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Regolamento di Organizzazione del Mibac (da art. 17 alla fine)
2007-10-30

Art. 17
Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici

1. Le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici coordinano l'attività delle strutture periferiche del Ministero di cui all'articolo 16, comma 1, lettere b), c), d), e), e f), presenti nel territorio regionale; questi ultimi, pur nel rispetto dell’autonomia scientifica degli archivi e delle biblioteche, costituiscono articolazione delle Direzioni Regionali. Curano i rapporti del Ministero e delle strutture periferiche con le regioni, gli enti locali e le altre istituzioni presenti nella regione medesima.
2. L'incarico di Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici è conferito ai sensi dell'articolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, previa comunicazione al Presidente della Regione, sentito il Segretario Generale.
3. Il direttore regionale, in particolare:
a) esercita sulle attività degli uffici di cui all'articolo 16, comma 1, lettera b), c), d), e) ed f) i poteri di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessità ed urgenza, informati il Direttore generale competente per materia ed il Segretario generale, avocazione e sostituzione;
b) riferisce trimestralmente ai direttori generali centrali di settore sull’andamento dell’attività di tutela svolta;
c) verifica la sussistenza dell’interesse culturale nei beni appartenenti a soggetti pubblici e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ai sensi dell’articolo 12 del Codice;
d) dichiara, su proposta degli Uffici di cui all’articolo 16, comma 1, lettera b) e f), l’interesse culturale delle cose di proprietà privata ai sensi dell’articolo 13 del Codice;
e) detta, su proposta delle competenti Soprintendenze di settore, prescrizioni di tutela indiretta ai sensi dell’articolo 45 del Codice;
f) dispone il concorso del Ministero, sulla base di criteri definiti dalle direzioni generali centrali di settore, nelle spese effettuate dai proprietari, possessori o detentori di beni culturali per interventi conservativi nei casi previsti dagli articoli 34 e 35 del Codice ed eroga il contributo di cui all’articolo 37;
g) propone al direttore generale competente, sentite le Soprintendenze di settore, l’esercizio della prelazione da parte del Ministero, ai sensi dell’articolo 60 del Codice, ovvero la rinuncia ad essa e trasmette al direttore generale medesimo le proposte di prelazione da parte della Regione, o degli altri enti pubblici territoriali, accompagnati dalle proprie valutazioni. Su indicazione del direttore generale comunica all’ente che ha formulato la proposta di prelazione la rinuncia dello Stato all’esercizio della medesima, ai sensi dell’articolo 62, comma 3, del Codice;
h) autorizza le alienazioni, le permute, le costituzioni di ipoteca e di pegno e ogni altro negozio giuridico che comporta il trasferimento a titolo oneroso di beni culturali appartenenti a soggetti pubblici, ai sensi degli articoli 55, 56 e 58 del Codice;
i) impone ai proprietari, possessori o detentori di beni culturali gli interventi necessari per assicurarne la conservazione, ovvero dispone, allo stesso fine, l’intervento diretto del Ministero ai sensi dell’articolo 32 del Codice;
l) concede l’uso dei beni culturali in consegna al Ministero, ai sensi degli articoli 106 e 107 del Codice;
m) esprime l’assenso del Ministero sulle proposte di acquisizione in comodato di beni culturali di proprietà privata, formulate alle Soprintendenze di settore, e sulle richieste di deposito di beni culturali di soggetti pubblici presso musei presenti nel territorio regionale, sentito il parere dei predetti organi ai sensi dell’articolo 44 del Codice;
n) esprime il parere di competenza del Ministero in sede di conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che riguardano le competenze di più soprintendenze di settore;
o) richiede alle commissioni provinciali, anche su iniziativa delle Soprintendenze di settore, l’adozione della proposta di dichiarazione di interesse pubblico per i beni paesaggistici, ai sensi dell’articolo 138 del Codice;
p) propone al Ministro, d’intesa con la direzione generale competente, la stipulazione delle intese di cui all’articolo 143, comma 3, del Codice;
q) propone al Ministro, d’intesa con la direzione generale competente, l’esercizio dei poteri sostitutivi per l’approvazione dei piani paesaggistici;
r) propone al direttore generale competente l’adozione in via sostitutiva della dichiarazione di notevole interesse pubblico dei beni paesaggistici ai sensi dell’articolo 141 del Codice;
s) unifica ed aggiorna le funzioni di catalogo e tutela nell’ambito della regione di competenza, secondo criteri e direttive fornite dai competenti organi centrali;
t) propone ai fini dell’istruttoria gli interventi da inserire nei programmi annuali e pluriennali e nei relativi piani di spesa, individuando le priorità anche sulla base delle indicazioni delle soprintendenze di settore e degli uffici di cui all'articolo 16, comma 1, lettera a), b), c), d), e), ed f);
