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in difesa dei beni culturali e ambientali

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DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 - Codice dei beni culturali e del paesaggio (artt- 1-131)
2006-12-28

Testo aggiornato con le seguenti modifiche:
1 - La Legge 15 dicebre 2004, n. 308 (S.O. n. 187/L, relativo alla G.U. 27/12/2004, n. 302) ha disposto (con l'art. 1, comma 36) la modifica degli artt. 167 e 181.
2 - Il D.L. 26 aprile 2005, n. 63 (in G.U. 27/4/2005, n. 96), convertito con L. 25 giugno 2005, n. 109 (in G.U. 25/6/2005, n. 146) ha disposto (con l'art. 2-decies) la modifica dell'all. A.
3 - Il D.L. 30 giugno 2005, n. 115 (in G.U. 1/7/2005, n. 151), convertito con L. 17 agosto 2005, n. 168 (in G.U. 22/8/2005, n.194) ha disposto (con l'art. 14-duodecies) la modifica dell'art. 42.
4 - Il D. Lgs. 24 marzo 2006, n. 156 (in S. O. n. 102/L, relativo alla G.U. 27/4/2006, n. 97) ha disposto (con gli artt. 1,2,3,4
e 5) la modifica degli artt. 5, 6, 10, 11, 12, 14, 16, 17, 20,
21, 22, 28, 29, 30, 37, 38, 44, 46, 50, 54, 55, 57, 59, 60, 62,
70, 106, 107, 114, 122, 163, 173, 179, 182, 183 e dell'allegato
A; la sostituzione degli artt. 112, 115, 116.
5 - Il D. Lgs. 24 marzo 2006, n. 157 (in S. O. n. 102/L, relativo
alla G. U. 27/4/2006, n. 97) ha disposto (con gli artt. da 1 a
30) la modifica degli artt. 5, 6, 131, 134, 136, 144, 145, 147,
149, 150, 152, 154, 155, 157, 181, 182, 183; la sostituzione
degli artt. 135, 137, 138, 139, 140, 141, 142, 143, 146, 148,
156, 159 e 167.
6 - Il D.L. 28 dicembre 2006, n. 300 (in G.U. 28/12/2006, n. 300),
convertito con modificazioni con L. 26 febbraio 2007, n. 17
(in S.O. n. 48/L, relativo alla G.U. 26/2/2007, n. 47) ha
disposto (con l'art. 3-ter) la modifica dell'art. 182.
L'ultima modificazione precedente la data di consultazione e' indicata
tra i segni (( . . . )).


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DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76, 87, 117 e 118 della Costituzione;
Visto l'articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, recante
istituzione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a
norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive
modifiche e integrazioni;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante
testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni
culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre
1997, n. 352;
Visto l'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 29 settembre 2003;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, istituita ai
sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 16 gennaio 2004;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali,
di concerto con il Ministro per gli affari regionali;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
PARTE PRIMA
Disposizioni generali
Art. 1.
1. E' approvato l'unito codice dei beni culturali e del
paesaggio, composto di 184 articoli e dell'allegato A, vistato dal
Ministro proponente.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara'
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 22 gennaio 2004
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Urbani, Ministro per i beni e le
attivita' culturali
La Loggia, Ministro per gli affari
regionali
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Articolo 1
Principi

1. In attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la Repubblica
tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le
attribuzioni di cui all'articolo 117 della Costituzione e secondo le
disposizioni del presente codice.
2. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale
concorrono a preservare la memoria della comunita' nazionale e del
suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura.
3. Lo Stato, le regioni, le citta' metropolitane, le province e i
comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio
culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.
4. Gli altri soggetti pubblici, nello svolgimento della loro
attivita', assicurano la conservazione e la pubblica fruizione del
loro patrimonio culturale.
5. I privati proprietari, possessori o detentori di beni
appartenenti al patrimonio culturale sono tenuti a garantirne la
conservazione.
6. Le attivita' concernenti la conservazione, la fruizione e la
valorizzazione del patrimonio culturale indicate ai commi 3, 4 e 5
sono svolte in conformita' alla normativa di tutela.
Articolo 2
Patrimonio culturale

1. Il patrimonio culturale e' costituito dai beni culturali e dai
beni paesaggistici.
2. Sono beni culturali le cose immobili e mobili che, ai sensi
degli articoli 10 e 11, presentano interesse artistico, storico,
archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le
altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali
testimonianze aventi valore di civilta'.
3. Sono beni paesaggistici gli immobili e le aree indicati
all'articolo 134, costituenti espressione dei valori storici,
culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli
altri beni individuati dalla legge o in base alla legge.
4. I beni del patrimonio culturale di appartenenza pubblica sono
destinati alla fruizione della collettivita', compatibilmente con le
esigenze di uso istituzionale e sempre che non vi ostino ragioni di
tutela.
Articolo 3
Tutela del patrimonio culturale

1. La tutela consiste nell'esercizio delle funzioni e nella
disciplina delle attivita' dirette, sulla base di un'adeguata
attivita' conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il
patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la conservazione
per fini di pubblica fruizione.
2. L'esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche
attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti e
comportamenti inerenti al patrimonio culturale.
Articolo 4
Funzioni dello Stato in materia di tutela del patrimonio culturale

1. Al fine di garantire l'esercizio unitario delle funzioni di
tutela, ai sensi dell'articolo 118 della Costituzione, le funzioni
stesse sono attribuite al Ministero per i beni e le attivita'
culturali, di seguito denominato "Ministero", che le esercita
direttamente o ne puo' conferire l'esercizio alle regioni, tramite
forme di intesa e coordinamento ai sensi dell'articolo 5, commi 3 e
4. Sono fatte salve le funzioni gia' conferite alle regioni ai sensi
dei commi 2 e 6 del medesimo articolo 5.
2. Il Ministero esercita le funzioni di tutela sui beni culturali
di appartenenza statale anche se in consegna o in uso ad
amministrazioni o soggetti diversi dal Ministero.
Articolo 5 (4) (5)
Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali
in materia di tutela del patrimonio culturale

