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VII Commissione - regolamento riorganizzazione Mibac 27 maggio 2009
2009-05-27

VII Commissione - Resoconto di mercoled 27 maggio 2009

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI SU DEL GOVERNO
Mercoled 27 maggio 2009. - Presidenza del presidente Valentina APREA. - Interviene il ministro per i beni e attivit culturali Sandro Bondi ed il sottosegretario di Stato Francesco Maria Giro del medesimo dicastero.
La seduta comincia alle 10.15.
Sull'ordine dei lavori.
Valentina APREA, presidente, avverte che in corso di svolgimento una riunione di maggioranza relativa allo schema di regolamento n. 72. Propone di sospendere brevemente la seduta per consentirne lo svolgimento, procedendo alle comunicazioni del Presidente sulla missione a L'Aquila, al termine dell'esame degli atti del Governo.
La Commissione concorda.
La seduta, sospesa alle 10.15, riprende alle 10.40.
Schema di regolamento recante modifiche al regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivit culturali, nonch al regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attivit culturali.
Atto n. 72.
(Rilievi alla I Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 4, del regolamento, e conclusione).
La Commissione prosegue l'esame dello schema di regolamento in oggetto, rinviato nella seduta del 19 maggio 2009.
Benedetto Fabio GRANATA (PdL), relatore, si rammarica e si scusa innanzitutto per il ritardo con il quale inizia la seduta. Ricorda che la riforma contenuta nello schema in esame di qualit notevole e che per questo motivo avrebbe gradito un approfondimento ulteriore delle questioni poste dal provvedimento, anche alla luce di ci che emerso nel corso della riunione di maggioranza che si appena conclusa. Apprezza in linea generale lo sforzo che stato fatto dal Governo di cercare di razionalizzare l'organizzazione del Ministero con il provvedimento in esame. Esprime inoltre condivisione per la scelta di creare una direzione che si occupa della valorizzazione del patrimonio culturale, in aderenza peraltro a quanto previsto dall'Unesco, ma ribadisce, come gi anticipato nelle precedenti sedute, la ferma convinzione che l'eliminazione di una direzione che si occupi esclusivamente del paesaggio, accorpandola all'interno di un'altra direzione, costituisca una scelta non condivisibile. Sottolinea, a tal proposito, che sarebbe stato possibile e auspicabile, invece, accorpare altre direzioni generali, quali ad esempio quelle che si occupano di cinema e di spettacolo dal vivo e quelle che si occupano di archivi e biblioteca, anche alla luce delle funzioni da queste svolte. Prende atto in ogni caso che su tali suoi convincimenti non ha registrato nella maggioranza il pieno consenso. Ritiene quindi che non sussistano le condizioni per presentare una proposta di rilievi in tal senso, rassegnando quindi le proprie dimissioni da relatore, anche per non mettere in difficolt il Governo, che ringrazia in ogni caso per la disponibilit manifestata a partecipare alla seduta odierna nell'autorevole persona del Ministro Bondi.
Valentina APREA, presidente, intervenendo in sostituzione del relatore, ringrazia innanzitutto il collega Granata per l'onest intellettuale dimostrata. Rileva che con una lunga e sofferta riunione di maggioranza si preso atto della necessit di formulare una proposta di rilievi, che richiami l'attenzione del Governo su alcuni profili pur confermando la condivisione delle scelte fatte dal Ministro. Illustra quindi una proposta di rilievi (vedi allegato 1).
Emilia Grazia DE BIASI (PD), prende atto innanzitutto che anche questa volta esistono differenze consistenti tra maggioranza e Governo, tali da portare alle dimissioni del relatore. Osserva che questo non pu che essere motivo di riflessione, anche se le dimissioni stesse del relatore confermano che sussistono speranze affinch la maggioranza e l'opposizione, su alcuni temi, possano trovare motivi di condivisione e di lavoro comune. Giudica in modo fortemente negativo la proposta di rilievi presentata, in quanto la stessa blindata, priva di contenuti e contiene esclusivamente degli auspici. Sottolinea innanzitutto che grave che la maggioranza si dimostri a parole convinta che lo schema in esame sia rivoluzionario e foriero di un processo di modernizzazione, mentre nei fatti poi con la proposta di rilievi si propongono modifiche sostanziali all'impianto dello schema stesso. Lamenta inoltre il fatto che la Commissione non ha avuto il tempo necessario per approfondire nel merito le questioni. Passa quindi all'esame del merito della proposta di rilievi presentata, non ritenendo innanzitutto opportuno prevedere l'accorpamento delle direzioni regionali, perch ci in contrasto con la riforma del Titolo V della Costituzione.
