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Interrogazioni a risposta scritta
2009-11-09

Allegato B

Seduta n. 242 del 9/11/2009



BENI E ATTIVIT CULTURALI

Interrogazioni a risposta scritta:

MELANDRI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
La Repubblica del 23 ottobre 2009 riporta la notizia di una trattativa in corso per la vendita tra privati del cosiddetto Archivio Vasari;
dalle fonti giornalistiche si apprenderebbe che acquirente del fondo sarebbe una societ con sede nella Repubblica federale tedesca;
il sindaco di Arezzo, onorevole Giuseppe Fanfani, ha reso noto che gli stata notificata in data 15 ottobre 2009 la comunicazione che, rendendolo edotto, di tale trattativa lo informa della sua facolt di esercitare diritto di prelazione;
non nella disponibilit del comune di Arezzo una somma tale (150 milioni di euro) che consenta di esercitare suddetta prelazione;
il fondo Vasari rappresenta non solo un bene attinente al patrimonio storico-artistico italiano di inestimabile valore, ma anche uno strumento unico e prezioso per la comprensione di tutto il Rinascimento;
nel 2011 ricorrer il cinquecentesimo anniversario della nascita di Vasari, anniversario che dar occasione a numerosissime celebrazioni artistiche nazionali e internazionali -:
se e quali iniziative il Governo intenda adottare per evitare che l'archivio Vasari venga trasferito nella disponibilit di soggetti non italiani.
(4-04833)

REGUZZONI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
nel territorio del comune di Guidizzolo in provincia di Mantova, in posizione strategica a met strada fra Mantova e Brescia, localizzato il bellissimo Oratorio di San Lorenzo, romanico-gotico del XII secolo, che presenta al suo interno un ricco ciclo di affreschi risalenti al 1400, 1500 e 1600. La chiesa fu officiata dai Padri Eremiti di S. Maria di Gonzaga, poi dai monaci Olivetani ed alla fine del 1700 l'Oratorio divenne propriet dei conti Rizzini che vollero porvi la cripta funeraria di famiglia;
nel 1995 il comune di Guidizzolo acquist l'oratorio dagli ultimi eredi Rizzini;
l'oratorio grazie ad un attento e meticoloso restauro oggi restaurato e viene anche utilizzato per concerti di musica e spettacoli di teatro. L'edificio di matrice romanica con influenze gotiche, la struttura architettonica, che presenta una forma a capanna, infatti semplice e lineare. All'esterno gli unici elementi decorativi sono il campaniletto pensile e il fregio che orna il sottogronda. L'interno ad aula unica con tetto a capriate; la zona presbiteriale, di forma rettangolare, divisa dalla navata con un arco ogivale. Il coro ospita l'altare maggiore, decorato da un paliotto seicentesco; questo raffigura San Lorenzo, protettore della chiesa, rappresentato anche nella statua lignea posta nella nicchia sopra l'altare;

l'oratorio oggi aperto al pubblico in determinate circostanze concomitanti con eventi, mostre o spettacoli appositamente organizzati;
il comune di Guidizzolo, guidato dal sindaco Graziano Pelizzaro, attento ed attivo nel senso della riscoperta del patrimonio storico, architettonico ed artistico -:
quali iniziative il Ministero, eventualmente anche per il tramite della sovrintendenza ai beni artistici ed architettonici, intende attuare ai fini di agevolare e sostenere il recupero e la fruizione dello straordinario bene costituito dall'Oratorio di San Lorenzo in comune di Guidizzolo (Mantova).
(4-04838)