1. Le regioni, nonche' i comuni, le citta' metropolitane e le
province, di seguito denominati "altri enti pubblici territoriali",
cooperano con il Ministero nell'esercizio delle funzioni di tutela in
conformita' a quanto disposto dal Titolo I della Parte seconda del
presente codice.
(( 2. Le funzioni di tutela previste dal presente codice che
abbiano ad oggetto manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli,
raccolte librarie, nonche' libri, stampe e incisioni, non
appartenenti allo Stato, sono esercitate dalle regioni. Qualora
l'interesse culturale delle predette cose sia stato riconosciuto con
provvedimento ministeriale, l'esercizio delle potesta' previste
dall'articolo 128 compete al Ministero. ))
3. Sulla base di specifici accordi od intese e previo parere della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, di seguito denominata
"Conferenza Stato-regioni", le regioni possono esercitare le funzioni
di tutela (( . . . )) su carte geografiche, spartiti musicali,
fotografie, pellicole o altro materiale audiovisivo, con relativi
negativi e matrici, non appartenenti allo Stato.
4. Nelle forme previste dal comma 3 e sulla base dei principi di
differenziazione ed adeguatezza, possono essere individuate ulteriori
forme di coordinamento in materia di tutela con le regioni che ne
facciano richiesta.
5. Gli accordi o le intese possono prevedere particolari forme di
cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali.
6. Le funzioni amministrative di tutela dei beni paesaggistici sono
(( esercitate dallo Stato e dalle regioni )) secondo le disposizioni
di cui alla Parte terza del presente codice.
7. Relativamente alle funzioni (( esercitate dalle regioni ai sensi
dei )) commi 2, 3, 4, 5 e 6, il Ministero esercita le potesta' di
indirizzo e di vigilanza e il potere sostitutivo in caso di
perdurante inerzia o inadempienza.
Articolo 6 (4) (5)
Valorizzazione del patrimonio culturale

1. La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella
disciplina delle attivita' dirette a promuovere la conoscenza del
patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di
utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso (( , al fine
di promuovere lo sviluppo della cultura )). Essa comprende anche la
promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione del
patrimonio culturale. (( In riferimento ai beni paesaggistici la
valorizzazione comprende altresila riqualificazione degli immobili e
delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la
realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati. ))
2. La valorizzazione e' attuata in forme compatibili con la tutela
e tali da non pregiudicarne le esigenze.
3. La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei
soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione del
patrimonio culturale.
Articolo 7
Funzioni e compiti in materia di valorizzazione
del patrimonio culturale

1. Il presente codice fissa i principi fondamentali in materia di
valorizzazione del patrimonio culturale. Nel rispetto di tali
principi le regioni esercitano la propria potesta' legislativa.
2. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali
perseguono il coordinamento, l'armonizzazione e l'integrazione delle
attivita' di valorizzazione dei beni pubblici.
Articolo 8
Regioni e province ad autonomia speciale

1. Nelle materie disciplinate dal presente codice restano ferme le
potesta' attribuite alle regioni a statuto speciale ed alle province
autonome di Trento e Bolzano dagli statuti e dalle relative norme di
attuazione.
Articolo 9
Beni culturali di interesse religioso

1. Per i beni culturali di interesse religioso appartenenti ad
enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni
religiose, il Ministero e, per quanto di competenza, le regioni
provvedono, relativamente alle esigenze di culto, d'accordo con le
rispettive autorita'.
2. Si osservano, altresi', le disposizioni stabilite dalle intese
concluse ai sensi dell'articolo 12 dell'Accordo di modificazione del
Concordato lateranense firmato il 18 febbraio 1984, ratificato e reso
esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ovvero dalle leggi emanate
sulla base delle intese sottoscritte con le confessioni religiose
diverse dalla cattolica, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della
Costituzione.
PARTE SECONDA
Beni culturali

TITOLO I
Tutela

Capo I
Oggetto della tutela
Articolo 10 (4)
Beni culturali

1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo
Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonche'
ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche
private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico,
storico, archeologico o etnoantropologico.
2. Sono inoltre beni culturali:
a) le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi
espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici
territoriali, nonche' di ogni altro ente ed istituto pubblico;
b) gli archivi e i singoli documenti dello Stato, delle regioni,
degli altri enti pubblici territoriali, nonche' di ogni altro ente ed
istituto pubblico;
c) le raccolte librarie delle biblioteche dello Stato, delle
regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonche' di ogni
altro ente e istituto pubblico (( , ad eccezione delle raccolte delle
biblioteche indicate all'articolo 47, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e di quelle ad
esse assimilabili )).
3. Sono altresi' beni culturali, quando sia intervenuta la
dichiarazione prevista dall'articolo 13:
a) le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico,
storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante,
appartenenti a soggetti diversi da quelli indicati al comma 1;
b) gli archivi e i singoli documenti, appartenenti a privati, che
rivestono interesse storico particolarmente importante;
c) le raccolte librarie, appartenenti a privati, di eccezionale
interesse culturale;
d) le cose immobili e mobili, a chiunque appartenenti, che
rivestono un interesse particolarmente importante a causa del loro
riferimento con la storia politica, militare, della letteratura,
dell'arte e della cultura in genere, ovvero quali testimonianze
dell'identita' e della storia delle istituzioni pubbliche, collettive
o religiose;
e) le collezioni o serie di oggetti, a chiunque appartenenti,
che, per tradizione, fama e particolari caratteristiche ambientali,
(( ovvero per rilevanza artistica, storica, archeologica, numismatica
o etnoantropologica, )) rivestono come complesso un eccezionale
interesse (( . . . )).
4. Sono comprese tra le cose indicate al comma 1 e al comma 3,
lettera a):
a) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le
primitive civilta';
b) le cose di interesse numismatico (( che, in rapporto
all'epoca, alle tecniche e ai materiali di produzione, nonche' al
contesto di riferimento, abbiano carattere di rarita' o di pregio,
anche storico ));
c) i manoscritti, gli autografi, i carteggi, gli incunaboli,
nonche' i libri, le stampe e le incisioni, con relative matrici,
aventi carattere di rarita' e di pregio;
d) le carte geografiche e gli spartiti musicali aventi carattere
di rarita' e di pregio;
e) le fotografie, con relativi negativi e matrici, le pellicole
cinematografiche ed i supporti audiovisivi in genere, aventi
carattere di rarita' e di pregio;
f) le ville, i parchi e i giardini che abbiano interesse
artistico o storico;
g) le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani
di interesse artistico o storico;
h) i siti minerari di interesse storico od etnoantropologico;
i) le navi e i galleggianti aventi interesse artistico, storico
od etnoantropologico;
l) (( le architetture rurali )) aventi interesse storico od
etnoantropologico quali testimonianze dell'economia rurale
tradizionale.
5. Salvo quanto disposto dagli articoli 64 e 178, non sono soggette
alla disciplina del presente Titolo le cose indicate al comma 1 e al
comma 3, lettere a) ed e), che siano opera di autore vivente o la cui
esecuzione non risalga ad oltre cinquanta anni.
Articolo 11 (4)
Beni oggetto di specifiche disposizioni di tutela