Rileva altres l'accorpamento delle direzione per gli archivi e le biblioteche non sembra particolarmente utile, in quanto le funzioni svolte sono diverse, le professionalit al loro interno sono differenti, cos come le fonti di finanziamento; ritiene quindi non pertinente l'auspicio espresso nella proposta di rilievi in tal senso. Rileva che lo stesso discorso va fatto a suo avviso per l'ipotizzato accorpamento delle direzioni generali per il cinema con quella per lo spettacolo dal vivo, che afferiscono anch'esse a realt differenti. Osserva che anche in questo caso si fa ricorso a fonti di finanziamento diverse e gli strumenti e i sistemi di mercato sono altres non coincidenti. Ritiene anzi che si debba intervenire al pi presto in tali ambiti, anche a sostegno dell'Agenzia del cinema, per dare il giusto assetto normativo al settore. Ribadisce in ogni caso che nella proposta di rilievi sono contenuti esclusivamente auspici e non vi sono veri e propri rilievi. Illustra quindi una proposta di rilievi alternativa (vedi allegato 2) sottolineando che in essa si segnalano gli effetti negativi che deriverebbero dall'approvazione dello schema in esame. Sottolinea che il principio cardine dello schema, ovvero, la riduzione dell'organico come conseguenza della riduzione delle disponibilit finanziarie, non ammissibile. Rileva altres che la riduzione della spesa per il Ministero per i beni e le attivit culturali, per un'entit pari nell'ultimo anno allo 0,1 per cento del PIL, voluta e attuata dall'attuale Governo una scelta negativa; il primo problema quindi quello che non si pu continuare a pensare alla cultura come una spesa e non come ad un investimento per il Paese. Aggiunge inoltre che l'assetto di un Ministero non pu corrispondere solo a scelte finanziarie e che vi un problema di mancata valorizzazione delle professionalit dei pubblici dipendenti.
Dallo schema in esame emerge inoltre il problema della creazione della direzione per la valorizzazione del patrimonio culturale, in quanto la tutela e la valorizzazione dei beni culturali non possono essere concettualmente scisse, in quanto concorrono insieme al percorso di conoscenza e culturale di un paese. Evidenzia altres che tale direzione non pu favorire lo sviluppo delle politiche per il turismo, come sostenuto invece dal Governo. Aggiunge che criticabile la scelta di accorpare la direzione generale per la tutela del paesaggio con quella dei beni architettonici, storici e artistici e stigmatizza il ritorno alla dizione belle arti, terminologia antica, superata ormai anche con recenti pronunce e valutazioni del Consiglio di Stato e del Consiglio superiore per i beni culturali, come evidenziato anche dai soggetti auditi dalla Commissione nella seduta di ieri. Sottolinea al proposito che i medesimi soggetti si sono espressi in modo negativo rispetto alla scomparsa della direzione del paesaggio quale direzione autonoma. Rileva quindi che il paesaggio un bene comune, di rilievo costituzionale, come gi rilevato nel codice per i beni culturali e il paesaggio; vi il rischio di una svalorizzazione del paesaggio se si prescinde dalla direzione autonoma per il paesaggio e il degrado del paesaggio comporta altres ricadute sulla sicurezza dei cittadini. Ribadisce quindi che il paesaggio un bene in movimento e che con lo schema in esame si deroga di fatto alla Convenzione europea del paesaggio, andando contro le scelte fatte dagli enti locali in materia. Rileva altres che un passo in avanti pensare che modernit e contemporaneit siano due concetti diversi.
