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DPR 26 Novembre 2007 , n. 233, Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali
2007-12-15

Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 291 del 15-12-2007 SUPPLEMENTI ORDINARI(Suppl. Ordinario n. 270)



DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 Novembre 2007 , n. 233
Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a norma dell'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.


Capo I Amministrazione centrale

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive
modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni;
Vista la legge 22 aprile 1941, n. 633;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio,
di seguito denominato: "Codice";
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n.
173, e successive modificazioni;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233;
Visto il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
Visto il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007),
ed in particolare l'articolo 1, commi 404 e 1133;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n.
89;
Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
Sentito il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici
nelle riunioni dell'11 aprile 2007 e del 27 aprile 2007;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 15 giugno 2007;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 27 agosto 2007;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Considerato che la previsione di due Direzioni generali, l'una con
compiti in materia di risorse umane, servizi generali ed innovazione,
l'altra con compiti in materia di bilancio, programmazione e
monitoraggio della spesa e promozione, in luogo delle preesistenti
due Direzioni generali, l'una per le risorse umane ed il bilancio,
l'altra per l'innovazione e la promozione, non comporta duplicazione
di strutture di supporto, attesa la specificita' e differenziazione
dei compiti ad esse attribuiti, ma risponde ad obiettivi di
efficacia, efficienza ed economicita';
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 ottobre 2007;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali di
concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni della
pubblica amministrazione, con il Ministro dell'economia e delle
finanze e con il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le
riforme istituzionali;
Emana
il seguente regolamento:
Art. 1.
Uffici e funzioni di livello dirigenziale generale
1. Il Ministero per i beni e le attivita' culturali, di seguito
denominato: "Ministero", si articola in nove uffici dirigenziali di
livello generale centrali e in diciassette uffici dirigenziali di
livello generale periferici, coordinati da un Segretario generale,
nonche' in due uffici dirigenziali di livello generale presso il
Gabinetto del Ministro per i beni e le attivita' culturali. Sono
inoltre conferiti, ai sensi dell'articolo 19, comma 10, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, due
incarichi di funzione dirigenziale di livello generale presso il
collegio di direzione del Servizio di controllo interno del
Ministero, anche in posizione di fuori ruolo, entro i limiti di
dotazione organica dei dirigenti di prima fascia.
2. Ai sensi dello stesso articolo 19, comma 10, del citato decreto
legislativo n. 165 del 2001, possono essere, altresi', conferiti, al
di fuori della relativa dotazione organica e per un periodo di sei
anni a decorrere dal 30 gennaio 2004, fino a sei incarichi di
funzioni dirigenziali di livello generale, anche presso enti od
organismi vigilati, anche in posizione di fuori ruolo. In sede di
prima applicazione del presente regolamento, all'esclusivo fine di
consentire il conferimento delle funzioni dirigenziali di livello
generale al personale dirigente generale attualmente in servizio nei
ruoli del Ministero, i predetti sei incarichi sono conferiti a
dirigenti appartenenti al ruolo del Ministero ovvero in servizio
presso il Ministero.
3. Ai sensi del medesimo articolo 19, comma 10, del decreto
legislativo n. 165 del 2001, puo' essere, altresi', conferito ad un
dirigente al quale non sia affidata la titolarita' di ufficio
dirigenziale di livello generale un incarico di consulenza, studio e
ricerca.



Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente in materia, ai sensi
dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge,
alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
- L'art. 87 della Costituzione conferisce al Presidente
della Repubblica di promulgare le leggi ed emanare i
decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
- Il testo dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante �Disciplina dell'attivita' di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri�,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale del 12 settembre 1988, n. 214, e' il seguente:
�Art. 17 (Regolamenti). - 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche' dei regolamenti comunitari;
b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l'organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e) .
2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il
Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la
disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta
di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi
della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potesta'
regolamentare del Governo, determinano le norme generali
regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle
norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle
norme regolamentari.
3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita' sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu' Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita' di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di �regolamento�, sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici
dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai
sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente
d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con
il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal
decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei
criteri che seguono:
a) riordino degli uffici di diretta collaborazione
con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che
tali uffici hanno esclusive competenze di supporto
dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo
e l'amministrazione;
b) individuazione degli uffici di livello
dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante
diversificazione tra strutture con funzioni finali e con
funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni
omogenee e secondo criteri di flessibilita' eliminando le
duplicazioni funzionali;
c) previsione di strumenti di verifica periodica
dell'organizzazione e dei risultati;
d) indicazione e revisione periodica della
consistenza delle piante organiche;
e) previsione di decreti ministeriali di natura non
regolamentare per la definizione dei compiti delle unita'
dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali
generali.�.
- Il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, recante
�Individuazione delle unita' previsionali di base del
bilancio dello Stato, riordino del sistema di tesoreria
unica e ristrutturazione del rendiconto generale dello
Stato�, e' pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale 22 agosto 1997, n. 195.
- Il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368,
recante �Istituzione del Ministero per i beni e le
attivita' culturali, a norma dell'art. 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59�, e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 26 ottobre 1998, n. 250.
- Il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3, recante
�Riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita'
culturali, ai sensi dell'art. 1, della legge 6 luglio 2002,
n. 137�, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 gennaio
2004, n. 11.
- Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
recante �Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma
dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59�, e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1999, n. 203.
- Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303,
recante �Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
Ministri, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997,
n. 59�, e' pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale 1� settembre 1999, n. 205.
- Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante
�Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze
delle amministrazioni pubbliche�, e' pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 9 maggio
2001, n. 106.
- La legge 22 aprile 1941, n. 633, recante �Protezione
del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo
esercizio�, e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
16 luglio 1941, n. 166.
- Il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, recante
�Disposizioni urgenti per l'esercizio dell'attivita'
radiotelevisiva e delle telecomunicazioni�, e' pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 23 ottobre 1996, n. 249; la legge
di conversione 23 dicembre 1996, n. 650, e' pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 1996, n. 300.
- Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28,
recante �Riforma della disciplina in materia di attivita'
cinematografiche, a norma dell'art. 10 della legge 6 luglio
2002, n. 137�, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
5 febbraio 2004, n. 29.
- Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
recante �Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai
sensi dell'art. 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137�, e'
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 24 febbraio 2004, n. 45.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno
2004, n. 173, recante �Regolamento di organizzazione del
Ministero per i beni e le attivita' culturali�, e'
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 17 luglio 2004, n. 166.
- Il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante
�Disposizioni urgenti in materia di riordino delle
attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e
dei Ministeri�, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
18 maggio 2006, n. 114; la legge di conversione 17 luglio
2006, n. 233, e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
17 luglio 2006, n. 164.
- Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante
�Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale,
per il contenimento e la razionalizzazione della spesa
pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di
contrasto all'evasione fiscale�, e' pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 4 luglio 2006, n. 153; la legge di
conversione 4 agosto 2006, n. 248, e' pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 11 agosto
2006, n. 186.
- Il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, recante
�Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria�,
e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 ottobre 2006, n.
230; la legge di conversione 24 novembre 2006, n. 286, e'
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 28 novembre 2006, n. 277.
- Il testo dei commi 404 e 1133 dell'art. 1 della legge
27 dicembre 2006, n. 296, recante �Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2007)�, pubblicata nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 2006, n. 299,
e' il seguente:
�404. Al fine di razionalizzare e ottimizzare
l'organizzazione delle spese e dei costi di funzionamento
dei Ministeri, con regolamenti da emanare, entro il
30 aprile 2007, ai sensi dell'art. 17, comma 4-bis, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede:
a) alla riorganizzazione degli uffici di livello
dirigenziale generale e non generale, procedendo alla
riduzione in misura non inferiore al 10 per cento di quelli
di livello dirigenziale generale ed al 5 per cento di
quelli di livello dirigenziale non generale nonche' alla
eliminazione delle duplicazioni organizzative esistenti,
garantendo comunque nell'ambito delle procedure
sull'autorizzazione alle assunzioni la possibilita' della
immissione, nel quinquennio 2007-2011, di nuovi dirigenti
assunti ai sensi dell'art. 28, commi 2, 3 e 4, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, in misura non inferiore al 10 per cento
degli uffici dirigenziali;
b) alla gestione unitaria del personale e dei servizi
comuni anche mediante strumenti di innovazione
amministrativa e tecnologica;
c) alla rideterminazione delle strutture periferiche,
prevedendo la loro riduzione e, ove possibile, la
costituzione di uffici regionali o la riorganizzazione
presso le prefetture-uffici territoriali del Governo, ove
risulti sostenibile e maggiormente funzionale sulla base
dei principi di efficienza ed economicita' a seguito di
valutazione congiunta tra il Ministro competente, il
Ministro dell'interno, il Ministro dell'economia e delle
finanze, il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le
riforme istituzionali ed il Ministro per le riforme e le
innovazioni nella pubblica amministrazione, attraverso la
realizzazione dell'esercizio unitario delle funzioni
logistiche e strumentali, l'istituzione dei servizi comuni
e l'utilizzazione in via prioritaria dei beni immobili di
proprieta' pubblica;
d) alla riorganizzazione degli uffici con funzioni
ispettive e di controllo;
e) alla riduzione degli organismi di analisi,
consulenza e studio di elevata specializzazione;
f) alla riduzione delle dotazioni organiche in modo
da assicurare che il personale utilizzato per funzioni di
supporto (gestione delle risorse umane, sistemi
informativi, servizi manutentivi e logistici, affari
generali, provveditorati e contabilita) non ecceda comunque
il 15 per cento delle risorse umane complessivamente
utilizzate da ogni amministrazione, mediante processi di
riorganizzazione e di formazione e riconversione del
personale addetto alle predette funzioni che consentano di
ridurne il numero in misura non inferiore all'8 per cento
all'anno fino al raggiungimento del limite predetto;
g) all'avvio della ristrutturazione, da parte del
Ministero degli affari esteri, della rete diplomatica,
consolare e degli istituti di cultura in considerazione del
mutato contesto geopolitico, soprattutto in Europa, ed in
particolare all'unificazione dei servizi contabili degli
uffici della rete diplomatica aventi sede nella stessa
citta' estera, prevedendo che le funzioni delineate dagli
articoli 3, 4 e 6 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 marzo 2000, n. 120, siano
svolte dal responsabile dell'ufficio unificato per conto di
tutte le rappresentanze medesime.�.
�1133. I rapporti di lavoro a tempo determinato
previsti dall'art. 1, comma 596, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, sono prorogati fino al 31 dicembre 2007. Ai
fini di cui al comma 404, lettera a), del presente art. per
gli uffici di livello dirigenziale generale del Ministero
per i beni e le attivita' culturali si tiene conto di
quanto gia' disposto dall'art. 2, comma 94, del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.�.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio
2007, n. 89, recante �Regolamento per il riordino degli
organismi operanti presso il Ministero per i beni e le
attivita' culturali, a norma dell'art. 29 del decreto-legge
4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla
legge 4 agosto 2006, n. 248�, e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 10 luglio 2007, n. 158.�.
