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Ricorso contro il piano di alienazioni immobiliari
2010-01-23


Sabato 23 Gennaio 2010 23:17




ECC. MO TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE
PER LA SICILIA CATANIA
RICORSO
dei sig.ri Pino Francesco, nato a Milazzo (ME) il 03.06.1963 ed ivi residente in via Trinit, codice fiscale PNIFNC63H03F206Z, DAmore Massimo, nato a Santa Teresa di Riva (ME) il 04.05.1969 e residente in San Filippo del Mela (ME) P.zza Rosario Arig n. 1, codice fiscale DMRMSM69E04I311R, Alfino Antonia, nata a Milazzo (ME) il 02.02.1951 ed ivi residente in via Del Mandorlo n. 22, codice fiscale LFNNTN51B42F206N, Scolaro Stefania, nata a Milazzo (ME) il 03.05.1960 ed ivi residente in via Enrico Cosenz n. 68, codice fiscale SCLSFN60E43F206S, Puliafito Luigi, nato a Castroreale (ME) il 04.11.1953 e residente a Milazzo (ME) in via Giacomo Matteotti n. 67, codice fiscale PLFLGU53S04C347K, Cacciola Biagio, nato a Itala (ME) il 10.01.1959 e residente a Milazzo via Acqueviole n. 23/C, codice fiscale CCCBGI59A10E374K, Trio Francesco, nato a Milazzo il 23.11.1951 e ivi residente in via Palombaro n. 45, codice fiscale TRIFNC51S23F206H, elettivamente domiciliati in Catania, V.le XX Settembre n. 28, presso lo studio dellavv. Giuseppe Gitto, che li rappresenta e difende giusta procura a margine del presente atto;
CONTRO
- Il Comune di Milazzo, in persona del Sindaco in carica legale e rappresentante pro-tempore;
- Il 3 Dipartimento Finanze Tributi Patrimonio, in persona del Dirigente in carica.
PER LANNULLAMENTO
previa sospensiva
- della Deliberazione della Giunta Municipale n. 276 del 20.11.2009, con la quale stata approvata la proposta di deliberazione n. 61 del 20.11.2009 3 Dipartimento Finanze Tributi Patrimonio, avente ad oggetto la redazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari ex art. 58 D.L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla Legge 6 agosto 2008 n. 133;
- della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 120 del 27.11.2009, con la quale stata approvata la proposta di deliberazione n. 62 del 20.11.2009 del 3 Dipartimento Finanze Tributi Patrimonio, avente ad oggetto approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Modifica;
- della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 121 del 27.11.2009, con la quale stata approvata la proposta di deliberazione n. 63 del 20.11.2009 del 3 Dipartimento Finanze Tributi Patrimonio, avente ad oggetto la salvaguardia degli equilibri di bilancio esercizio finanziario 2009 e la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi ai sensi dellart. 193 del T.U. sullordinamento degli enti locali approvato con D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267. Approvazione;
- della Deliberazione di Giunta Municipale n. 322 del 10.12.2009, con la quale stata approvata la vendita del bene immobile di propriet del Comune di Milazzo sito in Via M. Regis;
- del Bando pubblico per la vendita del bene immobile di propriet del Comune di Milazzo sito in Via M. Regis indetto dal 3 Dipartimento Finanze Tributi e Patrimonio Servizio Patrimonio, pubblicato sul sito internet www.comune.milazzo.me.it in data 16.12.2009;
- di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale.
PREMESSE
In via preliminare, occorre precisare che i ricorrenti sono tutti i consiglieri comunali della citt di Milazzo.
I provvedimenti impugnati dal presente ricorso, marcati da una palese illegittimit costituzionale oltrech normativa, costituiscono lepilogo di una politica di bilancio lontana dai principi di prudenza e correttezza contabile, la cui esecuzione chiaramente evincibile dal prosieguo del ricorso - comporterebbe una involuzione della situazione finanziaria dellAmministrazione resistente e conseguentemente una situazione di dissesto finanziario insanabile, con grave pregiudizio per il benessere della collettivit di riferimento, in palese violazione del principio del buon andamento sancito nellart. 97 Cost.
Al fine di comprendere meglio la vicenda in esame opportuno premettere quanto segue.
Con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 73 del 22.07.2009, in atti (all.1), il Comune di Milazzo approvava il Bilancio di previsione dellesercizio finanziario 2009, il Bilancio triennale 2009/2011, la Relazione previsionale e programmatica ed i relativi allegati.
Orbene, al Bilancio di previsione 2009 come si evince ictu oculi dalla documentazione prodotta in atti (all.2) - non veniva allegato nessun Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.
N tantomeno poteva ritenersi tale la Deliberazione di Giunta Comunale n. 129 del 27.05.2009, in atti (all. 3), con la quale lAmministrazione resistente si limitava a disporre la predisposizione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.
Ci tanto pi vero ove si consideri che, in caso contrario, sarebbe priva di logica la successiva Deliberazione della Giunta Municipale n. 276 del 20.11.2009, in atti (all. 4), con la quale veniva approvata la redazione e non la modifica!, come vorrebbe proditoriamente far credere il Collegio di Revisori dei Conti nel parere reso alla proposta n. 62 (v. all. 7) - del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, predisposto dal 3 Dipartimento Finanze Tributi e Patrimonio.
