE - Gestione dell'Ordine Mauriziano - n. 2-00388
2007-03-27



TREMONTI Giulio , Presidente. L'onorevole Violante ha facolt di illustrare la sua interpellanza n. 2-00388 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 1 ) .


LUCIANO VIOLANTE . Signor Presidente, la ringrazio. Illustrer brevemente questa interpellanza e successivamente replicher il collega Calgaro. Innanzitutto, mi scuso con i colleghi, il sottosegretario D'Andrea, il collega Calgaro e gli altri, perch non potr assistere al seguito dello svolgimento dell'interpellanza in quanto la mia Commissione convocata per le ore 10,30.
Noi abbiamo ripresentato questa interpellanza dopo che lo stesso testo era stato presentato con un altro atto parlamentare e la cui risposta da parte del Governo ci era sembrata del tutto insoddisfacente. Il punto cogliere la ragione per la quale vi stato un deficit rilevante nella gestione dell'Ordine Mauriziano. Il deficit c' stato e gli ispettori del Ministero dell'economia sono andati a verificarne i motivi. Allo scopo, fu nominato un commissario che deline la ragione di tale deficit nella cattiva gestione del precedente consiglio di amministrazione che avrebbe aperto questo buco nelle finanze dell'Ordine Mauriziano.
Attorno a questa questione si sono impiantate varie vertenze. Le pi importanti sono state decise con due diverse sentenze della Corte dei conti.

Il punto di fondo, emerso in entrambe le sentenze, che la responsabilit del deficit non era del consiglio di amministrazione, ma della regione Piemonte - allora di centrodestra - che aveva assunto alcuni impegni con l'Ordine Mauriziano, il pi grande proprietario terriero d'Europa (lo dico per inciso), il quale aveva eseguito la parte degli impegni che spettava a se stesso, ma che poi non aveva ricevuto i contributi che la regione si era impegnata a versare.


Leggo solo brevemente i due passaggi delle due diverse sentenze. La sentenza n. 223 del 2005 dice che: Non ininfluente sottolineare che l'istituzione delle nuove attivit avvenuta nell'ambito della programmazione sanitaria regionale, in seguito a specifici accordi promossi dalla regione Piemonte o della quale essa stessa era parte. La seconda sentenza, n. 320 del 2006, afferma che: Il collegio passato all'analisi dei comportamenti dei convenuti - cio del vecchio consiglio di amministrazione precedente all'ottobre del 1989 -, esaminando la situazione del contesto nel quale l'Ordine mauriziano abbia deciso l'apertura delle nuove strutture di attivit, rilevando che le stesse erano state istituite nell'ambito della programmazione sanitaria regionale ed in seguito a specifici accordi promossi dalla regione Piemonte o dei quali essa stessa era parte. Mi pare dunque che il quadro sia sufficientemente chiaro.
Qual dunque il punto? La commissaria ha assunto un atteggiamento diverso, anche di dileggio nei confronti del consiglio di amministrazione. In un'occasione pubblica disse addirittura, con un'espressione forse non consona ad un alto funzionario dello Stato, che il consiglio di amministrazione si era mangiato l'Ordine Mauriziano. Us proprio questa espressione ed tuttora in corso un procedimento penale a suo carico per diffamazione, attivato da coloro che si sono sentiti offesi da quest'espressione. Sta di fatto che - mi pare - all'inizio della gestione commissariale il deficit era di 564 miliardi di lire e, secondo una delibera commissariale del 10 ottobre 2006, il deficit adesso di 412 milioni di euro: cio che salito. Tanto per capirci, siamo a 800 miliardi di lire. Comunque, anche su questo, ci sar qualcuno che intender e decider.

Insomma, ferma questa situazione e le decisioni della Corte dei conti, noi ci attendiamo adesso da parte del Governo una risposta che sia un risarcimento politico e morale per i componenti del consiglio di amministrazione precedente, che si sono comportati correttamente, ma che sono stati scorrettamente esposti - per cos dire - al pubblico ludibrio dal commissario D'Ascenzo, il quale ha scaricato sul consiglio di amministrazione responsabilit che invece erano della regione Piemonte, allora presieduta dal presidente Ghigo.
Infine, si proceduto alla nuova nomina del consiglio di amministrazione. Francamente, a molti di noi spiaciuto che nel nuovo consiglio di amministrazione non fosse inserito nessuno dei vecchi componenti, perch probabilmente questo avrebbe sancito la possibilit del nuovo consiglio di avere una visione pi completa e approfondita dei temi. Invece, ci si trovati a iniziare nuovamente tutto daccapo.
Qualcuno in particolare si battuto molto, per la verit, riuscendo ad ottenere: penso all'ingegner Franchi. Avremmo per preferito forse qualcosa che segnasse una linea di continuit tra la buona gestione del vecchio consiglio di amministrazione e quella - che speriamo buona - di quello attuale, per poter avere oggi un quadro pi tranquillizzante.
Ci aspettiamo comunque che il Governo ristabilisca la verit ed anche una restituzione morale, che dobbiamo, a quel consiglio di amministrazione.