Note all'art. 1:
- Il testo dell'art. 19 del citato decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, citato in nota alle premesse, e' il
seguente:
�Art. 19 (Incarichi di funzioni dirigenziali). (Art. 19
del decreto legislativo n. 29 del 1993, come sostituito
prima dall'art. 11 del decreto legislativo n. 546 del 1993
e poi dall'art. 13 del decreto legislativo n. 80 del 1998,
e successivamente modificato dall'art. 5 del decreto
legislativo n. 387 del 1998). - 1. Per il conferimento di
ciascun incarico di funzione dirigenziale si tiene conto,
in relazione alla natura e alle caratteristiche degli
obiettivi prefissati, delle attitudini e delle capacita'
professionali del singolo dirigente, valutate anche in
considerazione dei risultati conseguiti con riferimento
agli obiettivi fissati nella direttiva annuale e negli
altri atti di indirizzo del Ministro. Al conferimento degli
incarichi e al passaggio ad incarichi diversi non si
applica l'art. 2103 del codice civile.
2. Tutti gli incarichi di funzione dirigenziale nelle
amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo,
sono conferiti secondo le disposizioni del presente
articolo. Con il provvedimento di conferimento
dell'incarico, ovvero con separato provvedimento del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro
competente per gli incarichi di cui al comma 3, sono
individuati l'oggetto dell'incarico e gli obiettivi da
conseguire, con riferimento alle priorita', ai piani e ai
programmi definiti dall'organo di vertice nei propri atti
di indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi che
intervengano nel corso del rapporto, nonche' la durata
dell'incarico, che deve essere correlata agli obiettivi
prefissati e che, comunque, non puo' essere inferiore a tre
anni ne' eccedere il termine di cinque anni. Gli incarichi
sono rinnovabili. Al provvedimento di conferimento
dell'incarico accede un contratto individuale con cui e'
definito il corrispondente trattamento economico, nel
rispetto dei principi definiti dall'art. 24. E' sempre
ammessa la risoluzione consensuale del rapporto.
3. Gli incarichi di Segretario generale di Ministeri,
gli incarichi di direzione di strutture articolate al loro
interno in uffici dirigenziali generali e quelli di livello
equivalente sono conferiti con decreto del Presidente della
Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro competente, a dirigenti
della prima fascia dei ruoli di cui all'art. 23 o, con
contratto a tempo determinato, a persone in possesso delle
specifiche qualita' professionali richieste dal comma 6.
4. Gli incarichi di funzione dirigenziale di livello
generale sono conferiti con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
competente, a dirigenti della prima fascia dei ruoli di cui
all'art. 23 o, in misura non superiore al 70 per cento
della relativa dotazione, agli altri dirigenti appartenenti
ai medesimi ruoli ovvero, con contratto a tempo
determinato, a persone in possesso delle specifiche
qualita' professionali richieste dal comma 6.
4-bis. I criteri di conferimento degli incarichi di
funzione dirigenziale di livello generale, conferiti ai
sensi del comma 4 del presente articolo, tengono conto
delle condizioni di pari opportunita' di cui all'art. 7.
5. Gli incarichi di direzione degli uffici di livello
dirigenziale sono conferiti, dal dirigente dell'ufficio di
livello dirigenziale generale, ai dirigenti assegnati al
suo ufficio ai sensi dell'art. 4, comma 1, lettera c).
5-bis. Gli incarichi di cui ai commi da 1 a 5 possono
essere conferiti, da ciascuna amministrazione, entro il
limite del 10 per cento della dotazione organica dei
dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui
all'art. 23 e del 5 per cento della dotazione organica di
quelli appartenenti alla seconda fascia, anche a dirigenti
non appartenenti ai ruoli di cui al medesimo art. 23,
purche' dipendenti delle amministrazioni di cui all'art. 1,
comma 2, ovvero di organi costituzionali, previo
collocamento fuori ruolo, comando o analogo provvedimento
secondo i rispettivi ordinamenti.
5-ter. I criteri di conferimento degli incarichi di
direzione degli uffici di livello dirigenziale, conferiti
ai sensi del comma 5 del presente articolo, tengono conto
delle condizioni di pari opportunita' di cui all'art. 7.
6. Gli incarichi di cui ai commi da 1 a 5 possono
essere conferiti, da ciascuna amministrazione, entro il
limite del 10 per cento della dotazione organica dei
dirigenti appartenenti alla prima fascia dei ruoli di cui
all'art. 23 e dell'8 per cento della dotazione organica di
quelli appartenenti alla seconda fascia, a tempo
determinato ai soggetti indicati dal presente comma. La
durata di tali incarichi, comunque, non puo' eccedere, per
gli incarichi di funzione dirigenziale di cui ai commi 3 e
4, il termine di tre anni, e, per gli altri incarichi di
funzione dirigenziale il termine di cinque anni. Tali
incarichi sono conferiti a persone di particolare e
comprovata qualificazione professionale, che abbiano svolto
attivita' in organismi ed enti pubblici o privati ovvero
aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per
almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali, o che
abbiano conseguito una particolare specializzazione
professionale, culturale e scientifica desumibile dalla
formazione universitaria e postuniversitaria, da
pubblicazioni scientifiche o da concrete esperienze di
lavoro maturate, anche presso amministrazioni statali, ivi
comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in
posizioni funzionali previste per l'accesso alla dirigenza,
o che provengano dai settori della ricerca, della docenza
universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli
avvocati e procuratori dello Stato. Il trattamento
economico puo' essere integrato da una indennita'
commisurata alla specifica qualificazione professionale,
tenendo conto della temporaneita' del rapporto e delle
condizioni di mercato relative alle specifiche competenze
professionali. Per il periodo di durata dell'incarico, i
dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati
in aspettativa senza assegni, con riconoscimento
dell'anzianita' di servizio.