1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 10, qualora ne
ricorrano presupposti e condizioni, sono beni culturali, in quanto
oggetto di specifiche disposizioni del presente Titolo:
a) gli affreschi, gli stemmi, i graffiti, le lapidi, le
iscrizioni, i tabernacoli (( ed altri elementi decorativi )) di
edifici, esposti o non alla pubblica vista, di cui all'articolo 50,
comma 1;
b) gli studi d'artista, di cui all'articolo 51;
c) le aree pubbliche di cui all'articolo 52;
d) le opere di pittura, di scultura, di grafica e qualsiasi
oggetto d'arte di autore vivente o la cui esecuzione non risalga ad
oltre cinquanta anni, di cui agli articoli 64 e 65;
e) le opere dell'architettura contemporanea di particolare valore
artistico, di cui all'articolo 37;
f) le fotografie, con relativi negativi e matrici, gli esemplari
di opere cinematografiche, audiovisive o di sequenze di immagini in
movimento, le documentazioni di manifestazioni, sonore o verbali,
comunque realizzate, la cui produzione risalga ad oltre venticinque
anni, di cui all'articolo 65;
g) i mezzi di trasporto aventi piu' di settantacinque anni, di
cui agli articoli 65 e 67, comma 2;
h) i beni e gli strumenti di interesse per la storia della
scienza e della tecnica aventi piu' di cinquanta anni, di cui
all'articolo 65;
i) le vestigia individuate dalla vigente normativa in materia di
tutela del patrimonio storico della Prima guerra mondiale, di cui
all'articolo 50, comma 2.
Articolo 12 (4)
Verifica dell'interesse culturale

1. Le cose immobili e mobili indicate all'articolo 10, comma 1, che
siano opera di autore non piu' vivente e la cui esecuzione risalga ad
oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni (( della
presente Parte )) fino a quando non sia stata effettuata la verifica
di cui al comma 2.
2. I competenti organi del Ministero, d'ufficio o su richiesta
formulata dai soggetti cui le cose appartengono e corredata dai
relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dell'interesse
artistico, storico, archeologico o etnoantropologico nelle cose di
cui al comma 1, sulla base di indirizzi di carattere generale
stabiliti dal Ministero medesimo al fine di assicurare uniformita' di
valutazione.
3. Per i beni immobili dello Stato, la richiesta di cui al comma 2
e' corredata da elenchi dei beni e dalle relative schede descrittive.
I criteri per la predisposizione degli elenchi, le modalita' di
redazione delle schede descrittive e di trasmissione di elenchi e
schede sono stabiliti con decreto del Ministero adottato di concerto
con l'Agenzia del demanio e, per i beni immobili in uso
all'amministrazione della difesa, anche con il concerto della
competente direzione generale dei lavori e del demanio. Il Ministero
fissa, con propri decreti, i criteri e le modalita' per la
predisposizione e la presentazione delle richieste di verifica, e
della relativa documentazione conoscitiva, da parte degli altri
soggetti di cui al comma 1.
4. Qualora nelle cose sottoposte a verifica non sia stato
riscontrato l'interesse di cui al comma 2, le cose medesime sono
escluse dall'applicazione delle disposizioni del presente Titolo.
5. Nel caso di verifica con esito negativo su cose appartenenti al
demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti pubblici
territoriali, la scheda contenente i relativi dati e' trasmessa ai
competenti uffici affinche' ne dispongano la sdemanializzazione
qualora, secondo le valutazioni dell'amministrazione interessata, non
vi ostino altre ragioni di pubblico interesse.
6. (( Le cose di cui al comma 4 e quelle di cui al comma 5 )) per
le quali si sia proceduto alla sdemanializzazione sono liberamente
alienabili, ai fini del presente codice.
7. L'accertamento dell'interesse artistico, storico, archeologico o
etnoantropologico, effettuato in conformita' agli indirizzi generali
di cui al comma 2, costituisce dichiarazione ai sensi dell'articolo
13 ed il relativo provvedimento e' trascritto nei modi previsti
dall'articolo 15, comma 2. I beni restano definitivamente sottoposti
alle disposizioni del presente Titolo.
8. Le schede descrittive degli immobili di proprieta' dello Stato
oggetto di verifica con esito positivo, integrate con il
provvedimento di cui al comma 7, confluiscono in un archivio
informatico accessibile al Ministero e all'Agenzia del demanio, per
finalita' di monitoraggio del patrimonio immobiliare e di
programmazione degli interventi in funzione delle rispettive
competenze istituzionali.
9. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di
cui al comma 1 anche qualora i soggetti cui esse appartengono mutino
in qualunque modo la loro natura giuridica.
(( 10. Il procedimento di verifica si conclude entro centoventi
giorni dal ricevimento della richiesta. ))
Articolo 13
Dichiarazione dell'interesse culturale

1. La dichiarazione accerta la sussistenza, nella cosa che ne
forma oggetto, dell'interesse richiesto dall'articolo 10, comma 3.
2. La dichiarazione non e' richiesta per i beni di cui
all'articolo 10, comma 2. Tali beni rimangono sottoposti a tutela
anche qualora i soggetti cui essi appartengono mutino in qualunque
modo la loro natura giuridica.
Articolo 14 (4)
Procedimento di dichiarazione

1. Il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione
dell'interesse culturale, anche su motivata richiesta della regione e
di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al
proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa
che ne forma oggetto.
2. La comunicazione contiene gli elementi di identificazione e di
valutazione della cosa risultanti dalle prime indagini, l'indicazione
degli effetti previsti dal comma 4, nonche' l'indicazione del
termine, comunque non inferiore a trenta giorni, per la presentazione
di eventuali osservazioni.
3. Se il procedimento riguarda complessi immobiliari, la
comunicazione e' inviata anche al comune (( e )) alla citta'
metropolitana.
4. La comunicazione comporta l'applicazione, in via cautelare,
delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III
e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del
termine del procedimento di dichiarazione, che il Ministero
stabilisce a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 7 agosto
1990, n. 241.
6. La dichiarazione dell'interesse culturale e' adottata dal
Ministero.
Articolo 15
Notifica della dichiarazione

1. La dichiarazione prevista dall'articolo 13 e' notificata al
proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo della cosa
che ne forma oggetto, tramite messo comunale o a mezzo posta
raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Ove si tratti di cose soggette a pubblicita' immobiliare o
mobiliare, il provvedimento di dichiarazione e' trascritto, su
richiesta del soprintendente, nei relativi registri ed ha efficacia
nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o detentore
a qualsiasi titolo.
Articolo 16 (4)
Ricorso amministrativo avverso la dichiarazione

1. Avverso (( il provvedimento conclusivo della verifica di cui
all'articolo 12 o )) la dichiarazione di cui all'articolo 13 e'
ammesso ricorso al Ministero, per motivi di legittimita' e di merito,
entro trenta giorni dalla notifica della dichiarazione.
2. La proposizione del ricorso comporta la sospensione degli
effetti del provvedimento impugnato.
Rimane ferma l'applicazione, in via cautelare, delle disposizioni
previste dal Capo II, dalla sezione I del Capo III e dalla sezione I
del Capo IV del presente Titolo.
3. Il Ministero, sentito il competente organo consultivo, decide
sul ricorso entro il termine di novanta giorni dalla presentazione
dello stesso.
4. Il Ministero, qualora accolga il ricorso, annulla o riforma
l'atto impugnato.
5. Si applicano le disposizioni del decreto del Presidente della
Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199.
Articolo 17 (4)
Catalogazione

