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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Interpellanza urgente 2-00428 spoil system in Sicilia
2007-03-20

Atto Camera


presentata da
ORAZIO ANTONIO LICANDRO
marted 20 marzo 2007 nella seduta n.130


I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per i beni e le attivit culturali, il Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, per sapere - premesso che:
dei giorni scorsi la notizia di un avvicendamento dei soprintendenti ai beni culturali di Catania, Ragusa e Messina, disposto dal neo direttore generale Romeo Palma, di concerto con l'assessore regionale ai beni culturali, onorevole Lino Leanza, restando, invece riconfermati i sovrintendenti delle restanti province di Siracusa, Enna, Caltanissetta, Agrigento, Palermo e Trapani;
la sola dei tre sovrintendenti che nell'ambito dello stesso provvedimento non ha avuto la contestuale nuova destinazione la dottoressa Maria Grazia Branciforti, sovrintendente ai beni culturali di Catania, che si era distinta per aver sollevato ampie riserve sull'alienazione dell'amministrazione comunale di Catania di parte di patrimonio immobiliare culturale della citt, ammontante a ben quattordici immobili, in favore della Societ Catania Risorse s.r.l., operazione che avrebbe garantito all'amministrazione comunale mutui per un valore 65 milioni di euro, in quanto alcuni dei beni considerati dalla sovrintendenza appaiono soggetti ai vincoli previsti dalla normativa vigente;
a parere degli interpellanti la rimozione della dottoressa Branciforti dal suo incarico, nel frattempo sostituita da Gesualdo Campo fino a qualche mese fa assessore provinciale alle politiche culturali del Mpa, movimento di cui fa parte anche l'assessore regionale ai beni culturali onorevole Lino Leanza, senza il minimo dubbio da collegare al suo integerrimo comportamento tenuto in occasione dell'alienazione, essendosi opposta ad un'operazione il cui solo scopo di fare cassa e ripianare il deficit consolidato sino al 2003, pena lo scioglimento della giunta comunale, ed essendo intervenuta, nel doveroso esercizio delle sue funzioni e per il pieno rispetto della legalit, con durezza a tutela dei beni patrimoniali della citt, alcuni dei quali esempi straordinari di quel fenomeno senza precedenti che fu la ricostruzione tardo-barocca della Val di Noto e riconosciuta dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanit;
la dottoressa Branciforti, infatti, nella sua qualit di sovrintendente per i beni culturali ed ambientali di Catania, il 23 dicembre del 2005, emanava una nota con la quale, di fronte alle notizie di stampa relative all'elenco di immobili comunali da alienare, precisava che il decreto legislativo n. 42 del 2004, (testo unico su beni culturali), nel richiamare l'articolo 822 del codice civile, annovera tra i beni appartenenti al demanio pubblico quei beni che, seppur appartenenti ad enti pubblici territoriali, sono riconosciuti di interesse storico artistico, e che pertanto sono inalienabili ed indisponibili. Il testo unico sui beni culturali - precisava ancora la nota - che all'articolo 53 definisce il demanio culturale, ed al successivo articolo 54, comma 3, definisce i beni inalienabili, precisa che essi possono essere oggetto di trasferimento solo tra lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali, ed inoltre che l'articolo 55, comma 3, dello stesso testo unico precisa che l'autorizzazione ad alienare comporta la sdemanializzazione del bene pubblico attraverso una procedura di verifica (articolo 12 comma 6), e che solo qualora la verifica dell'interesse culturale ha esito negativo gli immobili di propriet pubblica possono essere alienati. Richiedeva infine la soprintendenza la pubblicazione della nota sul quotidiano locale, al fine di rassicurare l'opinione pubblica circa l'obbligo di ricorrere agli strumenti legislativi suddetti per contrastare eventuali tentativi di impoverimento del patrimonio pubblico di Catania;
nonostante ci, l'amministrazione comunale procedeva, ed il 31 dicembre 2006 alienava tali 14 immobili alla societ Catania Risorse s.r.l.. La Sovrintendenza, a questo punto, in data 22 febbraio 2007, emanava una seconda nota avvertendo della nullit dell'atto di trasferimento in quanto privo dei necessari presupposti giuridici prima richiamati. Appena cinque giorni dopo, il 27 febbraio, la giunta comunale di Catania adottava la deliberazione n. 257 con la quale irritualmente e senza precedenti si rivolgeva all'assessorato regionale competente per valutare l'adozione di provvedimenti nei confronti della dottoressa Branciforti;
gli stessi interpellanti hanno gi avuto modo di manifestare la loro preoccupazione per le sorti della citt di Catania e per ci che sta accadendo sul piano della trasparenza e della regolarit dell'azione amministrativa e contabile-finanziaria, attraverso un'interpellanza presentata al ministro dell'interno lo scorso 13 febbraio (n. 2/00370), nella quale denunciavano il comune di Catania, sin dal 2003 fortemente indebitato, per non aver rispettato il patto di stabilit e non aver pareggiato il disavanzo di bilancio ma, anzi, di aver tentato di raggiungere tale obiettivo ricorrendo ad un escamotage francamente sconcertante, e cio attraverso la istituzione di una societ di scopo, la Catania risorse Srl, per conseguire l'apertura di linee di credito da parte di istituti bancari, dal comune di Catania altrimenti non conseguibili, tentando in tal modo di aggirare il divieto, sancito gi dall'articolo 119 della nostra Costituzione, di ricorrere all'indebitamento se non per investimenti, il tutto attraverso una dismissione imbarazzante dell'intero patrimonio immobiliare della citt, riguardante immobili anche di pregevolissimo valore storico-artistico. Gli stessi restano altres preoccupati per il pericolo di un varco a speculazioni immobiliari a detrimento del patrimonio cittadino;
in quell'occasione il ministero dell'interno a mezzo del sottosegretario di Stato dottor Ettore Rosato, ebbe modo di rassicurare in Parlamento gli interpellanti, indicando l'impegno della prefettura di Catania, per quanto di propria competenza, ad esercitare la sua vigilanza riservandosi di interessare, come dovuto, l'assessorato regionale per le famiglie e gli enti locali per l'attivazione degli eventuali poteri di sua competenza ove siano riscontrate illegittimit, e la disponibilit del dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ed il Ministero dell'economia e delle finanze ad assumere iniziative conoscitive sulla reale situazione contabile del comune di Catania, in applicazione dell'articolo 28, comma 1, della legge finanziaria 2003 (la legge n. 289 del 2002) e a conferire quanto prima apposito incarico ispettivo ad un dirigente dei servizi ispettivi della finanza pubblica al fine di acquisire idonee informazioni sulla situazione del bilancio dello stesso comune -:
in relazione a quanto contenuto nella precedente interpellanza sottoscritta dai medesimi interpellanti sulla stessa questione, se gli ispettori del Ministero dell'economia siano gi all'opera per acquisire le informazioni sulla situazione contabile del Comune di Catania e se, alla luce dei fatti sopra riportati, non ritengano di dover attivare tutti gli strumenti di loro competenza per verificare la legittimit ed ogni tipo di responsabilit legata al provvedimento, ad avviso degli interpellanti illegittimo per carenza di motivazione, che ha portato alla rimozione dal suo incarico della dottoressa Branciforti, la sola che, nell'intera vicenda, con il suo comportamento assolutamente in linea con la trasparenza e il rigore che il ruolo stesso richiedeva, ha pagato in prima persona.
(2-00428) Licandro, Sgobio, Diliberto.

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/


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