7. Gli incarichi di direzione degli uffici dirigenziali
di cui ai commi precedenti sono revocati nelle ipotesi di
responsabilita' dirigenziale per inosservanza delle
direttive generali e per i risultati negativi
dell'attivita' amministrativa e della gestione,
disciplinate dall'art. 21, ovvero nel caso di risoluzione
consensuale del contratto individuale di cui all'art. 24,
comma 2.
8. Gli incarichi di funzione dirigenziale di cui al
comma 3, al comma 5-bis, limitatamente al personale non
appartenente ai ruoli di cui all'art. 23, e al comma 6,
cessano decorsi novanta giorni dal voto sulla fiducia al
Governo.
9. Degli incarichi di cui ai commi 3 e 4 e' data
comunicazione al Senato della Repubblica ed alla Camera dei
deputati, allegando una scheda relativa ai titoli ed alle
esperienze professionali dei soggetti prescelti.
10. I dirigenti ai quali non sia affidata la
titolarita' di uffici dirigenziali svolgono, su richiesta
degli organi di vertice delle amministrazioni che ne
abbiano interesse, funzioni ispettive, di consulenza,
studio e ricerca o altri incarichi specifici previsti
dall'ordinamento, ivi compresi quelli presso i collegi di
revisione degli enti pubblici in rappresentanza di
amministrazioni ministeriali.
11. Per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per
il Ministero degli affari esteri nonche' per le
amministrazioni che esercitano competenze in materia di
difesa e sicurezza dello Stato, di polizia e di giustizia,
la ripartizione delle attribuzioni tra livelli dirigenziali
differenti e' demandata ai rispettivi ordinamenti.
12. Per il personale di cui all'art. 3, comma 1, il
conferimento degli incarichi di funzioni dirigenziali
continuera' ad essere regolato secondo i rispettivi
ordinamenti di settore. Restano ferme le disposizioni di
cui all'art. 2 della legge 10 agosto 2000, n. 246.
12-bis. Le disposizioni del presente art. costituiscono
norme non derogabili dai contratti o accordi collettivi.�.



Art. 2.
Segretariato generale
1. Il segretario generale del Ministero e' nominato ai sensi
dell'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e successive modificazioni e, in conformita' a quanto disposto
dall'articolo 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, opera alle diretti dipendenze del Ministro.
Il Segretario generale assicura il coordinamento e la unita'
dell'azione amministrativa, coordina gli uffici di livello
dirigenziale generale, riferisce periodicamente al Ministro gli esiti
della sua attivita'.
2. Per lo svolgimento di specifiche funzioni, il Segretario
generale puo' avvalersi di dirigenti incaricati ai sensi
dell'articolo 1, comma 2.
3. Il Segretario generale, in attuazione degli indirizzi del
Ministro, in particolare:
a) esercita il coordinamento anche attraverso la convocazione
periodica in conferenza dei direttori generali, sia centrali che
periferici, per l'esame di questioni di carattere generale o di
particolare rilievo oppure afferenti a piu' competenze;
b) coordina le attivita' delle direzioni generali centrali e
periferiche, nelle materie di rispettiva competenza, per le intese
istituzionali di programma di cui all'articolo 2, comma 203,
lettera b) della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
c) concorda con le Direzioni generali competenti le
determinazioni da assumere in sede di conferenza di servizi per
interventi di carattere intersettoriale o di dimensione
sovraregionale;
d) partecipa alle riunioni del Consiglio superiore per i beni
culturali e paesaggistici, senza diritto di voto;
e) coordina le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio
culturale;
f) coordina l'attivita' di tutela in base a criteri uniformi ed
omogenei sull'intero territorio nazionale;
g) coordina le iniziative atte ad assicurare la catalogazione del
patrimonio culturale, ai sensi dell'articolo 17 del Codice;
h) coordina gli interventi conseguenti ad emergenze nazionali ed
internazionali, questi ultimi anche in collaborazione con il
Dipartimento per la protezione civile;
i) coordina la predisposizione delle relazioni di legge alle
Istituzioni ed Organismi sovranazionali ed al Parlamento;
l) coordina gli esiti delle elaborazioni dei programmi annuali e
pluriennali di competenza delle Direzioni generali del Ministero e
dei relativi piani di spesa, da sottoporre all'approvazione del
Ministri;
m) formula proposte al Ministro, sentiti i direttori generali,
centrali e periferici, ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui
all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165 e successive modificazioni;
n) coordina le attivita' internazionali, anche avvalendosi di un
apposito osservatorio;
o) coordina le attivita' di studio e di ricerca, attraverso
l'Ufficio studi;
p) svolge le funzioni di coordinamento e vigilanza sull'Istituto
superiore per la conservazione ed il restauro, sull'Opificio delle
pietre dure, sull'Istituto centrale per il restauro e la
conservazione del patrimonio archivistico e librario e sull'Istituto
centrale per il catalogo e la documentazione;
q) coordina il Servizio ispettivo.