TREMONTI Giulio , Presidente. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali, Giampaolo Vittorio D'Andrea, ha facolt di rispondere.


GIAMPAOLO VITTORIO D'ANDREA , Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali. Signor Presidente, onorevoli deputati, ritengo in primo luogo doveroso rassicurare gli interpellanti in merito alla particolare attenzione che il Governo presta alle complesse vicende che hanno portato alla creazione della fondazione Ordine Mauriziano, in ossequio al decreto-legge 19 novembre 2004, n. 277, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 4 del 2005, ente chiamato a subentrare nei rapporti patrimoniali attivi e passivi del disciolto Ordine Mauriziano e nella titolarit del patrimonio immobiliare di quest'ultimo, ed alle stesse vicende dell'azienda sanitaria ospedaliera (ASO) costituita con legge regionale n. 39 del 2004.
Sono ben note le vicende che hanno portato all'adozione del decreto-legge n. 277 del 2004, attraverso il quale l'Ordine Mauriziano, ente di diritto pubblico esplicitamente considerato dal comma terzo della XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione, stato costituito in azienda sanitaria ospedaliera mediante il rinvio alla legge regionale e, contestualmente, stata istituita la fondazione Ordine Mauriziano con il trasferimento del patrimonio mobiliare e immobiliare dell'ente e sulla cui gestione vigila un Comitato (previsto dall'articolo 2, comma 2, del decreto-legge n. 277 del 2004), il cui presidente nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
Nel settembre del 2002, a seguito dello scioglimento degli organi di amministrazione determinato da una grave situazione patrimoniale e finanziaria dell'ente, la gestione ordinaria delle attivit dell'Ordine Mauriziano venne affidata ad un commissario chiamato ad accertarne la reale situazione.
parimenti ben noto, anche agli onorevoli interroganti, come, da ultimo, la legge finanziaria per il 2007, ai commi 1349 e 1350, abbia regolato i rapporti tra i due enti per quanto riguarda la successione delle obbligazioni e per quanto attiene alla definizione della titolarit dei beni, tutti attribuiti alla fondazione, con esclusione dei beni immobili e mobili funzionalmente connessi allo svolgimento delle attivit istituzionali del presidio ospedaliero Umberto I di Torino, nonch dei beni mobili funzionalmente connessi allo svolgimento delle attivit istituzionali dell'Istituto per la ricerca e la cura del cancro di Candiolo, attribuiti all'ASO-Ordine mauriziano.
Proprio in questi giorni, il Presidente del Consiglio dei ministri, a seguito dell'approvazione da parte del ministro dell'interno, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze e con il ministro per i beni e le attivit culturali, del nuovo statuto della fondazione, ha nominato il consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori della fondazione stessa.
Proprio attraverso tali provvedimenti il Governo ha inteso dare un segnale di forte interesse per il risanamento della fondazione, comprovato dall'alto profilo dei componenti chiamati a far parte dell'organo di amministrazione, di estrazione prevalentemente universitaria con competenze in materia di diritto fallimentare, estimo e storia dell'arte. In particolare, l'incarico di presidente stato conferito al dottor Francesco Staderini, presidente emerito della Corte dei conti, il quale, grazie all'esperienza e alla competenza dallo stesso maturate, assicurer ogni contributo necessario per le esigenze e le prospettive della fondazione.
Sar prioritario impegno dei neocostituiti organi ordinari di amministrazione della fondazione dedicare ogni sforzo all'attivit di risanamento di un ente la cui situazione finanziaria assolutamente delicata e che, allo stato, in mancanza dell'approvazione del bilancio relativo all'esercizio del 2006, pu con il crisma dell'ufficialit essere ricondotta ai dati contenuti nella relazione del 3 ottobre 2006 al Presidente del Consiglio dei ministri da parte del Comitato di vigilanza della fondazione sulla gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare per l'anno 2005, relazione che stata trasmessa al Parlamento in data 16 ottobre 2006.
Per riferirne i dati essenziali, la gestione commissariale aveva, nella relazione,
censito debiti per 392.582.449,21 euro e crediti ancora da riscuotere per 35.842.006 euro.
Il documento di bilancio definito preconsuntivo, in quanto non pu rappresentare dati definitivi ma solo provvisori, in relazione ad una situazione di incertezza circa la titolarit di alcune poste finanziarie in capo all'uno o all'altro ente.
In proposito, da considerare che, con il comma 1349 della legge finanziaria per il 2007, stato stabilito che la gestione finanziaria relativa all'ente Ordine Mauriziano transita all'azienda sanitaria ospedaliera (ASO) solo successivamente alla istituzione di quest'ultima. Ne consegue che le spese di gestione relative al periodo intercorrente tra l'entrata in vigore del decreto-legge n. 277 del 2004 e la istituzione dell'ASO-Ordine Mauriziano, avvenuta il 31 gennaio 2005, sono poste a carico dell'ex ente Ordine Mauriziano e, quindi, i relativi oneri acquisiti nello stato passivo della fondazione mauriziana.
In proposito, da considerare che i dati della gestione del periodo considerato non sono nella disponibilit della fondazione vigilata ma dell'ASO, alla quale sono stati richiesti; ma non risultano ancora forniti. Solo all'esito dell'accertamento dell'ulteriore massa passiva, fino ad oggi non considerata, il comitato di vigilanza potr riferire compiutamente al Parlamento. Pur disponendosi, in definitiva, di dati soltanto provvisori da dire che il risultato di gestione della fondazione ha registrato un utile di esercizio di euro 19.146.945. Dal confronto di questo risultato presunto con quello del 2005 si rileva una differenza negativa pari ad euro 145.206, presumibilmente da ricondurre ai costi di avviamento della farmacia esterna intervenuti nell'esercizio finanziario 2006. Risultati, questi, che sono riferiti alla gestione di esercizio della fondazione e che vanno letti congiuntamente a quelli patrimoniali, strettamente connessi alle operazioni di risanamento economico in corso.
Circa quest'ultimo aspetto, si portano all'evidenza i dati sull'accertamento della massa passiva dei debiti dell'Ordine Mauriziano che si evincono dalla determinazione commissariale n. 449 del 10 ottobre 2006. A tale data, la massa passiva accertata di euro 306.987.112 e quella attiva ammonta ad euro 38.395.988. Su tale situazione deficitaria, indubbiamente, incidono i costi di una vicenda, quella relativa all'ampliamento della pianta organica dell'ente Ordine Mauriziano da destinare alle strutture sanitarie disposto negli anni 1998-2000. Vicende sulle quali la Corte dei conti, con due pronunce, del 2005 e nel 2006, ha fatto definitiva chiarezza, ritenendo, in buona sostanza, esenti da responsabilit gli amministratori dell'ente che tali attivit disposero, in quanto da ricondurre a fatto della regione Piemonte o, comunque, disposte per il raggiungimento di fini istituzionali e per finalit sociali e comunque nell'interesse della comunit.
Se sul lato della regolazione normativa e di quello dell'attivit politico-amministrativa sono di recente intervenuti elementi di chiarezza, cui ho fatto sopra pur sommario cenno, di tutta evidenza come l'opera di risanamento della fondazione sconti una serie di criticit, prima fra tutte quella della vendita del patrimonio immobiliare, da cui solo pu derivare la massa attiva dell'ente, che richiede tempi e procedure lunghi e complessi.
Infatti, a fronte della vendita di un grande patrimonio dell'ente, i beni rimasti sono quelli di pi difficile alienazione. comunque preciso impegno del Governo seguire con la massima attenzione le attivit degli organi della fondazione, intervenendo, ove necessario, con i provvedimenti di volta in volta pi appropriati.


