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Schema di disegno di legge recante attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione
2007-09-18

OGGETTO : Schema di disegno di legge recante attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione . (AFFARI REGIONALI)

Ai fini di cui all'art . 2, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e dell'art. 3, comma 4, del D.P.C.M. 10 novembre 1993, si trasmette lo schema del provvedimento in oggetto, da sottoporre al Consiglio dei Ministri, previo esame del Preconsiglio .

Schema di disegno di legge di attuazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione


Art. 1 (Oggetto)
1 . Il procedimento legislativo in materia di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia regionale, di cui all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, si svolge secondo quanto stabilito dalla presente legge.

Art. 2 (Definizione dell 'intesa e presentazione del disegno di legge per l'attribuzione dell'autonomia ampliata )
1. L'atto di iniziativa della Regione, deliberato con le modalit e le forme stabilite dalla Regione medesima, presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro per gli affari regionali da lui delegato, previa acquisizione del parere del Consiglio delle autonomie locali, di cui all'articolo 123, ultimo comma, della Costituzione, ove istituito dallo statuto regionale o, in caso di mancata istituzione, previa acquisizione del parere dei consigli delle province e delle citt
metropolitane, nonch di comuni aventi complessivamente un numero di abitanti pari alla maggioranza della popolazione residente nella Regione e, comunque, dei comuni capoluogo di provincia.

2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per gli affari regionali da lui delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con gli altri Ministri interessati, sentita la Conferenza Stato-Regioni, propone all'approvazione del Consiglio dei Ministri lo schema di intesa
fra lo Stato e la Regione, che prevede forme e condizioni particolari di autonomia. Nello schema di intesa sono altres disciplinati i rapporti finanziari fra lo Stato e la Regione, in coerenza ed in coordinamento con la disciplina generale di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione e nel
rispetto dei principi di perequazione e solidariet.

3. L'intesa sottoscritta dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Presidente della Regione ed il Governo delibera entro trenta giorni in merito alla presentazione in Parlamento dell'apposito disegno di legge di approvazione e recepimento.

4. La legge formata da disposizioni che regolano le forme e le condizioni dell'autonomia regionale sulla base dell'intesa, che allegata alla legge medesima.

5. La legge indica le norme contrastanti con l'intesa che cessano di avere efficacia, nei confronti della Regione interessata, dalla data di entrata in vigore della legge stessa o da una diversa data, se consentita dall'intesa.

Art. 3 (Revisione dell 'intesa)
1. Lo Stato e la Regione sottopongono a nuovo esame il contenuto dell'intesa al termine del decimo anno dalla sua entrata in vigore o nel diverso termine fissato dall'intesa. Le parti, indipendentemente da tale termine ed in qualsiasi momento reputino opportuna la modifica dell'intesa, possono comunque avviare le trattative per la sua revisione.
2. La revisione dell'intesa avviene nel rispetto delle forme e delle procedure disciplinate dalla presente legge di attuazione della Costituzione.