4. Il Segretario generale, svolge, altresi', funzioni di
coordinamento e monitoraggio sull'attivita' di valorizzazione dei
beni culturali, offrendo il necessario supporto per l'elaborazione
dei criteri di gestione, anche integrata, delle relative attivita',
per l'individuazione degli strumenti giuridici adeguati ai singoli
progetti di valorizzazione ed alle realta' territoriali in essi
coinvolte, per la predisposizione dei modelli di bando di gara e
delle convenzioni-tipo per l'affidamento dei servizi aggiuntivi,
nonche' dei modelli di atti per la costituzione dei soggetti
giuridici previsti dall'articolo 112, comma 5, del Codice; coordina
la predisposizione delle intese istituzionali di programma
Stato-regioni in materia di valorizzazione, degli accordi per la
valorizzazione integrata dei beni culturali previsti
dall'articolo 112, comma 4, del Codice e per la gestione di servizi
strumentali comuni di cui al comma 9 del medesimo articolo 112.
5. Il Segretariato generale costituisce centro di responsabilita'
amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo
7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.
6. Il Segretariato generale si articola in 22 uffici dirigenziali
non generali, compresi gli Istituti speciali e centrali nonche' gli
Ispettori; i compiti di detti uffici sono definiti con decreto
ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel termine di
sessanta giorni dalla data di emanazione del presente regolamento.



Note all'art. 2:
- Per il testo dell'art. 19 del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, si veda in nota all'art. 1.
- Il testo dell'art. 6 del decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 300, citato in nota alle premesse, e' il
seguente:
�Art. 6 (Il segretario generale). - 1. Nei Ministeri in
cui le strutture di primo livello sono costituite da
direzioni generali puo' essere istituito l'ufficio del
segretario generale. Il segretario generale, ove previsto,
opera alle dirette dipendenze del Ministro. Assicura il
coordinamento dell'azione amministrativa, provvede
all'istruttoria per l'elaborazione degli indirizzi e dei
programmi di competenza del Ministro, coordina gli uffici e
le attivita' del Ministero, vigila sulla loro efficienza e
rendimento e ne riferisce periodicamente al Ministro.�.
- Il testo del comma 203, dell'art. 2 della legge
23 dicembre 1996, n. 662, recante �Misure di
razionalizzazione della finanza pubblica�, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 28 dicembre
1996, n. 303, e' il seguente:
�203. Gli interventi che coinvolgono una molteplicita'
di soggetti pubblici e privati ed implicano decisioni
istituzionali e risorse finanziarie a carico delle
amministrazioni statali, regionali e delle province
autonome nonche' degli enti locali possono essere regolati
sulla base di accordi cosi' definiti:
a) �Programmazione negoziata�, come tale intendendosi
la regolamentazione concordata tra soggetti pubblici o tra
il soggetto pubblico competente e la parte o le parti
pubbliche o private per l'attuazione di interventi diversi,
riferiti ad un'unica finalita' di sviluppo, che richiedono
una valutazione complessiva delle attivita' di competenza;
b) �Intesa istituzionale di programma�, come tale
intendendosi l'accordo tra amministrazione centrale,
regionale o delle province autonome con cui tali soggetti
si impegnano a collaborare sulla base di una ricognizione
programmatica delle risorse finanziarie disponibili, dei
soggetti interessati e delle procedure amministrative
occorrenti, per la realizzazione di un piano pluriennale di
interventi d'interesse comune o funzionalmente collegati.
La gestione finanziaria degli interventi per i quali sia
necessario il concorso di piu' amministrazioni dello Stato,
nonche' di queste ed altre amministrazioni, enti ed
organismi pubblici, anche operanti in regime privatistico,
puo' attuarsi secondo le procedure e le modalita' previste
dall'art. 8 del decreto del Presidente della Repubblica
20 aprile 1994, n. 367;
c) �Accordo di programma quadro�, come tale
intendendosi l'accordo con enti locali ed altri soggetti
pubblici e privati promosso dagli organismi di cui alla
lettera b), in attuazione di una intesa istituzionale di
programma per la definizione di un programma esecutivo di
interventi di interesse comune o funzionalmente collegati.