u) stipula, previa istruttoria della soprintendenza competente, accordi e convenzioni con i proprietari di beni culturali, oggetto di interventi conservativi, alla cui spesa ha contribuito il Ministero, al fine di stabilire le modalità per l'accesso ai beni medesimi da parte del pubblico, ai sensi dell'articolo 38 del Codice;
v) adotta i provvedimenti necessari per il pagamento od il recupero di somme che è tenuto, rispettivamente, a corrispondere o a riscuotere in relazione all'esercizio delle funzioni e dei compiti attribuiti;
z) predispone, d'intesa con le regioni, i programmi ed i piani finalizzati all'attuazione degli interventi di riqualificazione, recupero e valorizzazione delle aree sottoposte alle disposizioni di tutela dei beni paesaggistici;
aa) propone al direttore generale competente i programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione dei beni culturali, definiti in concorso con le regioni ai sensi della normativa in materia; promuove l'organizzazione di studi, ricerche ed iniziative culturali, anche in collaborazione con le regioni, le università e le istituzioni culturali e di ricerca; promuove, in collaborazione con le università, le regioni e gli enti locali, la formazione in materia di tutela del paesaggio, della cultura e della qualità architettonica e urbanistica;
bb) promuove, presso le scuole di ogni ordine e grado, la diffusione della storia dell’arte e della conoscenza del patrimonio culturale della regione, attraverso programmi concordati con il Ministero della pubblica istruzione;
cc) vigila sulla realizzazione delle opere d'arte negli edifici pubblici ai sensi delle legge 29 luglio 1949, n. 717 e successive modificazioni;
dd) dispone, previa istruttoria delle soprintendenze di settore, l'affidamento diretto o in conces-sione delle attività e dei servizi pubblici di valorizzazione di beni culturali, ai sensi dell'articolo 115 del Codice;
ee) svolge le funzioni di stazione appaltante in relazione agli interventi conservativi da effettuarsi con fondi dello Stato o affidati in gestione allo Stato sui beni culturali presenti nel territorio di competenza;
ff) organizza e gestisce le risorse strumentali ed umane degli uffici del Ministero nell'ambito della regione,compresi gli istituti dotati di speciale autonomia; l’assegnazione del personale agli uffici viene disposta sentita la Direzione Generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali nonché la Direzione Generale competente per materia;
gg) cura le relazioni sindacali e la contrattazione collettiva a livello regionale;
hh) fornisce al Segretario generale le valutazioni di competenza ai fini dell’istruttoria di cui all'articolo 2, comma 3 lett. i).
4. I Direttori regionali possono delegare i compiti di cui alle lettere c), d), i), l), u), bb) e cc) del comma 3, fatti salvi i progetti e le iniziative di rilevanza regionale ovvero intersettoriale.
5. Le Direzioni regionali costituiscono centri di costo e dipendono funzionalmente, per quanto riguarda gli aspetti contabili, dalla Direzione generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure.
6. Le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici si articolano negli uffici dirigenziali non generali sotto numericamente indicati, i cui compiti sono definiti con decreto ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel termine di sessanta giorni dall’emanazione del presente regolamento:
a) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, articolata in n. 4 uffici dirigenziali non generali;
b) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Basilicata, articolata in n. 4 uffici dirigenziali non generali;
c) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Calabria, articolata in n. 4 uffici dirigenziali non generali;
d) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania, articolata in n. 10 uffici dirigenziali non generali;
e) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna, articolata in n. 13 uffici dirigenziali non generali;
f) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, articolata in n. 5 uffici dirigenziali non generali;
g) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, articolata in n. 17 uffici dirigenziali non generali;
h) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Liguria, articolata in n. 6 uffici dirigenziali non generali;
i) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, articolata in n. 10 uffici dirigenziali non generali;
l) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche, articolata in n. 4 uffici dirigenziali non generali;
m) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Molise, articolata in n. 4 uffici dirigenziali non generali;
n) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte, articolata in n. 6 uffici dirigenziali non generali;
o) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia, articolata in n. 8 uffici dirigenziali non generali;
p) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna, articolata in n. 5 uffici dirigenziali non generali;
q) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana, articolata in n. 17 uffici dirigenziali non generali;
r) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Umbria, articolata in n. 5 uffici dirigenziali non generali;
s) Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Veneto, articolata in n. 9 uffici dirigenziali non generali.


