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D.P.R. 26-11-2007 n. 233 e testo modificato
2008-11-20

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;
Vista la legge 22 aprile 1941, n. 633;
Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito denominato: Codice;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n. 173, e successive modificazioni;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233;
Visto il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;
Visto il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), ed in particolare l'articolo 1, commi 404 e 1133;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n. 89;
Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;
Sentito il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici nelle riunioni dell' .
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del ;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del ;
Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del ;
Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivit culturali di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni della pubblica amministrazione, con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali;

Emana il seguente regolamento:
Capo I - Amministrazione centrale
Art. 1. Uffici e funzioni di livello dirigenziale generale.
1. Il Ministero per i beni e le attivit culturali, di seguito denominato: Ministero, si articola in otto uffici dirigenziali di livello generale centrali e in diciassette uffici dirigenziali di livello generale regionali, coordinati da un Segretario generale, nonch in due uffici dirigenziali di livello generale presso il Gabinetto del Ministro per i beni e le attivit culturali, di cui uno pu essere previsto presso lUfficio legislativo. La direzione del Servizio di controllo interno del Ministero affidata con incarico di funzione dirigenziale di livello generale, conferito ai sensi dellarticolo 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni.


2. Ai sensi dellarticolo 19, comma 10, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, possono essere, altres, conferiti, al di fuori della relativa dotazione organica e per un periodo di sei anni a decorrere dal 30 gennaio 2004, fino a sei incarichi di funzioni dirigenziali di livello generale, anche presso enti od organismi vigilati, anche in posizione di fuori ruolo. In sede di prima applicazione del presente regolamento, all'esclusivo fine di consentire il conferimento delle funzioni dirigenziali di livello generale al personale dirigente generale attualmente in servizio nei ruoli del Ministero, i predetti sei incarichi sono conferiti a dirigenti appartenenti al ruolo del Ministero ovvero in servizio presso il Ministero.
[3. Ai sensi del medesimo articolo 19, comma 10, del decreto legislativo n. 165 del 2001, pu essere, altres, conferito ad un dirigente al quale non sia affidata la titolarit di ufficio dirigenziale di livello generale un incarico di consulenza, studio e ricerca.]

Art. 2 Segretariato generale.
1. Il Segretario generale del Ministero nominato ai sensi dellarticolo 19, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e, in conformit a quanto disposto dallarticolo 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, opera alle dirette dipendenze del Ministro. Il Segretario generale assicura il coordinamento e lunit dellazione amministrativa, coordina gli uffici di livello dirigenziale generale, riferisce periodicamente al Ministro gli esiti della sua attivit.
2. Per lo svolgimento di specifiche funzioni, il Segretario generale pu avvalersi di dirigenti incaricati ai sensi dellarticolo 1, comma 2.
3. Il Segretario generale, in attuazione degli indirizzi del Ministro, in particolare:
a) esercita il coordinamento anche attraverso la convocazione periodica in conferenza dei direttori generali, sia centrali che regionali, per lesame di questioni di carattere generale o di particolare rilievo oppure afferenti a pi competenze;
b) coordina le attivit delle direzioni generali, centrali e regionali, nelle materie di rispettiva competenza, per le intese istituzionali di programma di cui allarticolo 2, comma 203, lettera b) della legge 23 dicembre 1996, n. 662;
c) concorda con le direzioni generali competenti le determinazioni da assumere in sede di conferenza di servizi per interventi di carattere intersettoriale o di dimensione sovraregionale;
d) partecipa alle riunioni del Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, senza diritto di voto;
e) coordina le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio culturale;
f) coordina lattivit di tutela in base a criteri uniformi ed omogenei sullintero territorio nazionale;
g) coordina le iniziative atte ad assicurare la catalogazione del patrimonio culturale, ai sensi dellarticolo 17 del Codice;
h) coordina gli interventi conseguenti ad emergenze nazionali ed internazionali, questi ultimi anche in collaborazione con il Dipartimento per la protezione civile;
i) coordina la predisposizione delle relazioni di legge alle Istituzioni ed Organismi sovranazionali ed al Parlamento, anche ai sensi dellarticolo 84 del Codice;
l) coordina gli esiti delle elaborazioni dei programmi annuali e pluriennali di competenza delle direzioni generali del Ministero e dei relativi piani di spesa, da sottoporre allapprovazione del Ministro;
m) formula proposte al Ministro, sentiti i direttori generali, centrali e regionali, ai fini dellesercizio delle funzioni di cui allarticolo 4, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni;
n) coordina le attivit internazionali, ivi comprese quelle relative alla lista del patrimonio mondiale dellUNESCO;
o) coordina le attivit di studio e di ricerca, attraverso lUfficio studi;
p) svolge le funzioni di coordinamento e vigilanza sullIstituto superiore per la conservazione ed il restauro, sullOpificio delle pietre dure, sullIstituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario e sullIstituto centrale per il catalogo e la documentazione;
q) coordina il Servizio ispettivo.
4. Il Segretario generale, svolge, altres, funzioni di coordinamento e monitoraggio sullattivit di valorizzazione dei beni culturali.
5. Il Segretariato generale costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dellarticolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza dello stesso.
6. Il Segretariato generale si articola in sette uffici dirigenziali di livello non generale, compreso il Servizio ispettivo, da cui dipendono dieci dirigenti con funzioni ispettive, nonch gli Istituti centrali e gli Istituti dotati di autonomia speciale.