Orbene, al fine di poter valutare nel complesso il modus agendi dellAmministrazione resistente sotto i profili della ragionevolezza e, quindi, delladeguatezza e delladerenza di essa alle finalit perseguite dalla norma attributiva di detto potere di alienazione, occorre, fin da subito, porre allattenzione dellIll.mo Tribunale adito come in un arco di tempo brevissimo il Comune di Milazzo, in persona dei suoi organi, ha proceduto ad adottare una serie di atti amministrativi, tutti non solo illegittimi, come si avr modo di dimostrare nel prosieguo del ricorso, ma altres funzionali e ci comprovato dalla documentazione che si produce in atti - alla dismissione del bene immobile di propriet comunale sito in Via M. Regis, angolo Via Tukory, con una celerit certamente non confacente ad una Amministrazione che aveva provveduto ad approvare il bilancio di previsione 2009 solamente nel mese di luglio e tale da far sorgere fondati dubbi sul corretto perseguimento del generale interesse pubblico primario volto al benessere della collettivit di riferimento.
In particolare, nella medesima giornata del 20.11.2009, non solo la Giunta Comunale provvedeva ad adottare la Deliberazione summenzionata di approvazione della redazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, presentato dal 3 Dipartimento Finanze Tributi e Patrimonio con proposta n. 61 datata lo stesso giorno 20.11.2009 (v. all. 4), ma altres lo stesso 3 Dipartimento adottava due ulteriori proposte di Deliberazione del Consiglio Comunale, e precisamente la proposta n. 62 del 20.11.2009 (all. 5), avente ad oggetto lapprovazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari. Modifica, e la proposta n. 63 del 20.11.2009 (all. 6), avente ad oggetto la salvaguardia degli equilibri di bilancio dellesercizio finanziario 2009, ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi ai sensi dellart. 193 del T.U. sullordinamento degli enti locali approvato con D. Lgs. 18 agosto 2000 n. 267. Approvazione.
Tali proposte, in data 25.11.2009, ricevevano parere favorevole da parte del Collegio dei Revisori dei Conti (all. 7 e all. 8), peraltro con delle argomentazioni che come si avr modo di evidenziare nel prosieguo del ricorso - non possono non destare perplessit, in quanto palesemente contrastanti con lesito favorevole a cui il Collegio pervenuto.
Ma non tutto! A distanza di brevissimo tempo, e precisamente il 27.11.2009, il Consiglio Comunale adottava le Deliberazioni n. 120 (all. 9) e n. 121, con le quali venivano approvate le suddette proposte n. 62 e n. 63 del 20.11.2009, concernenti rispettivamente la modifica del piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari e la salvaguardia dellequilibrio di bilancio dellesercizio finanziario 2009.
Giova fin da subito precisare che la Deliberazione n. 120 del 27.11.2009 non pu non lasciare esterrefatti, in quanto sembra che anche il Consiglio Comunale di Milazzo abbia ignorato la disciplina normativa contenuta nellart. 58 del D.L. n. 112/2008, approvando una modifica ad un piano di alienazioni e variazioni immobiliari non esistente e mai allegato al bilancio di previsione del 2009!
Ancor pi sbalordiva poi la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 121 del 27.11.2009, con la quale stata approvata la proposta n. 63 del 20.11.2009, sopra menzionata.
Difatti, dalla lettura della Proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 20.11.2009 si evince che il Comune di Milazzo ha disposto la destinazione del profitto economico derivante dalla dismissione illegittima, come si avr modo di chiarire nel prosieguo! - dei beni immobili disponibili di propriet del Comune per il soddisfacimento dei debiti fuori bilancio, anzich per coprire il disavanzo economico rappresentato da spese correnti certe.
Ma la natura irrazionale di tale modus operandi tanto pi evidente ove si consideri che con tale Deliberazione stata approvata una proposta di variazione del programma di bilancio - tra laltro non formalizzata! - che da 90.517.918,00 passa a 98.911.846,00 (v. Proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 20.11.2009 all. 6) .
E detto incremento di spesa dovrebbe essere bilanciato secondo quanto dato evincere per tabulas - per una parte, da un aumento del titolo IV concernente entrate derivanti dalle alienazioni dei beni immobili disponibili e, per la gran parte restante (ossia 6.829.569,00), da un aumento del titolo V concernente entrate derivanti da accensioni di prestiti.
In altri termini, il Comune di Milazzo, con lapprovazione di tale Deliberazione, continuer a contrarre nuovi debiti, nonostante un disavanzo economico ormai strutturale dal 2006 ed una anticipazione di cassa sempre pi difficile da colmare!
Dulcis in fundo, ad aggravare ulteriormente la situazione, caratterizzata da una evidente illegittimit, intervenuta in data 10.12.2009, con una tempestivit che non pu non sorprendere e che rappresenta un chiaro sintomo della volont dellAmministrazione resistente di perseguire interessi diversi da quelli volti al benessere della collettivit milazzese nel suo complesso, la Deliberazione della Giunta Municipale n. 322 (all. 10), con la quale stata approvata la vendita del bene immobile di propriet comunale sito in Via M. Regis, dando incarico al Dirigente del 3 Dipartimento Finanze Tributi e Patrimonio di fissare il bando.
Bando di gara e Capitolato generale (all. 11 e all. 12)sono stati pubblicati sul sito internet del Comune di Milazzo alcuni giorni dopo, prevedendo la scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione in data 01.02.2010.