TREMONTI Giulio , Presidente. L'onorevole Calgaro, cofirmatario dell'interpellanza, ha facolt di replicare.


MARCO CALGARO . Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto e spiegher perch. Vi sono tre aspetti in questa vicenda da considerare. Il primo di carattere storico. Si tratta di una storia indubbiamente inquietante e la sua risposta in tal senso abbastanza completa. Certamente, difficile spiegarsi perch, e sulla base di quale criterio, l'Ordine stato commissariato a suo tempo ed altrettanto difficile spiegarsi tutto questo a fronte di due sentenze della Corte costituzionale che, con tutta chiarezza, assolvono gli amministratori dell'ente a fronte di accuse molto pesanti loro rivolte, che hanno comportato, in una prima fase, anche la requisizione del loro patrimonio personale.
Ci, a fronte di alcune certezze fornite dalle due sentenze della Corte dei conti, secondo cui non vi stata alcuna irregolarit da parte degli amministratori e l'organismo vigilante - il Ministero dell'interno - stato, sostanzialmente, sempre e correttamente informato degli atti compiuti dall'amministrazione dell'Ordine: nonostante questo si giunti al commissariamento. Tra l'altro, la Corte dei conti ha chiarito che le responsabilit per il deficit sono, per la maggior parte, individuabili nel mancato pagamento da parte della regione di quanto dovuto, visto che gli ospedali mauriziani sono da sempre stati riconosciuti come totalmente pubblici.
A fronte dell'accertamento di queste verit, chi provveder al risanamento dell'Ordine? corretto che al risanamento dello stesso si provveda soltanto con la vendita di tutto il suo patrimonio, o vi qualcuno che deve ancora rifondergli dei soldi?
I cittadini sono sostanzialmente interessati all'attivit sanitaria svolta dall'Ordine, che per anni si rivelata una delle pi qualificate d'Italia. Vorrei ricordare che l'Ordine conservato - come afferma la XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione - come ente ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge.
Nel 2002 l'attivit sanitaria ospedaliera mauriziana era considerata al secondo posto in Italia per qualit e complessit di cure e nel periodo della gestione commissariale , evidentemente, decaduta per mancanza di fondi e di finanziamenti, dovuta alla situazione le cui cause ormai sono note. Quale sar l'evoluzione dell'ordine mauriziano? Se possibile bisognerebbe continuare a farlo esistere anche senza la sua caratteristica di ente ospedaliero garantita dalla Costituzione. Si attendono ancora risposte; credo, tra l'altro, che il funzionamento sanitario dell'Ordine stia molto a cuore ai nostri cittadini.


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