Art. 3 Uffici dirigenziali generali centrali.
1. Il Ministero si articola, a livello centrale, nei seguenti Uffici dirigenziali di livello generale:
a) Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale;
b) Direzione generale per il bilancio, la programmazione e la promozione, la promozione, la qualit e la standardizzazione delle procedure;
c) Direzione generale per larcheologia;
d) Direzione generale per larchitettura, larte ed il paesaggio;
e) Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione;
f) Direzione generale per gli archivi;
g) Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore;
h) Direzione generale per il cinema;
i) Direzione generale per lo spettacolo dal vivo.
2. I direttori generali centrali esercitano i diritti dell'azionista nei settori di competenza secondo quanto disposto dal presente regolamento, in conformit agli indirizzi impartiti dal Ministro, fermo restando quanto previsto dall'articolo 5-bis del decreto-legge 23 aprile 1993, n. 118, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 1993, n. 202 e successive modificazioni.
3. I direttori generali centrali partecipano alle riunioni dei Comitati tecnico-scientifici per le materie di propria competenza, senza diritto di voto.
4. Ai direttori generali centrali competono, per le materie di settore, le funzioni relative a progetti di interesse interregionale o nazionale nonch l'adozione delle iniziative in presenza di interessi pubblici, rappresentati da pi amministrazioni nelle sedi istituzionali, per i quali sia indispensabile una complessiva ponderazione di carattere pi generale rispetto ad uno specifico ambito territoriale.


Art. 4 Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale.

1. La Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale svolge funzioni e compiti in materia di bilancio e programmazione delle risorse finanziarie, nonch di qualit e standardizzazione delle procedure; cura la gestione efficiente, unitaria e coordinata del personale e dei servizi comuni anche mediante strumenti di innovazione tecnologica; competente in materia di stato giuridico e trattamento economico del personale, di relazioni sindacali, di concorsi, assunzioni, assegnazioni, mobilit nazionale e formazione del personale nonch in materia di politiche del personale per le pari opportunit. La Direzione generale, inoltre, competente per l'attuazione delle direttive del Ministro in ordine alle politiche del personale e alla contrattazione collettiva e per l'emanazione di indirizzi ai direttori regionali ai fini dell'applicazione dei contratti collettivi e della stipula di accordi decentrati; elabora proposte per la definizione di una strategia unitaria per la modernizzazione dell'amministrazione, anche attraverso le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e traduce in progetti coordinati e piani d'azione il conseguente disegno strategico assicurandone il monitoraggio e verificandone l'attuazione.


2. Il Direttore generale, in particolare:
a) rappresenta il Ministero in organismi e azioni europee e internazionali nel campo della digitalizzazione e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione;
b) cura il coordinamento nazionale nel campo dei sistemi informativi, della digitalizzazione, dei censimenti di collezioni digitali, dei servizi per l'accesso on-line, quali siti web e portali, nonch la identificazione di centri di competenza, anche attraverso l'emanazione di raccomandazioni, linee guida, standard, raccolta e analisi di buone pratiche, statistiche, studi, rapporti;
c) dispone rilevazioni ed elaborazioni statistiche pertinenti all'attivit del Ministero, ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322 e successive modificazioni;
d) coordina i sistemi informativi del Ministero, ai sensi del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39 e successive modificazioni, dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e successive modificazioni, dell'articolo 78 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni;
e) svolge i compiti di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni;
f) cura, su proposta dei direttori generali regionali, sentito il parere dei competenti direttori generali centrali, l'istruttoria per la predisposizione dei programmi annuali e pluriennali concernenti gli interventi ordinari e straordinari di competenza del Ministero e dei relativi piani gestionali di spesa nonch dei programmi annuali di contributi in conto capitale, da sottoporre all'approvazione del Ministro, tenuto conto della necessit di integrazione delle diverse fonti di finanziamento, ed attribuisce le relative risorse finanziarie agli organi competenti;
g) rileva il fabbisogno finanziario del Ministero sulla base dei dati forniti dalle direzioni generali, sia centrali che regionali; in attuazione delle direttive del Ministro cura la predisposizione dello stato di previsione della spesa del Ministero e delle operazioni di variazione e assestamento, la redazione delle proposte per il disegno di legge finanziaria, l'attivit di rendicontazione al Parlamento e agli organi di controllo;
h) cura l'istruttoria dei programmi da sottoporre al CIPE;
i) assicura il necessario supporto per dare attuazione ai programmi di ripartizione delle risorse finanziarie rinvenienti da leggi e provvedimenti, in relazione alle destinazioni per esse previste; predispone gli atti connessi con l'assegnazione delle risorse finanziarie ai vari centri di responsabilit e ai centri di costo; coordina i programmi di acquisizione delle risorse finanziarie nazionali e comunitarie, in relazione alle diverse fonti di finanziamento;
l) analizza ed effettua il monitoraggio dei flussi finanziari; effettua il monitoraggio relativo al controllo di gestione dei vari centri di responsabilit amministrativa al fine di verificare l'utilizzo delle risorse finanziarie a livello centrale e periferico, anche tramite ispezioni;
m) assicura l'assistenza tecnica sulle materie giuridico-contabili di competenza dei diversi uffici centrali e periferici; predispone le relazioni tecnico-finanziarie sui provvedimenti normativi anche sulla base dei dati forniti dagli uffici competenti;
n) esercita i diritti dell'azionista, secondo gli indirizzi impartiti dal Ministro, sulle societ Ales S.p.A ed AR.CU.S S.p.A.;
o) provvede ai servizi generali della sede centrale del Ministero;
p) cura, d'intesa con le direzioni generali competenti, la formazione e l'aggiornamento professionale del personale del Ministero, a tal fine predisponendo gli appositi piani di formazione di cui all'articolo 7-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni;
q) provvede all'allocazione delle risorse umane ed alla mobilit nazionale delle medesime tra le diverse direzioni generali, sia centrali che regionali, anche su proposta dei relativi direttori;
r) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera p), svolge funzioni di assistenza tecnica per l'attivit contrattuale del Ministero, monitorandone i relativi costi, gli standard ed i livelli di qualit procedimentali e finanziari;
s) cura la comunicazione istituzionale del Ministero ai sensi della legge 7 giugno 2000, n. 150 e successive modificazioni.
3. Presso la Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale opera il Nucleo per la valutazione degli investimenti.
4. La Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa. Da essa dipendono funzionalmente, per gli aspetti contabili, le direzioni regionali di cui all'articolo 17.
5. La Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale si articola in sei uffici dirigenziali di livello non generale.