La gravit della situazione economico-contabile, unitamente allimminente scadenza della programmazione del bilancio 2010 e del rendiconto di gestione 2009, ha indotto i ricorrenti, in qualit di Consiglieri Comunali, a presentare un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti, alla Corte dei Conti Sezione controllo e al Comando Provinciale della Guardia di Finanza (all. 13), affinch venga fatta luce sulloperato dellAmministrazione resistente ed interrotta tale politica di bilancio, che ha spinto la gestione delle risorse finanziarie delle Ente verso una situazione di irreversibile dissesto finanziario.
Sennonch, le parti ricorrenti, a cui stata demandata la funzione istituzionale di realizzazione dellinteresse pubblico affidato alla loro cura, si vedono altres costretti ad impugnare i provvedimenti indicati in epigrafe dinanzi a Codesto Ecc.mo Tribunale Amministrativo, in quanto palesemente illegittimi, incostituzionali, oltrech assolutamente arbitrari ed illogici, come si evince in modo inconfutabile dalle considerazioni in punto di
DIRITTO
I - VIOLAZIONE ART. 58 comma 1 D. L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni in L. 6 agosto 2008 n. 133
Prima di procedere alla disamina delle censure di illegittimit e di palese arbitrariet delle Deliberazioni del Consiglio Comunale n. 120 e n. 121 del 27.11.2009, nonch degli altri atti amministrativi ad essi connessi, opportuna una rapida analisi introduttiva della disciplina normativa del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.
Come noto, lart. 58 comma 1 del D.L. 112/2008, in materia di riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri Enti locali cos dispone: ciascun ente con delibera dellorgano di Governo individua, redigendo apposito elenco, sulla base e nei limiti della documentazione esistente presso i propri archivi e uffici, i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza, non strumentali allesercizio delle proprie funzioni istituzionali, suscettibili di valorizzazione ovvero di dismissione. Viene cos redatto il piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari allegato al bilancio di previsione.
Lobiettivo perseguito dalla norma in questione di procedere al riordino, alla gestione e alla valorizzazione dei beni immobili di titolarit dellEnte e compresi nel proprio territorio, che non risultino strumentali alle funzioni istituzionali, in modo tale da addivenire ad una migliore economicit nellimpiego di tali cespiti con la conseguenza di portare effetti positivi ai bilanci degli enti pubblici.
Nel perseguimento di detto scopo, il legislatore ha individuato tre fasi.
La prima fase consiste nella redazione dellelenco dei beni immobiliari non strumentali allesercizio delle proprie funzioni istituzionali e suscettibili di essere alienati e valorizzati.
Una volta redatto lelenco dei beni, il passo successivo, previsto nel secondo periodo del comma 1 dellart. 58 D.L. n. 112/2008, consiste nellapprovazione da parte del Consiglio Comunale, del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari.
Ora, lindividuazione del Consiglio Comunale, quale unico organo di Governo legittimato nella vicenda in esame ad approvare il detto piano delle alienazioni, chiaramente affermato dallart. 42 del T.U.E.L., che stabilisce espressamente che in materia di acquisti e alienazioni (lett. l) la competenza del Consiglio Comunale.
Ad ulteriore conferma di tale impostazione intervenuta di recente la Corte Costituzionale che nella sentenza n. 340/2009, in atti (all. 14), ha espressamente affermato con specifico riferimento allart. 58 D.L. n. 112/2008 che lindividuazione dellorgano competente a deliberare pu avvenire soltanto sulla base delle regole organizzative degli enti stessi, alle quali, in definitiva, si deve ritenere che la norma censurata faccia rinvio con detta espressione (v. pagg. 10 e 11).
Peraltro, seppure lapprovazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari rimessa alla competenza esclusiva del Consiglio Comunale, ci non esclude che detto piano possa essere predisposto dalla Giunta comunale, come di fatto avviene nella prassi.
Con specifico riferimento ai termini entro cui gli enti devono procedere allattuazione delle fasi sopra delineate, lart. 58 D.L. n. 112/2008 non contiene una scadenza perentoria; tuttavia richiamando le parole testuali del Collegio dei Revisori dei Conti nel parere reso alla proposta di deliberazione n. 62, conformi tra laltro allorientamento ormai consolidato in materia poich risulta essere un allegato obbligatorio al bilancio di previsione 2009, ci induce a ritenere che tale adempimento sia da effettuarsi entro i termini per lapprovazione del bilancio di previsione 2009, fermo restando che non sono previste sanzioni.
La terza fase, infine, costituita dallattuazione delle operazioni tese alla valorizzazione e/o alienazione del patrimonio.
Cos ricostruito il quadro normativo in cui si colloca la presente controversia, risulta di palmare evidenza lillegittimit della Deliberazioni del Consiglio Comunale n. 120 e n. 121 del 27.11.2009 nonch degli atti precedenti, oltrech di quelli consequenziali, quale in particolare il bando pubblico per la vendita del bene immobile sito in Via M. Regis, in quanto adottati in palese violazione dellart. 58 comma 1 D.L. n. 112/2008.
Difatti, non pu sfuggire ad un attento lettore la natura surreale della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 120 del 27.11.2009, in quanto risulta assolutamente incomprensibile come possa essere stata approvata una proposta di modifica ad un Piano delle alienazione e variazioni immobiliari mai precedentemente approvato n tantomeno allegato al Bilancio di previsione 2009!
E ci inconfutabilmente dimostrato dalla documentazione in atti!
Tra laltro, come gi evidenziato, non potrebbe ritenersi tale la deliberazione n. 129 della Giunta Municipale del 27.05.2009 e ci per due ordini di ragioni.