1. Il Ministero, con il concorso delle regioni e degli altri enti
pubblici territoriali, assicura la catalogazione dei beni culturali e
coordina le relative attivita'.
2. Le procedure e le modalita' di catalogazione sono stabilite con
decreto ministeriale. A tal fine il Ministero, con il concorso delle
regioni, individua e definisce metodologie comuni di raccolta,
scambio, accesso ed elaborazione dei dati a livello nazionale e di
integrazione in rete delle banche dati dello Stato, delle regioni e
degli altri enti pubblici territoriali.
3. Il Ministero e le regioni, anche con la collaborazione delle
universita', concorrono alla definizione di programmi concernenti
studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di metodologie di
catalogazione e inventariazione.
4. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali,
con le modalita' di cui al decreto ministeriale previsto al comma 2,
curano la catalogazione dei beni culturali loro appartenenti e,
previe intese con gli enti proprietari, degli altri beni culturali.
5. I dati di cui al presente articolo affluiscono al catalogo
nazionale dei beni culturali (( in ogni sua articolazione )).
6. La consultazione dei dati concernenti le dichiarazioni emesse ai
sensi dell'articolo 13 e' disciplinata in modo da garantire la
sicurezza dei beni e la tutela della riservatezza.
Capo II
Vigilanza e ispezione
Articolo18
Vigilanza

1. La vigilanza sui beni culturali compete al Ministero.
2. La vigilanza sulle cose indicate all'articolo 12, comma 1, di
appartenenza statale, da chiunque siano tenute in uso o in consegna,
e' esercitata direttamente dal Ministero. Per l'esercizio dei poteri
di vigilanza sulle cose indicate all'articolo 12, comma 1,
appartenenti alle regioni e agli altri enti pubblici territoriali, il
Ministero procede anche mediante forme di intesa e di coordinamento
con le regioni.
Articolo 19
Ispezione

1. I soprintendenti possono procedere in ogni tempo, con preavviso
non inferiore a cinque giorni, fatti salvi i casi di estrema urgenza,
ad ispezioni volte ad accertare l'esistenza e lo stato di
conservazione e di custodia dei beni culturali.
Capo III
Protezione e conservazione

Sezione I
Misure di protezione
Articolo 20 (4)
Interventi vietati

1. I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o
adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o
artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione.
2. Gli archivi (( pubblici e gli archivi privati per i quali sia
intervenuta la dichiarazione ai sensi dell'articolo 13 )) non possono
essere smembrati.
Articolo 21 (4)
Interventi soggetti ad autorizzazione

1. Sono subordinati ad autorizzazione del Ministero:
a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche
con successiva ricostituzione;
b) lo spostamento, anche temporaneo, dei beni culturali, salvo
quanto previsto ai commi 2 e 3;
e) lo smembramento di collezioni, serie e raccolte;
d) lo scarto dei documenti degli archivi pubblici e degli archivi
privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi
dell'articolo 13 (( , nonche' lo scarto di materiale bibliografico
delle biblioteche pubbliche, con l'eccezione prevista all'articolo
10, comma 2, lettera c), e delle biblioteche private per le quali sia
intervenuta la dichiarazione ai sensi dell'articolo 13 ));
e) il trasferimento ad altre persone giuridiche di complessi
organici di documentazione di archivi pubblici, nonche' di archivi ((
privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi
dell'articolo 13 )).
2. Lo spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di
dimora o di sede del detentore, e' preventivamente denunciato al
soprintendente, che, entro trenta giorni dal ricevimento della
denuncia, puo' prescrivere le misure necessarie perche' i beni non
subiscano danno dal trasporto.
3. Lo spostamento degli archivi correnti dello Stato e degli enti
ed istituti pubblici non e' soggetto ad autorizzazione.
4. Fuori dei casi di cui ai commi precedenti, l'esecuzione di opere
e lavori di qualunque genere su beni culturali e' subordinata ad
autorizzazione del soprintendente. (( Il mutamento di destinazione
d'uso dei beni medesimi e' comunicato al soprintendente per le
finalita' di cui all'articolo 20, comma 1. ))
5. L'autorizzazione e' resa su progetto o, qualora sufficiente, su
descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e
puo' contenere prescrizioni. (( Se i lavori non iniziano entro cinque
anni dal rilascio dell'autorizzazione, il soprintendente puo' dettare
prescrizioni ovvero integrare o variare quelle gia' date in relazione
al mutare delle tecniche di conservazione. ))
Articolo 22 (4)
Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia

1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 25 e 26, l'autorizzazione
prevista dall'articolo 21, comma 4, relativa ad interventi in materia
di edilizia pubblica e privata e' rilasciata entro il termine di
centoventi giorni dalla ricezione della richiesta da parte della
soprintendenza.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi
integrativi di giudizio, il termine indicato al comma 1 e' sospeso
fino al ricevimento della documentazione richiesta.
3. (( Ove sorga l'esigenza di procedere ad accertamenti di natura
tecnica, la soprintendenza ne da' preventiva comunicazione al
richiedente ed )) il termine indicato al comma 1 e' sospeso fino
all'acquisizione delle risultanze degli accertamenti d'ufficio e
comunque per non piu' di trenta giorni.
(( 4. Decorso inutilmente il termine stabilito, il richiedente puo'
diffidare l'amministrazione a provvedere. Se l'amministrazione non
provvede nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida,
il richiedente puo' agire ai sensi dell'articolo 21-bis della legge 6
dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni. ))
Articolo 23
Procedure edilizie semplificate

1. Qualora gli interventi autorizzati ai sensi dell'articolo 21
necessitino anche di titolo abilitativo in materia edilizia, e'
possibile il ricorso alla denuncia di inizio attivita', nei casi
previsti dalla legge. A tal fine l'interessato, all'atto della
denuncia, trasmette al comune l'autorizzazione conseguita, corredata
dal relativo progetto.
Articolo 24
Interventi su beni pubblici

1. Per gli interventi su beni culturali pubblici da eseguirsi da
parte di amministrazioni dello Stato, delle regioni, di altri enti
pubblici territoriali, nonche' di ogni altro ente ed istituto
pubblico, l'autorizzazione necessaria ai sensi dell'articolo 21 puo'
essere espressa nell'ambito di accordi tra il Ministero ed il
soggetto pubblico interessato.
Articolo 25
Conferenza di servizi

1. Nei procedimenti relativi ad opere o lavori incidenti su beni
culturali, ove si ricorra alla conferenza di servizi,
l'autorizzazione necessaria ai sensi dell'articolo 21 e' rilasciata
in quella sede dal competente organo del Ministero con dichiarazione
motivata, acquisita al verbale della conferenza e contenente le
eventuali prescrizioni impartite per la realizzazione del progetto.
2. Qualora l'organo ministeriale esprima motivato dissenso,
l'amministrazione procedente puo' richiedere la determinazione di
conclusione del procedimento al Presidente del Consiglio dei
ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri.
3. Il destinatario della determinazione conclusiva favorevole
adottata in conferenza di servizi informa il Ministero dell'avvenuto
adempimento delle prescrizioni da quest'ultimo impartite.
Articolo 26
Valutazione di impatto ambientale

