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DECRETO LEGISLATIVO 22 gennaio 2004, n. 42 - Codice dei beni culturali e del paesaggio (artt. 131-184)
2006-12-28

PARTE TERZA
Beni paesaggistici

TITOLO I
Tutela e valorizzazione

Capo I
Disposizioni generali
Articolo 131 (5)
Salvaguardia dei valori del paesaggio

1. Ai fini del presente codice per paesaggio si (( intendono parti
)) di territorio i cui caratteri (( distintivi )) derivano dalla
natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni.
2. La tutela e la valorizzazione del paesaggio salvaguardano i
valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili.
Articolo 132
Cooperazione tra amministrazioni pubbliche

1. Le amministrazioni pubbliche cooperano per la definizione di
indirizzi e criteri riguardanti le attivita' di tutela,
pianificazione, recupero, riqualificazione e valorizzazione del
paesaggio e di gestione dei relativi interventi.
2. Gli indirizzi e i criteri perseguono gli obiettivi della
salvaguardia e della reintegrazione dei valori del paesaggio anche
nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.
3. Al fine di diffondere ed accrescere la conoscenza del paesaggio
le amministrazioni pubbliche intraprendono attivita' di formazione e
di educazione.
4. Il Ministero e le regioni definiscono le politiche di tutela e
valorizzazione del paesaggio tenendo conto anche degli studi, delle
analisi e delle proposte formulati dall'Osservatorio nazionale per la
qualita' del paesaggio, istituito con decreto del Ministro, nonche'
dagli Osservatori istituiti in ogni regione con le medesime
finalita'.
Articolo 133
Convenzioni internazionali

1. Le attivita' di tutela e di valorizzazione del paesaggio si
conformano agli obblighi e ai principi di cooperazione tra gli Stati
derivanti dalle convenzioni internazionali.
Articolo 134 (5)
Beni paesaggistici

1. Sono beni paesaggistici:
a) gli immobili e le aree indicati all'articolo 136, individuati
ai sensi degli articoli da 138 a 141;
b) le aree indicate all'articolo 142;
c) gli immobili e le aree (( tipizzati, individuati e ))
sottoposti a tutela dai piani paesaggistici previsti dagli articoli
143 e 156.
Articolo 135
(( Pianificazione paesaggistica

1. Lo Stato e le regioni assicurano che il paesaggio sia
adeguatamente conosciuto, tutelato e valorizzato. A tale fine le
regioni, anche in collaborazione con lo Stato, nelle forme previste
dall'articolo 143, sottopongono a specifica normativa d'uso il
territorio, approvando piani paesaggistici, ovvero piani
urbanistico-territoriali con specifica considerazione dei valori
paesaggistici, concernenti l'intero territorio regionale, entrambi di
seguito denominati "piani paesaggistici".
2. I piani paesaggistici, in base alle caratteristiche naturali e
storiche, individuano ambiti definiti in relazione alla tipologia,
rilevanza e integrita' dei valori paesaggistici.
3. Al fine di tutelare e migliorare la qualita' del paesaggio, i
piani paesaggistici definiscono per ciascun ambito specifiche
prescrizioni e previsioni ordinate:
a) al mantenimento delle caratteristiche, degli elementi
costitutivi e delle morfologie dei beni sottoposti a tutela, tenuto
conto anche delle tipologie architettoniche, nonche' delle tecniche e
dei materiali costruttivi;
b) all'individuazione delle linee di sviluppo urbanistico ed
edilizio compatibili con i diversi livelli di valore riconosciuti e
con il principio del minor consumo del territorio, e comunque tali da
non diminuire il pregio paesaggistico di ciascun ambito, con
particolare attenzione alla salvaguardia dei siti inseriti nella
lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO e delle aree agricole;
c) al recupero e alla riqualificazione degli immobili e delle
aree compromessi o degradati, al fine di reintegrare i valori
preesistenti, nonche' alla realizzazione di nuovi valori
paesaggistici coerenti ed integrati;
d) all'individuazione di altri interventi di valorizzazione del
paesaggio, anche in relazione ai principi dello sviluppo sostenibile.
))
Capo II
Individuazione dei beni paesaggistici
Articolo 136 (5)
Immobili ed aree di notevole interesse pubblico

1. Sono soggetti alle disposizioni di questo Titolo per il loro
notevole interesse pubblico:
a) le cose immobili che hanno cospicui caratteri di bellezza
naturale o di singolarita' geologica;
b) le ville, i giardini e i parchi, non tutelati dalle
disposizioni della Parte seconda del presente codice, che si
distinguono per la loro non comune bellezza;
c) i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico
aspetto avente valore estetico e tradizionale (( , ivi comprese le
zone di interesse archeologico ));
d) le bellezze panoramiche considerate come quadri e cosi' pure
quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico, dai
quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.
Articolo 137 (5)
(( Commissioni regionali

1. Ciascuna regione istituisce una o piu' commissioni con il
compito di formulare proposte per la dichiarazione di notevole
interesse pubblico degli immobili indicati alle lettere a) e b) del
comma 1 dell'articolo 136 e delle aree indicate alle lettere c) e d)
del comma 1 del medesimo articolo 136.
2. Di ciascuna commissione fanno parte di diritto il direttore
regionale, il soprintendente per i beni architettonici e per il
paesaggio ed il soprintendente per i beni archeologici competenti per
territorio, nonche' due dirigenti preposti agli uffici regionali
competenti in materia di paesaggio. I restanti membri, in numero non
superiore a quattro, sono nominati dalla regione tra soggetti con
qualificata, pluriennale e documentata professionalita' ed esperienza
nella tutela del paesaggio, eventualmente scelti nell'ambito di terne
designate, rispettivamente, dalle universita' aventi sede nella
regione, dalle fondazioni aventi per statuto finalita' di promozione
e tutela del patrimonio culturale e dalle associazioni portatrici di
interessi diffusi individuate ai sensi dell'articolo 13 della legge 8
luglio 1986, n. 349. Decorsi infruttuosamente sessanta giorni dalla
richiesta di designazione, la regione procede comunque alle nomine.
3. Fino all'istituzione delle commissioni di cui ai commi 1 e 2, le
relative funzioni sono esercitate dalle commissioni istituite ai
sensi della normativa previgente per l'esercizio di competenze
analoghe. ))
Articolo 138 (5)
(( Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico

