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Interrogazione a risposta scritta 4-01711 PARMA, ex ospedale della Misericordia, ora Ospedale Vecchio
2007-04-11

Atto Senato


presentata da
CLAUDIO GRASSI
mercoled 11 aprile 2007 nella seduta n.138


GRASSI - Al Ministro per i beni e le attivit culturali - Premesso che:

ben nota l'importanza e l'eccellenza del complesso monumentale dell'ex ospedale della Misericordia, ora Ospedale Vecchio, di Parma tutelato come demanio culturale dal vigente codice dei beni culturali (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modifiche);

il complesso, in condizioni strutturali e di conservazione sufficientemente buone, ospita l'Archivio di Stato, le Biblioteche comunali, l'Emeroteca, l'Archivio storico del Comune e l'insediamento di attivit private con funzioni prevalenti di natura alberghiera;

la Giunta in carica del Comune di Parma ha deciso di sostituire tali destinazioni con un progetto per l'insediamento della Cittadella della Carta e del Cinema, in palese difformit con gli indirizzi unanimemente deliberati dal Consiglio comunale con atto n. 122 del 14 maggio 1999;

nonostante l'inesistenza di pericoli alla conservazione ed alla stabilit del complesso (la copertura stata interamente rifatta da pochi anni) e nonostante il Comune di Parma sia risultato negli ultimi anni destinatario di cospicue risorse finanziarie statali, il Comune ha pensato di realizzare l'intervento ricorrendo, con procedura di evidenza pubblica, ad un contratto con il privato finanziatore dell'intervento e con l'investimento diretto e in proprio di 16 milioni di euro tratti dal bilancio comunale;

noto che il finanziamento di progetto un istituto rigorosamente contrattualistico perch, in cambio del finanziamento, il privato acquisisce un vero e proprio diritto sul bene, ancorch temporalmente definito. Questo tipo di finanziamento e di modo di eseguire l'opera pubblica, quindi, garantisce che al finanziatore venga garantito un diritto sul bene in cambio dell'investimento finanziario. A sua volta tale diritto costituisce, in parte o in tutto, motivo di sottrazione del bene culturale alla fruizione pubblica;

il complesso dell'Ospedale Vecchio di Parma, appartenendo al demanio culturale inalienabile e non suscettibile di diritti di terzi, non pu prestarsi all'istituto del finanziamento di progetto;

la vicenda cui si fa riferimento ha avuto una serie di succesivi sviluppi come, per esempio, l'avvio di gara di evidenza pubblica da parte del Comune di Parma, nonostante il comitato scientifico di settore dello stesso Ministero abbia avanzato un parere difforme, l'impugnazione della delibera comunale da parte dell'Associazione Italia Nostra e dell'Associazione Monumenta al TAR di Parma e conseguente emissione di ordinanze cautelari di sospensiva da parte del predetto TAR, ed altro ancora;

la vicenda descritta ampiamente illustrata e documentata da una informativa inviata al Ministro in indirizzo da componenti del Consiglio comunale di Parma in data 3 gennaio 2007;

considerato che il TAR di Parma ha emesso la seguente ordinanza di sospensiva in data 3 aprile 2007: "nella circostanza, pertanto, la prevista stabile destinazione di una considerevole parte del complesso monumentale ad usi privati ( ) che appaiono del tutto estranei alle suindicate esigenze e relativa doglianza;

Richiamate, in proposito, le analoghe considerazioni espresse con ordinanza n. 181 del 7 giugno 2005;

Ritenuto che il pregiudizio grave e irreparabile scaturisce dall'ulteriore prosecuzione dell'iter, con notevole dispendio di energie e mezzi pubblici, in relazione ad una destinazione d'uso gi oggetto di una scelta definitiva P.Q.M.

ACCOGLIE la suindicata domanda incidentale di sospensione",

si chiede di sapere:

come possa un organo autorevole del Ministero per i beni e le attivit culturali emettere un parere su un documento progettuale preliminare di privato (ATI Pizzarotti-Foglia) come documento proprio mai sottoposto all'esame e all'approvazione comunale;

come si concili il finanziamento di progetto adottato dal Comune di Parma con la natura di monumento nazionale dell'Ospedale Vecchio, rappresentando uno dei cespiti pi importanti del cosiddetto demanio culturale ed essendo, inoltre, tutelato da norme di legge vincolanti e dirimenti come quelle contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 42/2004) ed il vigente codice civile che garantiscono la fruibilit pubblica del bene stesso e la sua intangibilit nei confronti dell'alienazione e della costituzione di diritti di terzi;

come possa il Comitato ministeriale non aver preso in considerazione il rilievo esposto nella nota n. 2715/19 maggio 2006 della Soprintendenza per i beni architettonici ed il paesaggio delle Province di Parma e Piacenza che afferma quanto segue: "il bene culturale in questione, essendo di propriet di un ente pubblico territoriale, necessita per chiara indicazione legislativa (artt. 101 e 102 del D. Lgs 42/2004) un uso pubblico, prerogativa, questa, che parzialmente disattesa dalle destinazioni d'uso previste dal progetto";

come possa avere comunque corso anche presso il Ministero la prosecuzione di un iter amministrativo sospeso nell'efficacia da due ordinanze del TAR di Parma, ostative della prosecuzione, oggi pienamente vigenti e oggetto di protezione penale ai sensi dell'art. 650 del codice penale;

quali iniziative di competenza intenda adottare il Ministro in indirizzo affinch sia tutelato l'Ospedale Vecchio di Parma, la cui identit monumentale non deriva solo da fattori di importanza storico artistica, ma anche di funzionalit e persistenza di ruolo attraverso i tempi lunghi della storia, ricordando in questa sede che il grande interesse turistico per la citt storica europea si spiega solo attraverso l'originalit di carattere che essa riesce ad esprimere di volta in volta attraverso i suoi monumenti, la sua eccellenza rappresentativa, la sua capacit di trasmettere il livello culturale oltre che economico di chi l'ha abitata e di chi continua ad abitarla, e che, in particolare, l'Ospedale Vecchio di Parma uno straordinario complesso storico-artistico, che appartiene al sistema monumentale che ha determinato il carattere della citt di Parma in analogia alla tradizione della costruzione storica della citt europea. Costituisce un patrimonio in atto e potenziale per il futuro della citt tale che una sua alienazione a privati oltre a presentare profili di dubbia legittimit determina nella percezione comune un'insopportabile sottrazione di risorsa culturale.

(4-01711)



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