Innanzitutto, in considerazione del fatto che, in caso contrario, non avrebbe ragion dessere la successiva Deliberazione della medesima Giunta Municipale n. 276 del 20.11.2009, con cui stata approvata la redazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, da sottoporre al competente Consiglio Comunale.
Secondariamente, ma non per importanza, per la ragione fondamentale per cui lart. 58 D.L. n. 112/2008 impone e sul punto non possono sorgere perplessit alla luce dellart. 42 TUEL e della sentenza della Corte Costituzionale n. 340/2009 che il Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari sia approvato dal Consiglio Comunale, e cos redatto e approvato venga allegato al Bilancio di Previsione, a sua volta da approvare.
Solo per completezza, infine, pur nella ovviet del rilievo, non si pu non sottolineare che detto Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari come agevolmente desumibile dal chiaro tenore letterale della norma - deve necessariamente essere allegato al Bilancio di previsione prima della sua approvazione, in modo tale e non pu esservi altra ratio logica! che al momento dellapprovazione di questultimo sia ben chiaro il quantum di risorse disponibili alla luce del quale misurare la propria capacit di programmazione e di realizzazione degli obiettivi di miglioramento e di crescita.
La verit che, ad essere logici, lAmministrazione resistente avallata in tale modus operandi dallo stesso Collegio dei Revisori dei Conti - con la Deliberazione n. 120 del 27.11.2009 ha voluto, a tutti i costi, procedere alla dismissione dei beni immobili di propriet comunale e nel tentativo di vestire di legittimit un modus operandi palesemente illegittimo, addirittura pervenuta alla distorsione della realt fattuale sottoposta al suo esame, giungendo ad approvare la modifica ad un Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari mai precedentemente approvato n tantomeno allegato occorre ribadirlo - al Bilancio di previsione 2009!
E non pu non ritenersi altrimenti visto che il Comune di Milazzo ha, prima, approvato il Bilancio di previsione 2009, al quale non veniva allegato nessun Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari ma solamente una deliberazione di Giunta Municipale, che disponeva la sua redazione, e, successivamente, procedendo in maniera del tutto avulsa dal sistema normativo di riferimento e mettendo in scena uno spettacolo avveniristico ed assolutamente incomprensibile, ha adottato, tramite la Giunta Municipale, una Deliberazione di approvazione della redazione del Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari e, tramite il Consiglio Comunale, una Deliberazione di modifica ad un Piano mai precedentemente approvato!
Un simile modus agendi illogico, arbitrario ed irrazionale, oltrech palesemente illegittimo, non pu non lasciare allibiti!
Ne consegue, pertanto, che il procedimento attivato dallAmministrazione resistente e, ancor di pi, la Deliberazione del Consiglio comunale n. 120 del 27.11.2009 devono ritenersi radicalmente illegittimi.
Ne vale a confutare quanto detto, il parere favorevole reso dal Collegio dei Revisori dei Conti (v. all.7), che anzi come si avr modo di chiarire nellultimo motivo del ricorso - si caratterizza per una contraddittoriet intrinseca, oltrech per un evidente travisamento dei fatti.
Lillegittimit della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 120 del 27.11.2009 comporta, in via derivata, linvalidit di tutti gli atti successivi di cui costituisce presupposto.
E, cos, non pu non ritenersi inficiata da illegittimit derivata la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 121 del 27.11.2009, la quale, comportando una variazione di bilancio mediante un aumento del titolo IV delle entrate derivanti da alienazioni, oltre che un ulteriore indebitamento ascritto al titolo V, ha come atto propedeutico, per lappunto, la Deliberazione n. 120 del 27.11.2009.
Quanto detto, del resto, incontrovertibilmente dimostrato dalla proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 20.11.2009 (v. all. 6 in particolare pag. 4)!
Tra laltro, lo stretto rapporto di presupposizione e consequenzialit esistente tra la Deliberazione n. 120 del 27.11.2009 e la successiva procedura di indizione del bando di gara per la vendita del bene immobile sito in Via M. Regis, costituendone specifica attuazione, comporta come conseguenza inevitabile uninvalidit derivata anche della Deliberazione di Giunta Municipale n. 322 del 10.12.2009, con la quale stata approvata la vendita del bene immobile di propriet del Comune di Milazzo sito in Via M. Regis, e del relativo Bando pubblico indetto dal 3 Dipartimento Finanze Tributi e Patrimonio Servizio Patrimonio.
In senso contrario, si verrebbe a verificare una situazione paradossale.
Difatti, leventuale vendita tramite asta pubblica del bene in questione, in mancanza dei presupposti normativi legittimanti, inciderebbe sulla validit del contratto eventualmente stipulato, con grave pregiudizio della posizione giuridica soggettiva dellaggiudicatario, che si vedrebbe certamente preclusa anche la possibilit di ottenere qualsiasi autorizzazione o concessione edilizia.
II VIOLAZIONE ART. 117 comma 3 COST. per illegittimit costituzionale dellART. 58 comma 2 D.L. n. 112/2008, convertito con modificazioni in L. n. 133/2008
Lillegittimit della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 120 del 27.11.2009, nonch degli atti connessi, ancor pi evidente ove si consideri che a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 340/2009 (all. 14), con cui stata dichiarata lillegittimit costituzionale dellart. 58 comma 2 D.L. n. 112/2008, venuto meno il presupposto normativo sul quale essi si fondono.