1. Per i progetti di opere da sottoporre a valutazione di impatto
ambientale, l'autorizzazione prevista dall'articolo 2 e' espressa dal
Ministero in sede di concerto per la pronuncia sulla compatibilita'
ambientale, sulla base del progetto definitivo da presentarsi ai fini
della valutazione medesima.
2. Qualora dall'esame del progetto effettuato a norma del comma 1
risulti che l'opera non e' in alcun modo compatibile con le esigenze
di protezione dei beni culturali sui quali essa e' destinata ad
incidere, il Ministero si pronuncia negativamente, dandone
comunicazione al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio. In tal caso, la procedura di valutazione di impatto
ambientale si considera conclusa negativamente.
3. Se nel corso dei lavori risultano comportamenti contrastanti
con l'autorizzazione espressa nelle forme di cui al comma 1, tali da
porre in pericolo l'integrita' dei beni culturali soggetti a tutela,
il soprintendente ordina la sospensione dei lavori.
Articolo 27
Situazioni di urgenza

1. Nel caso di assoluta urgenza possono essere effettuati gli
interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene
tutelato, purche' ne sia data immediata comunicazione alla
soprintendenza, alla quale sono tempestivamente inviati i progetti
degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione.
Articolo 28 (4)
Misure cautelari e preventive

1. Il soprintendente puo' ordinare la sospensione di interventi
iniziati contro il disposto degli articoli 20, 21, 25, 26 e 27 ovvero
condotti in difformita' dall'autorizzazione.
2. Al soprintendente spetta altresi' la facolta' di ordinare
l'inibizione o la sospensione di interventi relativi alle cose
indicate nell'articolo 10, anche quando per esse non siano ancora
intervenute la verifica di cui all'articolo 12, comma 2, o la
dichiarazione di cui all'articolo 13.
3. L'ordine di cui al comma 2 si intende revocato se, entro trenta
giorni dalla ricezione del medesimo, non e' comunicato, a cura del
soprintendente, l'avvio del procedimento di verifica o di
dichiarazione.
4. In caso di realizzazione (( di lavori pubblici )) ricadenti in
aree di interesse archeologico, anche quando per esse non siano
intervenute la verifica di cui all'articolo 12, comma 2, o la
dichiarazione di cui all'articolo 13, il soprintendente puo'
richiedere l'esecuzione di saggi archeologici preventivi sulle aree
medesime a spese del committente (( . . . )).
Sezione II
Misure di conservazione
Articolo 29 (4)
Conservazione

1. La conservazione del patrimonio culturale e' assicurata mediante
una coerente, coordinata e programmata attivita' di studio,
prevenzione, manutenzione e restauro.
2. Per prevenzione si intende il complesso delle attivita' idonee a
limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo
contesto.
3. Per manutenzione si intende il complesso delle attivita' e degli
interventi destinati al controllo delle condizioni del bene culturale
e al mantenimento dell'integrita', dell'efficienza funzionale e
dell'identita' del bene e delle sue parti.
4. Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso
un complesso di operazioni finalizzate all'integrita' materiale ed al
recupero del bene medesimo, alla protezione ed alla trasmissione dei
suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone
dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il
restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale.
5. Il Ministero definisce, anche con il concorso delle regioni e
con la collaborazione delle universita' e degli istituti di ricerca
competenti, linee di indirizzo, norme tecniche, criteri e modelli di
intervento in materia di conservazione dei beni culturali.
6. Fermo quanto disposto dalla normativa in materia di
progettazione ed esecuzione di opere su beni architettonici, gli
interventi di manutenzione e restauro su beni culturali mobili e
superfici decorate di beni architettonici sono eseguiti in via
esclusiva da coloro che sono restauratori di beni culturali ai sensi
della normativa in materia.
7. I profili di competenza dei restauratori e degli altri operatori
che svolgono attivita' complementari al restauro o altre attivita' di
conservazione dei beni culturali mobili e delle superfici decorate di
beni architettonici sono definiti con decreto del Ministro adottato
ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni.
8. Con decreto del Ministro adottato ai sensi dell'articolo 17,
comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con il Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, (( . . . )) sono
definiti i criteri ed i livelli di qualita' cui si adegua l'
insegnamento del restauro.
9. L'insegnamento del restauro e' impartito dalle scuole di alta
formazione e di studio istituite ai sensi dell'articolo 9 del decreto
legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, nonche' dai centri di cui al
comma 11 e dagli altri soggetti pubblici e privati accreditati presso
lo Stato. Con decreto del Ministro adottato ai sensi dell'articolo
17, comma 3, della legge n. 400 del 1988 di concerto con il Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, (( . . . )) sono
individuati le modalita' di accreditamento, i requisiti minimi
organizzativi e di funzionamento dei soggetti di cui al presente
comma, le modalita' della vigilanza sullo svolgimento delle attivita'
didattiche e dell'esame finale, (( abilitante alle attivita' di cui
al comma 6 e avente valore di esame di Stato, )) cui partecipa almeno
un rappresentante del Ministero, (( il titolo accademico rilasciato a
seguito del superamento di detto esame, che e' equiparato al diploma
di laurea specialistica o magistrale, )) nonche' le caratteristiche
del corpo docente. (( Il procedimento di accreditamento si conclude
con provvedimento adottato entro novanta giorni dalla presentazione
della domanda corredata dalla prescritta documentazione. ))
(( 9-bis. Dalla data di entrata in vigore dei decreti previsti dai
commi 7, 8 e 9, agli effetti dell'esecuzione degli interventi di
manutenzione e restauro su beni culturali mobili e superfici decorate
di beni architettonici, nonche' agli effetti del possesso dei
requisiti di qualificazione da parte dei soggetti esecutori di detti
lavori, la qualifica di restauratore di beni culturali e' acquisita
esclusivamente in applicazione delle predette disposizioni. ))
10. La formazione delle figure professionali che svolgono attivita'
complementari al restauro o altre attivita' di conservazione e'
assicurata da soggetti pubblici e privati ai sensi della normativa
regionale. I relativi corsi si adeguano a criteri e livelli di
qualita' definiti con accordo in sede di Conferenza Stato-regioni, ai
sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
11. Mediante appositi accordi (( . . . )) il Ministero e le
regioni, anche con il concorso delle universita' e di altri soggetti
pubblici e privati, possono istituire congiuntamente centri, anche a
carattere interregionale, dotati di personalita' giuridica, cui
affidare attivita' di ricerca, sperimentazione, studio,
documentazione ed attuazione di interventi di conservazione e
restauro su beni culturali, di particolare complessita'. Presso tali
centri possono essere altresi' istituite, (( ove accreditate, )) ai
sensi del comma 9, scuole di alta formazione per l'insegnamento del
restauro. (( All' attuazione del presente comma si provvede
nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per
la finanza pubblica. ))
Articolo 30 (4)
Obblighi conservativi

1. Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali
nonche' ogni altro ente ed istituto pubblico hanno l'obbligo di
garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro
appartenenza.
2. I soggetti indicati al comma 1 e le persone giuridiche private
senza fine di lucro fissano i beni culturali di loro appartenenza, ad
eccezione degli archivi correnti, nel luogo di loro destinazione nel
modo indicato dal soprintendente.
3. I privati proprietari, possessori o detentori di beni culturali
sono tenuti a garantirne la conservazione.
4. I soggetti indicati al comma 1 hanno l'obbligo di conservare i
propri archivi nella loro organicita' e di ordinarli, nonche' di
inventariare i propri archivi storici, costituiti dai documenti
relativi agli affari esauriti da oltre quaranta anni. Allo stesso
obbligo sono assoggettati i proprietari, possessori o detentori, a
qualsiasi titolo, di archivi privati per i quali sia intervenuta la
dichiarazione di cui all'articolo 13. (( Copia degli inventari e dei
relativi aggiornamenti e' inviata alla soprintendenza, nonche' al
Ministero dell'interno per gli accertamenti di cui all'articolo 125.
))
Articolo 31
Interventi conservativi volontari

1. Il restauro e gli altri interventi conservativi su beni
culturali ad iniziativa del proprietario, possessore o detentore a
qualsiasi titolo sono autorizzati ai sensi dell'articolo 21.
2. In sede di autorizzazione, il soprintendente si pronuncia, a
richiesta dell'interessato, sull'ammissibilita' dell'intervento ai
contributi statali previsti dagli articoli 35 e 37 e certifica
eventualmente il carattere necessario dell'intervento stesso ai fini
della concessione delle agevolazioni tributarie previste dalla legge.
Articolo 32
Interventi conservativi imposti

1. Il Ministero puo' imporre al proprietario, possessore o
detentore a qualsiasi titolo gli interventi necessari per assicurare
la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche agli obblighi di
cui all'articolo 30, comma 4.
Articolo 33
Procedura di esecuzione degli interventi conservativi imposti

1. Ai fini dell'articolo 32 il soprintendente redige una relazione
tecnica e dichiara la necessita' degli interventi da eseguire.
2. La relazione tecnica e' inviata, insieme alla comunicazione di
avvio del procedimento, al proprietario, possessore o detentore del
bene, che puo' far pervenire le sue osservazioni entro trenta giorni
dal ricevimento degli atti.
3. Il soprintendente, se non ritiene necessaria l'esecuzione
diretta degli interventi, assegna al proprietario, possessore o
detentore un termine per la presentazione del progetto esecutivo
delle opere da effettuarsi, conformemente alla relazione tecnica.
4. Il progetto presentato e' approvato dal soprintendente con le
eventuali prescrizioni e con la fissazione del termine per l'inizio
dei lavori. Per i beni immobili il progetto presentato e' trasmesso
dalla soprintendenza al comune o alla citta' metropolitana, che
possono esprimere parere motivato entro trenta giorni dalla ricezione
della comunicazione.
5. Se il proprietario, possessore o detentore del bene non adempie
all'obbligo di presentazione del progetto, o non provvede a
modificarlo secondo le indicazioni del soprintendente nel termine da
esso fissato, ovvero se il progetto e' respinto, si procede con
l'esecuzione diretta.
6. In caso di urgenza, il soprintendente puo' adottare
immediatamente le misure conservative necessarie.
Articolo 34
Oneri per gli interventi conservativi imposti

1. Gli oneri per gli interventi su beni culturali, imposti o
eseguiti direttamente dal Ministero ai sensi dell'articolo 32, sono a
carico del proprietario, possessore o detentore. Tuttavia, se gli
interventi sono di particolare rilevanza ovvero sono eseguiti su beni
in uso o godimento pubblico, il Ministero puo' concorrere in tutto o
in parte alla relativa spesa. In tal caso, determina l'ammontare
dell'onere che intende sostenere e ne da' comunicazione
all'interessato.
2. Se le spese degli interventi sono sostenute dal proprietario,
possessore o detentore, il Ministero provvede al loro rimborso, anche
mediante l'erogazione di acconti ai sensi dell'articolo 36, commi 2 e
3, nei limiti dell'ammontare determinato ai sensi del comma 1.
3. Per le spese degli interventi sostenute direttamente, il
Ministero determina la somma da porre a carico del proprietario,
possessore o detentore, e ne cura il recupero nelle forme previste
dalla normativa in materia di riscossione coattiva delle entrate
patrimoniali dello Stato.
Articolo 35
Intervento finanziario del Ministero

1. Il Ministero ha facolta' di concorrere alla spesa sostenuta dal
proprietario, possessore o detentore del bene culturale per
l'esecuzione degli interventi previsti dall'articolo 31, comma 1, per
un ammontare non superiore alla meta' della stessa. Se gli interventi
sono di particolare rilevanza o riguardano beni in uso o godimento
pubblico, il Ministero puo' concorrere alla spesa fino al suo intero
ammontare.
2. La disposizione del comma 1 si applica anche agli interventi
sugli archivi storici previsti dall'articolo 30, comma 4.
3. Per la determinazione della percentuale del contributo di cui
al comma 1 si tiene conto di altri contributi pubblici e di eventuali
contributi privati relativamente ai quali siano stati ottenuti
benefici fiscali.
Articolo 36
Erogazione del contributo

1. Il contributo e' concesso dal Ministero a lavori ultimati e
collaudati sulla spesa effettivamente sostenuta dal beneficiario.
2. Possono essere erogati acconti sulla base degli stati di
avanzamento dei lavori regolarmente certificati.
3. Il beneficiario e' tenuto alla restituzione degli acconti
percepiti se gli interventi non sono stati, in tutto o in parte,
regolarmente eseguiti. Per il recupero delle relative somme si
provvede nelle forme previste dalla normativa in materia di
riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dello Stato.
Articolo 37 (4)
Contributo in conto interessi

1. Il Ministero puo' concedere contributi in conto interessi sui
mutui accordati da istituti di credito ai proprietari, possessori o
detentori a qualsiasi titolo di beni culturali (( . . . )) per la
realizzazione degli interventi conservativi autorizzati.
2. Il contributo e' concesso nella misura massima corrispondente
agli interessi calcolati ad un tasso annuo di sei punti percentuali
sul capitale erogato a titolo di mutuo.
3. Il contributo e' corrisposto direttamente dal Ministero
all'istituto di credito secondo modalita' da stabilire con
convenzioni.
4. Il contributo di cui al comma 1 puo' essere concesso anche per
interventi conservativi su opere di architettura contemporanea di cui
il soprintendente abbia riconosciuto, su richiesta del proprietario,
il particolare valore artistico.
Articolo 38 (4)
(( Accessibilita' del pubblico ai beni culturali ))
oggetto di interventi conservativi