Art. 5 (articolo soppresso)

Art. 6 Direzione generale per larcheologia.
1. La Direzione generale per larcheologia svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle direzioni regionali ed ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela di aree e beni archeologici, anche subacquei.
2. In particolare, il Direttore generale:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali;
b) concorda con la Direzione generale per larchitettura, larte ed il paesaggio le determinazioni da assumere nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale che riguardano interventi in aree o su beni archeologici;
c) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera d), autorizza il prestito di beni archeologici per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
d) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettere e) e q), delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono esposti i beni archeologici dei quali sia stata autorizzata la partecipazione a mostre od esposizioni, sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;
e) affida in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione di ricerche archeologiche o di opere dirette al ritrovamento di beni culturali, ai sensi dell'articolo 89 del Codice;
f) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera g), elabora, su proposta dei direttori generali regionali, i programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione dei beni archeologici;
g) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera f), dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre od esposizioni di beni archeologici e di ogni altra iniziativa a carattere culturale che abbia ad oggetto beni archeologici, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice, ai fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale;
h) esprime la volont dell'Amministrazione nell'ambito delle determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte mediante cessione di beni immobili di interesse archeologico;
[i) autorizza gli interventi di demolizione e rimozione definitiva da eseguirsi sui beni archeologici, ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettere a) e b), del Codice, fatta eccezione per i casi di urgenza, nei quali l'autorizzazione rilasciata dalla competente Soprintendenza, che ne informa il direttore regionale e centrale;]
l) provvede al pagamento del premio di rinvenimento nei casi previsti dall'articolo 92 del Codice;
m) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni archeologici;
n) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di beni immobili di interesse archeologico, a titolo di prelazione o di espropriazione, ai sensi degli articoli 60, 95, 96, 97 e 98 del Codice;
o) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa privata di cose o beni immobili nel settore di competenza, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363;
[p) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione centrale in materia di circolazione di cose e beni culturali in ambito internazionale, tra i quali quelli di cui agli articoli 65, comma 2, lettera b), 68, comma 4, 71, comma 4, 76, comma 2, lettera e) e 82, del Codice;]
q) fornisce per le materie di competenza il supporto e la consulenza tecnico-scientifica alle direzioni regionali e alle soprintendenze;
r) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera o), decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi previsti agli articoli 16, 47 [, 69] e 128 del Codice.
3. La Direzione generale per larcheologia esercita, per le materie di competenza, il coordinamento e la vigilanza sulle Soprintendenze speciali per i beni archeologici di Napoli e Pompei e di Roma.
4. La Direzione generale per larcheologia costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa.
5. La Direzione generale per larcheologia si articola in cinque uffici dirigenziali di livello non generale, compresi gli Istituti dotati di autonomia speciale.
Art. 7
Direzione generale per larchitettura, larte ed il paesaggio.
1. La Direzione generale per larchitettura, larte ed il paesaggio svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle direzioni regionali ed ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela dei beni architettonici, alla qualit ed alla tutela del paesaggio, alla tutela dei beni storici, artistici ed etnoantropologici, ivi compresi i dipinti murali e gli apparati decorativi, alla qualit architettonica ed urbanistica ed alla promozione dell'arte contemporanea.
2. In particolare, il Direttore generale:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali;
b) salvo quanto disposto dallarticolo 8, comma 2, lettera g), elabora, anche su proposta delle direzioni regionali, i programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di inventariazione e catalogazione dei beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici;
c) esprime la volont dell'Amministrazione nell'ambito delle determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte mediante cessione di beni immobili di interesse architettonico, storico, artistico ed etnoantropologico;
d) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice, secondo le modalit da esso definite, per la violazione delle disposizioni in materia di beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici;
e) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera d), autorizza il prestito di beni storici, artistici ed etnoantropologici per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
f) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettere e) e q), delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono esposti i beni storici, artistici ed etnoantropologici dei quali sia stata autorizzata la partecipazione a mostre od esposizioni, sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;
g) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera f), dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre od esposizioni di beni storici, artistici ed etnoantropologici e di ogni altra iniziativa a carattere culturale avente ad oggetto i beni medesimi, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice, ai fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale;
h) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa privata di cose o beni immobili nel settore di competenza, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363;
i) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di beni culturali immobili nel settore di competenza a titolo di prelazione o di espropriazione, ai sensi degli articoli 60, 95, 96 e 98 del Codice;
l) esprime le determinazioni dell'Amministrazione, concordate con le altre direzioni generali competenti, in sede di conferenza di servizi o nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale per interventi di carattere intersettoriale, di dimensione sovraregionale;
m) istruisce, acquisite le valutazioni delle altre competenti direzioni generali, i procedimenti di valutazione di impatto ambientale ed esprime il parere per le successive determinazioni del Ministro;
n) propone al Ministro la stipulazione delle intese di cui all'articolo 143, comma 2, del Codice;
o) propone al Ministro, d'intesa con la direzione regionale competente, l'approvazione in via sostitutiva del piano paesaggistico limitatamente ai beni paesaggistici di cui allarticolo 143, comma 1, lettere b), c) e d) del Codice;
p) promuove la qualit del progetto e dell'opera architettonica e urbanistica; partecipa all'ideazione di opere pubbliche o fornisce consulenza alla loro progettazione, con particolare riguardo alle opere destinate ad attivit culturali o a quelle che incidano in modo particolare sulla qualit del contesto storico-artistico e paesaggistico-ambientale;
q) dichiara l'importante carattere artistico delle opere di architettura contemporanea, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 20 della legge 22 aprile 1941, n. 633 e successive modificazioni e dell'articolo 37 del Codice;
r) ammette ai contributi economici le opere architettoniche dichiarate di importante carattere artistico e gli interventi riconosciuti di particolare qualit architettonica e urbanistica ai sensi dell'articolo 37 del Codice;
s) promuove la formazione, in collaborazione con le universit, le regioni e gli enti locali, in materia di conoscenza della cultura e della qualit architettonica, urbanistica e del paesaggio, nonch dell'arte contemporanea;
t) promuove la conoscenza dell'arte contemporanea italiana all'estero, fatte salve le competenze del Ministero degli affari esteri e d'intesa con il medesimo;
u) diffonde la conoscenza dell'arte contemporanea e valorizza, anche mediante concorsi, le opere di giovani artisti;
v) esercita la vigilanza sulla Fondazione La Triennale di Milano e sulla Fondazione La Quadriennale di Roma;
z) esprime alla Direzione generale per il cinema le valutazioni di competenza ai fini dell'esercizio della vigilanza sulla Fondazione La Biennale di Venezia;
aa) coordina ed indirizza le attivit volte alla realizzazione della sede del Centro per la documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee, istituito dall'articolo 1, comma 1, della legge 12 luglio 1999, n. 237; , il cui ordinamento interno e le relative modalit di funzionamento sono disciplinati con apposito regolamento;
bb) fornisce per le materie di competenza il supporto e la consulenza tecnico-scientifica alle direzioni regionali e alle soprintendenze;
cc) salvo quanto disposto dallarticolo 8, comma 2, lettera o), decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi previsti agli articoli 16, 47 e 128 del Codice.
3. La Direzione generale per larchitettura, larte ed il paesaggio esercita, per le materie di competenza, il coordinamento e la vigilanza sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare, sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Napoli, sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Roma e sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Firenze.
4. La Direzione generale per larchitettura, larte ed il paesaggio costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa.
5. La Direzione generale per larchitettura, larte ed il paesaggio si articola in nove uffici dirigenziali di livello non generale, compresi gli Istituti dotati di autonomia speciale.