1. Su richiesta del direttore regionale, della regione o degli
altri enti pubblici territoriali interessati, la commissione di cui
all'articolo 137 acquisisce le necessarie informazioni attraverso le
soprintendenze e gli uffici regionali e provinciali, procede alla
consultazione dei comuni interessati e, ove lo ritenga, di esperti,
valuta la sussistenza del notevole interesse pubblico degli immobili
e delle aree di cui all'articolo 136 e propone la dichiarazione di
notevole interesse pubblico. La proposta e' motivata con riferimento
alle caratteristiche storiche, culturali, naturali, morfologiche ed
estetiche degli immobili o delle aree che abbiano significato e
valore identitario del territorio in cui ricadono o che siano
percepite come tali dalle popolazioni e contiene le prescrizioni, le
misure ed i criteri di gestione indicati all'articolo 143, comma 1.
2. Le proposte di dichiarazione di notevole interesse pubblico
contengono una specifica disciplina di tutela, nonche' l'eventuale
indicazione di interventi di valorizzazione degli immobili e delle
aree cui si riferiscono, che vanno a costituire parte integrante del
piano paesaggistico da approvare o modificare.
3. La commissione delibera entro sessanta giorni dalla
presentazione dell'atto di iniziativa. Decorso infruttuosamente il
predetto termine, la proposta e' formulata dall'organo richiedente o,
in mancanza, dagli altri soggetti titolari di organi statali o
regionali componenti della commissione, entro il successivo termine
di trenta giorni. ))
Articolo 139 (5)
(( Partecipazione al procedimento di dichiarazione
di notevole interesse pubblico

1. La proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico di
immobili ed aree, corredata dalla relativa planimetria redatta in
scala idonea alla loro identificazione, e' pubblicata per novanta
giorni all'albo pretorio e depositata a disposizione del pubblico
presso gli uffici dei comuni interessati. La proposta e' altresi'
comunicata alla citta' metropolitana e alla provincia interessata.
2. Dell'avvenuta proposta e relativa pubblicazione e' data senza
indugio notizia su almeno due quotidiani diffusi nella regione
territorialmente interessata, nonche' su un quotidiano a diffusione
nazionale e sui siti informatici della regione e degli altri enti
pubblici territoriali nel cui ambito ricadono gli immobili o le aree
da assoggettare a tutela. Dal primo giorno di pubblicazione decorrono
gli effetti di cui all'articolo 146, comma 1. Alle medesime forme di
pubblicita' e' sottoposta la determinazione negativa della
commissione.
3. Per gli immobili indicati alle lettere a) e b) del comma 1
dell'articolo 136, viene altresi' data comunicazione dell'avvio del
procedimento di dichiarazione al proprietario, possessore o detentore
del bene.
4. La comunicazione di cui al comma 3 contiene gli elementi, anche
catastali, identificativi dell'immobile e la proposta formulata dalla
commissione. Dalla data di ricevimento della comunicazione decorrono
gli effetti di cui all'articolo 146, comma 1.
5. Entro i trenta giorni successivi al periodo di pubblicazione di
cui al comma 1, i comuni, le citta' metropolitane, le province, le
associazioni portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi
dell'articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349, e gli altri
soggetti interessati possono presentare osservazioni e documenti alla
regione, che ha altresi' facolta' di indire un'inchiesta pubblica. I
proprietari, possessori o detentori del bene possono presentare
osservazioni e documenti entro i trenta giorni successivi alla
comunicazione individuale di cui al comma 3. ))
Articolo 140 (5)
(( Dichiarazione di notevole interesse pubblico
e relative misure di conoscenza

1. La regione, sulla base della proposta della commissione,
esaminati le osservazioni e i documenti e tenuto conto dell'esito
dell'eventuale inchiesta pubblica, entro il termine di sessanta
giorni dalla data di scadenza dei termini di cui all'articolo 139,
comma 5, emana il provvedimento relativo alla dichiarazione di
notevole interesse pubblico paesaggistico degli immobili indicati
alle lettere a) e b) del comma 1 dell'articolo 136 e delle aree
indicate alle lettere c) e d) del comma 1 del medesimo articolo 136.
2. I provvedimenti di dichiarazione di interesse pubblico
paesaggistico contengono una specifica disciplina di tutela, nonche'
l'eventuale indicazione di interventi di valorizzazione degli
immobili e delle aree cui si riferiscono, che vanno a costituire
parte integrante del piano paesaggistico da approvare o modificare.
3. I provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico
sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
nel Bollettino ufficiale della regione.
4. I provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse pubblico
degli immobili indicati alle lettere a) e b) del comma 1
dell'articolo 136 sono altresi' notificati al proprietario,
possessore o detentore, depositati presso il comune o i comuni
interessati, nonche' trascritti a cura della regione nei registri
immobiliari.
5. Copia della Gazzetta Ufficiale e' affissa per novanta giorni
all'albo pretorio di tutti i comuni interessati. Copia della
dichiarazione e delle relative planimetrie resta depositata a
disposizione del pubblico presso gli uffici dei comuni interessati.
))
Articolo 141 (5)
(( Provvedimenti ministeriali

1. Qualora la commissione non deliberi entro i termini di cui all'
articolo 138 o la regione non provveda nel termine di cui all'
articolo 140, il competente organo ministeriale periferico comunica
alla regione ed al Ministero l'avvio della procedura di sostituzione.
2. A questo fine il predetto organo, ricevuta copia della
documentazione eventualmente acquisita dalla commissione provinciale,
espleta l'istruttoria, formula la proposta e la invia contestualmente
ai Ministero, alla regione, nonche' ai comuni interessati affinche'
questi ultimi provvedano agli adempimenti indicati all'articolo 139,
comma 1, e provvede direttamente agli adempimenti indicati
all'articolo 139, commi 2, 3 e 4.
3. Il Ministero valuta le osservazioni presentate ai sensi
dell'articolo 139, comma 5, e provvede con decreto entro novanta
giorni dalla data di scadenza del termine per la presentazione delle
osservazioni. Il decreto di dichiarazione di notevole interesse
pubblico e' notificato, depositato, trascritto e pubblicato nelle
forme previste dall'articolo 140, commi 3, 4 e 5. In caso di inutile
decorso del predetto termine cessano gli effetti cui all'articolo
146, comma 1.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle
proposte di integrazione del contenuto dei provvedimenti di
dichiarazione di notevole interesse pubblico in precedenza emanati.
))
Articolo 142 (5)
(( Aree tutelate per legge

1. Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle
disposizioni di questo Titolo:
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondita'
di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul
mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della
profondita' di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i
territori elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti, i corsi d'acqua iscritti negli elenchi
previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed
impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n.
1775, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150
metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del
mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la
catena appenninica e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonche' i
territori di protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorche' percorsi
o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di
rimboschimento, come definiti dall'articolo 2, commi 2 e 6, del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227;
h) le aree assegnate alle universita' agrarie e le zone gravate
da usi civici;
i) le zone umide incluse nell'elenco previsto dal decreto del
Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico individuate alla data di
entrata in vigore del presente codice.
2. Non sono comprese tra i beni elencati nel comma 1 le aree che
alla data del 6 settembre 1985:
a) erano delimitate negli strumenti urbanistici come zone A e B;
b) erano delimitate negli strumenti urbanistici ai sensi del
decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444, come zone diverse dalle
zone A e B, ed erano ricomprese in piani pluriennali di attuazione, a
condizione che le relative previsioni siano state concretamente
realizzate;
c) nei comuni sprovvisti di tali strumenti, ricadevano nei centri
edificati perimetrati ai sensi dell'articolo 18 della legge 22
ottobre 1971, n. 865.
3. La disposizione del comma 1 non si applica ai beni ivi indicati
alla lettera c) che la regione, in tutto o in parte, abbia ritenuto,
entro la data di entrata in vigore della presente disposizione,
irrilevanti ai fini paesaggistici includendoli in apposito elenco
reso pubblico e comunicato al Ministero. Il Ministero, con
provvedimento motivato, puo' confermare la rilevanza paesaggistica
dei suddetti beni. Il provvedimento di conferma e' sottoposto alle
forme di pubblicita' previste dall'articolo 140, comma 3.
4. Resta in ogni caso ferma la disciplina derivante dagli atti e
dai provvedimenti indicati all'articolo 157. ))
Capo III
Pianificazione paesaggistica
Articolo 143 (5)
(( Piano paesaggistico