1. (( I beni culturali )) restaurati o sottoposti ad altri
interventi conservativi con il concorso totale o parziale dello Stato
nella spesa, o per i quali siano stati concessi contributi in conto
interessi, sono resi accessibili al pubblico secondo modalita'
fissate, caso per caso, da appositi accordi o convenzioni da
stipularsi fra il Ministero ed i singoli proprietari all'atto della
assunzione dell'onere della spesa ai sensi dell'articolo 34 o della
concessione del contributo ai sensi dell'articolo 35.
2. Gli accordi e le convenzioni stabiliscono i limiti temporali
dell'obbligo di apertura al pubblico, tenendo conto della tipologia
degli interventi, del valore artistico e storico degli immobili e dei
beni in essi esistenti. Accordi e convenzioni sono trasmessi, a cura
del soprintendente, al comune o alla citta' metropolitana nel cui
territorio si trovano gli immobili.
Articolo 39
Interventi conservativi su beni dello Stato

1. Il Ministero provvede alle esigenze di conservazione dei beni
culturali di appartenenza statale, anche se in consegna o in uso ad
amministrazioni diverse o ad altri soggetti, sentiti i medesimi.
2. Salvo che non sia diversamente concordato, la progettazione e
l'esecuzione degli interventi di cui al comma 1, relativi a beni
immobili, sono assunte dall'amministrazione o dal soggetto medesimi,
ferma restando la competenza del Ministero al rilascio
dell'autorizzazione sul progetto ed alla vigilanza sui lavori.
3. Per l'esecuzione degli interventi di cui al comma 1, relativi a
beni immobili, il Ministero trasmette il progetto e comunica l'inizio
dei lavori al comune o alla citta' metropolitana.
Articolo 40
Interventi conservativi su beni delle regioni
e degli altri enti pubblici territoriali

1. Per i beni culturali appartenenti alle regioni e agli altri
enti pubblici territoriali, le misure previste dall'articolo 32 sono
disposte, salvo i casi di assoluta urgenza, in base ad accordi con
l'ente interessato.
2. Gli accordi possono riguardare anche i contenuti delle
prescrizioni di cui all'articolo 30, comma 2.
3. Gli interventi conservativi sui beni culturali che coinvolgono
lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici territoriali nonche'
altri soggetti pubblici e privati, sono ordinariamente oggetto di
preventivi accordi programmatici.
Articolo 41
Obblighi di versamento agli Archivi di Stato dei documenti
conservati dalle amministrazioni statali

1. Gli organi giudiziari e amministrativi dello Stato versano
all'archivio centrale dello Stato e agli archivi di Stato i documenti
relativi agli affari esauriti da oltre quarant'anni, unitamente agli
strumenti che ne garantiscono la consultazione. Le liste di leva e di
estrazione sono versate settant'anni dopo l'anno di nascita della
classe cui si riferiscono. Gli archivi notarili versano gli atti
notarili ricevuti dai notai che cessarono l'esercizio professionale
anteriormente all'ultimo centennio.
2. Il soprintendente all'archivio centrale dello Stato e i
direttori degli archivi di Stato possono accettare versamenti di
documenti piu' recenti, quando vi sia pericolo di dispersione o di
danneggiamento.
3. Nessun versamento puo' essere ricevuto se non sono state
effettuate le operazioni di scarto. Le spese per il versamento sono a
carico delle amministrazioni versanti.
4. Gli archivi degli uffici statali soppressi e degli enti
pubblici estinti sono versati all'archivio centrale dello Stato e
agli archivi di Stato, a meno che non se ne renda necessario il
trasferimento, in tutto o in parte, ad altri enti.
5. Presso gli organi indicati nel comma 1 sono istituite
commissioni, delle quali fanno parte rappresentanti del Ministero e
del Ministero dell'interno, con il compito di vigilare sulla corretta
tenuta degli archivi correnti e di deposito, di collaborare alla
definizione dei criteri di organizzazione, gestione e conservazione
dei documenti, di proporre gli scarti di cui al comma 3, di curare i
versamenti previsti al comma 1, di identificare gli atti di natura
riservata. La composizione e il funzionamento delle commissioni sono
disciplinati con decreto adottato dal Ministro per i beni e le
attivita' culturali di concerto con il Ministro dell'interno, ai
sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Gli scarti sono autorizzati dal Ministero.
6. Le disposizioni del presente articolo non si applicano al
Ministero per gli affari esteri; non si applicano altresi' agli stati
maggiori dell'esercito, della marina e dell'aeronautica per quanto
attiene la documentazione di carattere militare e operativo.
Art. 42 (3)
Conservazione degli archivi storici di organi costituzionali

1. La Presidenza della Repubblica conserva i suoi atti presso il
proprio archivio storico, secondo le determinazioni assunte dal
Presidente della Repubblica con proprio decreto, su proposta del
Segretario generale della Presidenza della Repubblica. Con lo stesso
decreto sono stabilite le modalita' di consultazione e di accesso
agli atti conservati presso l'archivio storico della Presidenza della
Repubblica.
2. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica conservano i
loro atti presso il proprio archivio storico, secondo le
determinazioni dei rispettivi uffici di presidenza.
3. La Corte Costituzionale conserva i suoi atti presso il proprio
archivio storico, secondo le disposizioni stabilite con regolamento
adottato ai sensi della vigente normativa in materia di costituzione
e funzionamento della Corte medesima.
(( 3-bis. La Presidenza del Consiglio dei ministri conserva i suoi
atti presso il proprio archivio storico, secondo le determinazioni
assunte dal Presidente del Consiglio dei ministri con proprio
decreto. Con lo stesso decreto sono stabilite le modalita' di
conservazione, di consultazione e di accesso agli atti presso
l'archivio storico della Presidenza del Consiglio dei ministri. ))
Articolo 43
Custodia coattiva

1. Il Ministero ha facolta' di far trasportare e temporaneamente
custodire in pubblici istituti i beni culturali mobili al fine di
garantirne la sicurezza o assicurarne la conservazione ai sensi
dell'articolo 29.
Articolo 44 (4)
Comodato e deposito di beni culturali

1. I direttori degli archivi e degli istituti che abbiano in
amministrazione o in deposito raccolte o collezioni artistiche,
archeologiche, bibliografiche e scientifiche possono ricevere in
comodato da privati proprietari, previo assenso del competente organo
ministeriale, beni culturali mobili al fine di consentirne la
fruizione da parte della collettivita', qualora si tratti di beni di
particolare (( pregio )) o che rappresentino significative
integrazioni delle collezioni pubbliche e purche' la loro custodia
presso i pubblici istituti non risulti particolarmente onerosa.
2. Il comodato non puo' avere durata inferiore a cinque anni e si
intende prorogato tacitamente per un periodo pari a quello convenuto,
qualora una delle parti contraenti non abbia comunicato all'altra la
disdetta almeno due mesi prima della scadenza del termine. Anche
prima della scadenza le parti possono risolvere consensualmente il
comodato.
3. I direttori adottano ogni misura necessaria per la conservazione
dei beni ricevuti in comodato, dandone comunicazione al comodante. Le
relative spese sono a carico del Ministero.
4. I beni sono protetti da idonea copertura assicurativa a carico
del Ministero. (( L'assicurazione puo' essere sostituita dall'
assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato, ai sensi dell'
articolo 48, comma 5. ))
5. I direttori possono ricevere altresi' in deposito, previo
assenso del competente organo ministeriale, beni culturali
appartenenti ad enti pubblici. Le spese di conservazione e custodia
specificamente riferite ai beni depositati sono a carico degli enti
depositanti.
6. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si
applicano le disposizioni in materia di comodato e di deposito.
Sezione III
Altre forme di protezione
Articolo 45
Prescrizioni di tutela indiretta