Art. 8 Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione.
1. La Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle direzioni regionali o ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela e alla valorizzazione delle raccolte dei musei, delle pinacoteche e delle gallerie; cura la promozione della conoscenza delle raccolte medesime, in ambito nazionale ed internazionale, anche su proposta degli istituti da cui dette raccolte dipendono.
2. In particolare, il Direttore generale:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali;
b) assicura lincremento delle raccolte di musei, pinacoteche e gallerie, adottando i relativi provvedimenti di acquisizione di cose, anche di arte contemporanea, o beni mobili, a trattativa privata, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363, nonch in via coattiva, nei casi previsti dal Codice, a titolo di prelazione, di acquisto all'esportazione o di espropriazione, ai sensi, rispettivamente, degli articoli 60, 70 e 95 del Codice medesimo;
c) esprime la volont dell'Ammi- nistrazione nell'ambito delle determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte mediante cessione di cose, anche di arte contemporanea, o di beni destinati alle raccolte di musei, pinacoteche e gallerie;
d) autorizza il prestito dei beni pertinenti alle raccolte di musei, pinacoteche e gallerie per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
e) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono esposti i beni pertinenti alle raccolte di musei, pinacoteche e gallerie dei quali sia stata autorizzata la partecipazione a mostre od esposizioni, sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;
f) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre od esposizioni di beni pertinenti alle raccolte di musei, pinacoteche e gallerie e di ogni altra iniziativa a carattere culturale che abbia ad oggetto i medesimi beni, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice, ai fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale;
g) elabora, su proposta delle direzioni regionali, i programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione dei beni pertinenti alle raccolte di musei, pinacoteche e gallerie;
h) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione centrale in materia di circolazione di cose e beni culturali in ambito internazionale, tra i quali quelli di cui agli articoli 65, comma 2, lettera b); 68, comma 4; 71, comma 4; 76, comma 2, lettera e), e 82 del Codice;
i) stabilisce, sentiti i competenti organi consultivi, criteri e linee guida per la ricezione o laffidamento, in comodato o in deposito di cose o beni da parte di musei, pinacoteche e gallerie, ai sensi dellarticolo 44 del Codice;
l) assicura il supporto per la predisposizione e laggiornamento periodico dei livelli minimi uniformi di qualit delle attivit di valorizzazione, ai sensi dellarticolo 114 del Codice e provvede allincremento della qualit dei servizi resi dall'amministrazione, al monitoraggio ed alla revisione della carta dei servizi, anche con riguardo ai servizi per il pubblico resi in tutti gli istituti ed i luoghi della cultura dipendenti dal Ministero, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 e successive modificazioni;
m) predispone ed aggiorna, sentiti i competenti organi consultivi, gli indirizzi di carattere generale cui si attengono gli uffici di esportazione nella valutazione circa il rilascio o il rifiuto dellattestato di libera circolazione, ai sensi dellarticolo 68 del Codice;

n) fornisce, per le materie di competenza, il supporto e la consulenza tecnico-scientifica alle Direzioni regionali e alle Soprintendenze;

o) decide i ricorsi amministrativi avverso i dinieghi di attestato di libera circolazione ed i conseguenti provvedimenti di dichiarazione di interesse culturale, ai sensi degli articoli 69 e 16 del Codice;
p) svolge attivit di assistenza tecnica, nelle materie di competenza, per l'attivit convenzionale o contrattuale del Ministero, monitorandone i relativi costi, gli standard ed i livelli di qualit procedimentali e finanziari, con riferimento anche ai servizi per il pubblico;
q) cura le attivit inerenti i profili assicurativi relativi all'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono esposti i beni archeologici, storici, artistici ed etnoantropologici, archivistici e librari dei quali sia stata autorizzata la partecipazione a mostre od esposizioni, sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice.
3. Il Direttore generale offre il necessario supporto alle attivit di valorizzazione delle raccolte dei musei, delle gallerie e delle pinacoteche stabilendo, sentite le direzioni regionali, i criteri per la loro gestione, anche integrata, individuando gli strumenti giuridici adeguati ai singoli progetti di valorizzazione ed alle realt territoriali in essi coinvolte, predisponendo modelli di bandi di gara e di convenzioni tipo per laffidamento dei servizi per il pubblico, nonch modelli di atti per la costituzione dei soggetti giuridici previsti dallarticolo 112, comma 5, del Codice; su richiesta delle direzioni regionali, provvede altres alla predisposizione delle intese istituzionali di programma Stato-regioni in materia di valorizzazione, degli accordi per la valorizzazione integrata dei beni culturali previsti dallarticolo 112, comma 4, del Codice e per la gestione di servizi strumentali comuni di cui al comma 9 del medesimo articolo 112.