Art. 18
Soprintendenze per i beni archeologici, architettonici e paesaggistici,storici, artistici ed etnoantropologici

1. Le strutture periferiche di cui all’articolo 16, comma 1, lettera b svolgono, in particolare, i seguenti compiti:
a) unificano e aggiornano le funzioni di catalogo e tutela nell’ambito della regione di competenza, secondo criteri definiti dalle competenti direzioni centrali;
b) autorizzano l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere sui beni culturali;
c) dispongono l’occupazione temporanea di immobili per l’esecuzione di ricerche archeologiche o di opere dirette al ritrovamento di beni culturali;
d) provvedono all’acquisto di beni e servizi in economia;
e) partecipano ed esprimono pareri , riferiti ai settori e agli ambiti territoriali di competenza, nelle conferenze di servizi;
f) amministrano e controllano beni dati in consegna ;
g) curano l’istruttoria finalizzata alla stipula di accordi e convenzioni con i proprietari di beni culturali oggetto di interventi conservativi alla cui spesa ha contribuito il Ministero al fine di stabilire le modalità per l’accesso ai beni medesimi da parte del pubblico;
h) istruiscono e propongono i provvedimenti di verifica dell’interesse culturale;
i) svolgono le istruttorie e propongono al direttore generale centrale competente i provvedimenti relativi a beni di proprietà privata;
l) esprimono pareri sulle alienazioni, le permute, le costituzioni di ipoteca e di pegno ed ogni altro negozio giuridico che comporti il trasferimento a titolo oneroso di beni culturali appartenenti a soggetti pubblici come identificati dal Codice;
m) istruiscono i procedimenti concernenti le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice;
n) istruiscono e propongono alla direzione generale centrale competente l’esercizio del diritto di prelazione ;
o) esercitano i compiti in materia di tutela del paesaggio ad esse affidati in base al Codice;
p) esercitano ogni altra competenza ad esse affidata in base al Codice.

Art. 19
Comitati regionali di coordinamento

1. Il Comitato regionale di coordinamento è organo collegiale a competenza intersettoriale.
2. Il Comitato esprime pareri:
a) obbligatoriamente, in merito alle proposte di dichiarazione di interesse culturale o paesaggistico aventi ad oggetto beni od aree suscettibili di tutela intersettoriale, nonché in merito alle proposte di prescrizioni di tutela indiretta;
b) a richiesta del direttore regionale, su ogni questione di carattere generale concernente la materia dei beni culturali.
3. Il Comitato è presieduto dal direttore regionale ed è composto dai soprintendenti di settore operanti in ambito regionale quando si esprime sulle questioni di cui al comma 2, lettera a). Tale composizione è integrata con i responsabili di tutti gli uffici periferici operanti in ambito regionale quando il Comitato si esprime sulle questioni di cui al comma 2, lettera b).
4. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento dei Comitati sono assicurate dalle rispettive direzioni regionali, senza oneri a carico del bilancio dello Stato.

Art. 20
Uffici di livello dirigenziale e dotazioni organiche

1. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 1, comma 521 della legge 27 dicembre 2006 n. 296, tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 1, comma 404 della medesima legge, le dotazioni organiche del personale dirigenziale, delle aree funzionali e delle posizioni economiche del Ministero sono rideterminate secondo le Tabelle allegate al presente decreto di cui costituiscono parte integrante.
2. Le dotazioni organiche del personale non dirigenziale sono rideterminate in riduzione con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da adottare entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del presente regolamento su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze in attuazione dei principi contenuti nell’articolo 1, comma 404 lettera f) e comma 408 della legge 27 dicembre 2006 n. 296.


Art. 21
Norme finali e abrogazioni

1. E’ abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n. 173 e successive modificazioni.
2. Dall’attuazione del presente regolamento non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
3. La riorganizzazione disposta ai sensi del presente regolamento dà luogo all’applicazione di quanto previsto dall’articolo 20, comma 6 del CCNL per il personale dirigente.






TABELLA A

DOTAZIONE ORGANICA DIRIGENZA


DIRIGENTI DI PRIMA FASCIA
32
DIRIGENTI DI SECONDA FASCIA
216*
TOTALE DIRIGENTI
248
* di cui n. 6 presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro
TABELLA B
DOTAZIONE ORGANICA POSIZIONI ECONOMICHE
Posizione economica