1. L'elaborazione del piano paesaggistico si articola nelle
seguenti fasi:
a) ricognizione dell'intero territorio, considerato mediante
l'analisi delle caratteristiche storiche, naturali, estetiche e delle
loro interrelazioni e la conseguente definizione dei valori
paesaggistici da tutelare, recuperare, riqualificare e valorizzare;
b) puntuale individuazione, nell'ambito del territorio regionale,
delle aree di cui al comma 1, dell'articolo 142 e determinazione
della specifica disciplina ordinata alla loro tutela e
valorizzazione;
c) analisi delle dinamiche di trasformazione del territorio
attraverso l'individuazione dei fattori di rischio e degli elementi
di vulnerabilita' del paesaggio, nonche' la comparazione con gli
altri atti di programmazione, di pianificazione e di difesa del
suolo;
d) individuazione degli ambiti paesaggistici di cui all'articolo
135;
e) definizione di prescrizioni generali ed operative per la
tutela e l'uso del territorio compreso negli ambiti individuati;
f) determinazione di misure per la conservazione dei caratteri
connotativi delle aree tutelate per legge e, ove necessario, dei
criteri di gestione e degli interventi di valorizzazione
paesaggistica degli immobili e delle aree dichiarati di notevole
interesse pubblico;
g) individuazione degli interventi di recupero e riqualificazione
delle aree significativamente compromesse o degradate e degli altri
interventi di valorizzazione;
h) individuazione delle misure necessarie al corretto inserimento
degli interventi di trasformazione del territorio nel contesto
paesaggistico, alle quali debbono riferirsi le azioni e gli
investimenti finalizzati allo sviluppo sostenibile delle aree
interessate;
i) tipizzazione ed individuazione, ai sensi dell'articolo 134,
comma 1, lettera c), di immobili o di aree, diversi da quelli
indicati agli articoli 136 e 142, da sottoporre a specifica
disciplina di salvaguardia e di utilizzazione.
2. Il piano paesaggistico, anche in relazione alle diverse
tipologie di opere ed interventi di trasformazione del territorio,
individua le aree nelle quali la loro realizzazione e' consentita
sulla base della verifica del rispetto delle prescrizioni, delle
misure e dei criteri di gestione stabiliti nel piano paesaggistico ai
sensi del comma 1, lettere e), f), g) ed h), e quelle per le quali il
piano paesaggistico definisce anche specifiche previsioni vincolanti
da introdurre negli strumenti urbanistici in sede di conformazione e
di adeguamento ai sensi dell'articolo 145.
3. Le regioni, il Ministero ed il Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio possono stipulare intese per l'elaborazione
congiunta dei piani paesaggistici. Nell'intesa e' stabilito il
termine entro il quale deve essere completata l'elaborazione del
piano. Il contenuto del piano elaborato congiuntamente forma oggetto
di apposito accordo preliminare ai sensi degli articoli 15 e 11 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Entro i
novanta giorni successivi all'accordo il piano e' approvato con
provvedimento regionale. Decorso inutilmente tale termine, il piano
e' approvato in via sostitutiva con decreto del Ministro, sentito il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio. L'accordo
preliminare stabilisce altresi' i presupposti, le modalita' ed i
tempi per la revisione del piano, con particolare riferimento
all'eventuale sopravvenienza di provvedimenti emanati ai sensi degli
articoli 140 e 141.
4. Nel caso in cui il piano sia stato approvato a seguito
dell'accordo di cui al comma 3, nel procedimento autorizzatorio di
cui agli articoli 146 e 147 il parere del soprintendente e'
obbligatorio, ma non vincolante.
5. Il piano approvato a seguito dell'accordo di cui al comma 3 puo'
altresi' prevedere:
a) la individuazione delle aree, tutelate ai sensi dell'articolo
142 e non oggetto di atti o provvedimenti emanati ai sensi degli
articoli 138, 140, 141 e 157, nelle quali la realizzazione di opere
ed interventi puo' avvenire previo accertamento, nell'ambito del
procedimento ordinato al rilascio del titolo edilizio, della loro
conformita' alle previsioni del piano paesaggistico e dello strumento
urbanistico comunale;
b) la individuazione delle aree gravemente compromesse o
degradate nelle quali la realizzazione degli interventi
effettivamente volti al recupero ed alla riqualificazione non
richiede il rilascio dell'autorizzazione di cui all'articolo 146.
6. L'entrata in vigore delle disposizioni di cui ai commi 4 e 5 e'
subordinata all'approvazione degli strumenti urbanistici adeguati al
piano paesaggistico, ai sensi dell'articolo 145.
7. Il piano puo' subordinare l'entrata in vigore delle disposizioni
che consentono la realizzazione di opere ed interventi senza
autorizzazione paesaggistica, ai sensi del comma 5, all'esito
positivo di un periodo di monitoraggio che verifichi l'effettiva
conformita' alle previsioni vigenti delle trasformazioni del
territorio realizzate.
8. Il piano prevede comunque che nelle aree di cui al comma 5,
lettera a), siano effettuati controlli a campione sulle opere ed
interventi realizzati e che l'accertamento di un significativo grado
di violazione delle previsioni vigenti determini la reintroduzione
dell'obbligo dell'autorizzazione di cui agli articoli 146 e 147,
relativamente ai comuni nei quali si sono rilevate le violazioni.
9. Il piano paesaggistico individua anche progetti prioritari per
la conservazione, il recupero, la riqualificazione, la valorizzazione
e la gestione del paesaggio regionale indicandone gli strumenti di
attuazione, comprese le misure incentivanti. ))
Articolo 144 (5)
Pubblicita' e partecipazione

1. Nei procedimenti di approvazione dei piani paesaggistici sono
assicurate la concertazione istituzionale, la partecipazione dei
soggetti interessati e delle associazioni costituite per la tutela
degli interessi diffusi, individuate ai sensi dell'articolo 13 della
legge 8 luglio 1986, n. 349 e ampie forme di pubblicita'. (( A tale
fine le regioni disciplinano mediante apposite norme di legge i
procedimenti di pianificazione paesaggistica, in particolare
stabilendo che a fare data dall'adozione o approvazione preliminare
del piano, da parte della giunta regionale o del consiglio regionale,
non sono consentiti per gli immobili e nelle aree di cui all'articolo
134 gli interventi in contrasto con le prescrizioni di tutela per
essi previste nel piano stesso. ))
(( 2. Fatto salvo quanto disposto al comma 1, il piano
paesaggistico diviene efficace il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della regione. ))
Articolo 145 (5)
Coordinamento della pianificazione paesaggistica
con altri strumenti di pianificazione