4. La Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione esercita il coordinamento e la vigilanza sullIstituto centrale per la demoetnoantropologia e, per le materie di competenza, sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare, sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Napoli, sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Roma e sulla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Firenze, nonch sulle Soprintendenze speciali per i beni archeologici di Napoli e Pompei e di Roma.
5. La Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa.
6. La Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione si articola in dieci uffici dirigenziali di livello non generale compresi gli Istituti centrali e gli Istituti nazionali.

Art. 9 Direzione generale per gli archivi.
1. La Direzione generale per gli archivi svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle direzioni regionali o ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla tutela dei beni archivistici.
2. In particolare, il Direttore generale:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento;
b) autorizza gli interventi previsti dall'articolo 21, comma 1, del Codice da eseguirsi sui beni archivistici;
c) autorizza il prestito di beni archivistici per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
d) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettera q), delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono esposti i beni archivistici dei quali sia stata autorizzata la partecipazione a mostre ed esposizioni, sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;
e) elabora programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche;
f) esercita le funzioni in materia di riproduzione e restauro dei beni archivistici, conservazione della memoria digitale, rapporti con gli organismi internazionali di settore;
g) approva i piani di conservazione e scarto degli archivi degli uffici dell'amministrazione statale;
h) concede contributi per interventi su archivi vigilati;
i) cura le intese con i competenti organi del Ministero dell'interno per l'individuazione dei documenti di carattere riservato presso gli archivi pubblici e privati e per la definizione delle modalit di consultazione dei medesimi;
l) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre od esposizioni di beni archivistici e di ogni altra iniziativa a carattere culturale avente ad oggetto i beni medesimi, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice ai fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale;
m) esprime la volont dell'Amministrazione nell'ambito delle determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte mediante cessione di beni archivistici;
n) coordina l'attivit delle scuole di archivistica istituite presso gli archivi di Stato;
o) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni archivistici;
p) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di beni archivistici a titolo di prelazione, di acquisto all'esportazione e di espropriazione rispettivamente previste agli articoli 60, 70, 95 e 98, del Codice;
q) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa privata di beni archivistici, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363;
r) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione centrale in materia di circolazione di beni archivistici in ambito internazionale;
s) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi previsti agli articoli 16, 69 e 128, del Codice.
3. La Direzione generale per gli archivi svolge le funzioni di coordinamento e di vigilanza sull'Archivio centrale dello Stato e sull'Istituto centrale per gli archivi.
4. La Direzione generale per gli archivi, in materia informatica, elabora e coordina le metodologie archivistiche relative all'attivit di ordinamento e di inventariazione, esercita il coordinamento dei sistemi informativi archivistici sul territorio nazionale, studia ed applica sistemi di conservazione permanente degli archivi digitali, promuove l'applicazione di metodologie e parametri, anche attraverso iniziative di formazione e aggiornamento.
5. La Direzione generale per gli archivi costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279 e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa.
6. La Direzione generale per gli archivi si articola in nove uffici dirigenziali di livello non generale.
Art. 10 Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore.
1. La Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore svolge funzioni e compiti non attribuiti alle direzioni regionali e ai soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alle biblioteche pubbliche statali, ai servizi bibliografici e bibliotecari nazionali, agli istituti culturali, alla promozione del libro e della lettura ed alla propriet letteraria e diritto d'autore.
2. In particolare, il Direttore generale:
a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi annuali e pluriennali di intervento;
b) autorizza, ai sensi dell'articolo 21 del Codice, gli interventi da eseguirsi sui beni librari sottoposti a tutela statale;
c) autorizza il prestito di beni librari sottoposti a tutela statale per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;
d) salvo quanto disposto allarticolo 8, comma 2, lettere e) e q), delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono esposti i beni librari dei quali sia stata autorizzata la partecipazione a mostre od esposizioni, sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;

e) elabora programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione dei beni librari;
f) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di mostre od esposizioni di beni librari e di ogni altra iniziativa a carattere culturale, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice ai fini dellapplicazione delle agevolazioni previste dalla normativa fiscale;
g) esprime la volont dell'Amministrazione nell'ambito delle determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte mediante cessione di beni librari;
h) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni librari;
i) incentiva l'ideazione, la progettazione e la realizzazione di programmi editoriali tematici, volti in particolare a valorizzare le opere di saggistica, di narrativa e di poesia di autori contemporanei, italiani e stranieri;
l) promuove, presso le scuole di ogni ordine e grado, la diffusione della letteratura e della saggistica attinenti alle materie insegnate, attraverso programmi concordati con il Ministero dellistruzione, delluniversit e della ricerca;
m) incentiva, anche attraverso iniziative promozionali, la diffusione del libro e la conoscenza delle biblioteche e dei relativi servizi;
n) provvede allo svolgimento dell'attivit istruttoria per la concessione di contributi e alle conseguenti verifiche amministrative e contabili, ispezioni e controlli sui soggetti beneficiari ai sensi della legge 17 ottobre 1996, n. 534;
o) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di beni librari a titolo di prelazione e di espropriazione rispettivamente previste agli articoli 60, 95 e 98, del Codice;
p) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa privata di beni librari, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913, n. 363;
q) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione centrale in materia di circolazione di beni librari in ambito internazionale;
r) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi previsti agli articoli 16 e 128 del Codice.
3. La Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore, sentite le altre direzioni generali competenti, svolge i compiti in materia di propriet letteraria e di diritto d'autore e di vigilanza sulla Societ italiana autori ed editori (SIAE) ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni.
4. Restano ferme la composizione e le competenze del Comitato consultivo permanente per il diritto di autore di cui all'articolo 190 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, che opera presso la Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore e svolge funzioni di organo consultivo centrale.
5. La Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore svolge le funzioni di coordinamento e di vigilanza sull'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, sulla Biblioteca nazionale centrale di Roma, sulla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, sul Centro per il libro e la lettura e sull'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
6. La Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa.
7. La Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore si articola in otto uffici dirigenziali di livello non generale.