Dotazione organica

C3

2.919

C2
2.352

C1
1.219


B3
7.846

B2
3.459

B1
3.429


A1
1.820
TOTALE
23.044


Versione 29.10.2007



RELAZIONE ILLUSTRATIVA

Lo schema di decreto del Presidente della Repubblica di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali segue le modifiche legislative di recente intervenute sull’articolazione delle strutture di primo livello ed è improntato al perseguimento delle finalità di ottimizzazione e razionalizzazione indicate nella legge finanziaria 2007.
Il Ministero per i beni e le attività culturali già per effetto dell’art. 1, comma 19, lettera a), del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, come convertito, con modificazioni, nella legge 17 luglio 2006, n. 233, ha visto modificate le sue competenze in ragione del trasferimento delle funzioni in materia di sport alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Successivamente, l’art. 15 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, come convertito, con modificazioni, dall’art. 2, commi 94-99, della legge 24 novembre 2006, n. 286, ha modificato l’articolazione delle strutture di primo livello del Ministero, individuandole nelle Direzioni generali, coordinate da un Segretario generale. Il dettaglio dell’organizzazione, di cui la norma primaria richiamata si è limitata a fissare le dimensioni compatibili con il principio dell’invarianza della spesa (“Il Ministero si articola in non più di dieci uffici dirigenziali generali centrali e in diciassette uffici dirigenziali periferici, coordinati da un Segretario generale, nonché in due uffici dirigenziali generali presso il Gabinetto del Ministro. Sono inoltre conferiti… due incarichi di funzioni dirigenziali di livello generale presso il collegio di direzione del Servizio di controllo interno del Ministero”) è stato rimesso ad un apposito regolamento di organizzazione, da emanarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, che è costituito appunto dallo schema che qui si illustra.
Infine la legge 27 dicembre 2006, n. 296, all’art. 1, commi 404-416, ha dettato nuove regole cui i Ministeri devono attenersi nella riorganizzazione, in via di compimento.
E’ da evidenziare, a tale riguardo, che la riduzione, nella misura del 10 per cento, degli uffici di livello dirigenziale generale dei Ministeri, indicata dalla lettera a) del comma 404 del citato art. 1 come una delle finalità da perseguirsi con i provvedimenti di riordino delle strutture ministeriali, non trova applicazione per il Ministero, ai sensi del comma 1133, secondo periodo, del medesimo art. 1 della legge n. 296/2006, in quanto alla detta riduzione si è già provveduto per effetto dell’art. 2, comma 94, della citata legge n. 286/2006.
Con la nuova organizzazione che con il presente provvedimento si propone viene assegnato il ruolo di coordinamento alla figura del Segretario generale, di cui sono indicati con precisione i compiti .
La riorganizzazione è , inoltre, finalizzata a razionalizzare e ad assicurare la maggiore efficienza gestionale delle funzioni di supporto (organizzazione e gestione delle risorse umane,sistemi informativi, bilancio e controllo sulla spesa) ,attribuendo a due direzioni generali, rispettivamente, i compiti di gestione delle risorse umane e quelli attinenti al bilancio ed al controllo sulla spesa del Ministero e sulle relative procedure. Alla prima direzione sono altresì assegnati i compiti riguardanti l’innovazione e la promozione finora in capo ad una autonoma direzione generale.
Quanto alle direzioni generali centrali con compiti tecnici, sono apparsi evidenti i limiti di una organizzazione nella quale non era dato adeguato rilievo alla tutela del paesaggio, sovente oggetto di aggressioni nelle aree di maggiore valenza paesaggistica. Si è ritenuto che la verifica della rispondenza della attuale pianificazione paesaggistica alle mutate esigenze della tutela ed il suo adeguamento a più rigorosi standard - che il vigente “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, anche in relazione alle modifiche in corso di elaborazione , prevede come obbligatori e demanda, ai fini attuativi, a specifici accordi bilaterali con le singole regioni- richieda la individuazione di una apposita struttura amministrativa.
Nella distribuzione delle funzioni alle direzioni generali centrali , la nuova organizzazione si basa su di un criterio diacronico (distinzione in base alle epoche artistiche classica/ moderna/ contemporanea) ed un criterio settoriale (arti/ paesaggio e qualità architettonica).
Si è inoltre dedicata particolare attenzione alla materia della proprietà intellettuale e del diritto d’autore, anche in ragione delle necessità che le nuove sfide tecnologiche pongono in questo delicato settore.
Ancora, e sempre per quel che riguarda i profili problematici dell’assetto organizzativo centrale disegnato dal d.P.R. n. 173/2004, è da segnalare l’intervento volto a chiarire l’affidamento dell’azione di tutela, suddivisa tra le strutture centrali e quelle periferiche.
Quanto alle strutture periferiche, i nodi problematici che l’assetto organizzativo dettato con il d.P.R. n. 173/2004 ha determinato attengono, in particolare, al discrimine delle competenze fra direzioni regionali e soprintendenze territoriali. In sostanza, la prassi operativa ha fatto emergere l’esigenza di delimitare in modo più puntuale gli ambiti di funzione dei due uffici, evitando, per un verso, una eccessiva ed ingiustificata compressione delle prerogative delle soprintendenze, che costituiscono, secondo tradizione, gli effettivi ed insostituibili presidi di tutela del territorio, e per altro verso, ascrivendo agli uffici regionali di livello dirigenziale generale una funzione di coordinamento dell’attività amministrativa esplicata dalle soprintendenze e di svolgimento in via diretta di funzioni di rappresentanza istituzionale rispetto alle Regioni ed agli enti locali territoriali. L’azione svolta dalle Direzioni regionali è altresì preordinata ad ottimizzare le risorse umane, facendo prevalere il criterio delle esigenze funzionali da soddisfare, nonché concentrare e qualificare la spesa pubblica mediante lo svolgimento delle funzioni di stazione appaltante per tutti gli interventi di restauro da effettuarsi in ambito regionale. L’assolvimento unitario da parte della direzione regionale di tali compiti permette, inoltre, di recuperare il profilo tecnico – scientifico delle Soprintendenze, dedicate alla tutela ed alla conservazione del patrimonio culturale così diffuso.
E’ inoltre emersa l’esigenza di rivitalizzare ed adeguatamente disciplinare alcuni degli uffici di maggiore tradizione e rilievo, anche attraverso il riconoscimento di uno speciale regime di autonomia scientifica e gestionale. E ciò con particolare riferimento, da un lato, agli istituti di ricerca applicata nel settore del restauro; dall’altro, ad istituti cui sono affidati compiti ulteriori e significativi rispetto a quelli tipici di istituti similari (si pensi alle due Biblioteche nazionali di Roma e Firenze od anche all’Archivio centrale dello Stato), provvedendo ad una riunificazione del patrimonio archeologico ingiustificatamente sinora diviso (come nel caso d Napoli e Pompei) o ad un riavvicinamento delle Soprintendenze museali al territorio (mediante la riunificazione dei musei al contesto scientifico e culturale del territorio di riferimento a Venezia, Firenze, Roma e Napoli).
Il presente provvedimento risulta coordinato con i regolamenti adottati ai sensi dell’art. 29 del decreto-legge n.223/2006, per gli organismi citati (Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici e Comitati tecnico-scientifici,secondo quanto disposto dal d.P.R. 12 gennaio 2007,n.2 ; Consulta per lo spettacolo, Comitato consultivo permanente per il diritto d’autore di cui al d.P.R. 14 maggio 2007 in corso di pubblicazione).Per gli organismi consultivi non richiamati, valgono naturalmente le disposizioni stabilite nei citati regolamenti e nel decreto del Presidente del Consiglio in corso di pubblicazione.