1. Il Ministero ha facolta' di prescrivere le distanze, le misure
e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo
l'integrita' dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la
prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e
di decoro.
2. Le prescrizioni di cui al comma 1, adottate e notificate ai
sensi degli articoli 46 e 47, sono immediatamente precettive. Gli
enti pubblici territoriali interessati recepiscono le prescrizioni
medesime nei regolamenti edilizi e negli strumenti urbanistici.
Articolo 46 (4)
Procedimento per la tutela indiretta

1. Il soprintendente avvia il procedimento per la tutela indiretta,
anche su motivata richiesta della regione o di altri enti pubblici
territoriali interessati, dandone comunicazione al proprietario,
possessore o detentore a qualsiasi titolo dell'immobile cui le
prescrizioni si riferiscono. Se per il numero dei destinatari la
comunicazione personale non e' possibile o risulta particolarmente
gravosa, il soprintendente comunica 1' avvio del procedimento
mediante idonee forme di pubblicita'.
2. La comunicazione di avvio del procedimento individua l'immobile
in relazione al quale si intendono adottare le prescrizioni di tutela
indiretta e indica i contenuti essenziali di tali prescrizioni.
3. Nel caso di complessi immobiliari, la comunicazione e' inviata
anche al comune (( e )) alla citta' metropolitana.
4. La comunicazione comporta, in via cautelare, la temporanea
immodificabilita' dell'immobile limitatamente agli aspetti cui si
riferiscono le prescrizioni contenute nella comunicazione stessa.
5. Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del
termine del relativo procedimento, stabilito dal Ministero ai sensi
dell'articolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Articolo 47
Notifica delle prescrizioni di tutela indiretta e ricorso
amministrativo

1. Il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela indiretta
e' notificato al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi
titolo degli immobili interessati, tramite messo comunale o a mezzo
posta raccomandata con avviso di ricevimento.
2. Il provvedimento e' trascritto nei registri immobiliari e ha
efficacia nei confronti di ogni successivo proprietario, possessore o
detentore a qualsiasi titolo degli immobili cui le prescrizioni
stesse si riferiscono.
3. Avverso il provvedimento contenente le prescrizioni di tutela
indiretta e' ammesso ricorso amministrativo ai sensi dell'articolo
16. La proposizione del ricorso, tuttavia, non comporta la
sospensione degli effetti del provvedimento impugnato.
Articolo 48
Autorizzazione per mostre ed esposizioni

1. E' soggetto ad autorizzazione il prestito per mostre ed
esposizioni:
a) delle cose mobili indicate nell'articolo 12, comma 1;
b) dei beni mobili indicati nell'articolo 10, comma 1;
c) dei beni mobili indicati all'articolo 10, comma 3, lettere a), ed
e);
d) delle raccolte e dei singoli beni ad esse pertinenti, di cui
all'articolo 10, comma 2, lettera a), delle raccolte librarie
indicate all'articolo 10, commi 2, lettera c), e 3, lettera c),
nonche' degli archivi e dei singoli documenti indicati
all'articolo 10, commi 2, lettera b), e 3, lettera b).

2. Qualora l'autorizzazione abbia ad oggetto beni appartenenti
allo Stato o sottoposti a tutela statale, la richiesta e' presentata
al Ministero almeno quattro mesi prima dell'inizio della
manifestazione ed indica il responsabile della custodia delle opere
in prestito.
3. L'autorizzazione e' rilasciata tenendo conto delle esigenze di
conservazione dei beni e, per quelli appartenenti allo Stato, anche
delle esigenze di fruizione pubblica; essa e' subordinata
all'adozione delle misure necessarie per garantirne l'integrita'. I
criteri, le procedure e le modalita' per il rilascio
dell'autorizzazione medesima sono stabiliti con decreto ministeriale.
4. Il rilascio dell'autorizzazione e' inoltre subordinato
all'assicurazione delle cose e dei beni da parte del richiedente, per
il valore indicato nella domanda, previa verifica della sua
congruita' da parte del Ministero.
5. Per le mostre e le manifestazioni sul territorio nazionale
promosse dal Ministero o, con la partecipazione statale, da enti o
istituti pubblici, l'assicurazione prevista al comma 4 puo' essere
sostituita dall'assunzione dei relativi rischi da parte dello Stato.
La garanzia statale e' rilasciata secondo le procedure, le modalita'
e alle condizioni stabilite con decreto ministeriale, sentito il
Ministero dell'economia e delle finanze. Ai corrispondenti oneri si
provvede mediante utilizzazione delle risorse disponibili nell'ambito
del fondo di riserva per le spese obbligatorie e d'ordine istituito
nello stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e
delle finanze.
6. Il Ministero ha facolta' di dichiarare, a richiesta
dell'interessato, il rilevante interesse culturale o scientifico di
mostre o esposizioni di beni culturali e di ogni altra iniziativa a
carattere culturale, ai fini dell'applicazione delle agevolazioni
previste dalla normativa fiscale.
Articolo 49
Manifesti e cartelli pubblicitari

1. E' vietato collocare o affiggere cartelli o altri mezzi di
pubblicita' sugli edifici e nelle aree tutelati come beni culturali.
Il soprintendente puo', tuttavia, autorizzare il collocamento o
l'affissione quando non ne derivi danno all'aspetto, al decoro e alla

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08-12-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 08 DICEMBRE 2017

06-12-2017
Premio Silvia Dell'Orso 2017

03-12-2017
Novità editoriale - La struttura del paesaggio. Una sperimentazione multidisciplinare per il Piano della Toscana

22-11-2017
Fotografie libere. Lettera di utenti dell'ACS di Palermo al Ministro Franceschini

22-11-2017
COMUNICATO di Cunsta, della Società italiana di Storia della Critica dell'Arte e della Consulta di Topografia Antica sulla Biblioteca di Palazzo Venezia

20-11-2017
Intervento di Enzo Borsellino sulla mostra di Bernini

13-11-2017
Maestri: Emiliani ricorda Edoardo Detti

01-11-2017
Nella sezione Interventi e recensioni un nuovo intervento di Vittorio Emiliani sulla legge sfasciaparchi

01-11-2017
A un anno dal terremoto, dossier di Emergenza Cultura

29-10-2017
Petizione per salvare il Museo d'Arte Orientale dalla chiusura

20-10-2017
Crollo Santa Croce, l'esperto:INTERVISTA - "Da anni chiediamo fondi per consolidare pietre, inascoltati"

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

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