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INTERROGAZIONE al Ministro dei Beni Culturali
2011-12-09



Premesso che
in vari documenti programmatici sulle politiche per il Mezzogiorno si da molti anni individuato nel patrimonio culturale un fattore fondamentale di crescita socio-economica il patrimonio culturale, a fronte del declino di altre attivit economiche come l'industria pesante;
questa linea, proposta dall'Italia, stata adottata dall'Unione Europea nell'ambito della programmazione dei fondi destinati alle regioni ricadenti nell'ambito del c.d. "obiettivo 1";
nel periodo 2000-2001, nella fase di preparazione dei progetti sul patrimonio culturale della Campania da finanziarsi con i fondi europei del Programma Operativo Regionale 2000-2006, emerse la difficolt, avanzata dal Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, stante il progressivo calo, sui propri capitoli di spesa, delle risorse finanziarie ordinarie per le spese di gestione e del personale, di poter prevedere per il futuro l'assunzione a proprio carico dell'onere della gestione dei nuovi musei e parchi archeologici che si sarebbero potuti realizzare con i fondi europei ; laddove l'indicazione sulle modalit di gestione era invece considerata essenziale dalla UE nella procedura istruttoria dei progetti. Neppure le Amministrazioni Provinciali e Comunali erano in condizioni di assumersi tale onere di gestione;
Considerato che:
la Regione Campania, gli Enti locali e le stesse Soprintendenze del Ministero ritenevano invece essenziale utilizzare i fondi europei, . In tal senso le Soprintendenze avevano da tempo approntato progetti ,oltre che per potenziare strutture gi esistenti come il Museo Archeologico Nazionale di Napoli o gli Scavi di Pompei, anche per dotare il territorio campano di nuove strutture culturali quale ad esempio il Museo dei Campi Flegrei nel Castello di Baia a Bacoli, in un'area come i Campi Flegrei, di enorme valore culturale e suscettibile di uno sviluppo turistico potenzialmente in grado di mitigare sensibilmente la chiusura di complessi industriali come l'Italsider di Bagnoli.

Per superare tale grave difficolt il Ministro per i Beni Culturali e il Presidente della Regione Campania il 2 marzo del 2001 sottoscrissero un Accordo Istituzionale di Programma nel quale, tra le altre modalit di collaborazione previste in vista del nuovo comune impegno, all'art. 4 si stabiliva che Ministero e Regione avrebbero studiato, "per alcuni interventi attuati nell'ambito dell'AdPQ, modelli di gestione comune, anche con carattere innovativo, con l'eventuale coinvolgimento di altri soggetti pubblici e privati, in grado di garantire: la pi ampia fruizione nel tempo degli interventi realizzati, livelli adeguati di qualit nell'offerta culturale, opzioni organizzative efficienti, condizioni ottimali di gestione economica e finanziaria"
Grazie a questo impegno, accettato dall'Unione Europea, che ritenne valide le schede progettuali predisposte dalle Soprintendenze contenenti la previsione della gestione da realizzarsi conformemente all'Accordo MIBAC-Regione Campania, sono stati disposti sull'Asse 2-Beni Culturali del POR Campania, ingentissimi finanziamenti, pari a 624,264 MEURO, che hanno consentito l'apertura di nuovi importanti aree e musei archeologici, da quello, rilevantissimo, dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, a quello di Nola, a quello di Teano, a quello dell'Heraion della foce del Sele a Paestum, a quello di Velia, alcuni dei quali, come quelli di Pontecagnano e Buccino, si inserivano anche nel quadro delle iniziative di valorizzazione dell'attivit di recupero delle aree devastate dal sisma della Basilicata e Irpinia del novembre 1980 e febbraio 1981;
Visto che:
per l'attuazione dell'Accordo sottoscritto con il MIBAC la Regione Campania si dotata, a partire dal 2003, di una struttura societaria, la Societ Campana per i Beni Culturali, SCABEC (modellata sulla falsariga della Societ Italiana Beni Culturali-SIBEC a suo tempo prevista dall'art. 10 della Legge n. 352 del 8 ottobre 1999), poi progressivamente adeguata alla normativa europea sulle societ strumentali degli enti pubblici, con l'inclusione di un socio minoritario privato, scelto a seguito di una gara d'appalto che prevedeva esplicitamente che tra i compiti da affidarsi alla nuova compagine societaria anche la gestione dei nuovi siti culturali in via di realizzazione con i fondi POR dopo l'affidamento da parte del MIBAC in attuazione dell'accordo suddetto;

per l'attuazione dell'accordo il MIBAC e la Regione Campania hanno infine, dopo lungo ritardo, istituito, con Intesa istituzionale di Programma, nell'aprile del 2009, una Commissione bilaterale, partecipata anche, per parte ministeriale, da due parlamentari, avente il fine di determinare le modalit di attuazione dell'accordo, innovate nelle forme degli "accordi di valorizzazione" introdotte dal Codice dei Beni Culturali del 2004 per ben 23 siti culturali, tra i quali l'intero comparto dei Campi Flegrei, dell'isola di Capri, del Museo di Nola, della Certosa di Padula, etc;

la suddetta Commissione non ha prodotto ad oggi nessun accordo per i siti oggetto di esso, talch questi "luoghi della cultura" realizzati con i fondi europei del ciclo POR 2000-2006 soffrono di gravissimi problemi di gestione, con aperture al pubblico limitatissime e certamente non suscettibili di produrre effetti positivi sul piano dello sviluppo economico, anzi con il rischio di deperimento delle strutture realizzate per carenza di manutenzione, e quello, ancora pi grave, di dover restituire all'UE i fondi assegnati per violazione del contratto di finanziamento, nonch di essere valutati negativamente nel corrente ciclo di finanziamenti 2007-2013.
Si chiede
al Signor Ministro per i Beni Culturali di voler promuovere con ogni urgenza un'indagine sulle ragioni che hanno finora impedito alla Commissione di raggiungere gli obiettivi che erano stati ad essa assegnata;
di adottare gli opportuni provvedimenti, anche d'intesa con la Regione Campania, atti a sbloccare una situazione sommamente nociva agli interessi del patrimonio culturale e allo sviluppo economico di una delle regioni pi popolose e depresse del nostro Paese;
di subordinare o almeno coordinare la programmazione dei nuovi fondi europei del programma 2007-2013 alla verifica delle misure necessarie per la gestione degli interventi gi realizzati;
di verificare se situazioni analoghe, anche se con fattispecie diverse, sussistano in altre regioni del Mezzogiorno e, nel caso, di voler valutare, d'intesa con i Ministri delle finanze e della Coesione territoriale, azioni atte a riportare ad efficienza la programmazione dei fondi strutturali europei per lo sviluppo.

Sen. AnnaMaria Carloni, Ceccanti, Bubbico, Vita, De Sena, Marcucci, Pegorer, Armato, Chiaromonte, Garavaglia, Mazzuconi, Incostante



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