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INTERPELLANZE URGENTI. Iniziative per tutelare il patrimonio storico e culturale della Biblioteca del monumento nazionale dei Girolamini di Napoli, con particolare riferimento all'idoneità dell'attuale direttore della biblioteca - 2-01455
2012-04-19

Allegato A

Seduta n. 624 di giovedì 19 aprile 2012



I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per i beni e le attività culturali, per sapere - premesso che:
la Biblioteca del monumento nazionale dei Girolamini è la più antica biblioteca di Napoli, un'istituzione culturale statale con un'importantissima dotazione libraria; è stata aperta al pubblico nel 1586, è specializzata in filosofia e teologia cristiana ed è parte del complesso della chiesa dei Girolamini;
l'edificio che la ospita fu ridisegnato nel Settecento; il suo status attuale di biblioteca statale è lo stesso fin dal Cinquecento, quando fu destinata alla frequentazione e consultazione pubblica; è nota, tra l'altro, per essere stata assiduamente frequentata da Giambattista Vico, le cui spoglie riposano nell'attigua chiesa;
la biblioteca custodisce circa 159 mila titoli, prevalentemente antichi, tra cui 120 incunaboli, 5.000 cinquecentine, numerosi manoscritti, di cui circa 6.500 riguardanti composizioni e opere musicali dal XVI al XIX secolo;
il patrimonio comprende anche il ricchissimo fondo librario della collezione privata di Giuseppe Valletta (18.000 volumi circa, con edizioni rare del XVI e XVII: classici della letteratura greca e latina, storia e filosofia), un'acquisizione che i padri oratoriani portarono a termine proprio su consiglio di Giambattista Vico; altri fondi librari pregevoli conservati al suo interno sono il Fondo Agostino Gervasio, il Fondo Filippino e il Fondo Valeri;
il terremoto del 1980 determinò l'utilizzo di locali come ricovero per sfollati; da allora è iniziata un'epoca di abbandono; l'istituzione versa attualmente in stato di grave degrado, così come denunciato più volte dagli organi di stampa e dagli operatori culturali;
secondo una stima approssimativa, con varie denunce di giornali e studiosi, tra il 1960 e il 2007 sarebbero spariti dalla biblioteca migliaia di volumi; più di recente, l'attuale direttore della biblioteca, Marino Massimo De Caro, ha denunciato la scomparsa di 1500 volumi;
nei giorni scorsi, sul quotidiano Il Fatto Quotidiano è comparso un articolo dello studioso Tomaso Montanari, che denunciava di aver visitato la Biblioteca dei Girolamini, oggi chiusa al pubblico per necessità di riordino, e di averla trovata in condizioni di totale abbandono: disordine, polvere, libri antichi e preziosi accatastati;
dall'articolo è scaturita una petizione indirizzata al Ministro per i beni e le attività culturali e firmata da duemila di illustri esponenti del mondo della cultura (tra loro il premio Nobel Dario Fo, Carlo Ginzburg, Salvatore Settis, Tullio Gregory, Gustavo Zagrebelsky, Gioacchino Lanza Tomasi, Adriano La Regina, Gian Giacomo Migone, Alessandra Mottola Molfino, Lamberto Maffei, Dacia Maraini, Stefano Parise, Stefano Rodotà, Rosario Villari), con cui si denuncia «lo stranissimo e increscioso affare che riguarda l'attuale direzione della Biblioteca Nazionale dei Girolamini a Napoli» chiedendo «come sia possibile che la direzione dei Girolamini sia stata affidata a un uomo (Marino Massimo De Caro) che non ha i benché minimi titoli scientifici e la benché minima competenza professionale per onorare quel ruolo»;
nella petizione, si fa esplicito riferimento anche ad altri aspetti del profilo personale e professionale dell'attuale direttore De Caro, considerato dai firmatari del documento «del tutto estraneo al mondo della biblioteconomia e della funzione pubblica, con curiose implicazioni con i libri, che lo portano tuttavia nel mondo del commercio»; e si chiede di «riconsiderare con molta attenzione la scelta di De Caro come direttore dei Gerolamini, e di creare una commissione pubblica d'inchiesta sull'amministrazione passata e recente di questa biblioteca, prima che la memoria storica dei Gerolamini rimanga affidata soltanto a una maestosa architettura ferita e umiliata, tragicamente solitaria nel cuore di una rete mondiale di traffici rapaci»;
anche il Corriere della Sera, con un articolo di Gian Antonio Stella, è tornato sul tema, associandosi alla denuncia del docente Tomaso Montanari; Stella si chiede come sia possibile che a dirigere uno dei santuari della cultura italiana sia uno dei mediatori nell'affare del petrolio venezuelano, titolare di una libreria antiquaria a Verona, e socio della libreria antiquaria a Buenos Aires (la «Imago Mundi») di Daniel Guido Pastore, coinvolto in Spagna in un'inchiesta su una serie di furti alla Biblioteca Nazionale di Madrid e alla Biblioteca di Saragozza;
l'articolo del Corriere della Sera denuncia anche che il direttore De Caro, diversamente da quanto da lui dichiarato, non risulta laureato presso l'università di Siena, dove «si iscrisse a Giurisprudenza nel 1992-1993, restando iscritto fino al 2002», senza terminare gli studi; allo stesso modo il direttore De Caro, secondo la denuncia del giornalista Stella, non risulterebbe essere mai stato docente all'università di Verona, come avrebbe invece dichiarato -:
come si intenda intervenire per garantire e tutelare l'immenso patrimonio storico e culturale della Biblioteca del monumento nazionale dei Girolamini di Napoli, attualmente in condizioni di intollerabile degrado;
se il Ministro interpellato sia a conoscenza di quanto riportato in premessa sulla denuncia di alcuni importanti giornali italiani rispetto alle condizioni di degrado della Biblioteca e rispetto alla presunta inadeguatezza del direttore De Caro, se esista una stima dei danni e dei furti subiti negli anni dalla Biblioteca, con la conseguente scomparsa di antichi e pregiatissimi libri, e quali siano le ragioni che lo hanno spinto a dare fiducia al sopra menzionato De Caro per un ruolo di così grande importanza;
se e come Ministro interpellato intenda rispondere all'appello degli studiosi italiani rispetto alla necessità di una guida più autorevole e di un progetto di tutela della biblioteca.
(2-01455)
«Bossa, Andrea Orlando, Lenzi, Sarubbi, Gozi, Amici, De Biasi, Pes, Madia, Murer, Gatti, Albini, Cenni, Zaccaria, Sereni, Vaccaro, Piccolo, De Micheli, Bachelet, Coscia, Picierno, Rossa, Zampa, Lo Moro, Codurelli, Giulietti, Ginefra, Marini, Colombo, Concia, Mario Pepe (PD), Giorgio Merlo, Nannicini, Strizzolo, De Torre, Servodio, Lulli, Ciriello, Mazzarella, Cuomo, Iannuzzi, Farina Coscioni, Capano, D'Antona, De Pasquale, Miotto, Levi, La Forgia, Oliverio, Rampi, Tempestini, Boffa, Bonavitacola».

http://www.camera.it/417?idSeduta=624&resoconto=allegato_a


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