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Interrogazione a risposta in Commissione 5-01689
2009-07-28

ATTO CAMERA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01689
Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 210 del 28/07/2009

Firmatari

Primo firmatario: GHIZZONI MANUELA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/07/2009

Commissione assegnataria

Commissione: VII COMMISSIONE (CULTURA, SCIENZA E ISTRUZIONE)

Destinatari

Ministero destinatario:

* MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

Stato iter:
CONCLUSO il 02/12/2009

Partecipanti allo svolgimento/discussioneRISPOSTA GOVERNO 02/12/2009
Resoconto GIRO FRANCESCO MARIA SOTTOSEGRETARIO DI STATO BENI E ATTIVITA' CULTURALI

REPLICA 02/12/2009
Resoconto GHIZZONI MANUELA PARTITO DEMOCRATICO

Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 28/07/2009
DISCUSSIONE IL 02/12/2009
SVOLTO IL 02/12/2009
CONCLUSO IL 02/12/2009

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-01689
presentata da
MANUELA GHIZZONI
martedì 28 luglio 2009, seduta n.210

GHIZZONI. -
Al Ministro per i beni e le attività culturali.
- Per sapere - premesso che:

nel febbraio 2009, Pasquale Iannantuono, procuratore generale della Corte dei conti del Lazio, ha aperto un fascicolo - affidato al sostituto Salvatore Sfregola, vice procuratore generale della Corte dei conti del Lazio - sull'acquisto da parte dello Stato di un piccolo Cristo di legno di tiglio (alto 41,3 centimetri per 39,7 di larghezza), realizzato verosimilmente alla fine del XV secolo, da un antiquario torinese per 3.250.000 di euro;

la suddetta opera è, da tempo, al centro di un acceso dibattito nella comunità scientifica circa la controversa attribuzione a Michelangelo Buonarroti, non suffragata da alcun documento. In passato, Luciano Berti, già presidente della Fondazione Casa Buonarroti, non volle acquistare il crocefisso per la «Casa Buonarroti»; Mina Gregori, docente presso l'università di Firenze e presidente della Fondazione di studi di storia dell'arte Roberto Longhi ne sconsigliò l'acquisto alla Cassa di Risparmio di Firenze; l'allora Ministro per i beni e le attività culturali, onorevole Giovanna Melandri, decise di non procedere con l'acquisizione dell'opera al patrimonio dello Stato in assenza di elementi certi che provassero l'attribuzione dell'opera a Michelangelo;

successivamente all'acquisto da parte dell'attuale Ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi, si è riacceso il dibattito tra gli esperti per l'attribuzione dell'opera, rilanciato anche dal New York Times (21 aprile 2009). Paola Barocchi, professoressa emerita nella Scuola normale superiore di Pisa, e una delle massime studiose di Michelangelo Buonarroti, ha dichiarato: «il Cristo è palesemente un manufatto seriale. Di Michelangelo non c'è niente, neppure la scuola. Siamo di fronte invece a un bravo intagliatore e ai suoi compagni di bottega di fine Quattrocento. Loro realizzarono una decina di opere che nel 2004, insieme al Cristo falsamente attribuito a Michelangelo, furono esposte in una mostra al museo Horne»; secondo la professoressa Barocchi, inoltre, la scultura difficilmente ha un valore superiore ai 100 mila euro contro gli oltre 3 milioni spesi dallo Stato. Perplessità sono state espresse dal direttore del prestigioso Kunsthistorisches Institut di Firenze, Alessandro Nova, così come da Massimo Ferretti, professore di storia dell'arte presso la Scuola normale superiore di Pisa, in un primo momento fra i sostenitori dell'attribuzione del Cristo a Michelangelo. Francesco Caglioti, docente di storia dell'arte moderna all'università Federico II di Napoli ha manifestato dubbi argomentando che «Non solo per lo stile, che meriterebbe una spiegazione più esaustiva, ma anche per quello che è costato. Se fosse stato un vero Michelangelo il prezzo sarebbe stato enormemente maggiore». Opera impossibile da attribuire a Michelangelo anche secondo James Beck, docente di storia dell'arte alla Columbia University, che ha affermato: «disastrose le strane proporzioni della figurina: la testa piccola, il torso compatto, e le gambe lunghe e pesanti», e per Margrit Lisner, insigne studiosa tedesca che quarantacinque anni fa attribuì a Michelangelo il grande crocefisso ligneo oggi custodito nel convento di Santo Spirito, attribuzione accettata da tutta la comunità scientifica. Tomaso Montanari, docente di storia dell'arte all'Università di Tor Vergata, denuncia invece: «la prassi assolutamente anomala con la quale si è stabilita l'attribuzione e la procedura, scandalosa, con la quale lo Stato ha acquisito l'opera. A decidere non è stata una commissione super partes, bensì la stessa che aveva promosso l'opera»;

