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Iniziative per tutelare il patrimonio storico e culturale della Biblioteca del monumento nazionale dei Girolamini di Napoli. Risposta a Interpellanza Urgente n. 2-1455 On. Bossa e altri
2012-04-19

UFFICIO LEGISLATIVO
CAMERA DEI DEPUTATI


Oggetto: Biblioteca del Monumento Nazionale dei Girolamini – Napoli



Con riferimento alla interpellanza presentata dall’On. Bossa e altri, con la quale gli Onorevoli interpellanti, a seguito di varie denunce di giornali e studiosi, sollecitano di conoscere come il Ministero intenda intervenire per garantire e tutelare il grande patrimonio storico e culturale della Biblioteca del Monumento nazionale dei Girolamini di Napoli, chiedendo nel contempo informazioni rispetto alla nomina dell’attuale Direttore della Biblioteca, la mia risposta si articola nei seguenti punti.

1. Lo specialissimo regime che regola le Biblioteche annesse ai Monumenti Nazionali
Il patrimonio artistico, monumentale e librario degli undici monumenti nazionali presenti sul territorio nazionale, tra cui quello dei Girolamini di Napoli, fino all’Unità d’Italia era proprietà della Curia. Dopo l’unificazione dell’Italia, la legge 3096 del 1866 dichiarò l’obbligo per lo Stato italiano appena formato di conservare, dopo la soppressione degli ordini monastici, alcuni siti monumentali ecclesiastici, che furono esclusi sia da possibili vendite, sia dalla conversione ad altri usi. Il Regio Decreto del 7 luglio 1866, n. 3036, per la soppressione delle Corporazioni religiose stabilì all’art. 24 che: «i libri e i manoscritti, i documenti scientifici, gli archivi, i monumenti, gli oggetti d’arte o preziosi per antichità che si troveranno negli edifici appartenenti alle Case religiose e agli altri enti morali colpiti da questa o da precedenti leggi di soppressione, si devolveranno a pubbliche biblioteche».

L’ordinario funzionamento dei monumenti nazionali fu oggetto di un compromesso tra Stato e Santa Sede. In particolare le attività di gestione furono affidate all’ordine religioso che da sempre aveva gestito i monumenti. La nomina del Conservatore del Monumento Nazionale, proposto dall’Ordine, doveva invece essere ratificata da parte dello Stato. Tuttora la nomina del Conservatore del Monumento Nazionale viene ratificata dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanea del mio Ministero. Del tutto diversa, invece, è la situazione per quanto attiene alla eventuale nomina del Direttore della Biblioteca. Ciò vale anche per la Biblioteca del Monumento Nazionale dei Girolamini, con le specificazioni di cui in seguito dirò.

2. Il rapporto tra il Ministero e la Biblioteca del Monumento Nazionale dei Girolamini
Ai sensi dell’articolo 8 della Convenzione 2011-2012 tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d’autore – e il Monumento Nazionale dei Girolamini per il funzionamento della Biblioteca, approntata a norma della legge 2 dicembre 1980, n. 803, il Conservatore può nominare tra i religiosi della comunità il Direttore della Biblioteca. L’articolo 8 di tale Convenzione così recita: «Il Conservatore può nominare, tra i religiosi della comunità, il Direttore della Biblioteca, tale funzione riveste carattere onorifico e gratuito, e per il suo svolgimento non è comunque possibile corrispondere fondi erariali ad alcun titolo pervenuti alla biblioteca. Ferma restando ogni sua responsabilità relativa alla gestione amministrativa e contabile, all’amministrazione del personale e alla cura e custodia dei locali della biblioteca e di quanto in essi contenuto, il Conservatore può delegare compiti e funzioni al Direttore della Biblioteca. Il potere di firma degli atti a rilevanza esterna non è delegabile, salvo autorizzazione ministeriale».
Dalla predetta convenzione si evince, dunque, l’esclusiva competenza del Conservatore nella nomina del Direttore della Biblioteca, non essendo previsto, ad alcun titolo, l’intervento del Ministero.