L'accordo di programma quadro indica in particolare:
1) le attivita' e gli interventi da realizzare, con i
relativi tempi e modalita' di attuazione e con i termini
ridotti per gli adempimenti procedimentali;
2) i soggetti responsabili dell'attuazione delle
singole attivita' ed interventi;
3) gli eventuali accordi di programma ai sensi
dell'art. 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142;
4) le eventuali conferenze di servizi o convenzioni
necessarie per l'attuazione dell'accordo;
5) gli impegni di ciascun soggetto, nonche' del
soggetto cui competono poteri sostitutivi in caso di
inerzie, ritardi o inadempienze;
6) i procedimenti di conciliazione o definizione di
conflitti tra i soggetti partecipanti all'accordo;
7) le risorse finanziarie occorrenti per le diverse
tipologie di intervento, a valere sugli stanziamenti
pubblici o anche reperite tramite finanziamenti privati;
8) le procedure ed i soggetti responsabili per il
monitoraggio e la verifica dei risultati. L'accordo di
programma quadro e' vincolante per tutti i soggetti che vi
partecipano. I controlli sugli atti e sulle attivita' posti
in essere in attuazione dell'accordo di programma quadro
sono in ogni caso successivi. Limitatamente alle aree di
cui alla lettera f), gli atti di esecuzione dell'accordo di
programma quadro possono derogare alle norme ordinarie di
amministrazione e contabilita', salve restando le esigenze
di concorrenzialita' e trasparenza e nel rispetto della
normativa comunitaria in materia di appalti, di ambiente e
di valutazione di impatto ambientale. Limitatamente alle
predette aree di cui alla lettera f), determinazioni
congiunte adottate dai soggetti pubblici interessati
territorialmente e per competenza istituzionale in materia
urbanistica possono comportare gli effetti di variazione
degli strumenti urbanistici gia' previsti dall'art. 27,
commi 4 e 5, della legge 8 giugno 1990, n. 142;
d) �Patto territoriale�, come tale intendendosi
l'accordo, promosso da enti locali, parti sociali, o da
altri soggetti pubblici o privati con i contenuti di cui
alla lettera c), relativo all'attuazione di un programma di
interventi caratterizzato da specifici obiettivi di
promozione dello sviluppo locale;
e) �Contratto di programma�, come tale intendendosi
il contratto stipulato tra l'amministrazione statale
competente, grandi imprese, consorzi di medie e piccole
imprese e rappresentanze di distretti industriali per la
realizzazione di interventi oggetto di programmazione
negoziata;
f) �Contratto di area�, come tale intendendosi lo
strumento operativo, concordato tra amministrazioni, anche
locali, rappresentanze dei lavoratori e dei datori di
lavoro, nonche' eventuali altri soggetti interessati, per
la realizzazione delle azioni finalizzate ad accelerare lo
sviluppo e la creazione di una nuova occupazione in
territori circoscritti, nell'ambito delle aree di crisi
indicate dal Presidente del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministero del bilancio e della programmazione
economica e sentito il parere delle competenti Commissioni
parlamentari, che si pronunciano entro quindici giorni
dalla richiesta, e delle aree di sviluppo industriale e dei
nuclei di industrializzazione situati nei territori di cui
all'obiettivo 1 del Regolamento CEE n. 2052/88, nonche'
delle aree industrializzate realizzate a norma dell'art. 32
della legge 14 maggio 1981, n. 219, che presentino
requisiti di piu' rapida attivazione di investimenti di
disponibilita' di aree attrezzate e di risorse private o
derivanti da interventi normativi. Anche nell'ambito dei
contratti d'area dovranno essere garantiti ai lavoratori i
trattamenti retributivi previsti dall'art. 6, comma 9,
lettera c), del decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 1989,
n. 389.�.
- Il testo dell'art. 17 del citato decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 42, e' il seguente:
�Art. 17 (Catalogazione). - 1. Il Ministero, con il
concorso delle regioni e degli altri enti pubblici
territoriali, assicura la catalogazione dei beni culturali
e coordina le relative attivita'.
2. Le procedure e le modalita' di catalogazione sono
stabilite con decreto ministeriale. A tal fine il
Ministero, con il concorso delle regioni, individua e
definisce metodologie comuni di raccolta, scambio, accesso
ed elaborazione dei dati a livello nazionale e di
integrazione in rete delle banche dati dello Stato, delle
regioni e degli altri enti pubblici territoriali.
3. Il Ministero e le regioni, anche con la
collaborazione delle universita', concorrono alla
definizione di programmi concernenti studi, ricerche ed
iniziative scientifiche in tema di metodologie di
catalogazione e inventariazione.
4. Il Ministero, le regioni e gli altri enti pubblici
territoriali, con le modalita' di cui al decreto
ministeriale previsto al comma 2, curano la catalogazione
dei beni culturali loro appartenenti e, previe intese con
gli enti proprietari, degli altri beni culturali.
5. I dati di cui al presente art. affluiscono al
catalogo nazionale dei beni culturali in ogni sua
articolazione.
6. La consultazione dei dati concernenti le
dichiarazioni emesse ai sensi dell'art. 13 e' disciplinata
in modo da garantire la sicurezza dei beni e la tutela
della riservatezza.�.
- Il testo dell'art. 4 del citato decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e' il seguente:
�Art. 4 ( Indirizzo politico-amministrativo. Funzioni e
responsabilita'. (Art. 3 del decreto legislativo n. 29 del
1993, come sostituito prima dall'art. 2 del decreto
legislativo n. 470 del 1993 poi dall'art. 3 del decreto
legislativo n. 80 del 1998 e successivamente modificato
dall'art. 1 del decreto legislativo n. 387 del 1998). - 1.
Gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo
politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i
programmi da attuare ed adottando gli altri atti rientranti
nello svolgimento di tali funzioni, e verificano la
rispondenza dei risultati dell'attivita' amministrativa e
della gestione agli indirizzi impartiti. Ad essi spettano,
in particolare:
a) le decisioni in materia di atti normativi e
l'adozione dei relativi atti di indirizzo interpretativo ed
applicativo;
b) la definizione di obiettivi, priorita', piani,
programmi e direttive generali per l'azione amministrativa
e per la gestione;
c) la individuazione delle risorse umane, materiali
ed economico-finanziarie da destinare alle diverse
finalita' e la loro ripartizione tra gli uffici di livello
dirigenziale generale;
d) la definizione dei criteri generali in materia di
ausili finanziari a terzi e di determinazione di tariffe,
canoni e analoghi oneri a carico di terzi;
e) le nomine, designazioni ed atti analoghi ad essi
attribuiti da specifiche disposizioni;
f) le richieste di pareri alle autorita'
amministrative indipendenti ed al Consiglio di Stato;
g) gli altri atti indicati dal presente decreto.