Aggiunge quindi che lo schema in esame accentua lo svilimento del ruolo delle sovrintendenze, che sono sottoposte ad un centralismo e ad una conseguente svalutazione a livello amministrativo: si corre di fatto il rischio di una doppia centralizzazione, una di natura statale e una macroregionale, configurando pertanto modalit che non permettono accordi sinergici per gli interventi di sviluppo sul territorio. Segnala peraltro che la creazione di una direzione regionale per la valorizzazione del patrimonio culturale si poteva conseguire in altro modo, attraverso la creazione di un apposito ufficio all'interno del segretariato generale. Rileva inoltre che non opportuno che sia stata gi individuata la persona a capo della struttura in questione, prima che sia stata creata la struttura stessa. Evidenzia d'altra parte che non stato fornito dal ministro il chiarimento richiesto sulla trasformazione in fondazione del MAXXI: se dovere dell'opposizione controllare e della maggioranza dare spiegazioni, il Governo all'obbligo di fornire i chiarimenti richiesti, soprattutto quando in questione la trasformazione di un bene pubblico in una fondazione di tipo privato. Sottolinea ancora una volta l'importanza della direzione archivistica, che ha la titolarit di interessi culturali specifici. In questo ambito occorre prevedere la regolamentazione di tutti i profili professionali operanti nell'ambito dei beni culturali, in modo da fornire sbocchi lavorativi coerenti con i percorsi formativi svolti. Ritiene in conclusione che la Commissione dovrebbe rinviare la discussione dell'esame del provvedimento in questione, al fine di approfondire tutte le questioni evidenziate.
Valentina APREA, presidente e relatore, ricorda che la I Commissione in attesa dei rilievi della Commissione e che bisogna quindi procedere all'approvazione dei rilievi nella seduta odierna.
Paola GOISIS (LNP) sottolinea innanzitutto come il partito della Lega nord, che lei rappresenta, sia fortemente legato al territorio e ribadisce la lealt della sua componente al Governo, rilevando peraltro che ci non la esime dal fare alcune osservazioni, sia di metodo che di merito. Per quello che concerne il metodo, osserva che sarebbe stato auspicabile un maggiore coinvolgimento della Commissione alle scelte del Governo nella fase preliminare all'elaborazione del provvedimento in esame, come pi volte richiesto, mentre ancora una volta constata che vengono sottoposti alla Commissione atti solo da ratificare, senza modifiche, ponendo i commissari di fronte a scelte delicate su cui poco stato il tempo per approfondire. Passa quindi alle questioni di merito, evidenziando l'attaccamento del proprio gruppo ai valori dell'autonomia; rileva che, per alcuni versi, con il provvedimento in questione si rischia di trovarsi di fronte ad una nuova centralizzazione, rivendicando quindi l'importanza di rispettare le competenze regionali. Ritiene per esempio che si sarebbe potuta trovare una denominazione pi appropriata per la direzione per la valorizzazione del patrimonio culturale, una denominazione cio che faccia risaltare maggiormente il ruolo delle competenze regionali, quale ad esempio direzione per la valorizzazione e il coordinamento del patrimonio culturale. Sottolinea, inoltre, che con la nuova organizzazione delle direzioni generali prefigurata dal provvedimento, la tutela del paesaggio rimane affidata a una sottodirezione, mentre il paesaggio andrebbe tutelato e valorizzato in quanto tale. Osserva quindi che sarebbero state preferibili due Direzioni divise, con il mantenimento di una direzione autonoma in materia di paesaggio. Assicura quindi che il gruppo da lei rappresentato continuer a porre molta attenzione e a vigilare su questo provvedimento, interpellando anche il Ministro se ritenuto necessario, sulla sua applicazione. Ci nonostante, preannuncia a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto favorevole sulla proposta di rilievi presentata, per riconoscere al Ministro una nota di credito in attesa della verifica dei risultati raggiunti.
Antonio PALMIERI (PdL) sottolinea innanzitutto l'onest intellettuale e la qualit del lavoro svolto come relatore dal collega Granata e esprime il proprio compiacimento alla collega De Biasi per l'intervento propositivo con cui ha comunque espresso il suo parere negativo, scevro da preconcetti. Ritiene che la Commissione cultura, competente in materia di beni culturali, chiamata a esprimere al Ministro una condivisione sulle scelte che il Governo chiamato a fare per la modernizzazione di questo settore, di fondamentale importanza per il Paese. Invita, quindi, il Ministro a coinvolgere il pi possibile nel lavoro preparatorio la Commissione, indicando questo come il metodo migliore con il quale procedere. Rileva, altres, che nella legislazione sui beni culturali sono stati gi posti paletti importanti, come la riforma del titolo V della Costituzione e il Codice Urban, entro i quali possibile comunque innovare; in ogni caso, ad ogni cambiamento connesso un qualche tipo di rischio. Preannuncia quindi, anche a nome dei deputati del proprio gruppo, il voto favorevole sulla proposta di rilievi presentata.