In particolare, quanto ai parametri indicati dal comma 404 della legge finanziaria, si indicano di seguito gli interventi operati:
- lett. a) Nonostante il comma 1133 della legge finanziaria esoneri il MiBAC dall’obbligo di riduzione del 10 per cento degli uffici dirigenziali di prima fascia (in ragione della riduzione degli uffici dirigenziali generali già disposta ai sensi del decreto legge n.262/2006), si è proceduto alla soppressione di una direzione generale (da 10 a 9) ed all’istituzione di un incarico dirigenziale di livello generale di studio, consulenza e ricerca ai sensi dell’art. 19, comma 10 del d. lgs n. 165/2001; si è proceduto alla riduzione del 5% degli uffici dirigenziali non generali (11 posti di funzione) ; si è proceduto alla eliminazione delle duplicazioni organizzative attraverso la creazione di una direzione generale dedicata alla gestione unitaria dell’attività finanziaria e di programmazione nonché ai compiti relativi alla standardizzazione delle procedure ;
- lett b) viene assicurata la gestione unitaria del personale, a livello centrale e periferico, anche per gli aspetti inerenti alla mobilità, e dei servizi generali ed informativi attraverso l’apposita direzione generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali;
- lett. c) le strutture periferiche sono state razionalizzate ed, in parte , rideterminate, attraverso l’accorpamento delle due Soprintendenze archeologiche di Napoli e Pompei; delle due Soprintendenze archeologiche di Cagliari/Oristano e di Sassari/Nuoro; dell’ Istituto per la patologia del libro e del Centro per la fotoriproduzione, legatoria e restauro degli Archivi di Stato; è stato razionalizzato l’esercizio sul territorio delle funzioni attinenti al patrimonio storico artistico laddove (Venezia, Firenze, Roma e Napoli) si registra la compresenza sia delle relative Soprintendenze che dei Poli museali. In questo caso le funzioni vengono svolte esclusivamente dai Poli eliminando duplicazioni e sovrapposizioni.
Le Direzioni Regionali accorpano le funzioni , oggi distribuite in capo alle Soprintendenze, di stazioni appaltanti uniche,con risparmio e razionalizzazione di costi e di personale; svolgono azione di coordinamento di tutte le articolazioni periferiche; curano a livello unitario i rapporti del Ministero con le Regioni, gli enti locali e le altre istituzioni presenti nel territorio regionale.
- lett. d) è previsto che presso la Direzione generale per l’organizzazione operi il Servizio ispettivo, attesa l’evidente strumentalità della sua attività rispetto ai compiti della direzione; in capo alla Direzione generale per il bilancio e la programmazione viene allocata la funzione di monitoraggio e controllo dei flussi finanziari e dei relativi procedimenti di spesa . Presso quest’ultima direzione è pertanto stabilito che operi il Nucleo per la valutazione degli investimenti;
- lett. e) la riduzione di organismi di consultazione è già stata attuata, successivamente all’entrata i vigore della legge finanziaria, con il dPR n. 2/2007 contenente la disciplina del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici ed i Comitati tecnico-scientifici nonchè con i successivi dPR 14 maggio 2007 n. 89 e dPCM 11 maggio 2007 pubblicato su GU 198 del 27 agosto 2007, emanati ai sensi dell’art. 29 DL 223/2006; peraltro, i componenti degli organismi di cui agli articoli 13 e 14 non ricevono compensi, ma hanno diritto unicamente, in presenza delle richieste condizioni, al trattamento di missione;
- lett. f) le dotazioni organiche di supporto sono pari al 14,50 % del personale, come dimostrato nel piano operativo, e non impongono quindi una riduzione.