REGUZZONI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
il Ministero per i beni e le attivit culturali sta molto ben operando nel sostegno alle grandi e piccole realt architettoniche del Paese, valorizzando le eccellenze di tutto il territorio;
il comune di Adro (Brescia) una bella localit del bresciano di circa 6.000 abitanti, inserita nella splendida cornice della Franciacorta, tra il Lago d'Iseo e il Monte Alto, dalla cui cima si pu ammirare uno straordinario panorama;
importantissimo e straordinario il patrimonio architettonico del paese di Adro, costituito dalla torre e dai ruderi del castello medievale, dal settecentesco palazzo Bargnani-Dandolo, sede del municipio, dall'adiacente chiesa Bargnani, dal santuario della Madonna della Neve, dalla quattrocentesca chiesetta di Santa Maria in Favento con splendidi affreschi cinquecenteschi e seicenteschi, dalla cinquecentesca chiesa di Santa Maria Assunta, dalla settecentesca chiesa parrocchiale;
recentemente il comune di Adro ha acquistato un edificio storico denominato culumberot, che intende concedere a titolo gratuito al Gruppo alpini di Adro perch possano, con un piccolo investimento iniziale, realizzarvi la loro sede gestendola in futuro senza costi d'affitto e supportando in tal modo un'intensa attivit del Gruppo alpini dai molteplici risvolti sociali, turistici ed ambientali;
recentemente il comune di Adro ha acquistato anche il cosiddetto Tir, edificio usato come poligono di tiro dalla famiglia Maselli Dandolo e precedentemente in uso al demanio, destinato anch'esso a un uso pubblico -:
se il Ministro sia a conoscenza dell'importanza del patrimonio del comune di Adro (Brescia) e quali iniziative il Ministero per i beni e le attivit culturali, anche per tramite della locale soprintendenza, abbia attuato finora a sostegno di detto patrimonio;
se e come il Ministro intenda supportare il comune di Adro, sia dal punto di vista economico, sia da quello del sostegno promozionale, tecnico e storico, nello sforzo di mantenere e se possibile ampliare il patrimonio architettonico.
(4-04845)

REGUZZONI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere quali iniziative il Governo intenda attuare ai fini di commemorare e celebrare adeguatamente la memoria di Alda Merini, poetessa milanese di tale levatura culturale da rendere inadeguata ogni parola di apprezzamento.
(4-04849)

BORGHESI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
l'ultima settimana del mese di ottobre 2009 sono comparsi n. 34 parcheggi giallo-blu (colori riservati alle auto dei residenti) attorno all'Anfiteatro Arena di Verona;
l'assessore all'urbanistica, in accordo con il sindaco, spiega che tali parcheggi sono indispensabili per i cittadini e si

chiede come mai la sovrintendenza abbia bocciato l'iniziativa considerando che nel 2005 non hanno contestato i n. 12 stalli riservati ai consiglieri comunali;
, secondo l'interrogante, di per s scandaloso che in una delle piazze italiane pi significative a livello culturale si prevedano stalli riservati ai consiglieri comunali;
discutibile la giustificazione che gli stalli sarebbero indispensabili per i residenti, poich vi sono in zona adiacente centinaia di stalli gestiti dal Comune e che potrebbero essere utilizzati allo scopo;
appare all'interrogante che l'approccio alla politica culturale da parte di questa amministrazione sia particolarmente criticabile e di modesto livello;
si pensi al riguardo che il sindaco di Verona, Flavio Tosi, in occasione di scavi durante i quali emersero reperti storici di epoca medioevale, ebbe a dichiarare che si trattava di quattro sassi -:
se il Ministro sia a conoscenza dei fatti sopra riportati;
se non ritenga di dover intervenire al fine di verificare se siano state rispettate le competenze della Sovraintendenza ai beni artistici considerato il valore storico del luogo e, pertanto, se non ritenga di chiedere l'immediata cancellazione di tutti i 46 parcheggi per un giusto decoro e rispetto ai fini della fruibilit ad opera di rilevante valore culturale.
(4-04860)