2. Ai dirigenti spetta l'adozione degli atti e
provvedimenti amministrativi, compresi tutti gli atti che
impegnano l'amministrazione verso l'esterno, nonche' la
gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante
autonomi poteri di spesa di organizzazione delle risorse
umane, strumentali e di controllo. Essi sono responsabili
in via esclusiva dell'attivita' amministrativa, della
gestione e dei relativi risultati.
3. Le attribuzioni dei dirigenti indicate dal comma 2
possono essere derogate soltanto espressamente e ad opera
di specifiche disposizioni legislative.
4. Le amministrazioni pubbliche i cui organi di vertice
non siano direttamente o indirettamente espressione di
rappresentanza politica, adeguano i propri ordinamenti al
principio della distinzione tra indirizzo e controllo, da
un lato, e attuazione e gestione dall'altro.�.
- Il testo dell'art. 112 del citato decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 42, e' il seguente:
�Art. 112 (Valorizzazione dei beni culturali di
appartenenza pubblica). - 1. Lo Stato, le regioni e gli
altri enti pubblici territoriali assicurano la
valorizzazione dei beni presenti negli istituti e nei
luoghi indicati all'art. 101, nel rispetto dei principi
fondamentali fissati dal presente codice.
2. Nel rispetto dei principi richiamati al comma 1, la
legislazione regionale disciplina le funzioni e le
attivita' di valorizzazione dei beni presenti negli
istituti e nei luoghi della cultura non appartenenti allo
Stato o dei quali lo Stato abbia trasferito la
disponibilita' sulla base della normativa vigente.
3. La valorizzazione dei beni culturali pubblici al di
fuori degli istituti e dei luoghi di cui all'art. 101 e'
assicurata, secondo le disposizioni del presente Titolo,
compatibilmente con lo svolgimento degli scopi
istituzionali cui detti beni sono destinati.
4. Lo Stato, le regioni e gli altri enti pubblici
territoriali stipulano accordi per definire strategie ed
obiettivi comuni di valorizzazione, nonche' per elaborare i
conseguenti piani strategici di sviluppo culturale e i
programmi, relativamente ai beni culturali di pertinenza
pubblica. Gli accordi possono essere conclusi su base
regionale o subregionale, in rapporto ad ambiti
territoriali definiti, e promuovono altresi'
l'integrazione, nel processo di valorizzazione concordato,
delle infrastrutture e dei settori produttivi collegati.
Gli accordi medesimi possono riguardare anche beni di
proprieta' privata, previo consenso degli interessati. Lo
Stato stipula gli accordi per il tramite del Ministero, che
opera direttamente ovvero d'intesa con le altre
amministrazioni statali eventualmente competenti.
5. Lo Stato, per il tramite del Ministero e delle altre
amministrazioni statali eventualmente competenti, le
regioni e gli altri enti pubblici territoriali possono
costituire, nel rispetto delle vigenti disposizioni,
appositi soggetti giuridici cui affidare l'elaborazione e
lo sviluppo dei piani di cui al comma 4.
6. In assenza degli accordi di cui al comma 4, ciascun
soggetto pubblico e' tenuto a garantire la valorizzazione
dei beni di cui ha comunque la disponibilita'.
7. Con decreto del Ministro sono definiti modalita' e
criteri in base ai quali il Ministero costituisce i
soggetti giuridici indicati al comma 5 o vi partecipa.
8. Ai soggetti di cui al comma 5 possono partecipare
privati proprietari di beni culturali suscettibili di
essere oggetto di valorizzazione, nonche' persone
giuridiche private senza fine di lucro, anche quando non
dispongano di beni culturali che siano oggetto della
valorizzazione, a condizione che l'intervento in tale
settore di attivita' sia per esse previsto dalla legge o
dallo statuto.
9. Anche indipendentemente dagli accordi di cui al
comma 4, possono essere stipulati accordi tra lo Stato, per
il tramite del Ministero e delle altre amministrazioni
statali eventualmente competenti, le regioni, gli altri
enti pubblici territoriali e i privati interessati, per
regolare servizi strumentali comuni destinati alla
fruizione e alla valorizzazione di beni culturali. Con gli
accordi medesimi possono essere anche istituite forme
consortili non imprenditoriali per la gestione di uffici
comuni. All'attuazione del presente comma si provvede
nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica.�.
- Il testo dell'art. 3 del citato decreto legislativo
7 agosto 1997, n. 279, e' il seguente:
�Art. 3 (Gestione del bilancio). - 1. Contestualmente
all'entrata in vigore della legge di approvazione del
bilancio il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, con proprio decreto, d'intesa con
le amministrazioni interessate, provvede a ripartire le
unita' previsionali di base in capitoli, ai fini della
gestione e della rendicontazione.
2. I Ministri, entro dieci giorni dalla pubblicazione
della legge di bilancio, assegnano, in conformita'
dell'art. 14 del citato decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e successive modificazioni e integrazioni, le
risorse ai dirigenti generali titolari dei centri di
responsabilita' delle rispettive amministrazioni, previa
definizione degli obiettivi che l'amministrazione intende
perseguire e indicazione del livello dei servizi, degli
interventi e dei programmi e progetti finanziati
nell'ambito dello stato di previsione. Il decreto di
assegnazione delle risorse e' comunicato alla competente
ragioneria anche ai fini della rilevazione e del controllo
dei costi, e alla Corte dei conti.
3. Il titolare del centro di responsabilita'
amministrativa e' il responsabile della gestione e dei
risultati derivanti dall'impiego delle risorse umane,
finanziarie e strumentali assegnate.