Tanto esposto in termini generali, passando ad una più dettagliata descrizione dell’articolato, si evidenzia quanto segue.
L’articolo 1 dello schema di regolamento prevede l’articolazione del Ministero in nove uffici dirigenziali generali centrali e in diciassette uffici dirigenziali generali periferici, coordinati da un Segretario generale, nonché in due uffici dirigenziali generali presso il Gabinetto del Ministro. A riguardo, occorre precisare che il numero delle Direzioni Generali centrali (ridotto da dieci a nove) è ulteriormente destinato a ridursi quando verrà costituito il Centro per il cinema e l’audiovisivo così come previsto dalla proposta di legge di sistema sul cinema in discussione al Senato, presso la Commissione cultura. Inoltre la disposizione in esame prevede la facoltà di conferire, ai sensi dell’art. 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e s.m.i., due incarichi di funzione dirigenziale generale presso il collegio di direzione del Servizio di controllo interno,anche in posizione di fuori ruolo, sei incarichi di funzioni dirigenziali generali, al di fuori della dotazione organica del Ministero e per un periodo di sei anni a decorrere dal 30 gennaio 2004,secondo quanto già previsto dal decreto legge n. 262/2006, nonché un posto per incarico di consulenza, studio e ricerca.
L’articolo 2 disciplina le funzioni del Segretario generale, al quale sono affidati, in linea con quanto disposto dall’art. 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, compiti di coordinamento delle strutture ministeriali di primo livello, da esercitarsi anche mediante la indizione di conferenze periodiche dei direttori generali, e di vigilanza sull’osservanza delle direttive impartite. Al Segretario generale è altresì affidato il coordinamento degli interventi in caso di emergenze, sia nazionali che internazionali, nonché il coordinamento degli adempimenti connessi alla predisposizione di relazioni ed informative previste da leggi per i due rami del Parlamento oltre che per Organismi sopranazionali. Il Segretario Generale cura, altresì, il coordinamento ed il monitoraggio dell’attività di valorizzazione svolta sul territorio nazionale, in un delicato momento caratterizzato dall’attuazione della nuova disciplina introdotta dal Codice dei beni culturali . Esercita, altresì, le funzioni di vigilanza sugli Istituti di restauro.
L’articolo 3 demarca gli ambiti di competenza per materia dei nove uffici dirigenziali centrali ed individua le funzioni proprie dei preposti ai detti uffici in ragione dell’incarico ricoperto.
L’articolo 4 regola i compiti della Direzione generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali. A detta direzione è affidata la gestione delle risorse umane del Ministero, con riferimento allo stato giuridico ed al trattamento economico del personale, alle relazioni sindacali, alla mobilità nazionale ed alla formazione del personale. Essa è inoltre responsabile per l’attuazione delle politiche per il personale decise dal Ministro, per l’uniforme applicazione del contratto collettivo di lavoro e per la determinazione di indirizzi per la stipula, in sede regionale, degli accordi decentrati. Inoltre cura la formazione e l’aggiornamento del personale in materia di conoscenza ed uso delle tecnologie informatiche e provvede alla allocazione delle risorse umane sul territorio, anche su proposta dei dirigenti interessati.
L’articolo 5 stabilisce le funzioni della Direzione Generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure. Tale Direzione generale cura l’istruttoria per l’elaborazione dei programmi di intervento annuali e pluriennali, sia ordinari che straordinari, da effettuarsi su e per i beni culturali, nonché la predisposizione dei piani di spesa per la erogazione dei contributi in conto capitale; rileva il fabbisogno finanziario del Ministero; cura l’istruttoria per la predisposizione dei programmi da sottoporre al CIPE; effettua il monitoraggio dei flussi finanziari e ne analizza gli esiti; provvede ad incrementare la qualità dei servizi resi dall’Amministrazione; assicura l’assistenza tecnica agli altri uffici dirigenziali generali, centrali e periferici, nelle materie giuridico-contabili e predispone le relazioni tecnico-finanziarie sui provvedimenti normativi.
Gli articoli da 6 a 10 indicano le funzioni ed i compiti delle Direzioni generali preposte in sede centrale alla materia dei beni culturali. Esse esprimono, per i settori di riferimento, il più alto profilo tecnico-scientifico in ragione della funzione di tutela del patrimonio culturale assolta dal Ministero.
L’articolo 6 individua funzioni e compiti della Direzione Generale per i beni archeologici. La Direzione esprime pareri ,nel settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento; ad essa è anche attribuito il potere di decidere i ricorsi presentati in via amministrativa dai controinteressati all’attività di tutela esplicata dalla Direzione medesima. Infine sono state ridisegnate le competenze affidate alla Direzione stessa in materia di tutela dei profili paesistici delle aree di interesse archeologico e di partecipazione alle procedure di valutazione di impatto ambientale, in ragione, come si dirà tra poco, di un apposito centro di responsabilità con competenze specifiche in materia. Svolge i compiti dettagliatamente indicati nel campo della tutela dei beni archeologici.
L’articolo 7 stabilisce le competenze della Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee. Le funzioni ed i compiti affidati a questa Direzione generale rispondono, sotto il profilo organizzativo e funzionale, alla avvertita esigenza di apprestare adeguati presidi a tutela dei valori paesaggistici che il territorio esprime e ad assicurare la qualità architettonica nei casi in cui esso sia comunque interessato da interventi : da qui l’esigenza di creare una struttura che si occupi, al contempo, di salvaguardia del paesaggio e di promozione dell’architettura contemporanea. La Direzione costituisce il referente ministeriale per la predisposizione e stipula di intese con le Regioni per le attività di pianificazione paesistica congiunta, oltre che per la espressione del parere di competenza del Ministero in materia di valutazione di impatto ambientale, di emanazione in via sostitutiva di provvedimenti di tutela paesistica, di esercizio del potere di sostituzione ai fini della predisposizione ed approvazione della pianificazione paesaggistica. Per quel che concerne l’arte e l’architettura contemporanee, la Direzione, oltre ad esercitare tutte le funzioni di promozione già attribuite alla soppressa Direzione generale competente in subiecta materia, provvede agli acquisti, a trattativa privata,di opere d’arte contemporanea ed esercita i poteri di coordinamento ed indirizzo rispetto al Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee, istituito dalla legge 12 luglio 1999, n. 237 (MAXXI).
L’articolo 8 istituisce la Direzione Generale per i beni architettonici, storico-artistici ed etnoantropologici, che cura le funzioni di tutela per il patrimonio architettonico ,storico-artistico ed etnoantropologico.