1. Il Ministero individua ai sensi dell'articolo 52 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112 le linee fondamentali dell'assetto
del territorio nazionale per quanto riguarda la tutela del paesaggio,
con finalita' di indirizzo della pianificazione.
2. I piani paesaggistici prevedono misure di coordinamento con gli
strumenti di pianificazione territoriale e di settore, nonche' con ((
i piani, programmi e progetti )) nazionali e regionali di sviluppo
economico.
3. Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli articoli 143 e
156 sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle
citta' metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti
sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti
urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa
dell'adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresi'
vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla
tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono
comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di
pianificazione (( ad incidenza territoriale previsti dalle normative
di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree
naturali protette )).
4. Entro il termine stabilito nel piano paesaggistico e comunque
non oltre due anni dalla sua approvazione, i comuni, le citta'
metropolitane, le province e gli enti gestori delle aree naturali
protette conformano e adeguano gli strumenti di pianificazione
territoriale e urbanistica alle previsioni dei piani paesaggistici,
introducendo, ove necessario, le ulteriori previsioni conformative
che, alla luce delle caratteristiche specifiche del territorio,
risultino utili ad assicurare l'ottimale salvaguardia dei valori
paesaggistici individuati dai piani. I limiti alla proprieta'
derivanti da tali previsioni non sono oggetto di indennizzo.
5. La regione disciplina il procedimento di conformazione ed
adeguamento degli strumenti urbanistici alle previsioni della
pianificazione paesaggistica, assicurando la partecipazione degli
organi ministeriali al procedimento medesimo.
Capo IV
Controllo e gestione dei beni soggetti a tutela
Articolo 146 (5)
(( Autorizzazione

1. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di
immobili e aree oggetto degli atti e dei provvedimenti elencati all'
articolo 157, oggetto di proposta formulata ai sensi degli articoli
138 e 141, tutelati ai sensi dell'articolo 142, ovvero sottoposti a
tutela dalle disposizioni del piano paesaggistico, non possono
distruggerli, ne' introdurvi modificazioni che rechino pregiudizio ai
valori paesaggistici oggetto di protezione.
2. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei
beni indicati al comma 1, hanno l'obbligo di sottoporre alla regione
o all'ente locale al quale la regione ha delegato le funzioni i
progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della
documentazione prevista, affinche' ne sia accertata la compatibilita'
paesaggistica e sia rilasciata l'autorizzazione a realizzarli.
3. Le regioni, ove stabiliscano di non esercitare direttamente la
funzione autorizzatoria di cui al presente articolo, ne possono
delegare l'esercizio alle province o a forme associative e di
cooperazione degli enti locali in ambiti sovracomunali all'uopo
definite ai sensi degli articoli 24, 31 e 32 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, al fine di assicurarne l'adeguatezza e
garantire la necessaria distinzione tra la tutela paesaggistica e le
competenze urbanistiche ed edilizie comunali. La regione puo'
delegare ai comuni il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche
nel caso in cui abbia approvato il piano paesaggistico ai sensi
dell'articolo 143, comma 3, e a condizione che i comuni abbiano
provveduto al conseguente adeguamento degli strumenti urbanistici. In
ogni caso, ove le regioni deleghino ai comuni il rilascio delle
autorizzazioni paesaggistiche, il parere della soprintendenza di cui
al comma 8 del presente articolo resta vincolante.
4. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, e' individuata la
documentazione necessaria alla verifica di compatibilita'
paesaggistica degli interventi proposti.
5. La domanda di autorizzazione dell'intervento indica lo stato
attuale del bene interessato, gli elementi di valore paesaggistico
presenti, gli impatti sul paesaggio delle trasformazioni proposte e
gli elementi di mitigazione e di compensazione necessari.
6. L'amministrazione competente, nell'esaminare la domanda di
autorizzazione, verifica la conformita' dell'intervento alle
prescrizioni contenute nei provvedimenti di dichiarazione di
interesse pubblico e nei piani paesaggistici e ne accerta:
a) la compatibilita' rispetto ai valori paesaggistici
riconosciuti dal vincolo ed alle finalita' di tutela e miglioramento
della qualita' del paesaggio individuati dalla dichiarazione di
notevole interesse pubblico e dal piano paesaggistico;
b) la congruita' con i criteri di gestione dell'immobile o
dell'area indicati dalla dichiarazione e dal piano paesaggistico.
7. L'amministrazione competente, acquisito il parere della
commissione per il paesaggio di cui all'articolo 148 e valutata la
compatibilita' paesaggistica dell'intervento, entro il termine di
quaranta giorni dalla data di ricezione dell'istanza, trasmette al
soprintendente la proposta di rilascio o di diniego
dell'autorizzazione, corredata dal progetto e dalla relativa
documentazione, dandone comunicazione agli interessati. La
comunicazione costituisce avviso di inizio del relativo procedimento,
ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990, n. 241. Qualora
l'amministrazione verifichi che la documentazione allegata non
corrisponde a quella prevista al comma 4, chiede le necessarie
integrazioni; in tale caso, il termine e' sospeso dalla data della
richiesta fino a quella di ricezione della documentazione. Qualora
l'amministrazione ritenga necessario acquisire documentazione
ulteriore rispetto a quella prevista al comma 4, ovvero effettuare
accertamenti, il termine e' sospeso, per una sola volta, per un
periodo comunque non superiore a trenta giorni, dalla data della
richiesta fino a quella di ricezione della documentazione, ovvero
dalla data di comunicazione della necessita' di accertamenti fino a
quella di effettuazione degli stessi.
8. Il soprintendente comunica il parere entro il termine perentorio
di sessanta giorni dalla data di ricezione della proposta di cui al
comma 7. Decorso inutilmente il termine per l'acquisizione del
parere, l'amministrazione competente assume comunque le
determinazioni in merito alla domanda di autorizzazione. Fino
all'approvazione del piano paesaggistico ai sensi dell'articolo 143,
comma 3, e all'avvenuto adeguamento ad esso degli strumenti
urbanistici comunali, il parere e' vincolante, secondo quanto
previsto dall'articolo 143, comma 4.
9. Entro il termine di venti giorni dalla ricezione del parere del
soprintendente, l'amministrazione competente rilascia
l'autorizzazione oppure comunica agli interessati il preavviso di
provvedimento negativo ai sensi dell'articolo 10-bis della legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. L'autorizzazione
costituisce atto autonomo e presupposto del permesso di costruire o
degli altri titoli legittimanti l'intervento edilizio. I lavori non
possono essere iniziati in difetto di essa.
10. Decorsi inutilmente i termini indicati al comma 9, e' data
facolta' agli interessati di richiedere l'autorizzazione alla
regione, che provvede anche mediante un commissario ad acta entro il
termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento della richiesta.
Qualora venga ritenuto necessario acquisire documentazione ulteriore
o effettuare accertamenti, il termine e' sospeso per una sola volta
fino alla data di ricezione della documentazione richiesta, ovvero
fino alla data di effettuazione degli accertamenti. Laddove la
regione non abbia affidato agli enti locali la competenza al rilascio
dell'autorizzazione paesaggistica, la richiesta di rilascio in via
sostitutiva e' presentata alla soprintendenza competente.
11. L'autorizzazione paesaggistica diventa efficace decorsi trenta
giorni dalla sua emanazione ed e' trasmessa in copia, senza indugio,
alla soprintendenza che ha emesso il parere nel corso del
procedimento, nonche', unitamente al parere, alla regione, agli enti
locali e, ove esistente, all'ente parco nel cui territorio si trovano
l'immobile o l'area sottoposti al vincolo.
12. L'autorizzazione paesaggistica, fuori dai casi di cui
all'articolo 167, commi 4 e 5, non puo' essere rilasciata in
sanatoria successivamente alla realizzazione, anche parziale, degli
interventi.
13. L'autorizzazione paesaggistica e' impugnabile, con ricorso al
tribunale amministrativo regionale o con ricorso straordinario al
Presidente della Repubblica, dalle associazioni ambientaliste
portatrici di interessi diffusi individuate ai sensi dell'articolo 13
della legge 8 luglio 1986, n. 349, e da qualsiasi altro soggetto
pubblico o privato che ne abbia interesse. Il ricorso e' deciso anche
se, dopo la sua proposizione, ovvero in grado di appello, il
ricorrente dichiari di rinunciare o di non avervi piu' interesse. Le
sentenze e le ordinanze del tribunale amministrativo regionale
possono essere appellate da chi sia legittimato a ricorrere avverso
l'autorizzazione paesaggistica, anche se non abbia proposto il
ricorso di primo grado.
14. Presso ogni amministrazione competente al rilascio
dell'autorizzazione e' istituito un elenco, aggiornato almeno ogni
quindici giorni e liberamente consultabile, in cui e' indicata la
data di rilascio di ciascuna autorizzazione paesaggistica, con la
annotazione sintetica del relativo oggetto e con la precisazione se
essa sia stata rilasciata in difformita' dal parere del
soprintendente, ove il parere stesso non sia vincolante, o della
commissione per il paesaggio. Copia dell'elenco e' trasmessa
trimestralmente alla regione e alla soprintendenza, ai fini
dell'esercizio delle funzioni di vigilanza di cui all'articolo 155.
15. Le disposizioni dei commi da 1 a 14 si applicano anche alle
istanze concernenti le attivita' minerarie di ricerca ed estrazione
riguardanti i beni di cui all'articolo 134.
16. Le disposizioni dei commi 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13 e 14,
non si applicano alle autorizzazioni per le attivita' di coltivazione
di cave e torbiere. Per tali attivita' restano ferme le potesta' del
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, ai sensi della
normativa in materia, che sono esercitate tenendo conto delle
valutazioni espresse, per quanto attiene ai profili paesaggistici,
dal soprintendente competente. Il soprintendente si pronuncia entro
trenta giorni dalla richiesta del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio. ))
Articolo 147 (5)
Autorizzazione per opere da eseguirsi da parte
di amministrazioni statali