Art. 11 Direzione generale per il cinema.
1. La Direzione generale per il cinema svolge funzioni e compiti in materia di attivit cinematografiche.
2. In particolare, il Direttore generale:
a) dispone interventi finanziari a sostegno delle attivit cinematografiche e promuove la cultura cinematografica;
b) svolge verifiche amministrative e contabili, ispezioni e controlli sugli enti sottoposti a vigilanza e sui soggetti beneficiari di contributi da parte del Ministero;
c) esercita la vigilanza sulla fondazione Centro sperimentale di cinematografia;
d) esercita la vigilanza sulla Fondazione La Biennale di Venezia, ai sensi dellarticolo 24 del decreto legislativo 29 gennaio 1998, n. 19, sentite le altre direzioni generali competenti per la materia medesima;

e) esprime alla Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore le valutazioni di competenza ai fini dello svolgimento dei compiti in materia di propriet letteraria, diritto d'autore e di vigilanza sulla Societ italiana autori ed editori (SIAE), ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni.

3. Il Direttore generale presiede le commissioni in materia di attivit cinematografiche previste dalla normativa di settore e partecipa alle riunioni della Consulta per lo spettacolo e della relativa sezione competente.
4. La Direzione generale per il cinema costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa.
5. La Direzione generale per il cinema si articola in tre uffici dirigenziali di livello non generale.

Art. 12 Direzione generale per lo spettacolo dal vivo.

1. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo svolge funzioni e compiti in materia di attivit di spettacolo dal vivo, con riferimento alla musica, alla danza, al teatro, ai circhi, allo spettacolo viaggiante ed ai festival teatrali.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) dispone interventi finanziari a sostegno delle attivit dello spettacolo;

b) svolge verifiche amministrative e contabili, ispezioni e controlli sugli enti sottoposti a vigilanza e sui soggetti beneficiari di contributi da parte del Ministero;

c) esercita la vigilanza sull'Ente teatrale italiano (ETI) e sull'Istituto nazionale per il dramma antico (INDA);

d) esprime alla Direzione generale per il cinema le valutazioni di competenza ai fini dell'esercizio della vigilanza sulla Fondazione La Biennale di Venezia;

e) esprime alla Direzione generale per le biblioteche, gli istituti culturali ed il diritto d'autore le valutazioni di competenza ai fini dello svolgimento dei compiti in materia di propriet letteraria e diritto d'autore e di vigilanza sulla Societ italiana autori ed editori (SIAE), ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni;

f) esercita le funzioni relative alla vigilanza del Ministro sull'Istituto per il credito sportivo, ai sensi dell'articolo 1, comma 19, lettera a), del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233.

3. Il Direttore generale presiede le commissioni in materia di spettacolo dal vivo previste dalla normativa di settore e partecipa alle riunioni della Consulta per lo spettacolo e delle relative sezioni competenti.

4. Restano ferme la composizione e le competenze dell'Osservatorio dello spettacolo, che opera presso la Direzione generale per lo spettacolo dal vivo. Resta fermo quanto previsto all'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 492, e successive modificazioni.

5. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo costituisce centro di responsabilit amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni, ed responsabile per lattuazione dei piani gestionali di competenza della stessa.

6. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo si articola in tre uffici dirigenziali di livello non generale.

Capo II - Organi consultivi centrali
Art. 13, Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici.
1. Il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, di seguito denominato Consiglio superiore, organo consultivo del Ministero a carattere tecnico-scientifico in materia di beni culturali e paesaggistici.
2. Il Consiglio superiore esprime pareri, su richiesta del direttore generale centrale competente trasmessa per il tramite dell'Ufficio di Gabinetto:
a) obbligatoriamente, sui programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e sui relativi piani di spesa annuali e pluriennali, predisposti dall'amministrazione;

b) obbligatoriamente, sugli schemi di accordi internazionali in materia di beni culturali;

c) sui piani strategici di sviluppo culturale e sui programmi di valorizzazione dei beni culturali;

d) sui piani paesaggistici elaborati congiuntamente con le regioni;

e) sugli schemi di atti normativi e amministrativi generali afferenti la materia dei beni culturali e paesaggistici e l'organizzazione del Ministero;
f) su questioni di carattere generale di particolare rilievo concernenti la materia dei beni culturali e paesaggistici;
g) su questioni in materia di beni culturali e paesaggistici formulate da altre amministrazioni statali regionali, locali, nonch da Stati esteri.

3. Il Consiglio superiore pu inoltre avanzare proposte al Ministro su ogni questione di carattere generale di particolare rilievo afferente la materia dei beni culturali e paesaggistici.

4. Il Consiglio superiore composto da:
a) i presidenti dei Comitati tecnico-scientifici;
b) otto eminenti personalit del mondo della cultura nominate, nel rispetto del principio di equilibrio di genere, dal Ministro, tre delle quali su designazione della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
5. Il Ministro nomina il presidente del Consiglio superiore tra le personalit di cui al comma 4, lettera b). Il Consiglio superiore elegge a maggioranza tra i propri componenti il vice presidente e adotta un regolamento interno. I pareri sono espressi, di norma, entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Nei casi di urgenza, il termine ridotto a dieci giorni. In caso di parit di voti prevale quello del presidente.

6. Il Consiglio superiore integrato con tre rappresentanti del personale del Ministero, eletti da tutto il personale, quando esprime pareri sulle materie di cui al comma 2, lettera a), ovvero su questioni aventi ad oggetto il personale del Ministero.