L’articolo 9 disciplina la Direzione Generale per gli archivi,che svolge i compiti in materia di beni archivistici. Ad essa sono, tra le altre, assegnate competenze sulle nuove metodologie informatiche archivistiche e sulla conservazione degli archivi digitali.
L’articolo 10 prevede le funzioni ed i compiti della Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali ed il diritto d’autore. Oltre ai compiti di tutela dei beni librari e di promozione del libro e della lettura, alla direzione sono affidati i compiti del Ministero in materia di diritto d’autore e di proprietà intellettuale nonché la vigilanza sulla SIAE.
Gli articoli 11 e 12 disciplinano, rispettivamente, funzioni e compiti delle Direzioni generali per il cinema e per lo spettacolo dal vivo. Al riguardo si segnala che rispetto all’assetto delineato dal d.P.R. n. 173/2004 non sono state introdotte novità di rilievo, se non quelle rese necessarie dai trasferimenti di competenza disposti, per quello che qui interessa, in materia di sport, dal già citato decreto-legge n. 181/2006.
Gli articoli 13 e 14 riproducono le disposizioni già vigenti in materia di riordino degli organismi consultivi in materia di beni culturali, introdotte con il d.P.R. 12 gennaio 2007, n. 2 – salvo adeguamento a suggerimenti a suo tempo pervenuti dalla Corte dei conti - e che hanno ridisciplinato organizzazione, funzioni e compiti del Consiglio superiore dei beni culturali e dei vari Comitati tecnico-scientifici, anche tenuto conto di quanto disposto dall’art. 29 del decreto legge n. 223/2006.
L’articolo 15 tratta unitariamente di tutti gli Istituti centrali del Ministero e degli altri Istituti con finalità particolari. Al riguardo va detto che gli Istituti di più antica istituzione rimangono disciplinati dalle disposizioni tuttora vigenti ad essi relative. Sono Istituti di nuova costituzione il Centro per il libro e la lettura la cui organizzazione viene disciplinata con apposito regolamento e l’Istituto centrale per la demoetnoantropologia che risponde all’esigenza, molto sentita nel settore, di dare nuovo slancio al patrimonio demoetnoantropologico come portatore di identità e valorizzazione socio-economica. L’Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario assorbe due Istituti, l’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi subentra alla Discoteca di Stato. Tra gli istituti dotati di speciale autonomia è da segnalare l’unificazione delle soprintendenze speciali per i beni archeologici di Napoli e di Pompei, il subentro dell’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro all’Istituto centrale del restauro, l’accorpamento di funzioni relative al patrimonio storico – artistico, tra i Poli museali di Venezia, Napoli, Roma e Firenze e le corrispondenti soprintendenze. E’ ancora da segnalare il riconoscimento di una speciale autonomia per le due Biblioteche nazionali centrali di Roma e Firenze e per l’Archivio centrale dello Stato, che già ne disponeva anteriormente all’entrata in vigore del d.P.R. n. 173/2004.
L’articolo 16 individua gli organi periferici del Ministero e ne detta le competenze.
L’articolo 17 stabilisce le competenze delle Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici. Nel nuovo disegno organizzativo, ad esse sono riconosciute funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo dell’attività di tutte le strutture periferiche del Ministero. Le funzioni di tutela ad esse riconosciute non possono che essere svolte in stretto raccordo con quelle esercitate dalle soprintendenze,cui è assicurato il ruolo tecnico-scientifico sul territorio. Per tutte le altre attività, e segnatamente per la funzione di rappresentanza istituzionale del Ministero nei rapporti con le regioni e le altra realtà locali, le Direzioni regionali costituiscono il referente unico. Esse inoltre svolgono funzioni di servizio e supporto rispetto agli altri uffici periferici, assolvendo, per tutti, alle incombenze della stazione appaltante. I compiti di coordinamento e controllo attengono anche, in ambito regionale, alla allocazione delle risorse umane e strumentali ed alla predisposizione delle proposte per la messa a punto della programmazione annuale e triennale, quanto agli interventi nel territorio della regione.
L’articolo 18 delinea i compiti delle soprintendenze di settore alle quali viene ascritta in via prevalente la funzione di tutela del patrimonio culturale, così venendo incontro ad una esigenza fortemente sentita dal settore dei beni culturali. Ad esse è, tra l’altro, rimessa la proposta e l’istruttoria nei procedimenti di verifica dell’interesse culturale, l’istruttoria sui provvedimenti sanzionatori, la rappresentanza del Ministero nelle conferenze di servizi, la facoltà di autorizzare interventi su beni culturali.
L’articolo 19 prevede i Comitati regionali di coordinamento, di cui riconferma integralmente funzioni e compiti rispetto a quelli attualmente assegnati.
L’articolo 20 contiene la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale dirigenziale, delle aree funzionali e delle posizioni economiche del Ministero secondo le tabelle allegate.
In particolare, quanto al personale dirigenziale, si dà atto di aver provveduto alla diminuzione del 5% dei posti di funzione dirigenziali di II fascia (11 posti) così calcolati:
- l’accorpamento tra l’Istituto centrale di patologia del libro ed il Centro fotoriproduzione, legatoria e restauro degli Archivi di Stato (istituti dotati di autonomia scientifica ed organizzativa ai sensi del D.P.R. n. 805 del 1975, distinti pertanto dall’Amministrazione centrale ed operanti anche sul territorio) nell’unico Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario; delle due Soprintendenze archeologiche di Napoli e Pompei; di due Soprintendenze ai beni archeologici (Province di Cagliari e Oristano e Province di Sassari e Nuoro);
- la soppressione di due posti di funzione presso gli Istituti centrali (n. 2 dirigenti amministrativi presso l’Istituto centrale per la patologia del libro e presso l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione), di due posti di funzione presso articolazioni periferiche (n. 2 posti di dirigente amministrativo presso la Direzione Regionale della Toscana e la Direzione Regionale del Veneto), di due posti di ispettore centrale (operanti sul territorio), di due Servizi dirigenziali operanti presso le Aree (ex Dipartimenti);
- la razionalizzazione di strutture periferiche: le Soprintendenze speciali ai poli museali di Venezia, Firenze, Roma e Napoli acquisiscono le funzioni svolte sul territorio dalle Soprintendenze per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico delle medesime città.
A tale diminuzione va aggiunta la soppressione del posto di dirigente amministrativo presso la Soprintendenza archeologica di Pompei , attualmente ricoperto, allo scopo di compensare il maggiore onere sostenuto per i dirigenti degli ulteriori quattro istituti dotati di autonomia speciale ai sensi dell’art. 8 d. lgs. 20 ottobre 1998, n. 368.