1. Qualora la richiesta di autorizzazione prevista dall'articolo
146 riguardi opere da eseguirsi da parte di amministrazioni statali,
ivi compresi gli alloggi di servizio per il personale militare,
l'autorizzazione viene rilasciata in esito ad una conferenza di
servizi ai sensi degli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto
1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni.
2. Per i progetti di opere comunque soggetti a valutazione di
impatto ambientale a norma dell'articolo 6 della legge 8 luglio 1986,
n. 349 e da eseguirsi da parte di amministrazioni statali, (( si
applica l'articolo 26 )).
3. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
codice, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministero, d'intesa con il Ministero della difesa e con
le altre amministrazioni statali interessate, sono individuate le
modalita' di valutazione congiunta e preventiva della localizzazione
delle opere di difesa nazionale che incidano su immobili o aree
sottoposti a tutela paesaggistica.
Articolo 148 (5)
(( Commissioni locali per il paesaggio

1. Entro il 31 dicembre 2006 le regioni promuovono l'istituzione e
disciplinano il funzionamento delle commissioni per il paesaggio di
supporto ai soggetti ai quali sono delegate le competenze in materia
di autorizzazione paesaggistica, ai sensi dell'articolo 146, comma 3.
2. Le commissioni, competenti per ambiti sovracomunali, in modo da
realizzare il necessario coordinamento paesaggistico, sono composte
da soggetti con particolare, pluriennale e qualificata esperienza
nella tutela del paesaggio.
3. Le commissioni esprimono parere obbligatorio in merito al
rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli 146, 147 e 159.
4. Le regioni e il Ministero possono stipulare accordi che
prevedano le modalita' di partecipazione del Ministero alle
commissioni per il paesaggio. In tale caso, il parere di cui
all'articolo 146, comma 8, e' espresso dalle soprintendenze nelle
commissioni locali per il paesaggio, secondo le modalita' stabilite
nell'accordo, ferma restando l'applicazione di quanto previsto
dall'articolo 146, commi 12, 13 e 14. ))
Articolo 149 (5)
Interventi non soggetti ad autorizzazione

1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 143, comma 5, ((
lettera a) )), non e' comunque richiesta l'autorizzazione prescritta
dall'articolo 146, dall'articolo 147 e dall'articolo 159:
a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria,
di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino
lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attivita'
agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello
stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e
sempre che si tratti di attivita' ed opere che non alterino l'assetto
idrogeologico del territorio;
c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione,
le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei
boschi e nelle foreste indicati dall'articolo 142, comma 1, lettera
g), purche' previsti ed autorizzati in base alla normativa in
materia.
Articolo 150 (5)
Inibizione o sospensione dei lavori

1. Indipendentemente dall'avvenuta pubblicazione all'albo pretorio
prevista dagli articoli 139 e 141, ovvero dall'avvenuta comunicazione
prescritta dall'articolo 139, (( comma 3 )), la regione o il
Ministero ha facolta' di:
a) inibire che si eseguano lavori senza autorizzazione o comunque
capaci di (( recare pregiudizio al paesaggio ));
b) ordinare, anche quando non sia intervenuta la diffida prevista
alla lettera a), la sospensione di lavori iniziati.
2. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori
incidenti su immobili od aree non ancora dichiarati di notevole
interesse pubblico cessa di avere efficacia se entro il termine di
novanta giorni non sia stata effettuata la pubblicazione all'albo
pretorio della proposta (( . . . )) di cui all'articolo 138 o (( . .
. )) all'articolo 141, ovvero non sia stata ricevuta dagli
interessati la comunicazione prevista dall'articolo 139, (( comma 3
)).
3. Il provvedimento di inibizione o sospensione dei lavori
incidenti su di un bene paesaggistico per il quale la (( il piano
paesaggistico )) preveda misure (( o interventi )) di recupero o di
riqualificazione cessa di avere efficacia se entro il termine di
novanta giorni la regione non abbia comunicato agli interessati le
prescrizioni alle quali attenersi, nella esecuzione dei lavori (( . .
. )).
4. I provvedimenti indicati ai commi precedenti sono comunicati
anche al comune interessato.
Articolo 151
Rimborso spese a seguito della sospensione dei lavori