Giuseppe GIULIETTI (IdV) rileva che quello che accaduto nella seduta odierna, con le dimissioni del relatore di maggioranza, il collega Granata, avrebbe comportato strascichi e conseguenze ben diverse se si fosse stati in presenza di un diverso quadro politico. Sottolinea, che di fatto la Commissione non in grado di dare una fiducia politica al Ministro e non capisce come si possa dare parere favorevole alla proposta di rilievi se poi, a parole si dice di condividere le osservazioni e le perplessit del collega Granata. Segnala che anche il gruppo della Lega Nord Padania ha posto questioni gravi e sostanziali, che non si possono ignorare. Fa rilevare peraltro come a tratti si esalti la centralit romana e come altre volte si esalti il decentramento e che ci crea inevitabilmente dei problemi. Osserva come tutte le associazioni, di natura e tendenze diverse, si siano espresse in maniera fortemente negativa sul provvedimento. Aggiunge altres che con la figura del super manager si rischia di cambiare per sempre il volto del Ministero stesso. Sollecita quindi l'adozione di provvedimenti in favore del Cinema, quali l'Agenzia per il cinema, in quanto si tratta di una industria italiana ormai in condizioni non facili. Rileva inoltre che la pacatezza con la quale si sono succeduti gli interventi dell'opposizione non dovrebbe portare, come avvenuto, a una sottovalutazione della gravit della situazione, che rischia di interrompere un metodo fino qui seguito. Sottolinea che ci sono situazioni nell'attivit di una Commissione parlamentare in cui occorre fermarsi a considerare le diverse posizioni politiche: gli interventi dell'opposizione sono stati tutti nel senso di non dare un parere meramente contrario ma di far riflettere e portare argomenti in favore di tali riflessioni. Conclude sottolineando che a volte il rischio collegato a determinati cambiamenti troppo alto e la saggezza dovrebbe portare a consigliare di non procedere, come in questo caso. Preannuncia quindi, anche nome dei deputati del proprio gruppo, il voto contrario sulla proposta di rilievi presentata, auspicando che lo stesso ministro voglia ritirare il provvedimento in esame.
Valentina APREA, presidente e relatore, rileva che il termine per l'espressione dei rilievi ormai scaduto e che occorre pertanto procedere all'espressione dei rilievi stessi.
Manuela GHIZZONI (PD) rileva che i tempi per la discussione sono stati ristretti perch vi stato rallentamento dei lavori a causa della sospensione dei lavori di Commissione per le numerose questioni di fiducia poste dal Governo; la proroga del termine per l'espressione del parere stata d'altra parte richiesta dalla maggioranza.
Emerenzio BARBIERI (PdL) ritiene corretto che la dichiarazione di voto sia stata fatta, a nome del gruppo, dal collega Palmieri perch non si poteva fare diversamente. La Commissione chiamata a decidere su un provvedimento che ha portato ad un grande dibattito nella maggioranza con indirizzi diversi nel suo gruppo, come giusto che sia all'interno di un grande partito democratico quale il Pdl. Sottolinea pertanto l'apprezzamento per la grande onest intellettuale dimostrata dal collega Granata, osservando che nella maggioranza, solo dopo una lunga discussione, prevalsa l'idea maggioritaria, democraticamente espressa, di assecondare pur con molte perplessit la riforma fortemente voluta dal Ministro Bondi. Certo, se la riforma non si dovesse dimostrare valida si dovrebbe ritirare il provvedimento e riconsiderare le osservazioni di chi oggi si vede messo in minoranza. Ritiene che non si di fronte a una questione di coscienza e che quindi ci si deve adeguare alle decisioni raggiunte congiuntamente nel gruppo. Con questo spirito, preannuncia quindi il suo voto favorevole, pur continuando a mantenere le perplessit e i dubbi gi evidenziati da altri colleghi, ma apprezzando il lavoro fatto dal Governo, che andava peraltro migliorato.
Flavia PERINA (PdL) richiama le considerazioni espresse dal collega Giulietti, nel preannunciare il proprio voto favorevole, per dichiararsi comunque delusa per l'esito del dibattito. Lo sforzo innovativo fatto dal Ministro Bondi, che ringrazia, per modernizzare il ministero introducendo anche una visione manageriale, non tiene conto che il paesaggio un bene di interesse nazionale, che andrebbe tutelato adeguatamente. Invita quindi il Ministro a riconsiderare le decisioni assunte, con la sensibilit che gli propria, per raggiungere un punto di mediazione da pi parti auspicato proprio su questo profilo.