L’articolo 21 contiene l’abrogazione del DPR n. 173/2004 e successive modificazioni nonché le disposizioni finali.

Sullo schema di regolamento approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 15 giugno 2007 si sono espressi, con propri pareri, il Consiglio di Stato e le competenti Commissioni parlamentari.
Nel testo sottoposto all’approvazione definitiva risultano recepite le seguenti richieste di modifica:
- identificazione numerica degli uffici dirigenziali non generali riferiti a ciascun ufficio di primo livello (parere del Consiglio di Stato);

- precisazione circa l’ambito dell’attività consultiva del Consiglio Superiore per i beni culturali e paesaggistici (parere Commissione I della Camera dei deputati);

- inserimento del Centro per il libro e la lettura tra gli istituti dotati di autonomia speciale (parere Commissione VII del Senato);

- chiarificazione delle competenze delle Direzioni regionali e delegabilità di alcune funzioni attinenti la tutela alle Soprintendenze ( parere Commissione I della Camera dei deputati);

- determinazione organici anche in riferimento al personale non dirigenziale, secondo una apposita tabella allegata ( parere Commissione VII del Senato).
In ottemperanza all’osservazione della Commissione I della Camera è stato valutato se la previsione delle due Direzioni Generali (Direzione Generale per l’organizzazione, l’innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali e Direzione generale per il bilancio e la programmazione economica, la promozione, la qualità e la standardizzazione delle procedure) comporti duplicazione delle strutture di supporto con la conseguenza di dover procedere alla loro unificazione secondo il parere espresso dal Consiglio di Stato.
A riguardo è stato considerato che la previsione di due Direzioni Generali, l’una con compiti in materia di risorse umane, servizi generali ed innovazione, l’altra con compiti in materia di bilancio, programmazione e monitoraggio della spesa e promozione, in luogo delle preesistenti due Direzioni generali, l’una per le risorse umane ed il bilancio, l’altra per l’innovazione e la promozione, non comporta duplicazione di strutture di supporto, attesa la specificità e differenziazione dei compiti ad esse attribuiti, ma risponde ad obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità.







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