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FOCUS. OTTOBRE 2005. DISMISSIONE IMMOBILI PUBBLICI - in Gazzetta Ufficiale

Questa la nuova versione dell'articolo 3, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 18 ottobre. La disposizione entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, ovvero il 19 ottobre.

I beni sono quelli individuati dall'Art. 13-ter della Legge 326/2003,poi indicati dal decreto del 28 febbraio 2005. Trovate a questo link gli allegati con gli elenchi

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DECRETO-LEGGE 17 ottobre 2005, n.211

Misure urgenti per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e disposizioni in materia aeroportuale. (GU n. 243 del 18-10-2005)

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Art. 3. Dismissione di beni immobili

1. Nell'ambito delle azioni di perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica attraverso la dismissione di beni immobili dello Stato, l'alienazione di tali immobili e' considerata urgente con prioritario riferimento a quelli il cui prezzo di vendita sia fissato secondo criteri e valori di mercato. L'Agenzia del demanio e' autorizzata, con decreto dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con le amministrazioni che li hanno in uso, a vendere con le modalita' di cui all'articolo 7 del decreto-legge 24 dicembre 2002, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27, i beni immobili ad uso non abitativo appartenenti al patrimonio dello Stato, ivi compresi quelli di cui ai commi 13, 13-bis e 13-ter dell'articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.

2. Fermo restando l'applicazione dell'articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, la vendita fa venir meno l'uso governativo, le concessioni in essere e l'eventuale diritto di prelazione spettante a terzi anche in caso di rivendita. Si intendono applicabili, anche quanto alle dichiarazioni urbanistiche, nonche' agli attestati inerenti la destinazione urbanistico-edilizia previsti dalla legge, le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 17 dell'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nonche' al primo ed al secondo periodo del comma 18 e al comma 19 del medesimo articolo 3. Resta ferma l'applicazione degli articoli 12, 54, 55, 56 e 57 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, per le procedure di dismissione successive a quelle di cui all'articolo 27, commi 13, 13-bis e 13-ter, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.

3. Agli atti di alienazione di cui al comma 1 o comunque connessi alla dismissione del patrimonio immobiliare di proprieta' dello Stato si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 275, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

4. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono riconosciuti all'Agenzia del demanio i maggiori costi sostenuti per le attivita' connesse all'attuazione del presente articolo, a valere sulle conseguenti maggiori entrate. 5. All'articolo 27, comma 13-ter, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, l'ultimo periodo e' soppresso.

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I beni sono quelli individuati dall'Art. 13-ter della Legge 326/2003,poi indicati dal decreto del 28 febbraio 2005. Trovate a questo link gli allegati con gli elenchi

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La manovra complessiva di 1,9 miliardi di euro Il decreto tagliaspese

(Dl Cdm 14.10.2005)

Una manovra complessiva di correzione dei conti pubblici per il 2005 di 1,9 miliardi di euro. E quanto contenuto in cifre nel decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 14 ottobre 2005. Una manovra limitata a due interventi: 1,1 miliardi di euro dal cosiddetto taglia spese, che limita le spese discrezionali per consumi intermedi ed investimenti fissi sia dello Stato che degli Enti pubblici non territoriali, sostanziato da un taglio del 30%.. Sono escluse le spese che riguardano la Difesa, la Sicurezza e il Soccorso e per quanto riguarda gli Enti pubblici sono esclusi gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, lIstituto Superiore di Sanit, gli Istituti zooprofilattici, gli istituti scolastici e le Aziende sanitarie e ospedaliere. Il secondo intervento riguarda, invece, la revisione delle tabelle di ammortamento delle aziende del comparto gas ed energia, che dovrebbe portare circa 800 milioni di euro. Infine viene previsto un altro intervento senza uno specifico quantum atteso che semplifica le procedure di dismissione immobiliari. Il decreto deve andare allesame del Parlamento per la conversione in legge. Il testo soggetto a modifiche fino al momento della pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

(14 ottobre 2005)

Decreto legge sul contenimento delle spese - Cdm 14.10.2005

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Ritenuta la straordinaria necessit ed urgenza di adottare misure finalizzate ad assicurare un rigoroso controllo degli andamenti di finanza pubblica nonch una razionalizzazione delle procedure di spesa;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 14 ottobre 2005;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'economia e delle finanze;

Emana il seguente decreto-legge:

Articolo 1

(Contenimento spese del bilancio dello Stato e degli enti pubblici non territoriali)

1. Per 1' anno 2005, le dotazioni d competenza e di cassa delle unit previsionali di base degli stati di previsione dei Ministeri concernenti spese per consumi intermedi e per investimenti fissi lordi, esclusi i comparti della difesa, della sicurezza e del soccorso, sono ridotte secondo gli importi indicati rispettivamente negli elenchi 1 e 2 allegati.

2. Per l'anno 2005 le autorizzazioni di spesa di cui all'articolo 9-ter, della legge 5 agosto1978, n. 468, e all'articolo 37 della legge 26 febbraio 1987, n. 49, come determinate dalla tabella C della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono ridotte, rispettivamente, di 116 milioni di euro e di 70 milioni di euro.