Bruno MURGIA (PdL) concorda con le considerazioni che hanno motivato la decisione del collega Granata, che presiede l'associazione Articolo 9 di cui egli stesso fa parte che ha come fine proprio la tutela del paesaggio. Si rimette comunque, per quello che concerne le perplessit e i dubbi pi volte manifestati durante il dibattito, alla sensibilit e alla capacita del Ministro che auspica possa riconsiderare le decisioni assunte.
Paola FRASSINETTI (PdL) ringrazia il collega Granata, preannunciando il suo voto favorevole con qualche sofferenza. Ribadisce che il paesaggio importante: quel quid pluris in cui ci si riconosce. Sottolinea che sarebbe stato necessario raggiungere un accordo su un tema cos importante. Si determina quindi a non contraddire la scelta dell'Esecutivo, solo per la fiducia personale che ha nel Ministro. Auspica che egli sappia trovare peraltro una sintesi adeguata sulle questioni espresse e sollevate durante la discussione.
Eugenio MAZZARELLA (PD) ritiene apprezzabile l'onest intellettuale del relatore, il collega Granata. Riconosce al Governo la facolt di decidere le linee della politica, affermando che nella proposta non c' correlazione tra i mezzi utilizzati e i fini che si vogliono raggiungere; il giudizio di disfunzionalit. Stigmatizza quindi anche la definizione di belle Arti per la nuova Direzione, un termine antico che non tiene conto di un dibattito armai storico, che ha permesso alla luce dei nuovi indirizzi critici di recuperare aspetti culturali del passato che erano stati ignorati, perch non corrispondevano a canoni classici. Riporta infine la discussione sul problema del paesaggio, genius loci, luogo dove si incastonano tutti gli altri beni culturali; occorre in questo senso salvare il prezioso patrimonio paesaggistico dalla rapacit contemporanea dell'homo economicus. Sottolinea quindi il proprio disagio nel vedere che l'onest intellettuale espressa da tutti i commissari, appartenenti ai vari gruppi, non ha consentito un esito differente; sebbene che la situazione economica difficile in cui versa il Paese induca a tenere tutti sotto scacco, auspica ancora la possibilit di riconsiderare la questione.
Il Ministro Sandro BONDI ringrazia innanzitutto il presidente per aver assunto l'incarico di relatore, ma anche tutti colleghi parlamentari della Commissione, che hanno partecipato in maniera costruttiva al dibattito, ponendo questioni sulle quali assicura che ha riflettuto e continua a riflettere. Esprime rammarico non formale per le dimissioni del collega Granata che non ha potuto portare a termine il suo lavoro. Considera le dimissioni dell'onorevole Granata come una sconfitta personale del Ministro per i beni e le attivit culturali, una sua personale e esclusiva responsabilit per non essere riuscito a rendere condiviso il lavoro a cui si fortemente dedicato, soprattutto in riferimento al tema del paesaggio. Una sconfitta sia per i rapporti con le varie forze politiche di maggioranza e opposizione che finora aveva inteso instaurare, sia per i contenuti del provvedimento. Da quando ha iniziato il suo incarico ha sempre ricercato e favorito personalmente il dialogo sia con la maggioranza che con la minoranza e crede che di questo gli si possa dare atto. Osserva che nel trattare questo provvedimento si fatto sempre guidare, nell'ambito delle sue precise responsabilit di Governo, dalla necessit di forti cambiamenti che ravvisava nel Ministero stesso, proprio per il ruolo centrale che la cultura riveste nel Paese.
Nel merito, si dichiara d'accordo sull'esigenza di contemperare le esigenze di tutela con quelle della valorizzazione, in questo concordando quindi con la visione della collega De Biasi. Afferma che in Italia si sempre operato bene nella tutela, ma non si saputo fare altrettanto per la valorizzazione dell'enorme patrimonio culturale nazionale; su questa affermazione tutti possono concordare. necessaria quindi una valorizzazione volta anche ad uno sviluppo turistico ed economico del Paese. Ricorda come la questione era stata gi posta dalla odierna opposizione, quando si tratt della riforma del Titolo V della Costituzione; in quella sede si decise infatti che la tutela, in quanto tale, rimanesse in capo allo Stato e la valorizzazione alle regioni e agli enti locali. Sottolinea come ritenesse allora e ritiene ancora adesso fondamentale che la tutela rimanga nelle competenze dello Stato centrale, in quanto, con una tutela affidata alle regioni si rischierebbe di perdere l'identit dell'Italia. Ribadisce quindi come nel suo operato, non sia mai partito da preconcetti ideologici e come su questo intreccio di questioni complesse - quali la tutela, la valorizzazione, i finanziamenti - abbia invece sempre cercato un punto di non facile equilibrio tra le diverse istanze.