7. Il termine di durata del Consiglio superiore stabilito in tre anni. Prima della scadenza del termine di durata, il Consiglio superiore presenta una relazione sull'attivit svolta al Ministro per i beni e le attivit culturali, che la trasmette alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini della valutazione congiunta della perdurante utilit dell'organismo e della conseguente eventuale proroga della durata, comunque non superiore a tre anni, da adottarsi con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per i beni e le attivit culturali. Gli eventuali successivi decreti di proroga sono adottati secondo la medesima procedura. Successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, i componenti del Consiglio superiore restano in carica fino alla scadenza del termine di durata dell'organo e possono essere confermati una sola volta nel caso di proroga della durata del Consiglio superiore. Essi non possono esercitare le attivit di impresa previste dall'articolo 2195 del Codice civile quando esse attengono a materie di competenza del Ministero, n essere amministratori o sindaci di societ che svolgono le medesime attivit; non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il Ministero; non possono essere presidenti o membri del Consiglio di amministrazione di istituzioni o enti destinatari di contributi o altre forme di finanziamento da parte del Ministero n assumere incarichi professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche parziale, soggetto a parere del Consiglio superiore.
8. Presso il Consiglio superiore opera un ufficio di segreteria, formato da personale gi in servizio presso il Ministero. Le relative risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento del Consiglio superiore sono assicurate dalla Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale.

9. Il Consiglio superiore e la Consulta per lo spettacolo si riuniscono in seduta congiunta, su convocazione del Ministro, per l'esame di provvedimenti di particolare rilievo attinenti le sfere di competenza di ambedue gli organi consultivi.
Art. 14
Comitati tecnico-scientifici.
1. Sono organi consultivi del Ministero i seguenti Comitati tecnico-scientifici:
a) comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici;
b) comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici e paesaggistici;
c) comitato tecnico-scientifico per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico;
d) comitato tecnico-scientifico per gli archivi;
e) comitato tecnico-scientifico per i beni librari e gli istituti culturali;
f) comitato tecnico-scientifico per la qualit architettonica e urbana e per l'arte contemporanea;
g) comitato tecnico-scientifico per l'economia della cultura.
2. I comitati di cui alle lettere a), b), c), d), e) ed f) del comma 1:
a) avanzano proposte, per la materia di propria competenza, per la definizione dei programmi nazionali per i beni culturali e paesaggistici e dei relativi piani di spesa;
b) esprimono pareri, a richiesta del Segretario generale o dei direttori generali centrali competenti, ed avanzano proposte in ordine a metodologie e criteri di intervento in materia di conservazione di beni culturali e paesaggistici;


c) esprimono pareri in merito all'adozione di provvedimenti di tutela, quali le acquisizioni e gli atti ablatori, di particolare rilievo, su richiesta del segretario generale o dei direttori generali competenti;
d) esprimono pareri in ordine ai ricorsi amministrativi proposti ai sensi degli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice;
e) esprimono pareri su ogni altra questione di carattere tecnico-scientifico ad essi sottoposta ai sensi della lettera b).
3. Il comitato di cui alla lettera g) del comma 1:
a) avanza proposte per la definizione di piani e programmi per i beni culturali e paesaggistici finalizzati a favorire l'incremento delle risorse destinate al settore;
b) esprime pareri, a richiesta del Segretario generale o dei direttori generali, ed avanza proposte su questioni di carattere tecnico-economico concernenti gli interventi per i beni culturali.
4. Ciascun Comitato composto:
a) da un rappresentante eletto, al proprio interno, dal personale tecnico-scientifico dell'amministrazione tra le professionalit attinenti alla sfera di competenza del singolo Comitato; il rappresentante del Comitato tecnico-scientifico per l'economia della cultura eletto, al proprio interno, da tutto il personale di livello dirigenziale e di area C del Ministero, appartenente sia a profili tecnico-scientifici che a profili amministrativi;
b) da due esperti di chiara fama in materie attinenti alla sfera di competenza del singolo Comitato, designati dal Ministro, nel rispetto del principio di equilibrio di genere;
c) da un professore universitario di ruolo nei settori disciplinari direttamente attinenti alla sfera di competenza del singolo Comitato, designato dal Consiglio universitario nazionale.
5. Nel Comitato di cui al comma 1, lettera e), il Ministro assicura, nell'ambito delle designazioni di comma 4, lettera b), la presenza di un esperto nelle politiche di gestione degli istituti culturali. Alle riunioni dei Comitati possono partecipare, senza diritto di voto, il Segretario generale o i direttori generali competenti per materia. In caso di parit di voti, prevale quello del Presidente.
6. I comitati eleggono a maggioranza tra i propri componenti il presidente ed il vice presidente, assicurando che non siano espressione della medesima categoria tra quelle indicate al comma 4. Nel caso in cui nessun candidato risulti eletto presidente al termine dello scrutinio, diviene presidente il componente del Comitato designato prioritariamente dal Ministro. Ai componenti dei Comitati si applica quanto previsto dall'articolo 13, comma 7.
7. I comitati, o alcuni di essi, si riuniscono in seduta congiunta, a richiesta del Ministro o del Segretario generale, per l'esame di questioni di carattere intersettoriale.
8. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento dei singoli Comitati sono assicurate dalle competenti Direzioni generali.



Capo III - Istituti centrali e Istituti con finalit particolari
Art. 15 Istituti centrali e dotati di autonomia speciale.
1. Sono istituti centrali:
a) l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione;
b) l'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche;
c) l'Opificio delle pietre dure;
d) l'Istituto centrale per la demoetnoantropologia;
e) l'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, che assorbe l'Istituto centrale per la patologia del libro ed il Centro fotoriproduzione, legatoria e restauro degli archivi di Stato;
f) l'Istituto centrale per gli archivi di cui all'articolo 6, comma 3 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368;
g) l'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, che subentra alla Discoteca di Stato.
2. Agli istituti centrali di cui al comma 1, lettere a), b) ed e), continuano ad applicarsi le disposizioni di cui agli articoli da 12 a 22 del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n. 805, fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di organizzazione dei singoli istituti, emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
3. Sono Istituti dotati di autonomia speciale:

a) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei;

b) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma;

c) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare;
d) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Napoli;
e) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Roma;
f) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citt di Firenze;
g) l'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, che subentra all'Istituto centrale del restauro;

h) la Biblioteca nazionale centrale di Roma;
i) la Biblioteca nazionale centrale di Firenze;
l) il Centro per il libro e la lettura;
m) l'Archivio centrale dello Stato.
4. Rimangono in vigore le disposizioni relative agli istituti con particolari finalit di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 805 del 1975, non disciplinati dal presente articolo, fino alla data di entrata in vigore dei decreti ministeriali di natura non regolamentare di organizzazione dei singoli istituti, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della citata legge n. 400 del 1988.
5. Con decreti ministeriali di natura non regolamentare, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge n. 400 del 1988, gli istituti di cui al presente articolo, nonch gli altri organismi istituiti come autonomi ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 e successive modificazioni, possono essere riordinati o soppressi; con le stesse modalit possono altres essere costituiti nuovi organismi dotati delle medesime forme di autonomia, nel rispetto dell'invarianza della spesa.