Al fine di una migliore comprensione del presente motivo del ricorso si impone quanto segue.
Come gi ben evidenziato sopra e del resto ben noto, lart. 58 D.L. n. 112/2008 (convertito in L. 133/2008) ha previsto, in tema di sviluppo e competitivit, meccanismi di valorizzazioni e dismissioni immobiliari, che consentono agli Enti locali di effettuare una ricognizione delle loro propriet non pi utili a fini istituzionali, inserendole in un piano di dismissione come patrimonio disponibile, nella prospettiva di permettere il reperimento di ulteriori risorse economiche e quindi di ottenere lincremento delle entrate locali.
Il comma 2 della norma in esame espressamente stabilisce che linserimento degli immobili nel piano ne determina la conseguente classificazione come patrimonio disponibile e ne dispone espressamente la destinazione urbanistica; la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Tale variante in quanto relativa a singoli immobili, non necessita di verifiche di conformit agli eventuali atti di pianificazione sovraordinata di competenza delle Province e delle Regioni. La verifica di conformit comunque richiesta e deve essere effettuata entro il termine perentorio di 30 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, nei casi di varianti relative a terreni classificati come agricoli dallo strumento urbanistico generale vigente, ovvero nei casi che comportano variazioni volumetriche superiori al 10 per cento dei volumi previsti dal medesimo strumento urbanistico vigente.
Orbene, la norma di cui al comma 2 dellart. 58 in esame stata dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 340/2009 per contrasto con lart. 117 comma 3 Cost, sulla base dellassunto per cui stabilendo leffetto di variante sopra indicato ed escludendo che la variante stessa debba essere sottoposta a verifiche di conformit, con leccezione dei casi previsti nellultima parte della disposizione (la quale pure contempla percentuali volumetriche e termini specifici), introduce una disciplina che non finalizzata a prescrivere criteri ed obiettivi, ma si risolve in una normativa dettagliata che non lascia spazi dintervento al legislatore regionale, ponendosi cos in contrasto con il menzionato parametro costituzionale (sentenza n. 401 del 2007).
Difatti, ancorch nella ratio dellart. 58 siano ravvisabili anche profili attinenti al coordinamento della finanza pubblica, in quanto finalizzato alle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare degli enti, non c dubbio che, con riferimento al comma 2 qui censurato, assuma carattere prevalente la materia del governo del territorio, anchessa rientrante nella competenza ripartita tra lo Stato e le Regioni, avuto riguardo alleffetto di variante allo strumento urbanistico generale, attribuito alla delibera che approva il piano di alienazione e valorizzazione.
Pertanto, ai sensi dellart. 117, terzo comma, ultimo periodo, Cost., in tali materie lo Stato ha soltanto il potere di fissare i principi fondamentali, spettando alle Regioni il potere di emanare la normativa di dettaglio, con la conseguenza per cui la relazione tra normativa di principio e normativa di dettaglio va intesa nel senso che alla prima spetta prescrivere criteri ed obiettivi, essendo riservata alla seconda lindividuazione degli strumenti concreti da utilizzare per raggiungere detti obiettivi (ex plurimis: sentenze nn. 237 e 200 del 2009).
Alla stregua di queste considerazioni, la Corte Costituzionale ha dichiarato lillegittimit costituzionale dellart. 58, comma 2, del D.L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni in Legge n. 133 del 2008, per contrasto con lart. 117, comma terzo, Cost.
Orbene, gli effetti di siffatta pronuncia del Giudice della nomifilachia non possono non riverberarsi sulla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 120 del 27.11.2009, la quale si fonda per lappunto sullart. 58 del D.L. n. 112/2008, comportandone il suo annullamento.
Difatti, come dato leggere in seno alla proposta n. 62 a cui il provvedimento impugnato rinvia per relationem la deliberazione comunale di approvazione costituisce variante allo strumento urbanistico generale.
A tal proposito, pur nella ovviet del rilievo, preme comunque precisare che la Giurisprudenza assolutamente pacifica nel ritenere che dal combinato disposto dellart. 136 Cost. e dellart. 30, comma terzo, della Legge 11 marzo 1953 n. 87 si rinviene il principio di retroattivit degli effetti della sentenza della Corte Costituzionale (ex multis: Cons. Stato, sez. IV, 9 dicembre 2002 n. 6691).
In altri e pi chiari termini, la disposizione di cui allart. 30, comma terzo, della Legge 11 marzo 1953 n. 87 intende la cessazione di efficacia di cui allart. 136 Cost. non soltanto come divieto di ulteriore applicazione della norma dichiarata incostituzionale ma anche come obbligo di sua disapplicazione nei rapporti e nei procedimenti da essa disciplinati. E ci non soltanto da parte del giudice a quo ma anche da parte di ogni altro giudice, nonch da parte di qualunque soggetto, pubblico o privato, che sarebbe stato tenuto ad applicarla. In presenza di tale quadro ordinamentale, la giurisprudenza pacifica nel ritenere che, se gli effetti della deliberazione di accoglimento decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione del dispositivo della decisione, un pronuncia di illegittimit costituzionale ha efficacia anche relativamente ai rapporti giuridici sorti anteriormente, purch ancora pendenti e cio non esauriti (Cons. Stato, comm. speciale, 15 febbraio 2005, n. 11548/2004).