1. Per lavori su beni paesaggistici che non siano gia' stati
oggetto dei provvedimenti di cui agli articoli 138 e 141, o che non
siano stati precedentemente dichiarati di notevole interesse
pubblico, e dei quali sia stata ordinata la sospensione senza che
fosse stata intimata la preventiva diffida di cui all'articolo 150,
comma 1, l'interessato puo' ottenere il rimborso delle spese
sostenute sino al momento della notificata sospensione. Le opere gia'
eseguite sono demolite a spese dell'autorita' che ha disposto la
sospensione.
Articolo 152 (5)
Interventi soggetti a particolari prescrizioni

(( 1. Nel caso di aperture di strade e di cave, di posa di condotte
per impianti industriali e civili e di palificazioni nell'ambito e in
vista delle aree indicate alle lettere c) e d) del comma 1 dell'
articolo 136 ovvero in prossimita' degli immobili indicati alle
lettere a) e b) del comma 1 dello stesso articolo, la regione,
tenendo in debito conto la funzione economica delle opere gia'
realizzate o da realizzare, ha facolta' di prescrivere le distanze,
le misure e le varianti ai progetti in corso d'esecuzione, idonee ad
evitare pregiudizio ai beni protetti da questo Titolo. La medesima
facolta' spetta al Ministero, che la esercita previa consultazione
della regione. ))
2. Per le zone di interesse archeologico elencate all'articolo 136,
lettera c), o all'articolo 142, comma 1, lettera m), la (( regione ))
consulta preventivamente le competenti soprintendenze.
Articolo 153
Cartelli pubblicitari

1. Nell'ambito e in prossimita' dei beni paesaggistici indicati
nell'articolo 134 e' vietato collocare cartelli e altri mezzi
pubblicitari se non previa autorizzazione dell'amministrazione
competente individuata dalla regione.
2. Lungo le strade site nell'ambito e in prossimita' dei beni
indicati nel comma 1 e' vietato collocare cartelli o altri mezzi
pubblicitari, salvo autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo
23, comma 4, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e
successive modificazioni, previo parere favorevole della
amministrazione competente individuata dalla regione sulla
compatibilita' della collocazione o della tipologia del mezzo
pubblicitario con i valori paesaggistici degli immobili o delle aree
soggetti a tutela.
Articolo 154
Colore delle facciate dei fabbricati

1. L'amministrazione competente individuata dalla regione puo'
ordinare che, nelle aree contemplate dalle lettere c) e d)
dell'articolo 136, sia dato alle facciate dei fabbricati, il cui
colore rechi disturbo alla bellezza dell'insieme, un diverso colore
che con quella armonizzi.
2. La disposizione del comma 1 non si applica nei confronti degli
immobili di cui all'articolo 10, comma 3, lettere a) e d), dichiarati
ai sensi dell'articolo 13.
3. Per i fabbricati ricadenti nelle zone di interesse archeologico
elencate all'articolo 136, lettera c), (( o dall'articolo 142, comma
1, lettera m), )) l'amministrazione (( competente )) consulta
preventivamente le competenti soprintendenze.
4. In caso di inadempienza dei proprietari, possessori o detentori
dei fabbricati, l'amministrazione provvede all'esecuzione d'ufficio.
Articolo 155 (5)
Vigilanza

1. Le funzioni di vigilanza sui beni paesaggistici tutelati da
questo Titolo sono esercitate dal Ministero e dalle regioni.
2. Le regioni vigilano sull'ottemperanza alle disposizioni
contenute nel presente decreto legislativo da parte delle
amministrazioni da loro individuate per l'esercizio delle competenze
in materia di paesaggio. L'inottemperanza o la persistente inerzia
nell'esercizio di tali competenze comporta l'attivazione dei poteri
sostitutivi (( da parte del Ministero )).
Capo V
Disposizioni di prima applicazione e transitorie
Articolo 156 (5)
(( Verifica e adeguamento dei piani paesaggistici

1. Entro il 1 maggio 2008, le regioni che hanno redatto i piani
previsti dall'articolo 149 del decreto legislativo 29 ottobre 1999,
n. 490, verificano la conformita' tra le disposizioni dei predetti
piani e le previsioni dell'articolo 143 e provvedono ai necessari
adeguamenti. Decorso inutilmente il termine sopraindicato il
Ministero provvede in via sostitutiva ai sensi dell'articolo 5, comma
7.
2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente codice, il Ministero, d'intesa con la Conferenza
Stato-regioni, predispone uno schema generale di convenzione con le
regioni in cui vengono stabilite le metodologie e le procedure di
ricognizione, analisi, censimento e catalogazione degli immobili e
delle aree oggetto di tutela, ivi comprese le tecniche per la loro
rappresentazione cartografica e le caratteristiche atte ad assicurare
la interoperabilita' dei sistemi informativi.
3. Le regioni e il Ministero, in conformita' a quanto stabilito dal
comma 3 dell'articolo 143, possono stipulare intese per disciplinare
lo svolgimento congiunto della verifica e dell'adeguamento dei piani
paesaggistici. Nell'intesa e' stabilito il termine entro il quale
devono essere completati la verifica e l'adeguamento, nonche' il
termine entro il quale la regione approva il piano adeguato. Il
contenuto del piano adeguato forma oggetto di accordo preliminare tra
il Ministero e la regione. Qualora all'accordo preliminare non
consegua entro sessanta giorni l'approvazione da parte della regione
il piano e' approvato in via sostitutiva con decreto del Ministro.
4. Qualora l'intesa di cui al comma 3 non venga stipulata, ovvero
ad essa non segua l'accordo procedimentale sul contenuto del piano
adeguato, non trova applicazione quanto previsto dai commi 4 e 5
dell'articolo 143. ))
Articolo 157 (5)
Notifiche eseguite, elenchi compilati, provvedimenti
e atti emessi ai sensi della normativa previgente