3. I vertici della Biblioteca
Vengo ora a ricostruire i concreti avvicendamenti dei vertici della Biblioteca. Il Monumento Nazionale dei Girolamini, fino al 12 maggio 2009, è stato gestito da Padre Giovanni Ferrara, venuto a mancare nell’aprile del 2010, il quale dal 1971 ha svolto presso la struttura la funzione di Direttore della Biblioteca e che, alla morte (1984) del Conservatore Padre Ugo Oggè, ha assunto anche quella di Conservatore del Monumento Nazionale, carica che già ricopriva come Conservatore facente funzioni, considerato il perdurare dello stato di malattia di Padre Oggè.

In data 20 marzo 2009, il Procuratore Generale della Confederazione Oratoriana di San Filippo Neri, Sac. Dott. Edoardo Aldo Cerrato, ha affidato l’incarico di Conservatore del Monumento Nazionale dei Girolamini al R.P. Sandro Marsano che, a sua volta, ha nominato quale Direttore della Biblioteca il dott. Alberto Bianco, figura laica, ma appartenente alla Confederazione Oratoriana di San Filippo Neri.

In data 15 febbraio 2011 il Conservatore Marsano ha comunicato alla suddetta Direzione le avvenute dimissioni da Direttore della Biblioteca del Dott. Alberto Bianco.

In data 1° giugno 2011, il Conservatore della Biblioteca Oratoriana dei Girolamini ha comunicato alla Direzione Generale del Ministero che sarebbe stato nominato come Direttore della Biblioteca il Sig. Marino Massimo de Caro, il quale – cito dalla lettera – «si è mostrato ben disposto a mettere a servizio, anche solo temporaneo, la sua professionale competenza a servizio della nostra biblioteca». Il Direttore Generale, Dott. Maurizio Fallace, proprio perché il Ministero non ha alcuna competenza nella nomina del Direttore della Biblioteca, ha risposto, in data 2 giugno 2011, prendendo semplicemente atto di quanto comunicato e aggiungendo che «tenuto conto della mancanza di professionalità nell’Ordine monastico e che da tempo la S.V. svolge funzioni di direttore ad interim e nelle more del reperimento di un bibliotecario al quale conferire le titolarità in via definitiva, si prende atto e si resta in attesa di ricevere copia del provvedimento», a ulteriore conferma del fatto che il provvedimento di nomina a bibliotecario è di esclusiva competenza del Conservatore del Monumento Nazionale.

Nel momento della nomina a Direttore della Biblioteca il Sig. Marino Massimo de Caro era consulente del Ministro pro tempore, con nomina in data 15 aprile 2011. Tale incarico è stato da me riconfermato in data 15 dicembre 2011. Con riferimento alle vicende in corso, informo la Camera che il Sig. Marino Massimo de Caro, con lettera del giorno 17 aprile u.s., si è autosospeso dall’incarico di consulente fino al completamento di ogni tipo di indagine.

4. Gli interventi del Ministero
Prima ancora dell’Appello, sottoscritto da numerosi esponenti della cultura e richiamato nell’interpellanza, il Segretario Generale del Ministero ha disposto, in data 23 febbraio 2012, una visita ispettiva.

Interventi ispettivi erano stati effettuati, per le ragioni che dirò, anche in anni precedenti. Tra questi, annovero le ispezioni disposte dalla Direzione Generale e le richieste di informative ai Conservatori pro tempore, ai fini di verificare la sistemazione degli atti amministrativi, contabili e inventariali. Da tali interventi sono emersi, in sintesi, oltre alla non rendicontazione della contabilità speciale dal 1981 al 1994, la mancata compilazione e il mancato invio dei modelli 15 (prospetto riassuntivo delle variazioni intervenute nell’anno del materiale considerato immobile agli effetti dell’art. 7 del Regolamento di Contabilità Generale dello Stato), omissioni che costituiscono una grave inadempienza da parte dell’Istituto non solo per il controllo della corretta tenuta delle scritture inventariali, ma soprattutto per la custodia dei beni dello Stato.

Da ultimo, quest’oggi sono stati comunicati il sequestro conservativo della Biblioteca, disposto dall’autorità giudiziaria napoletana, e la contestuale nomina del Direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Dott. Mauro Giancaspro, quale Custode giudiziario.

Tutto questo ci rassicura.
Attendiamo pertanto sereni l’esito delle indagini penali e amministrative, di cui terrò informato il Parlamento in maniera tempestiva.

http://www.camera.it/207


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