Per rapporti esauriti si intendono, di regola, soltanto quei rapporti nellambito dei quali siano decorsi i termini di prescrizione o decadenza per lesercizio dei relativi diritti e per i quali non si sia ancora formato il giudicato (cfr., ex multis, Cassazione civile, 6 maggio 2002 n. 6487).
Di talch con specifico riferimento al giudizio amministrativo, quale giudizio impugnatorio di atti, il giudice pu procedere allannullamento dellatto fondato su una norma dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte Costituzionale con propria sentenza di annullamento, solo se, attraverso un motivo di ricorso, il rapporto tra latto impugnato e la norma predetta sia portato a sua conoscenza e, quindi, lesame della norma stessa sia necessario ai fini del decidere (TAR Campania Napoli, 26 marzo 2003 n. 2970).
A fronte di tale eloquente ricostruzione giurisprudenziale, si deve trarre la conclusione per cui anche sotto il profilo in esame non pu non ritenersi illegittimo e, dunque, annullabile il provvedimento impugnato.
Difatti, la Deliberazione n. 120 del 27.11.2009 non solo costituisce un provvedimento illegittimo sotto il profilo della violazione dellart. 58 comma 1 D.L. n. 112/2008, in quanto approvata disattendo del tutto la disciplina normativa in essa prevista, ma altres costituisce un provvedimento incostituzionale, in quanto la sua esecuzione, comportando una variante allo strumento urbanistico generale, determinerebbe una lesione del principio di ripartizione di competenze in materia di governo del territorio sancito dallart. 117, comma 3, Cost.
Ne deriva la necessit di un immediato annullamento di detta Deliberazione, oltrech di tutti gli atti ad essa consequenziali, al fine di evitare che la sua esecuzione possa pregiudicare non solo le situazioni giuridiche soggettive direttamente ed indirettamente coinvolte ma anche i principi cardine su cui si fonda il nostro sistema normativo.
III VIOLAZIONE ART. 97 COST; VIOLAZIONE ART. 1 L. 241/1990; ECCESSO DI POTERE PER MANIFESTA ILLOGIT E TRAVISAMENTO DEI FATTI
Ferma restando la natura troncante dei suesposti motivi di impugnazione, non ci si esime comunque dal notare che la condotta dellAmministrazione resistente, ben lontana dal rispetto del principio di legalit, si pone altres in aperto contrasto con i principi del buon andamento di cui allart. 97 Cost. e di efficienza ed economicit di cui allart. 1 L. n. 241/1990.
Lart. 1 comma 1 Legge n. 241/1990, come novellato dalla L. n. 15/2005, dispone che lattivit amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed retta da criteri di economicit, di efficacia, di pubblicit e di trasparenza secondo le modalit previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonch dai principi delordinamento comunitario.
Dallesame di tale disposizione si evince chiaramente che le coordinate che caratterizzano lagire amministrativo sono essenzialmente due, il principio di legalit e il raggiungimento del risultato prefissato, questultimo perseguito attraverso i principi delleconomicit e dellefficienza.
Difatti, il principio di economicit, quale principio cd aziendalistico, si attaglia non solo e non tanto al singolo procedimento, quanto piuttosto allintera attivit amministrativa.
Esso si sostanzia nel dovere di fare un uso accorto delle risorse pubbliche disponibili, in modo che i costi della gestione amministrativa non solo non superino i benefici preventivati, ma risultino altres adeguati rispetto ad essi.
In tal senso, il principio di economicit, richiede che la comunit non sia gravata dai costi della gestione in misura superiore a quella che si rende necessaria per il perseguimento delle finalit pubbliche.
Anche il principio dellefficacia, al pari delleconomicit, costituisce un corollario del principio di buona amministrazione di cui allart. 97 Cost. ed esprime il rapporto intercorrente tra risultati ottenuti e obiettivi perseguiti.
Inoltre, il principio di buon andamento, inteso come capacit dellattivit amministrativa di realizzare linteresse pubblico affidato alla cura della P.A., comprende, oltre allefficacia, il corollario dellefficienza dellazione amministrativa, che esprime la relazione intercorrente tra risorse impiegate e risultati ottenuti.
Orbene, alla luce di tale eloquente quadro ordinamentale e delle doglianze sopra esposte non vi chi non veda come lAmministrazione resistente abbia posto in essere una condotta palesemente illogica ed arbitraria, del tutto avulsa da un sistema normativo che, sancendo il principio dellautonomia finanziaria di entrata e di spesa per gli Enti locali (art. 119 Cost.), persegue lobiettivo di una sana gestione finanziaria, caratterizzata da una programmazione che deve essere fatta bene a monte, con oculatezza, capacit di programmazione anche in termini di flussi di cassa, monitoraggio e capacit di individuare forme alternative allindebitamento per il finanziamento dei propri investimenti.
Ex adverso, il Comune di Milazzo ha proceduto in maniera illegittima, prescindendo dal contesto normativo di riferimento, con gravissime ripercussioni negative, anche sotto il profilo della violazione della Costituzione, ove i provvedimenti oggetto di impugnazione dovessero essere portati ad esecuzione.
Sulla base di tali considerazioni appaiono tanto pi ingiustificati i pareri favorevoli resi dal Collegio dei Revisori dei Conti, i quali peraltro si caratterizzano per una contraddittoriet intrinseca, oltrech da un palese travisamento dei fatti.
E, difatti, non si riesce francamente a comprendere come il Collegio possa aver dato un proprio parere favorevole alla proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 62 del 20.11.2009, dopo aver esso stesso affermato che lapprovazione del Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliare deve avvenire obbligatoriamente entro i termini di approvazione del Bilancio di Previsione 2009.