1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 143, comma 6,
dell'articolo 144, comma 2 e dell'articolo 156, comma 4, conservano
efficacia a tutti gli effetti:
a) le notifiche di importante interesse pubblico delle bellezze
naturali o panoramiche, eseguite in base alla legge 11 giugno 1922,n.
778;
b) gli elenchi compilati ai sensi della legge 29 giugno 1939, n.
1497;
c) i provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse
pubblico emessi ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497;
d) i provvedimenti di riconoscimento (( delle )) zone di
interesse archeologico emessi ai sensi dell'articolo 82, quinto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n.
616, aggiunto dall'articolo 1 del decreto legge 27 giugno 1985, n.
312, convertito con modificazioni nella legge 8 agosto 1985, n. 431;
e) i provvedimenti di dichiarazione di notevole interesse
pubblico emessi ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.
490;
f) i provvedimenti di riconoscimento (( delle )) zone di
interesse archeologico emessi ai sensi del decreto legislativo 29
ottobre 1999, n. 490.
(( f-bis) i provvedimenti emanati ai sensi dell'articolo 1-ter
del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431. ))
2. Le disposizioni della presente Parte si applicano anche agli
immobili ed alle aree in ordine ai quali, alla data di entrata in
vigore del presente codice, sia stata formulata la proposta ovvero
definita la perimetrazione ai fini della dichiarazione di notevole
interesse pubblico o del riconoscimento quali zone di interesse
archeologico.
Articolo 158
Disposizioni regionali di attuazione

1. Fino all'emanazione di apposite disposizioni regionali di
attuazione del presente codice restano in vigore, in quanto
applicabili, le disposizioni del regolamento approvato con regio
decreto 3 giugno 1940, n. 1357.
Articolo 159 (5)
(( Procedimento di autorizzazione in via transitoria

1. Fino alla scadenza del termine previsto dall'articolo 156
ovvero, se anteriore, all'approvazione o all'adeguamento dei piani
paesaggistici, l'amministrazione competente al rilascio
dell'autorizzazione da' immediata comunicazione alla soprintendenza
delle autorizzazioni rilasciate, trasmettendo la documentazione
prodotta dall'interessato nonche' le risultanze degli accertamenti
eventualmente esperiti. La comunicazione e' inviata contestualmente
agli interessati, per i quali costituisce avviso di inizio di
procedimento, ai sensi e per gli effetti della legge 7 agosto 1990,
n. 241. Nella comunicazione alla soprintendenza il Comune attesta di
avere eseguito il contestuale invio agli interessati.
2. L'amministrazione competente deve produrre alla soprintendenza
una relazione illustrativa degli accertamenti indicati dall'articolo
146, comma 6. L'autorizzazione e' rilasciata o negata entro il
termine perentorio di sessanta giorni dalla relativa richiesta e
costituisce comunque atto autonomo e presupposto della concessione
edilizia o degli altri titoli legittimanti l'intervento edilizio. I
lavori non possono essere iniziati in difetto di essa. In caso di
richiesta di integrazione documentale o di accertamenti il termine e'
sospeso per una sola volta fino alla data di ricezione della
documentazione richiesta ovvero fino alla data di effettuazione degli
accertamenti.
3. La soprintendenza, se ritiene l'autorizzazione non conforme alle
prescrizioni di tutela del paesaggio, dettate ai sensi del presente
Titolo, puo' annullarla, con provvedimento motivato, entro i sessanta
giorni successivi alla ricezione della relativa, completa
documentazione. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 6,
comma 6-bis, del decreto del Ministro per i beni culturali e
ambientali 13 giugno 1994, n. 495.
4. Decorso il termine di sessanta giorni dalla richiesta di
autorizzazione e' data facolta' agli interessati di richiedere
l'autorizzazione stessa alla soprintendenza, che si pronuncia entro
il termine di sessanta giorni dalla data di ricevimento. La
richiesta, corredata dalla documentazione prescritta, e' presentata
alla soprintendenza e ne e' data comunicazione alla amministrazione
competente. In caso di richiesta di integrazione documentale o di
accertamenti il termine e' sospeso per una sola volta fino alla data
di ricezione della documentazione richiesta ovvero fino alla data di
effettuazione degli accertamenti.
5. Per i beni che alla data di entrata in vigore del presente
codice siano oggetto di provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo
1-quinquies del decreto-legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1985, n. 431, e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale in data anteriore al 6 settembre 1985,
l'autorizzazione puo' essere concessa solo dopo l'approvazione dei
piani paesaggistici.
6. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 146, commi 1,
2, 5, 6 e 12. ))
PARTE QUARTA
Sanzioni

TITOLO I
Sanzioni amministrative

Capo I
Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 160
Ordine di reintegrazione

1. Se per effetto della violazione degli obblighi di protezione e
conservazione stabiliti dalle disposizioni del Capo III del Titolo I
della Parte seconda il bene culturale subisce un danno, il Ministero
ordina al responsabile l'esecuzione a sue spese delle opere
necessarie alla reintegrazione.
2. Qualora le opere da disporre ai sensi del comma 1 abbiano
rilievo urbanistico-edilizio l'avvio del procedimento e il
provvedimento finale sono comunicati anche alla citta' metropolitana
o al comune interessati.
3. In caso di inottemperanza all'ordine impartito ai sensi del
comma 1, il Ministero provvede all'esecuzione d'ufficio a spese
dell'obbligato. Al recupero delle somme relative si provvede nelle
forme previste dalla normativa in materia di riscossione coattiva
delle entrate patrimoniali dello Stato.
4. Quando la reintegrazione non sia possibile il responsabile e'
tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al valore della cosa
perduta o alla diminuzione di valore subita dalla cosa.
5. Se la determinazione della somma, fatta dal Ministero, non e'
accettata dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una
commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero,
uno dall'obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese
relative sono anticipate dall'obbligato.
Articolo 161
Danno a cose ritrovate

1. Le misure previste nell'articolo 160 si applicano anche a chi
cagiona un danno alle cose di cui all'articolo 91, trasgredendo agli
obblighi indicati agli articoli 89 e 90.
Articolo 162
Violazioni in materia di affissione

1. Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in
violazione delle disposizioni di cui all'articolo 49 e' punito con le
sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285 e successive modificazioni e integrazioni.
Articolo 163 (4)
Perdita di beni culturali

1. Se, per effetto della violazione degli obblighi stabiliti dalle
disposizioni della sezione I del Capo IV e della sezione I del Capo V
(( del Titolo I della Parte seconda )), il bene culturale non sia
piu' rintracciabile o risulti uscito dal territorio nazionale, il
trasgressore e' tenuto a corrispondere allo Stato una somma pari al
valore del bene.
2. Se il fatto e' imputabile a piu' persone queste sono tenute in
solido al pagamento della somma.
3. Se la determinazione della somma fatta dal Ministero non e'
accettata dall'obbligato, la somma stessa e' determinata da una
commissione composta di tre membri da nominarsi uno dal Ministero,
uno dall'obbligato e un terzo dal presidente del tribunale. Le spese
relative sono anticipate dall'obbligato.
4. La determinazione della commissione e' impugnabile in caso di
errore o di manifesta iniquita'.
Articolo 164
Violazioni in atti giuridici

1. Le alienazioni, le convenzioni e gli atti giuridici in genere,
compiuti contro i divieti stabiliti dalle disposizioni del Titolo I
della Parte seconda, o senza l'osservanza delle condizioni e
modalita' da esse prescritte, sono nulli.
2. Resta salva la facolta' del Ministero di esercitare la
prelazione ai sensi dell'articolo 61, comma 2.
Articolo 165
Violazione di disposizioni in materia di circolazione internazionale