Relazione illustrativa
Con questo disegno di legge si intende assicurare attuazione all'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, disciplinando lo svolgimento degli atti della procedura legislativa rinforzata
necessaria per l'ampliamento dei profili di autonomia di singole regioni a statuto ordinario. La predetta disposizione costituzionale, come noto, dopo l'enunciazione dell'autonomia differenziata delle regioni a statuto speciale, prevede che "Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia,
concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l, limitatamente all'organizzazione della giustizia d i
pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119. La legge approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e
la Regione interessata.".
Dato il tenore di tale previsione costituzionale, appare necessario, in particolare, introdurre una regolazione legislativa dell'iniziativa regionale, dell'acquisizione del parere degli enti locali e della formazione dell'intesa fra lo Stato e la Regione, nonch dei rapporti fra l'intesa e la legge e fra queste ed i principi del federalismo fiscale e finanziario di cui alla legge statale di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione.
In ordine a tali profili, l'assenza di parametri procedurali e
sostanziali di carattere generale, comportando un quadro di incertezza istituzionale ed il rischio di incongruenze giuridico-finanziarie nei singoli, ipotetici interventi legislativi per l'ampliamento dell'autonomia di regioni a statuto ordinario, costituirebbe, invero, un ostacolo rilevante ai fini dell a
concreta applicazione dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Il presente disegno di legge mira, dunque, ad apprestare per l'ordinamento una legge ordinaria che pu essere considerata - analogamente ad altre, risalenti o recenti, come ad esempio
la legge 11 marzo 1953, n. 87 ("Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale"), la legge 25 maggio 1970, n. 352 ("Norme sui referendum previsti dalla
Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo") o la legge 5 giugno 2003, n . 131 ("Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 1 8
ottobre 2001, n. 3") - di attuazione della Costituzione, in ragione del carattere generale e fondamentale dei principi in essa contenuti e della sua diretta strumentalit in favore delle future procedure legislative rinforzate aventi ad oggetto, ciascuna, l'ampliamento dell'autonomia di una regione a statuto ordinario.
Nel merito, l'articolato si ispira, in parte, a taluni criteri procedurali seguiti in relazione all'approvazione con legge delle intese che, ai sensi dell'articolo 8, terzo comma, della Costituzion e sono chiamate a regolare i rapporti con lo Stato delle confessioni religiose diverse da quella cattolica.
Quanto all'iniziativa regionale e all'acquisizione dei pareri degli enti locali, il disegno di legge orienta la propria attenzione sulle determinazioni degli organi istituzionali, piuttosto che su forme di consultazione diretta delle popolazioni locali, stante la palese diversit, al riguardo, dell a
formulazione dell'articolo 116, terzo comma, rispetto ad altre disposizioni costituzionali, come quelle degli articoli 132 e 133. Nel rispetto dell'autonomia statutaria regionale ed in armonia con la previsione dell'ultimo comma dell'articolo 123 della Costituzione, si riconosce, peraltro, un ruol o
peculiare al Consiglio delle autonomie locali, l dove sia concretamente istituito.
Principio cardine del disegno di legge , infine, sul piano sostanziale, in conformit con l'espresso dettato dell'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, quello della necessit che
l'ampliamento dell'autonomia regionale ordinaria sia sostenuto da una specifica regolazione dei rapporti finanziari, coordinata con la disciplina generale di attuazione dell'articolo 119 dell a
Costituzione e rispettosa dei principi di perequazione e solidariet.
L'articolo 1 enuncia l'oggetto della legge.
L'articolo 2 disciplina il procedimento di definizione dell'intesa e di presentazione del disegno di legge per l'attribuzione dell'autonomia ampliata.
Nel comma 1 previsto che l'iniziativa spetta alla Regione, che la esercita, secondo modalit e forme da essa stessa stabilite, presentando la propria proposta al Presidente del Consigli o
dei Ministri o al Ministro per gli affari regionali da lui delegato e provvedendo ad acquisire preliminarmente il parere del Consiglio delle autonomie locali, ove istituito, ovvero il parere - espresso dai rispettivi organi consiliari - delle province e delle citt metropolitane, nonch di comuni aventi complessivamente un numero di abitanti pari alla maggioranza della popolazione residente nella Regione e, in ogni caso, dei comuni capoluogo di provincia.
Nel comma 2 si prevede lo svolgimento dell'istruttoria sullo schema di intesa e la sua presentazione all'approvazione del Governo, a cura del Presidente del Consiglio dei Ministri o de l
Ministro per gli affari regionali da lui delegato. Si stabilisce, inoltre, che lo schema di intesa deve contenere una specifica regolazione dei rapporti finanziari fra lo Stato e la Regione, coerente e coordinata con la disciplina generale sul federalismo fiscale e finanziario .
Il comma 3 dispone che l'intesa sia sottoscritta dal Presidente del Consiglio e dal Presidente della Regione e che entro trenta giorni il Consiglio dei Ministri deve deliberare in merito all a
presentazione del disegno di legge di approvazione e recepimento dell'intesa.
Al comma 4 si prevede che tale legge rechi le disposizioni che disciplinano l'autonomia regionale ampliata sulla base dell'intesa e che quest'ultima costituisca un allegato della legge.
Il comma 5 dispone che la legge indichi le norme contrastanti con l'intesa, che cessano di avere efficacia nei confronti della Regione interessata.
L'articolo 3 si occupa della revisione dell'intesa .
Il comma 1 stabilisce che il contenuto dell'intesa sottoposto ad un riesame al termine del decimo anno dalla sua entrata in vigore o nel diverso termine previsto dall'intesa stessa e che l e
parti possono comunque avviare la revisione dell'intesa in qualunque momento ne ravvisino l'opportunit, a prescindere dalla scadenza del predetto termine.
Il comma 2 dispone, infine, che la revisione avviene secondo le medesime forme e procedure previste per la sua definizione .



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