Anzi! nella foga di voler a tutti i costi legittimare un modus agendi dellAmministrazione resistente che travalica del tutto il confine dellinteresse pubblico, il Collegio dei Revisori dei Conti caduto in un errore insanabile laddove ha affermato che la delibera di G.M. n. 129 27.05.2009 allegata al bilancio di previsione 2009 doveva successivamente trovare approvazione da parte del Consiglio Comunale; che lente in fase di salvaguardia degli equilibri di bilancio di previsione 2009 intende procedere allapprovazione in Consiglio Comunale di tale piano di alienazione riformulato (?) dalla Giunta Comunale che ha di fatto modificato la destinazione urbanistica di taluni immobili ritenendola probabilmente pi incisa sul mercato.
Difatti, alla luce delle considerazioni suesposte e innumerevoli volte ribadite, va da s che il Collegio dei Revisori dei Conti non sarebbe mai dovuto pervenire ad una simile conclusione qualora avesse letto attentamente la documentazione relativa, in quanto si sarebbe facilmente reso conto a) che la Deliberazione di Giunta Municipale n. 129 del 27.05.2009 disponeva semplicemente di procedere alla formazione di detto piano di alienazione, b) che la Deliberazione del Consiglio Comunale n. 73 del 22.07.2009 approvava unicamente il Bilancio di Previsione 2009 e non anche il Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari, mai allegato!, c) che soltanto la successiva Deliberazione di Giunta Municipale n. 276 del 20.11.2009 approvava la redazione del Piano di alienazioni e valorizzazioni immobiliari ed, infine, d) che la Proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 62 del 20.11.2009 era errata, in quanto non poteva essere proposta una modifica ad un piano che non era mai stato approvato!
Tra laltro, per mera chiarezza danalisi preme evidenziare come il Collegio dei Revisori dei Conti sia incorso nel medesimo errore nelle linee guida inviate in data 04.11.2009 alla Corte dei Conti Sezione Controlli di Palermo, in atti (all. 15).
In particolare, il Collegio dei Revisori dei Conti, al punto concernente piano alienazioni e valorizzazioni immobiliari, ha indicato, quale deliberazione di predisposizione del piano, la deliberazione di Giunta Comunale n. 129 del 27.05.2009, che in realt come gi detto - si limita a disporre la sua formazione, e, quale deliberazione di approvazione del medesimo piano, la deliberazione del Consiglio Comunale n. 73 del 22.07.2009, che, al contrario come si evince per tabulas, si limita ad approvare il bilancio di previsione 2009 al quale non risulta allegato nessun piano di alienazione!
In definitiva, le apodittiche affermazioni del Collegio dei Revisori dei Conti trovano adeguata smentita dalla semplice lettura della documentazione prodotta in atti, a cui pu serenamente rimandarsi, risultando superfluo ogni ulteriore commento.
In ultimo, preme unulteriore precisazione a dimostrazione della irragionevolezza dellagire dellAmministrazione resistente, quale indice indefettibile dello sviamento di potere dal perseguimento dellinteresse pubblico.
Difatti, permangono forti perplessit in ordine al fatto che lalienazione del bene immobile sito in Via M. Regis, quale passo successivo di attuazione del piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, possa comportare un effettivo beneficio economico-finanziario al Comune di Milazzo, in quanto, come dato evincere dalla Proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 20.11.2009, lentrata derivante da detta alienazione andr a soddisfare parte dei debiti fuori bilancio e non a ridurre il disavanzo economico, che permane e a fronte del quale stato disposto un ulteriore mutuo oggetto di richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti per un ammontare complessivo di 6.829.569,00.
In definitiva, non solo il profitto derivante dalla alienazione dellimmobile sito in Via M. Regis non andr a colmare il disavanzo economico, ma altres lindebitamento derivante dalla contrazione di un nuovo mutuo andr ad aggravare ulteriormente il bilancio del Comune di Milazzo.
Per tali motivi, non si riesce assolutamente a comprendere quale interesse pubblico lAmministrazione resistente stia volendo perseguire attraverso lalienazione, nel pi breve tempo possibile e mediante ladozione di deliberazioni palesemente illegittime, del bene immobile sito in Via M. Regis!
Sembra, anzi, che il Comune di Milazzo abbia inteso in realt perseguire interessi diversi da quello pubblicistici di crescita e sviluppo del benessere della collettivit.
Del resto, una simile conclusione avallata dallo stesso parere del Collegio dei Revisori dei Conti alla proposta di deliberazione n. 63 del 20.11.2009, che peraltro lascia veramente di stucco, in quanto perviene ad una decisione totalmente contrastante con le argomentazioni svolte in seno allo stesso parere.
Difatti, si legge testualmente che alla luce delle modifiche apportate al presente bilancio, il patto di stabilit con molta probabilit non potr essere rispettato e pertanto lente sar assoggettato al regime sanzionatorio previsto dal D.L. n. 112/2008, convertito in L. n. 133/2008, artt. 61, comma 10, 76, comma 4, 77-bis, comma 20 lettera a) e lettera b). Per quanto attiene lindebitamento, il collegio osserva che lente espone in sede di riequilibrio di bilancio di previsione 2009 mutui che hanno formato e formeranno oggetto di richiesta alla Cassa Depositi e Prestiti per un ammontare complessivo di euro 6.829.569,00. Tali fonti di finanziamento delle spese di investimento aggraveranno ulteriormente i bilanci futuri e bisogner quindi monitorare ulteriormente le spese anche nella prospettiva del rispetto del patto di stabilit.