successivamente all'acquisto, il Cristo ligneo è stato presentato ufficialmente il 12 dicembre 2008 nell'ambasciata d'Italia presso la Santa Sede, a Roma, è poi esposto alla Camera dei deputati, a Trapani, Palermo, Milano, Napoli ed entro la fine del mese di luglio 2009 dovrebbe prendere definitivamente posto al museo del Bargello, a Firenze. La direttrice del museo, Beatrice Paolozzi Strozzi, però spiega che: «non ho ancora avuto nessuna comunicazione ufficiale, né del suo arrivo, né che sia questa la sua sede definitiva» e in merito all'attribuzione aggiunge: «È di sicuro un'opera di buona qualità, che arricchirà il museo. Ma per il resto, non sono una michelangiolista e non mi pronuncio»;

le valutazioni negative dei molti esperti di scultura rinascimentale sull'attribuzione del Cristo ligneo, argomentate sulla base di un esame attento dello stile, della tecnica e della qualità dell'opera, non hanno intaccato la convinzione di procedere all'acquisizione da parte del Ministro Bondi, confortato dalla valutazione del team degli storici dell'arte da lui indicati, cui si deve l'attribuzione e il suggerimento all'acquisto. A tale proposito, il Ministro Bondi ha dichiarato che si è trattato di «un importante arricchimento del nostro patrimonio storico-artistico, evitando inoltre il rischio di un possibile espatrio oltre i confini nazionali di questa preziosa scultura» e, a fronte delle polemiche per la forte cifra sborsata, ha espresso la convinzione che «è fondamentale destinare le poche risorse disponibili a progetti e iniziative che abbiano un significato così alto che possiamo consegnare alle generazioni future» -:

quali siano le ragioni per le quali il Ministro interrogato non ha proceduto preliminarmente alla notifica del Cristo ligneo per scongiurarne l'espatrio;

quali siano le motivazioni che hanno indotto il Ministro a procedere all'acquisto, nonostante i moltissimi e ben argomentati dinieghi espressi da noti studiosi in merito all'attribuzione della suddetta opera a Michelangelo Buonarroti;

se il Ministro interrogato, vista la difficoltà oggettiva di attribuzione del Crocifisso, non ritenga utile determinare una nuova e più plausibile identificazione dell'autore dell'opera, tramite una commissione di storici dell'arte e di scienziati esperti nell'analisi dei materiali, in grado di emettere in maniera definitiva un parere rispetto alla paternità del Crocefisso;

quali siano le ragioni per le quali il Ministro interrogato, data l'incerta attribuzione dell'opera e a fronte delle sempre più esigue risorse finanziarie destinate dallo Stato alla missione costituzionale di tutelare il patrimonio culturale, non ha preferito rinviare o addirittura rinunciare all'acquisto. (5-01689)
Classificazione EUROVOC:

CONCETTUALE:

acquisto esclusivo, metodo di valutazione, opera d'arte, proprieta' pubblica

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=15145&stile=6&highLight=1


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