Ricorda come la riforma in discussione sia partita s dalla necessit di una riduzione dei costi e di riorganizzazione del ministero, ma che nel procedere alla riorganizzazione ha sempre messo in atto una visione pragmatica; qualsiasi altro tipo di accorpamento sarebbe stato ugualmente sottoposto a critiche. Riafferma quindi che non si di fronte a questioni semplici, comprendendo le riflessioni esposte sul tema del paesaggio; non ritiene peraltro che la vecchia direzione dell'arte contemporanea mantenesse al suo interno coerenza e consonanza su temi non associabili quali il paesaggio e l'arte contemporanea. Ribadisce quindi che non vuole mettere in secondo piano il paesaggio, tanto che il suo primo atto da Ministro stato a tutela del Pincio di Roma, a difesa del paesaggio pi che del monumento. Ribadisce in ogni caso la propria disponibilit a riconsiderare le decisioni assunte, qualora ci si rendesse necessario in conseguenza dell'applicazione della riforma.
Manuela GHIZZONI (PD) apprezza la passione con cui il Ministro intervenuto, sottolineando per che paesaggio urbano e architettura sono materie che possono essere trattate congiuntamente. Ritiene che una volta approvato difficile approvare modifiche al provvedimento nei prossimi mesi; eventualmente vi si dovr mettere mano nella prossima legislatura. Ribadisce quindi che non vi assolutamente un giudizio sulla persona, ma che in questa sede si stanno trattando e giudicando atti politici rilevanti, in quanto la riorganizzazione di un ministero un atto politico e non burocratico.
Il Ministro Sandro BONDI ribadisce le considerazioni espresse in riferimento alla compatibilit delle funzioni di tutela del paesaggio e dell'arte contemporanea.
Valentina APREA, presidente, avverte che essendo stata presentata, dai deputati De Biasi ed altri, una proposta alternativa di rilievi, verr posta in votazione la proposta di rilievi del relatore; se questa risulter approvata, sar preclusa la proposta alternativa.
La Commissione approva quindi la proposta di rilievi formulata dal relatore.
Sull'ordine dei lavori.
Donata LENZI (PD) stigmatizza vibratamente il fatto che la seduta per lo svolgimento delle interrogazioni, prevista per le ore 11,30 non abbia ancora avuto inizio. Ritiene infatti essenziale che nel caso delle interrogazioni i deputati abbiano la possibilit di conoscere esattamente l'orario di inizio della seduta e siano messi in condizioni di intervenire. Richiama quindi la presidente Aprea a mantenere un comportamento pi rispettoso di queste prerogative.
Valentina APREA, presidente, richiama all'ordine la deputata Lenzi, la quale tenuta a rivolgersi alla presidenza della Commissione nei modi adeguati. Sottolinea che pur essendo solo alla prima legislatura, la deputata Lenzi non deve usare la propria inesperienza per dimenticare le regole della comune convivenza civile. Solo per il rispetto che ha del ruolo che ricopre e delle istituzioni che rappresenta, ricorda comunque che prassi parlamentare consolidata che l'inizio delle sedute della Commissione possa slittare, soprattutto nel caso di esame di provvedimenti molto rilevanti. L'intervento della collega Lenzi non solo stato quindi scomposto nei modi, ma anche infondato nel merito.
Manuela GHIZZONI (PD) rileva che le sedute della Commissione sono iniziate con un certo ritardo per la riunione che ha impegnato la maggioranza e non certo l'opposizione.
Valentina APREA, presidente, apprezza la disponibilit della collega Ghizzoni che ha richiamato correttamente le motivazioni sulle quali tutti i componenti della Commissione hanno concordato all'inizio della seduta. Le interrogazioni saranno quindi svolte secondo l'ordine prestabilito.
La seduta termina alle 12.05.



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