Dopo una simile argomentazione veramente superfluo ogni ulteriore commento allo sbalordivo parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti alla proposta di variazione del Bilancio di previsione 2009!
Alla luce delle considerazioni che precedono, risulta oltremodo dimostrato lillegittimit e lillogicit delle Deliberazioni del Consiglio Comunale di Milazzo n. 120 e n. 121 del 27.11.2009, nonch degli atti connessi e consequenziali, quale in particolare lindizione del bando di gara per la vendita dellimmobile sito in Via M. Regis, conclusivo di un procedimento che costituisce nel complesso una clamorosa violazione dellart. 58 comma 1 D.L. n. 112/2008, convertito con modificazioni in L. n. 133/2008, oltrech una lesione dellinteresse ad una sana gestione finanziaria.
Et de hoc satis

DOMANDA DI SOSPENSIVA PRECEDUTA DA
DECRETO INAUDITA ALTERA PARTE
La peculiarit della situazione rende assolutamente indispensabile la richiesta di un provvedimento ad immediata efficacia cautelare che argini il gravissimo danno che si verificherebbe, con effetti certamente devastanti, sul piano economico e finanziario nella comunit di Milazzo, ove i provvedimenti impugnati dovessero produrre i loro effetti, non solo nelle more del presente giudizio impugnatorio, ma financo per i pochi giorni precedenti la trattazione della domanda di sospensiva.
Infatti, nel Bando pubblico per la vendita del bene immobile sito in via M. Regis previsto che il pubblico incanto si svolger in data 01.02.2010, in occasione del quale sussiste il fondato timore che detto immobile venga alienato.
Orbene, risulta di facile comprensione leffetto devastante di una simile evenienza, in quanto, dovendosi ritenere la procedura di vendita viziata ab origine per illegittimit derivata, verrebbero irrimediabilmente travolti tutti gli atti ad esso successivi, con grave pregiudizio per le posizioni giuridiche soggettive dei soggetti coinvolti che, facendo affidamento nella successiva conclusione del contratto, potrebbero investire alluopo ingenti somme di denaro anche attraverso forme di indebitamento.
Non pu non convenirsi sullevidente circostanza che stato offerto al pubblico un bene la cui destinazione urbanistica diversa, per le motivazioni esposte, da quella posseduta e, quindi, alimenta aspettative non rispondenti alla realt ed espone lAmministrazione a possibili contenziosi.
Ancor pi grave il danno che la comunit e lEnte potrebbero subire, in quanto a fronte della esecuzione di tali decisioni, palesemente illegittime ed incostituzionali, oltrech profondamente illogiche ed arbitrarie, si verrebbe ad ingessare ulteriormente la gestione finanziaria della macchina amministrativa, gi difficoltosa, con ripercussioni negative soprattutto sul piano sanzionatorio, data limpossibilit di rispettare il patto di stabilit interno.
Pertanto, in via immediata, appare assolutamente indispensabile un provvedimento cautelare durgenza in grado di evitare, fino alla trattazione della domanda cautelare nella prossima Camera di Consiglio, ogni pregiudizio che deriverebbe da una sia pur temporanea efficacia dei provvedimenti gravati.
Per tali motivi, si chiede che lEcc.mo Sig. Presidente del T.A.R.S. Sezione Catania adito, tenuto conto della estrema urgenza ed indifferibilit della misura cautelare richiesta, Voglia disporre con decreto inaudita altera parte la sospensione dellefficacia dei provvedimenti impugnati, fino alla camera di consiglio che verr fissata per la trattazione della domanda di sospensiva.
Indi si chiede che il detto decreto sia confermato con la sospensiva dei provvedimenti impugnati nella camera di consiglio in cui sar trattata la domanda cautelare.
Si chiede anche lautorizzazione a notificare il decreto durgenza richiesto a mezzo fax.
CONCLUSIONI
Per le considerazioni esposte Piaccia a Codesto Ecc.mo Tribunale Amministrativo adito, in accoglimento del presente ricorso, annullare, previa sospensiva e concessione della ulteriore misura cautelare richiesta, i provvedimenti impugnati.
Spese, competenze ed onorari di giudizio.

Si producono in copia:

1.
Deliberazione del Consiglio Comunale n. 73 del 22.07.2009;
2.
Allegati Bilancio di Previsione 2009;
3.
Deliberazione della Giunta Municipale n. 129 del 27.05.2009;
4.
Deliberazione della Giunta Municipale n. 276 del 20.11.2009;
5.
Proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 62 del 20.11.2009;
6.
Proposta di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 63 del 20.11.2009;
7.
Parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti alla proposta n. 62 del 25.11.2009;
8.
Parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti alla proposta n. 63 del 25.11.2009;
9.
Deliberazione del Consiglio Comunale n. 120 del 27.11.2009;

10) Deliberazione della Giunta Municipale n. 322 del 10.12.2009;
11) Bando pubblico per la vendita di bene immobile di propriet del Comune di Milazzo;
12) Capitolato generale;
13) Esposto alla Procura Regionale della Corte dei Conti;
14) Sentenza Corte Costituzionale n. 340/2009;
15) Linee guide Bilancio Previsione 2009.
Catania, l 18.01.2010

Avv. Giuseppe Gitto

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