1. Fuori dei casi di concorso nel delitto previsto dall'articolo
174, comma 1, chiunque trasferisce all'estero le cose o i beni
indicati nell'articolo 10, in violazione delle disposizioni di cui
alle sezioni I e II del Capo V del Titolo I della Parte seconda, e'
punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
euro 77,50 a euro 465.
Articolo 166
Omessa restituzione di documenti per l'esportazione

1. Chi effettuata l'esportazione di un bene culturale al di fuori
del territorio dell'Unione europea ai sensi del regolamento CEE, non
rende al competente ufficio di esportazione l'esemplare n. 3 del
formulario previsto dal regolamento (CEE) n. 752/93, della
Commissione, del 30 marzo 1993, attuativo del regolamento CEE, e'
punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
euro 103,50 a euro 620.
Capo II
Sanzioni relative alla Parte terza
Articolo 167 (1) (5)
(( Ordine di remissione in pristino o di versamento di indennita'
pecuniaria

1. In caso di violazione degli obblighi e degli ordini previsti dal
Titolo I della Parte terza, il trasgressore e' sempre tenuto alla
rimessione in pristino a proprie spese, fatto salvo quanto previsto
al comma 4.
2. Con l'ordine di rimessione in pristino e' assegnato al
trasgressore un termine per provvedere.
3. In caso di inottemperanza, l'autorita' amministrativa preposta
alla tutela paesaggistica provvede d'ufficio per mezzo del prefetto e
rende esecutoria la nota delle spese. Laddove l'autorita'
amministrativa preposta alla tutela paesaggistica non provveda
d'ufficio, il direttore regionale competente, su richiesta della
medesima autorita' amministrativa ovvero, decorsi centottanta giorni
dall'accertamento dell'illecito, previa diffida alla suddetta
autorita' competente a provvedervi nei successivi trenta giorni,
procede alla demolizione avvalendosi delle modalita' operative
previste dall'articolo 41 del decreto del Presidente della Repubblica
6 giugno 2001, n. 380, a seguito di apposita convenzione che puo'
essere stipulata d'intesa tra il Ministero per i beni e le attivita'
culturali e il Ministero della difesa.
4. L'autorita' amministrativa competente accerta la compatibilita'
paesaggistica, secondo le procedure di cui al comma 5, nei seguenti
casi:
a) per i lavori, realizzati in assenza o difformita'
dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato
creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli
legittimamente realizzati;
b) per l'impiego di materiali in difformita' dall'autorizzazione
paesaggistica;
c) per i lavori comunque configurabili quali interventi di
manutenzione ordinaria o straordinaria ai sensi dell'articolo 3 del
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380.
5. Il proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo
dell'immobile o dell'area interessati dagli interventi di cui al
comma 4 presenta apposita domanda all'autorita' preposta alla
gestione del vincolo ai fini dell'accertamento della compatibilita'
paesaggistica degli interventi medesimi. L'autorita' competente si
pronuncia sulla domanda entro il termine perentorio di centottanta
giorni, previo parere vincolante della soprintendenza da rendersi
entro il termine perentorio di novanta giorni. Qualora venga
accertata la compatibilita' paesaggistica, il trasgressore e' tenuto
al pagamento di una somma equivalente al maggiore importo tra il
danno arrecato e il profitto conseguito mediante la trasgressione.
L'importo della sanzione pecuniaria e' determinato previa perizia di
stima. In caso di rigetto della domanda si applica la sanzione
demolitoria di cui al comma 1. La domanda di accertamento della
compatibilita' paesaggistica presentata ai sensi dell'articolo 181,
comma 1-quater, si intende presentata anche ai sensi e per gli
effetti di cui al presente comma.
6. Le somme riscosse per effetto dell'applicazione del comma 5,
nonche' per effetto dell'articolo 1, comma 37, lettera b), n. 1),
della legge 15 dicembre 2004, n. 308, sono utilizzate, oltre che per
l'esecuzione delle rimessioni in pristino di cui al comma 1, anche
per finalita' di salvaguardia nonche' per interventi di recupero dei
valori paesaggistici e di riqualificazione degli immobili e delle
aree degradati o interessati dalle rimessioni in pristino. Per le
medesime finalita' possono essere utilizzate anche le somme derivanti
dal recupero delle spese sostenute dall'amministrazione per
l'esecuzione della rimessione in pristino in danno dei soggetti
obbligati, ovvero altre somme a cio' destinate dalle amministrazioni
competenti. ))
Articolo 168
Violazione in materia di affissione

1. Chiunque colloca cartelli o altri mezzi pubblicitari in
violazione delle disposizioni di cui all'articolo 153 e' punito con
le sanzioni previste dall'articolo 23 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285 e successive modificazioni.
TITOLO II
Sanzioni penali

Capo I
Sanzioni relative alla Parte seconda
Articolo 169
Opere illecite

1. E' punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda
da euro 775 a euro 38.734,50:
a) chiunque senza autorizzazione demolisce, rimuove, modifica,
restaura ovvero esegue opere di qualunque genere sui beni
culturali indicati nell'articolo 10;
b) chiunque, senza l'autorizzazione del soprintendente, procede al
distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli
ed altri ornamenti di edifici, esposti o non alla pubblica vista,
anche se non vi sia stata la dichiarazione prevista dall'articolo
13;
c) chiunque esegue, in casi di assoluta urgenza, lavori provvisori
indispensabili per evitare danni notevoli ai beni indicati
nell'articolo 10, senza darne immediata comunicazione alla
soprintendenza ovvero senza inviare, nel piu' breve tempo, i
progetti dei lavori definitivi per 1' autorizzazione.

2. La stessa pena prevista dal comma 1 si applica in caso di
inosservanza dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal
soprintendente ai sensi dell'articolo 28.
Articolo 170
Uso illecito

1. E' punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda
da euro 775 a euro 38.734,50 chiunque destina i beni culturali
indicati nell'articolo 10 ad uso incompatibile con il loro carattere
storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o
integrita'.
Articolo 171
Collocazione e rimozione illecita

1. E' punito con l'arresto da sei mesi ad un anno e con l'ammenda
da euro 775 a euro 38.734,50 chiunque omette di fissare al luogo di
loro destinazione, nel modo indicato dal soprintendente, beni
culturali appartenenti ai soggetti di cui all'articolo 10, comma 1.
2. Alla stessa pena soggiace il detentore che omette di dare
notizia alla competente soprintendenza dello spostamento di beni
culturali, dipendente dal mutamento di dimora, ovvero non osserva le
prescrizioni date dalla soprintendenza affinche' i beni medes

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news

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

15-10-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 15 OTTOBRE 2017

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

05-07-2017
Appello al Presidente Enrico Rossi per la nomina del Presidente Parco regionale delle Alpi Apuane

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