6. Gli incarichi di direzione degli istituti di cui al presente articolo sono conferiti dai titolari delle strutture dirigenziali di livello generale da cui gli stessi istituti dipendono o cui afferiscono. Per gli istituti di cui al comma 3, lettere a) e b), il relativo incarico di direzione conferito dal Direttore generale per larcheologia dintesa con il Direttore generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione. Per gli istituti di cui al comma 3, lettere c), d), e) ed f), il relativo incarico di direzione conferito dal Direttore generale per larchitettura, larte ed il paesaggio dintesa con il Direttore generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione.

Capo IV - Amministrazione periferica
Art. 16 Organi periferici del Ministero.

1. Sono organi periferici del Ministero:

a) le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici;

b) le soprintendenze:

1) per i beni archeologici;

2) per i beni architettonici e paesaggistici;

3) per i beni storici, artistici ed etnoantropologici;

c) le soprintendenze archivistiche;

d) gli archivi di Stato;

e) le biblioteche statali;

f) i musei.

2. Le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici sono uffici di livello dirigenziale generale ai sensi dell'articolo 1, comma 1, primo periodo.

3. I dirigenti preposti agli uffici dirigenziali periferici provvedono alla organizzazione e gestione delle risorse umane e strumentali ad essi rispettivamente assegnate, ferme restando le competenze in materia della Direzione generale per linnovazione, il bilancio ed il personale.


Art. 17 Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici.

1. Le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici coordinano l'attivit delle strutture periferiche del Ministero di cui all'articolo 16, comma 1, lettere b), c), d) [,] ed e) [, e f),] presenti nel territorio regionale; questi ultimi, pur nel rispetto dell'autonomia scientifica degli archivi e delle biblioteche, costituiscono articolazione delle direzioni regionali. Curano i rapporti del Ministero e delle strutture periferiche con le regioni, gli enti locali e le altre istituzioni presenti nella regione medesima.
2. L'incarico di Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici conferito ai sensi dell'art. 19, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, previa comunicazione al Presidente della regione, sentito il Segretario generale.
3. Il Direttore regionale, in particolare:
a) esercita sulle attivit degli uffici di cui all'articolo 16, comma 1, lettere b), c), d) ed [,] e) ed f), i poteri di direzione, indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessit ed urgenza, informati il direttore generale competente per materia ed il Segretario generale, avocazione e sostituzione;
b) riferisce trimestralmente ai direttori generali centrali di settore sull'andamento dell'attivit di tutela svolta;
c) verifica la sussistenza dell'interesse culturale nei beni appartenenti a soggetti pubblici e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del Codice;
d) dichiara, su proposta delle competenti soprintendenze di settore, l'interesse culturale delle cose, a chiunque appartenenti, ai sensi dell'articolo 13 del Codice;
e) detta, su proposta delle competenti soprintendenze di settore, prescrizioni di tutela indiretta ai sensi dell'articolo 45 del Codice;
e-bis) autorizza gli interventi di demolizione, rimozione definitiva nonch di smembramento di collezioni, serie e raccolte, da eseguirsi ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettere a), b) e c), del Codice, fatta eccezione per i casi di urgenza, nei quali l'autorizzazione rilasciata dalla competente soprintendenza, che informa contestualmente lo stesso direttore regionale;
f) dispone il concorso del Ministero, sulla base di criteri definiti dalle direzioni generali centrali di settore, nelle spese effettuate dai proprietari, possessori o detentori di beni culturali per interventi conservativi nei casi previsti dagli articoli 34 e 35 del Codice ed eroga il contributo di cui all'articolo 37;
g) trasmette al competente direttore generale centrale, con le proprie valutazioni, le proposte di prelazione che gli pervengono dalle soprintendenze destinatarie, ai sensi dellarticolo 62, comma 1, del Codice, della denuncia di cui allarticolo 60 del medesimo Codice, ovvero le proposte di rinuncia ad essa. Con le stesse modalit trasmette al competente direttore generale centrale anche le proposte di prelazione formulate dalla regione o dagli altri enti pubblici territoriali interessati e, su indicazione del direttore medesimo, comunica alla regione o agli altri enti pubblici territoriali la rinuncia dello Stato alla prelazione, ai sensi e per



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15-12-2017
Seconda interrogazione parlamentare su libere riproduzioni: il caso di Palermo

15-12-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 15 DICEMBRE 2017

13-12-2017
Interrogazione parlamentare su libere riproduzioni. I casi di Napoli e Palermo

06-12-2017
Premio Silvia Dell'Orso 2017

03-12-2017
Novità editoriale - La struttura del paesaggio. Una sperimentazione multidisciplinare per il Piano della Toscana

22-11-2017
Fotografie libere. Lettera di utenti dell'ACS di Palermo al Ministro Franceschini

22-11-2017
COMUNICATO di Cunsta, della Società italiana di Storia della Critica dell'Arte e della Consulta di Topografia Antica sulla Biblioteca di Palazzo Venezia

20-11-2017
Intervento di Enzo Borsellino sulla mostra di Bernini

13-11-2017
Maestri: Emiliani ricorda Edoardo Detti

01-11-2017
Nella sezione Interventi e recensioni un nuovo intervento di Vittorio Emiliani sulla legge sfasciaparchi

01-11-2017
A un anno dal terremoto, dossier di Emergenza Cultura

29-10-2017
Petizione per salvare il Museo d'Arte Orientale dalla chiusura

20-10-2017
Crollo Santa Croce, l'esperto:INTERVISTA - "Da anni chiediamo fondi per consolidare pietre, inascoltati"

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
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30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

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