4. Il dirigente generale esercita autonomi poteri di
spesa nell'ambito delle risorse assegnate, e di
acquisizione delle entrate; individua i limiti di valore
delle spese che i dirigenti possono impegnare ai sensi
dell'art. 16 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.
29, e successive modificazioni ed integrazioni.
5. Variazioni compensative possono essere disposte, su
proposta del dirigente generale responsabile, con decreti
del Ministro competente, esclusivamente nell'ambito della
medesima unita' previsionale di base. I decreti di
variazione sono comunicati, anche con evidenze
informatiche, al Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per il tramite della competente
ragioneria, nonche' alle Commissioni parlamentari
competenti e alla Corte dei conti.�.



Art. 3.
Uffici dirigenziali generali centrali
1. Il Ministero si articola, a livello centrale, nei seguenti
Uffici dirigenziali di livello generale:
a) Direzione generale per l'organizzazione, l'innovazione, la
formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali;
b) Direzione generale per il bilancio e la programmazione
economica, la promozione, la qualita' e la standardizzazione delle
procedure;
c) Direzione generale per i beni archeologici;
d) Direzione generale per la qualita' e la tutela del paesaggio,
l'architettura e l'arte contemporanee;
e) Direzione generale per i beni architettonici,
storico-artistici ed etnoantropologici;
f) Direzione generale per gli archivi;
g) Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali
ed il diritto d'autore;
h) Direzione generale per il cinema;
i) Direzione generale per lo spettacolo dal vivo.
2. I direttori generali centrali esercitano i diritti
dell'azionista nei settori di competenza secondo quanto disposto dal
presente regolamento, in conformita' agli indirizzi impartiti dal
Ministro, fermo restando quanto previsto dall'articolo 5-bis del
decreto-legge 23 aprile 1993, n. 118, convertito, con modificazioni,
dalla legge 23 giugno 1993, n. 202, e successive modificazioni.
3. I direttori generali centrali partecipano alle riunioni dei
Comitati tecnico-scientifici per le materie di propria competenza,
senza diritto di voto.
4. Ai direttori generali centrali competono, per le materie di
settore, le funzioni relative a progetti di interesse interregionale
o nazionale nonche' l'adozione delle iniziative in presenza di
interessi pubblici, rappresentati da piu' amministrazioni nelle sedi
istituzionali, per i quali sia indispensabile una complessiva
ponderazione di carattere piu' generale rispetto ad uno specifico
ambito territoriale.



Nota all'art. 3:
- Il testo dell'art. 5-bis del decreto-legge 23 aprile
1993, n. 118, recante: �Disposizioni urgenti per la
soppressione del Ministero delle partecipazioni statali e
per il riordino di IRI, ENI, ENEL, IMI, BNL e INA�,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 aprile 1993, n. 95,
e convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno
1993, n. 202, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 23 giugno
1993, n. 145, e' il seguente:
�Art. 5-bis. - 1. L'Ente autonomo di gestione per il
cinema e' trasformato in societa' per azioni con le
procedure di cui al decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992,
n. 359, e successive modificazioni e integrazioni.
2. In attesa del riordino della disciplina generale
delle partecipazioni societarie dello Stato, nella societa'
di cui al comma 1 il Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica assume la titolarita' delle
relative partecipazioni e il Ministro per i beni e le
attivita' culturali esercita i diritti dell'azionista,
sentito il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica per quanto riguarda i profili
patrimoniali, finanziari e statutari.
3. La societa' presenta, annualmente, all'autorita'
competente in materia di turismo e spettacolo, unitamente
alle societa' in essa inquadrate, una proposta di programma
di produzione, distribuzione e promozione in Italia e
all'estero di opere cinematografiche di lungo e corto
metraggio di interesse culturale, un programma di attivita'
nei settori dell'esercizio, delle industrie tecniche e dei
servizi e di altre attivita' previste dagli statuti delle
singole societa' inquadrate, nonche' una proposta di
programma di attivita' finanziaria volta al potenziamento
del cinema nazionale ed un programma di riconversione e
restauro di pellicole e materiali fotocinematografici dei
propri archivi; e' tenuta inoltre a presentare un programma
di acquisizione e potenziamento di sale cinematografiche
per promuovere in particolare la programmazione della
cinematografia italiana ed europea. Con decreto
dell'autorita' competente in materia di turismo e
spettacolo, sulla base del programma preventivamente
approvato, vengono assegnate ed erogate le relative
sovvenzioni a valere sul Fondo unico per lo spettacolo di
cui all'art. 1 della legge 30 aprile 1985, n. 163, sulla
base di una percentuale della quota del Fondo medesimo
destinata al cinema, previamente definita per ciascun anno
con decreto del Ministro per i beni e le attivita'
culturali. Tali sovvenzioni sono sostitutive di tutti i
contributi previsti dalla legislazione vigente a favore
dell'Ente autonomo di gestione per il cinema e delle
societa' in esso inquadrate a carico del Fondo suddetto. Il
programma deve essere realizzato entro il 31 dicembre del
secondo anno successivo alla data della sua approvazione.
4. Nella prospettiva della costituzione di un polo
pubblico dell'audiovisivo, la societa' stipula convenzioni
con l'IRI S.p.A. nei settori di attivita' di interesse
comune.�.



Art. 4.
Direzione generale per l'organizzazione, l'innovazione,
la formazione, la qualificazione professionale
e le relazio



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12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

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