MELANDRI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
il Ministero per i beni e le attivit culturali, con decreto n. 4705 del 2009, ha annullato il precedente decreto del 17 gennaio 1986 sulla commode Antoine-Robert Gaudreaus, 1744 con piano in marmo, rivestimento in lacche giapponesi e finiture in bronzo dorato, di propriet E. J. Safra Philantropic Foundation;
con tale decreto il Direttore generale del Ministero ha rimosso il vincolo di non esportabilit che gravava su detto bene;
per quanto risulta all'interrogante il decreto in questione sarebbe stato emesso in contrasto con il parere reso dall'ufficio legale del Ministero per i beni e le attivit culturali che riconosceva la permanenza del vincolo di non esportabilit;
ad avviso dell'interrogante, il patrimonio artistico italiano subirebbe un danno non solo dalla specifica esportazione della commode Antoine-Robert Gaudreaus, 1744 con piano in marmo, rivestimento in lacche giapponesi e finiture in bronzo dorato, di propriet E. J. Safra Philantropic Foundation, ma anche dalla prassi che a partire da un simile caso potrebbe avviarsi -:
quale sia la strategia del Governo per tutelare il patrimonio artistico presente in Italia e quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare per la tutela del bene in questione.
(4-04888)

FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BERNARDINI, BELTRANDI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
il quotidiano Il Mattino nella sua edizione dell'11 ottobre 2009 ha pubblicato un articolo intitolato Santa Croce al Mercato, cede la cupola restaurata;
nel citato articolo, la giornalista Rosanna Borzillo racconta che la chiesa di Santa Croce al Mercato fu costruita nel 1351 per ricordare la decapitazione di Corradino di Svevia. All'interno conservato il ceppo, datato, con lo stemma dei cuoiai, sul quale il conciatore di pelli Domenico Punzo giustizi Corradino. Fu proprio la corporazione dei cuoiai a deciderne l'erezione. Nel 1977, la chiesa di propriet comunale, viene chiusa perch pericolante, le attivit spostate alla vicina Sant'Eligio, le opere di Luca Giordano e di

altri artisti trasferite al Museo civico di Castel Nuovo. Da allora Napoli perde il suo gioiello;
solo nel 2000 iniziano i lavori che, per la cifra stanziata, riescono a coprire il rifacimento della facciata esterna e della cupola. Ma trascorrono ancora due anni. Nel 2002, terminati i lavori esterni l'edificio di culto viene inserito nel bilancio di previsione del comune: ma la cifra per il completamento dei lavori di 500mila euro, mai stanziati;
nel frattempo Santa Croce al Mercato sta subendo danni anche alla facciata restaurata e alla splendida cupola maiolicata -:
quali iniziative urgenti si intendano promuovere, adottare e sollecitare a fronte della grave situazione sopra esposta e denunciata.
(4-04919)

FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BERNARDINI, BELTRANDI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
la chiesa di Sant'Agostino alla Zecca, gioiello trecentesco nel cuore di Napoli, da ben trent'anni risulta chiusa e inaccessibile;
la chiesa di Sant'Agostino alla Zecca riveste un indubbio patrimonio di carattere culturale: costruita da Carlo I d'Angi, a ridosso di Forcella, conserva gli affreschi di Giacinto Diano, il pulpito in marmo di Porto Venere e le tombe del musicista settecentesco Niccol Jommelli e del servo di Dio, Giovan Battista Jossa, usciere del tribunale ai tempi di Murat;
il 23 novembre 2008, il ministro per i beni e le attivit culturali in una visita con il cardinale Sepe, stanzi un milione e seicentomila euro per portare avanti i lavori di restauro e restituire la chiesa al territorio;
il finanziamento, a detta del professor Salvatore Castiello, presidente del comitato Sant'Agostino alla Zecca, non copre comunque le spese per il restauro del campanile e delle catacombe, dove c' la cripta, con le ossa venerate, cos come venivano conservate alle Fontanelle -:
se non si ritenga di dover attribuire i fondi necessari, e quali iniziative si intendano sollecitare, promuovere e adottare per il completo restauro della chiesa di Sant'Agostino alla Zecca e cos, finalmente, restituire l'edificio al suo territorio.
(4-04920)

FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BERNARDINI, BELTRANDI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro per i beni e le attivit culturali. - Per sapere - premesso che:
il quotidiano Il Mattino, nella sua edizione dell'11 ottobre 2009, ha pubblicato un allarmante reportage della giornalista Anna Maria Asprone, dall'emblematico titolo: Chiese offlimits, la mappa dell'abbandono. Infiltrazioni d'acqua, soffitti crollati, degrado. A Napoli sono 250 i luoghi di culto inaccessibili;
nella citata inchiesta si riferisce anche di un appello all'Unesco del comitato portosalvo: Portare subito al sicuro le opere di pregio;
oltre ai soffitti crollati, alle infiltrazioni, alla staticit degli edifici compromessa o modificata abusivamente, si denuncia incuria, degrado, abbandono in cui versano circa 250 chiese a Napoli: Edifici religiosi sparsi soprattutto nel centro storico, spesso spogliati non solo delle opere d'arte che accoglievano da secoli ma anche del rispetto e della dignit che spetta ai luoghi di culto;
la drammaticit della situazione evidenziata, per esempio, dal recente crollo della chiesa di San Carlo alle Mortelle e dalla notizia della messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria a Piazza in vico Scassacocchi a Forcella da parte del comune che ha diffidato la

Curia, proprietaria della chiesa, per i necessari lavori di consolidamento dopo il cedimento strutturale dell'edificio;
ci sono molte altre chiese a rischio crollo nel centro antico, e non si tratta solo di quelle chiuse dal terremoto del 1980 come Santa Maria in Vertecoeli che versa in pessime condizioni. Con i soffitti pericolanti ci sono anche la chiesa di San Biagio dei Caserti o quella di Santa Maria in Cosmedin. Stesso problema anche per la chiesa della SS. Trinit alla Cesarea. Problemi di staticit compromessa e parziale crollo del soffitto anche per la chiesa di Portosalvo mentre sorte ancora pi anomala toccata alla chiesa di Sant'Arcangelo a Baiano a Forcella, dove i volumi interni al corpo della chiesa sono stati modificati da costruzioni abusive che hanno trasformato il luogo di culto in un condominio con tanto di finestre e balconi con i panni stesi al sole;
il comitato Portosalvo, in seguito ad un'accurata ricerca effettuata dal professor Vincenzo Rizzo, storico dell'arte e consulente scientifico, ha redatto anche un elenco (corredato di foto) degli edifici religiosi a rischio o abbandonati in un preoccupante stato di degrado ed incuria: dai cornicioni pericolanti ai fili di panni stesi tra la chiesa e i palazzi di fronte fino ai cumuli di rifiuti e spazzatura accumulati davanti ai cancelli;
delle circa 430 chiese napoletane ben 250 le chiese risulterebbero non in uso, cio chiuse perch in grave stato di degrado;
esiste un programma di inventariazione, iniziato nel maggio del 2005, che prevede la schedatura di oltre 50mila opere che costituiscono il patrimonio storico-artistico dell'Arcidiocesi. A tutt'oggi sono stati schedati circa 24mila oggetti che appartenevano a 166 chiese. La catalogazione affidata ad una societ esterna, ed realizzato con il contributo della Conferenza Episcopale italiana;
secondo il presidente del comitato Portosalvo, professor Antonio Pariante, la difficolt maggiore per il recupero sta nell'impossibilit di raccordare tutti gli enti interessati. Abbiamo rivolto pi volte negli anni appelli a tutti i proprietari affinch tentassero una collaborazione e un'unit di interventi ma abbiamo anche sollecitato l'Unesco affinch si mettano in salvo, magari in un'unica struttura adeguata, tutte le opere d'arte contenute negli edifici religiosi abbandonati prima di perderle definitivamente -:
se non ritenga di dover raccogliere l'appello lanciato dal comitato di Portosalvo, e, fatti salvi i legittimi diritti dei proprietari, di adoperarsi con iniziative urgenti perch siano subito portate al sicuro le opere di pregio che si dovessero trovare nelle chiese napoletane abbandonate attualmente al degrado, all'incuria, alle facili mire predatorie di malintenzionati;
quali urgenti iniziative il ministro intenda promuovere, sollecitare e adottare a fronte della grave situazione sopra denunciata.
(4-04924)

http://nuovo.camera.it/417?idSeduta=242&resoconto=bt05¶m=bt05


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