3. Gli stanziamenti per l'anno 2005 relativi a spese per consumi intermedi dei,bilanci di enti ed organismi pubblici non territoriali, che adottano contabilit anche finanziaria, individuati ai sensi dell'articolo 1, commi 5 e 6, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, con esclusione delle Aziende sanitarie ed ospedaliere, degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e delle Istituzioni scolastiche, sono ridotti nella misura del 10 per cento, comunque nei limiti delle disponibilit non impegnate alla data di entrata in vigore del presente provvedimento. Per gli enti ed organismi pubblici che adottano una contabilit esclusivamente civilistica, i costi della produzione, individuati all'articolo 2425, comma 1, lettera b), numeri 6, 7 e 8 del codice civile previsti nei rispettivi budget 2005, concernenti i beni di consumo e servizi ed il godimento di beni di terzi, sono ridotti del 10 per cento.

4. Le somme provenienti dalle riduzioni di cui al comma 3 sono versate da ciascun ente, entro il 30 giugno 2006, all'entrata del bilancio dello Stato, con imputazione al capo X, capitolo 2961. E' fatto divieto alle Amministrazioni vigilanti di approvare i bilanci di Enti ed Organismi pubblici in cui gli Amministratori non abbiano espressamente dichiarato nella relazione sulla gestione di aver ottemperato alle disposizioni di cui ai commi 3 e 4 del presente articolo.

5. A valere sulle maggiori entrate derivanti dall'attuazione dell'articolo 2 del presente decreto, un importo pari a ... milioni di euro iscritto in un apposito Fondo istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per la successiva ripartizione, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, tra le Amministrazioni interessate, su loro motivata richiesta, per indifferibili esigenze connesse alle spese di cui al comma 1.

Articolo 2

..............(omissis)...............

Articolo 3

(Dismissione immobili)

1. Nell'ambito delle azioni di perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica attraverso la dismissione di beni immobili dello Stato, l'alienazione di tali immobili considerata urgente con prioritario riferimento a quelli il cui prezzo di vendita sia fissato secondo criteri e valori di mercato. L'Agenzia del demanio autorizzata, con decreto dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze di concerto con lAmministrazione che li ha in uso a vendere a trattativa privata, anche in blocco, i beni immobili appartenenti al patrimonio dello Stato ivi compresi quelli di cui ai commi 13, 13-bis e 13-ter dell'articolo 27 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.

2. Ferma restando l'applicazione dell'articolo 27 e del terzo periodo del comma 1 dell'articolo 29 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, si intendono altres applicabili quanto alle dichiarazioni urbanistiche nonch agli attestati inerenti la destinazione urbanistica previsti dalla legge, le disposizioni di cui al secondo periodo del comma 17 dell'articolo 3 del decreto legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, nonch al primo ed al secondo periodo del comma 18 e al comma 19 del medesimo articolo 3.

3. Agli atti di alienazione di cui al comma 1 del presente articolo o comunque connessi alla dismissione del patrimonio immobiliare di propriet dello Stato si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 275, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

4. Una quota pari al ... per cento delle entrate realizzate con le vendite di cui al comma 1 assegnata all'Agenzia del demanio, ad integrazione delle risorse ad essa gi stanziate, per il potenziamento e lo sviluppo delle proprie attivit istituzionali.

5. All'articolo 27, comma 13-ter, del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, l'ultimo periodo soppresso.

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Consiglio dei Ministri n.26 del 14 ottobre 2005

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:

ll Consiglio dei Ministri si riunito oggi, alle ore 10,15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente, Silvio Berlusconi.

Segretario, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Gianni Letta.

Il Consiglio, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, Tremonti, ha approvato un decreto-legge finalizzato ad assicurare un controllo rigoroso degli andamenti di finanza pubblica e a razionalizzare le spese. In particolare, il provvedimento:

- limita, per l'anno 2005, le spese discrezionali per consumi intermedi ed investimenti fissi lordi dello Stato e le spese per consumi intermedi degli Enti pubblici non territoriali. Sono escluse, per quanto riguarda il bilancio dello Stato, le spese obbligatorie, quelle che riguardano i comparti difesa, sicurezza e soccorso. Sul fronte degli Enti pubblici non territoriali, il provvedimento non riguarda le Aziende sanitarie ed ospedaliere, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, l'Istituto superiore di sanit, l'ISPEL, l'AIFA, gli Istituti zooprofilattici sperimentali e le Istituzioni scolastiche;

- introduce una nuova disciplina degli ammortamenti fiscali dei beni materiali delle societ operanti nel settore dell'energia elettrica e del gas. In tal modo gli ammortamenti fiscali vengono allineati a quelli economico-tecnici stabiliti a fini tariffari dall'Autorit per l'energia elettrica ed il gas;

- agevola la procedura di vendita degli immobili ad uso non abitativo appartenenti al patrimonio dello Stato.

Il Consiglio ha poi definitivamente approvato, su proposta del Ministro per le politiche comunitarie, La Malfa, il Piano italiano per la crescita e lo sviluppo, il cui esame era iniziato nella seduta della scorsa settimana; esso indica le riforme, le misure e gli interventi nazionali programmabili per perseguire gli obiettivi dell'Accordo di Lisbona del 2000 e rinnovarne la potenzialit di pietra miliare per la crescita dell'Unione europea; ciascun obiettivo incluso nel Piano prevede una dettagliata ricognizione di progetti e programmi di intervento che spaziano dall'economico al sociale, al tecnologico, alla politica legislativa, alla qualit della regolazione.



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