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Question time su Pompei: lintervento del Ministro Ornaghi
2012-02-29


Rispondendo alla Camera allinterrogazione avanzata dall On. le Francesco Nunzio Testa, il Ministro per i Beni e le Attivit Culturali, prof. Lorenzo Ornaghi, ha illustrato le linee fondamentali del programma relativo al sito archeologico di Pompei.

Di seguito riportiamo il testo integrale dellintervento:

Il consueto, iniziale ringraziamento agli Onorevoli interroganti , in questo caso, nientaffatto rituale.

un ringraziamento sentito. Confido infatti che, sulla base di questa risposta, ci che il Governo intende fare per Pompei, e sta gi concretamente facendo con lavvio di un nuovo programma, richiami lattenzione dellopinione pubblica.

Sono convinto che, se da un lato le vigili cronache sulla situazione del sito di Pompei corrispondono soprattutto allaccresciuta sensibilit dei cittadini rispetto alla buona conservazione e alla fruizione del nostro inestimabile patrimonio culturale, dallaltro lato si accentui il rischio che la dilatazione degli elementi pur reali di allarme non solo produca un senso di ansia diffusa e domande di soluzioni immediate, ma anche oscuri lapproccio scientifico e operativo con cui si sta cercando di affrontare la questione.

I danni al patrimonio archeologico esposto alle intemperie quindi, a tutto il patrimonio archeologico e non solo dellarea di Pompei si sono sempre verificati. Nel passato lontano e pi recente si non infrequentemente posto rimedio a tali danni, con modalit che lavanzamento delle tecnologie fa oggi considerare inadeguate e in qualche caso dannose.

Anche Pompei, area scavata di oltre 66 ettari, con i resti degli edifici del I secolo privi di copertura ed esposti agli effetti climatici, da oltre 250 anni subisce danni alle strutture murarie e agli apparati decorativi.

A tali danni si posto rimedio con le azioni di restauro; e, per gli interventi di urgenza, con azioni immediate e localizzate di messa in sicurezza.

fuorviante ritenere che sia esistita una mitica et felice e fortunata, in cui consistenti maestranze statali specializzate operavano giorno per giorno la manutenzione programmata del sito, cos evitando o riducendo il pericolo di danni irreparabili.
Non per caso larea aperta al pubblico sempre stata ridotta. Consueto stato invece loperare su due piani: quello degli interventi di urgenza su danni localizzati, e quello di parziali interventi di consolidamento e restauro di singole aree o domus.

Questi due livelli di azione, pur ancora necessari, tuttavia non bastano pi. E per la prima volta ci si trova di fronte allurgenza di un progetto complessivo, e oltremodo complesso, in grado di affrontare in forma interconnessa i principali problemi di Pompei.

Li elenco:
1) la riduzione del rischio idrogeologico, con la messa in sicurezza dei terrapieni non scavati;
2) la messa in sicurezza delle insulae;
3) il consolidamento e restauro delle murature;
4) il consolidamento e restauro delle superfici decorate;
5) la protezione degli edifici dalle intemperie, con conseguente aumento delle aree visitabili;
6) il potenziamento del sistema di videosorveglianza.
Tale progetto sostenuto e accompagnato da un rigoroso piano di studio scientifico e tecnico, con il rilievo e la restituzione tridimensionale, finalizzato alle diagnosi, allapprofondimento della conoscenza scientifica e al necessario orientamento delle imminenti scelte operative.

Il piano presenta numerose e significative novit. Novit di metodo, innanzi tutto.

Esso infatti un modello di cooperazione interistituzionale rafforzata, che stato molto apprezzato dallUnione Europea. Tale piano, inoltre, intende non solo mettere in campo sia le migliori forze e capacit del MIBAC, sia le competenze dei pi autorevoli studiosi ed esperti nazionali e internazionali, ma anche frutto dellintesa con i Ministeri della Coesione Territoriale e dellInterno.

Insieme con i colleghi di questi dicasteri, oltre che con il Ministro del MIUR e con lAutorit di vigilanza sui contratti pubblici, ho gi sottoscritto un protocollo di legalit con lobiettivo di garantire legalit e trasparenza nella gestione delle risorse messe a disposizione dallUnione Europea (che ammontano, lo ricordo, a 105 milioni di euro).

Ci che ci si appresta in tempi brevi a fare dunque:
indizione di gare pubbliche, con modalit telematiche a garanzia di trasparenza, integrit e maggiore celerit;
attuazione di interventi coerenti con le scelte tecnico-scientifiche e con le priorit della sicurezza del patrimonio, secondo il programma scientifico approvato dal Consiglio Superiore dei beni culturali;
rispetto di un calendario rigoroso, che a oggi prevede:
a fine marzo 5 bandi per consolidamento e restauro di 5 domus;
a met aprile bando per la riduzione del rischio idrogeologico nel terrapieno delle Regiones III e IX, ossia larea interessata dal crollo del novembre 2010 lungo via dellAbbondanza;
entro il 31 luglio bandi per la messa in sicurezza di tre Regiones e bando per il consolidamento e il restauro delle murature e degli apparati decorativi, e lapertura al pubblico di almeno una domus lungo il percorso di visita, al momento chiusa;
entro il 31 dicembre 2012 bandi per la messa in sicurezza delle altre cinque Regiones (in tutto sono nove). Il progetto si concluder auspicabilmente a fine 2015;

pubblicazione di un elenco di ulteriori interventi da finanziare mediante sponsor privati, in applicazione della procedura semplificata prevista dal decreto legge n. 34 del 2011 su Pompei, in modo da valorizzare lapporto, anche economico, dei privati;

avvio di un dibattito aperto a tutti gli interessati, sul piano scientifico-disciplinare e sul piano degli impatti economico-sociali. la filosofia dellopen project, anche questa assai apprezzata in ambito UE.

La predisposizione di questo piano non ha peraltro resa inoperosa la locale Soprintendenza sul fronte dei necessari interventi rispetto ai danni localizzati e ricorrenti. La Soprintendenza interviene con fondi propri e, come nel caso del distacco di intonaco degli ultimi giorni, con il proprio laboratorio di restauro.

I 25 giovani neo-assunti lavoreranno tutti esclusivamente su Pompei. Sono stati organizzati in squadre intersettoriali, per procedere alla ricognizione immediata dei danni e alla messa in sicurezza dei pi critici.


Nel concludere, devo ricordare che, in questo quadro di condivisione di opportunit e di assunzione di responsabilit, il ruolo degli enti territoriali Regione, Provincia e soprattutto Comune si rivela cruciale.

A tal fine, insieme con i Ministeri della Coesione Territoriale e dellInterno, si aprir fra poche settimane un tavolo di consultazione (e, successivamente, di decisione) con tali enti.

Alla consapevolezza che la salvaguardia di Pompei di inestimabile valore per la vitalit e la credibilit della cultura italiana nel mondo, si unisce intatti la convinzione che una buona e corretta impostazione dellannosa questione di questo sito archeologico porta necessariamente con s il fondamentale obiettivo dello sviluppo economico-sociale del territorio circostante.

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Comunicati/visualizza_


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